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Ascesa alla vetta del Monte San Primo a cura del Gruppo Escursionistico Ass. Trad. Pietas – Nord Italia

Ascesa alla vetta del Monte San Primo a cura del Gruppo Escursionistico Ass. Trad. Pietas – Nord Italia

Nuova ascesa in vetta per il Gruppo Escursionistico Pietas – Nord Italia¸ questa volta sul Monte San Primo¸ cima più alta dell’intero Triangolo Lariano, nonché privilegiato punto panoramico di tutta la zona, con i suoi 1682 metri di altezza.

Peculiare caratteristica di questa montagna dai dolci pendii erbosi è la quasi totale assenza di vegetazione arborea lungo i suoi rilievi, risultato di una secolare attività di allevamento del bestiame (in auge sin da epoca medioevale), che ha causato una graduale eliminazione della copertura vegetale a favore della nascita di ampie praterie da sfalcio. Tuttavia, osservando meglio le pendici del Monte San Primo, è possibile notare in più punti la comparsa di sparpagliate e nuove boscaglie pioniere, vero e proprio preludio ad un’auspicabile ritorno del bosco in alta quota e della tradizionale faggeta, che contraddistingue queste contrade.

Partendo dall’abitato di Sormano, dopo una breve e piacevole passeggiata lungo la strada asfaltata che conduce a Pian del Tivano, raggiungiamo la deviazione per il celeberrimo Muro di Sormano, una ripidissima salita in mezzo al bosco lunga circa 2,4 km, con pendenza media del 12% (e svariate punte al 24%), estremamente nota fra gli appassionati di ciclismo e divenuta famosa a partire dagli Anni Sessanta, quando fu introdotta nel Giro di Lombardia allo scopo di fare selezione nel gruppo dei partecipanti. Metro dopo metro, grondanti sudore, affrontiamo a piedi il Muro con il rispetto che merita, sorridendo divertiti alle parole di Bartali, stampate a grandi caratteri sull’asfalto, che tanto temeva la salita in bici lungo questo tratto!

Al termine di questa prima ascesa è possibile fare una sosta alla Colma di Sormano, privilegiato punto d’osservazione panoramico, dalla quale è possibile scorgere chiaramente la vetta che ci aspetta, il Cornizzolo, il Palanzone e gli aspri Corni di Canzo. Accanto al frequentato ristorante sorge la storica Capanna Stoppani¸ recentemente trasformata in un osservatorio astronomico, gestito dal Gruppo Astrofili Brianza.

Dalla Colma di Sormano imbocchiamo la comoda e ben segnalata Dorsale del Triangolo Lariano, costeggiando le pendici del Monte Cippei, del Monte Roncaglia e del Monte Cornet, il cui sottosuolo è caratterizzato da vasti fenomeni carsici, per poi giungere alla radura erbosa dell’Alpe Spessola, sulla quale si apre una vista mozzafiato sul vicino ramo lecchese del Lago di Como e sul massiccio montuoso delle Grigne.

Continuando lungo la Dorsale, ci si inerpica letteralmente lungo le pendici meridionali del Monte Ponciv, imboccando il Passo di Terrabiotta, che si snoda proprio al di sotto della Cresta Est del San Primo e della Cima del Costone. L’ultimo tratto di ascesa, percorso su uno stretto sentiero sterrato con roccette affioranti, è da affrontare con la dovuta calma, ma la visuale che si apre sulla cima lascia senza parole, abbracciando l’intero arco alpino occidentale e la caratteristica biforcazione del Lago di Como.

Un’ottima ascesa, con un dislivello positivo totale di 1.067 metri, preludio a quella, ben più impegnativa, che ci attenderà a breve lungo le decantate falde del Monte Resegone

Gruppo Escursionistico Ass. Trad. Pietas – Nord Italia

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Categorie: Strade d'Europa

Pubblicato da Ereticamente il 14 Aprile 2017

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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