Pretiosum Donum Dei – Paolo Galiano

Pretiosum Donum Dei – Paolo Galiano

PAOLO GALIANO: IL PRETIOSUM DONUM DEI (con presentazione di M. Marra).

Tra le opere di Alchimia del Medioevo, il Pretiosum donum Dei ha un posto di particolare rilievo essendo uno dei primi trattati illustrato con immagini che simboleggiano le Operazioni alchemiche attraverso le figure e i colori con cui esse sono dipinte.

La traduzione di un manoscritto del XV secolo (ms Guelf. 77.2 Aug. 8° della Biblioteca di Wolfenbüttel, dal quale sono tratte le dodici illustrazioni presenti nel testo) consente di leggerlo in uno dei più antichi testi originali ed integrali, forse ancora più antico di quanto si ritenga come sembra di poter affermare sulla base di alcune frasi contenute in questa redazione del Donum Dei, la quale presenta differenze interessanti rispetto ai manoscritti sia contemporanei che di epoca successiva. con i quali esso viene comparato nelle note che accompagnano sia la trascrizione che la traduzione del codice.

Nell’Introduzione vengono puntualizzati due argomenti concernenti la storia dei testi alchemici: l’attribuzione o meno del testo a Georges Aurach, attribuzione che l’Autore contesta sulla base delle evidenze derivanti dai codici e dai testi a stampa presi in esame, e i rapporti intercorrenti tra il Pretiosum donum Dei, il Rosarium philosophorum e lo Speculum alchimiae, attribuito esplicitamente dagli amanuensi a Frate Elia in sei diversi codici. Quest’ultimo, poco conosciuto tra gli studiosi di Alchimia, è ampiamente citato dagli altri due testi ben più noti, il che consente di trarre importanti deduzioni sulla diffusione di esso tra gli scrittori di Alchimia del tempo, facendo dello Speculum uno dei punti di riferimento della ricerca alchemica nel XV secolo e forse ancora prima.

 

Ed. Simmetria – pp. 144, dodici illustrazioni a colori.

Prezzo: 28 €  (per le Librerie presso cui reperirlo si veda il sito www.simmetria.org).

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Categorie: Libreria

Pubblicato da Ereticamente il 14 Luglio 2017

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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