Leonardo da Vinci, la Vibrazione Universale, l’Alchimia Spirituale (3^ Parte) – Massimo Di Muzio ©

Leonardo da Vinci,  la Vibrazione Universale,  l’Alchimia Spirituale (3^ Parte) – Massimo Di Muzio ©

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La Vibrazione Universale, l’Alchimia

Il giorno dopo feci colazione in pigiama, continuando intanto a pensare a quello che avevo scoperto ed interpretato. Dopo aver spalancato i vetri e le persiane di tutta la casa per fare entrare più luce e cambiare aria, iniziai a consultare altri libri: ormai sapevo cosa cercare e dove cercarlo e per questo trovai molto materiale sull’Alchimia, anche appartenente altre epoche storiche.

Mi fermai a riflettere: “Calma, calma, andiamo con ordine. Cerchiamo di rimanere concentrati solo su Leonardo, sulla Vibrazione Universale, sull’Alchimia, e tralasciamo tutti gli altri possibili riferimenti e contenuti storici. Il resto del materiale trovato potrà essere utile per un altro libro, se mai sarà scritto”.

“In alcuni disegni e dipinti Leonardo ci dice, indicandolo per mezzo dei personaggi raffigurati con il dito verso il cielo, che dalla Vibrazione Cosmica nasce la Vita che vediamo e che si trova dappertutto nell’Universo. La quale possiamo fare nostra; non appropriandocene in maniera volgare – ciò sarebbe impossibile – ma entrando in armonia con lei, vibrando all’unisono insieme, grazie all’Alchimia Spirituale. È lei la tecnica utile che unirà la Vibrazione umana con quella Cosmica.”

Un uomo vive grazie alla Vibrazione che gli è trasmessa, anche se in maniera infinitesimale, alla nascita. Da questa Vibrazione ricevuta dai genitori, su cui fonda la propria coscienza, il proprio essere e i suoi vari corpi energetici vibrazionali, potrà iniziare a migliorarsi interagendo con la Vibrazione Universale.

Ciononostante, continuando a inserirsi nella Materia, dovrà sforzarsi per capire in se stesso quel codice individuale che gli è stato dato, come Essenza, nel momento della sua nascita Cosmica e da chi, perché è la Radice da cui proviene. (Comunque state tranquilli e nessuno si illuda: per fare questo serviranno eoni di tempo e di reincarnazioni).

Poi, una volta conosciutosi come una coscienza infinitesimale che riflette la Luce del Padre, collaborando insieme ai suoi Fratelli di Luce potrà cominciare a usare sempre meglio se stesso, in ogni incarnazione, tramite il lavoro che si è scelto.

Il nome cosmico, assegnatoci dai nostri Creatori i quali lo hanno appreso dal Padre sorgente della Vibrazione Cosmica, è scritto nel cuore di ognuno di noi in maniera indelebile. Nasce con noi e vivrà per sempre con noi.

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Madonna del garofano (1478-80)

Monaco, Alta Pinacoteca

Madonna del garofano

Il giovane Leonardo ha circa ventisei anni ed ha iniziato la sua carriera di pittore grazie anche alle prime commissioni ottenute per la mediazione della bottega del Verrocchio, da cui non si è ancora completamente staccato, neanche stilisticamente.

Ciò è evidente in questa sua opera, una delle prime, in cui si osserva che la tecnica pittorica, a cominciare dal disegno, è guidata dagli insegnamenti ricevuti e non ancora superati. La geometria con la variazione di campo tra primo, secondo e terzo piano non è ben dimostrata perché la prospettiva è lungi dall’esser applicata; il disegno mostra la tipica giovanile sovrabbondanza di dettagli, i colori sono molteplici e ognuno vibra a suo modo; la luce e le ombre non sono ben impostate, non riescono a dare atmosfera. Ciò nonostante, il valore complessivo della rappresentazione è già notevole.

Il soggetto del quadro è una classica maternità.

La Dama, non una Madonna, offrendo il garofano rosso dona la Vibrazione d’Amore al bambino, che si affretta a riceverla. Questo gesto evidenzia che ogni donna, nel ruolo di madre, è importante per trasmettere la prima Vibrazione d’Amore, che sarà poi fondamentale per tutta la vita dell’essere umano.

Fino a qui ci troviamo nel significato più comune, inteso da tutti anche allora. Ma a ben guardare alcuni elementi della composizione e la loro collocazione, ci rimandano a un altro modo d’intendere che si riferisce a un’altra cultura, anche lei presente nell’animo dell’artista e con un suo codice di sviluppo da seguire. Probabilmente, insieme ai primi insegnamenti sulla pittura, Leonardo ha appreso un qualche diverso tipo d’insegnamento che inserirà poi nei dipinti, a cominciare da questo.

Come risulta ad un’attenta osservazione: 1. La geometria di quelle finestre (bifore) in sequenza alternata di due con il loro colore così scuro, vogliono per forza attirare la nostra attenzione. Quasi a volerci dire: “È qui che dovete cercare!”;

  1. Il vaso di vetro che si osserva in basso sulla destra con i fiori, simbolo riferito all’Alchimia che Leonardo di sicuro conosce, anche se in maniera parziale.

Cosa possiamo cominciare a capire? Si tratta di un invito ad avvicinarsi ad un’altra Arte? Sì. In questo periodo della sua vita, Leonardo crede fortemente in se stesso e nella sua voglia di fare, come tutti i giovani, tramite la quale vuole migliorare la società in cui vive. In cui esprime anche la sua fede nell’Alchimia, come possibilità di accrescimento vibrazionale che  gli offre.

L’Alchimia Spirituale è il presupposto fondamentale dell’Alchimia Operativa; quest’ultima è invece la verifica e l’attuazione della propria realizzazione spirituale, da cui scaturisce la Scienza dello Spirito. Nessuno può cercare di alterare la Materia e la Natura se prima non ha ottenuto una vera Conoscenza Spirituale del Mondo in cui vive. (L’uomo moderno invece non solo ha perduto il contatto spirituale con se stesso e i propri corpi energetici, ma anche la sua relazione con la Natura e il pianeta Terra).[1]

Secondo il pensiero che scaturisce dall’interpretazione di questa Arte ritenuta Sacra, conosciuto anche ai tempi di Leonardo, noi possiamo integrare ancor di più la nostra Vibrazione del Cuore, ricevuta alla nascita, con la Vibrazione Universale.

Tale informazione non verrà mai espressa direttamente dal pittore ma sarà sempre indicata dal simbolismo presente nei suoi quadri. Forse perché all’epoca non si poteva andare contro l’informazione del potere ufficiale.

È da notare che Leonardo non è certo un uomo religioso e non s’inginocchierà mai davanti agli insegnamenti della Chiesa. Non è neppure uomo di famiglia e non cercherà mai di essere l’uno o l’altro per sentirsi realizzato.

[1])Questa distinzione è soltanto esemplificativa per coloro che non sono addentro all’Alchimia. Quest’Arte è una materia molto complessa, difficile da studiare e, data la sua vastità e profondità, ancor più difficile da divulgare.

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Categorie: Alchimia

Pubblicato da Ereticamente il 5 Febbraio 2017

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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