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Leonardo da Vinci, la Vibrazione Universale, l’Alchimia Spirituale (4^ Parte) – Massimo Di Muzio ©

Leonardo da Vinci,  la Vibrazione Universale,  l’Alchimia Spirituale (4^ Parte) – Massimo Di Muzio ©

Madonna Benois o Madonna del fiore

(1478-80) Leningrado, Ermitage

Quest’opera, contemporanea alla Madonna del Garofano e simile nel contenuto, ma sicuramente un passo avanti come tecnica, rappresenta l’inizio della originalità stilistica di Leonardo come pittore e praticante dell’altra Arte. Anche in questo dipinto, oltre al significato classico del rapporto d’amore madre-figlio, raffigurato in primo piano e perno della vita di un essere umano, ne viene mostrato un altro in riferimento all’Alchimia; è infatti nella stretta relazione tra il petto di lei, le sue mani e quelle del bambino, che dobbiamo cercare quello che ci serve (la tecnica del gioco di mani, come viene conosciuta da coloro che si dedicano all’Alchimia).

In secondo piano, la cosa che più colpisce è quella strana finestra che, insieme al davanzale e al gradino in basso, dà l’impressione di essere un inginocchiatoio aperto su una veduta che non mostra nient’altro che aria. Il pittore, com’è nel suo stile e com’è nell’Alchimia, ha voluto evidenziare dei rapporti geometrici. Riferimento certo a una tecnica che può metterci in contatto con la Vibrazione Universale e Cosmica presente nell’atmosfera. A cui volendo si può aggiungere altra Vibrazione utile ricavata dagli oli essenziali delle piante e dei fiori. Tutto ciò non cambierà di certo il nostro DNA e nemmeno il nostro destino, ma forse potrà aiutarci a viverli meglio. In conclusione di questo capitolo: Leonardo ha voluto indicarci un possibile modo di elevazione Spirituale che non ha niente a che vedere con la preghiera e gli insegnamenti ufficiali della Chiesa Cattolica del suo tempo. È d’obbligo fare ora una distinzione tra:

–         la preghiera come viene insegnata alla gente con le parole e i concetti stereotipati;

–         la preghiera come viene rivelata individualmente dal proprio Angelo Custode, che è poi la Luce della nostra Vibrazione, donataci dal Padre Eterno.

6

Madonna del Latte (1483-85)

Leningrado, Ermitage

Leonardo in questo dipinto comincia a superare i limiti degli insegnamenti giovanili ricevuti presso altre botteghe. La sua tecnica pittorica e la raffigurazione dei soggetti cominciano a soddisfarlo. Tutto infatti è più preciso, più chiaro, sia nell’estetica che nel simbolismo. Stesso discorso anche per l’atmosfera che riesce a creare in questo periodo, semplice ma ben definita nei rapporti di chiaro e di scuro. Non è ancora quella degli anni a venire, ma il Rinascimento nell’Arte è ormai iniziato, come d’altronde dimostra questo quadro, a cominciare dal sorriso della Dama.

La Donna in primo piano in questo dipinto troneggia per dimensione e importanza su tutto. Anche qui il centro estetico del quadro, che corrisponde al cuore e al seno della donna, coincide con il centro simbolico della rappresentazione. È da questo aspetto centrale che il bambino riceve direttamente il latte e la Vibrazione del cuore, così importanti per la vita. Anche qui si tratta di una donna come tante, che dapprima riceve la Vibrazione dal Cielo attraverso il plesso solare e il suo cuore e, infine, dal proprio seno lo offrirà come nutrimento al bambino. Del resto, ciò è ben dimostrato dal passaggio del colore azzurro del cielo al mantello di lei. Con questo dipinto Leonardo dimostra l’importanza della Vibrazione ricevuta e successivamente donata nella vita di tutti.  Il secondo piano del quadro rappresenta anche l’altra Arte, tanto utile per elevarsi.

Leonardo ha capito, sì, l’importanza della Vibrazione del Cuore ricevuta da ognuno, ma non sa di quante frequenze essa si compone. “L’Alchimia può aiutare inizialmente a ricevere nella propria Vibrazione personale la Vibrazione presente nel Cielo?”. All’inizio sì. Poi colui che cerca dovrà rivolgersi altrove. Risposta questa in cui comincia a intuire altre fonti importanti per la Vibrazione Cosmica. Il suo pensiero comincia a mostrargli che qualcosa è in potenza in ognuno di noi, non perché lo abbia appreso in maniera speculativa da altri, ma per sua comprensione diretta. Tuttavia, ancora non sa bene cosa sia quel qualcosa, e nemmeno dove possa trovarsi. Forse è per questo che di nascosto passa le notti a dissezionare cadaveri.

 “Una Via deve esserci in ognuno di noi, anche se è probabile che sia differente e che ognuno, in quanto unico e irripetibile, la debba trovare a suo modo. Sì, è vero che tutti respiriamo, tutti abbiamo un cuore che batte e un metabolismo, e quindi è probabile che possa esserci qualcosa che ci accomuna, ma la capacità polmonare varia in ognuno di noi, influenzata da diverse variabili; stessa cosa per il flusso del sangue, il cuore e la digestione. Quindi, ammesso che possa esistere un’Arte utile, ognuno dovrà applicarla alla propria persona in maniera individuale, sperimentando di persona la sua efficacia”

Ed è proprio questa Alchimia primordiale appresa che permette a Leonardo una prima conoscenza di se stesso e della sua aspirazione come uomo. Gli fa capire dove deve indirizzare le sue ricerche senza soffermarsi sulle circostanze esterne della vita: infatti, in questo quadro non ci sono inutili oggetti in primo piano. In questo periodo l’Arte che scaturisce dall’Alchimia, che lui usa e indica nel dipinto, è ancora relativamente semplice, ma già gli offre la possibilità di ricevere dall’atmosfera frammenti di Vibrazione Solare.

7

La Dama dell’Ermellino (1485 ca.)

Cracovia, CzartoryskiMuzeum

Il dipinto permette di osservare come in questo periodo Leonardo sia sicuramente andato oltre gli insegnamenti ricevuti nelle scuole di pittura e ormai, secondo lui, superati. La sua pittura riesce ora a esprimere completamente, tramite una nuova tecnica, un nuovo linguaggio e il suo pensiero che corrisponde al meglio la sua visione della Realtà. Ciò che noi conosciamo oggi con il termine Rinascimento è sicuramente iniziato. Nel dipinto troviamo ritratta in primo piano Cecilia Gallerani. La tecnica pittorica con cui l’opera è realizzata, e anche il significato dell’altra Arte, sono ben centrati nella luce e circoscritti nell’oscurità, così come lo sono nel rapporto simbolico ed estetico. Difatti, come è evidente, i due soggetti rappresentati sono avvolti in un’oscurità indefinita,

Oil on Wood 54.8 x 40.3 cm

simbolo del mistero profondo che ci sovrasta, in cui la Dama, che rappresenta la Vibrazione, con la sua eleganza perfetta, sembra apparire e vivere insieme al suo piccolo compagno.  Ormai Leonardo ha già superato l’orizzonte della visione terrena. Per lui la Vibrazione discende da una fonte situata oltre il sistema solare, nel Cosmo.

“D’accordo, non posso capire la Vibrazione Universale, non posso sapere da dove viene, però posso cercare di unirmi in un’armonia sempre più profonda con lei”.

Questo si chiede ora Leonardo con l’Arte che lui conosce, senza capire ancora completamente le varie relazioni armoniche delle frequenze vibrazionali, né dove lo possano portare. Tutto ciò si trova descritto nel dipinto. Inoltre la mano della Dama, che accarezza dolcemente l’animale, ci indica ancor di più come si possa trovare, nei giusti rapporti ripetuti, il contatto armonico con la Vibrazione Universale. La chiave per unirsi alla Vibrazione Universale è l’Ermellino, il quale, come il mantello di un Re fatto della sua pelliccia, potrà avvolgere completamente la Donna (Coscienza Personale) ed elevarla al rango di Dama (Coscienza Individuale) donandole una magnificenza regale. Infatti, l’Armonia della Vibrazione personale è per forza di cose un sottotono dell’Armonia della Vibrazione Universale. La tecnica dell’Arte Alchemica farà entrare in risonanza la propria Vibrazione del Cuore con la Vibrazione Universale. Ecco altresì indicato anche “il contatto più profondo” e la possibilità di utilizzarlo.

“Se la VibrazioneCosmica è Infinita e dà vita a tutto, cosa sarà ciò da cui scaturisce?”.

 Anche quell’Uno-Padre comincia in lui a definirsi.

 

 

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Categorie: Alchimia

Pubblicato da Ereticamente il 18 Febbraio 2017

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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