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“Il Vecchio Ulivo e l’Uccello del Paradiso” – Lucia Miccichè – a cura di Salvatore Marotta

“Il Vecchio Ulivo e l’Uccello del Paradiso” – Lucia Miccichè – a cura di Salvatore Marotta

“Il Vecchio Ulivo e l’Uccello del Paradiso” è un racconto della giovane scrittrice pietrina Lucia Miccichè, uscito a Marzo 2017 per le Edizioni del Poggio. E’ risaputo che uno dei modi di esporre e tramandare verità sapienziali e spirituali è rappresentato dalla fiaba e, in genere, dalla letteratura fantastica ( basti pensare a #Tolkien e al famosissimo #IlSignoreDegliAnelli). Dietro parole arcane, figure emblematiche, allegorie e metafore, si dis-vela il significato potente e primordiale dei simboli, capace di ricondurci al Centro dell’Essere, a ritrovare il Santo Graal che è…l’Amore! Ed è quello che succede nel libro della nostra giovane Autrice. Soffermiamoci brevemente sui protagonisti: un Vecchio Ulivo ( la voce narrante) e l’Uccello del Paradiso ( la figura mistica). Quando il vecchio ulivo conosce quell’incantevole Creatura del cielo gli affida un’importante missione: andare alla ricerca del più grande mistero della vita e del mondo intero:l’Amore! Nella Tradizione , la figura dell’Albero è tra le più mistiche e sacrali, insieme a quella della Montagna. L’Albero rappresenta l’unione tra la Terra e il Cielo. Tradizioni e religioni differenti hanno avuto alberi sacri, Alberi della Vita, Alberi del Bene e del Male, del Paradiso, della Luce, della Saggezza, dell’Immortalità, ecc…

L’Albero fu ricollegato al mito dell’AXIS MUNDI, l’Asse del Mondo. Anche l’Uccello è altamente simbolico, basti pensare alla Fenice, simbolo d’immortalità; o alla tradizione dei Nativi Americani con l’Uccello di Tuono, simbolo di Potenza, Nutrimento, Trasformazione o Messaggero Divino, a seconda delle tribù native. Altro elemento simbolico è rappresentato dalla LINGUA DEGLI UCCELLI. Ne parla un’autorità indiscussa in fatto di Simboli e Dottrine Tradizionali come #RenéGuénon nel suo SIMBOLI DELLA SCIENZA SACRA, dove si legge che “gli uccelli sono presi di frequente come simbolo degli Angeli, vale a dire precisamente degli stati superiori”. Il terzo elemento simbolico che vogliamo considerare è rappresentato dal VIAGGIO INIZIATICO. L’Uccello del Paradiso, al pari di altri viaggiatori mitici, dovrà compiere un Viaggio dove affronterà diversi pericoli e incontrerà personaggi emblematici, ognuno dei quali segnerà il suo percorso verso la Consapevolezza: il Fanciullo Natalino, il Monaco, il Governatore, il Musicista, la Bella Danzatrice Marinedda, il Poeta, il Cieco…Ogni viaggio implica il Ritorno e l’Uccello del Paradiso alla fine ritorna dal Vecchio Ulivo. ” Domandai dell’Amore al più Piccolo ed esso mi diede la Speranza, domandai dell’Amore al più Devoto ed esso non aveva più spazio per me, allora chiesi al più Forte ed egli mi diede disperazione, mi rifugiai nella Musica ed ella mi istruì note nuove, così mi rivolsi alla Bellezza ed ella mi indicò la strada del cuore, così trovai la Poesia ed ella mi diede il modo per farlo intendere, ma ancora non comprendevo la risposta al grande mistero, così infine fu lui a trovarmi”.

Ed è proprio il Cieco, il più Fragile, a condurlo nella dimora dell’Amore perchè…” Non tutto è visibile agli occhi del mondo…A volte il Segreto è osservare ad occhi chiusi…” Con questa bellissima massima sapienziale possiamo concludere queste note. Il libro è adatto a tutti, grandi e piccini. Come leggiamo in una bella recensione apparsa su NEXUS:” Si tratta di una storia che ha più livelli di comprensione: per i bambini, è una fiaba avvincente e dolcissima; per gli adulti è una allegoria sempre valida; per gli studiosi di filosofia esoterica è un viaggio di maturazione nella consapevolezza”. La storia è ambientata nel villaggio medievale di Pietraperzia, che nella fiaba viene chiamata “Terra di Pietra”. Arricchiscono il volume le illustrazioni di Nicolò Speciale, dove si riconoscono i luoghi più belli e suggestivi di #Pietraperzia.

Lucia Miccichè “Il Vecchio Ulivo e l’Uccello del Paradiso”, 2017 Edizioni del Poggio, Poggio Imperiale (FG).

Salvatore Marotta

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Categorie: Libreria

Pubblicato da Ereticamente il 31 Agosto 2017

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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