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Elezioni americane: chi ha vinto? – Fabrizio Belloni

Elezioni americane: chi ha vinto? – Fabrizio Belloni

Che domanda stupida, mi dirà il solito divoratore di media, col cervello portato all’ammasso, come si diceva una volta.

Ha vinto Trump! Squittirà il benpensante col cervello che da tempo ha dato le dimissioni.

Nossignori!

Le elezioni americane le ha vinte la Grande Germania.

Vediamo un po’.

Da una parte c’era quella sintesi di antipatia falsa, quella Illary che da quarant’anni si dibatte e starnazza per trovare un’autoaffermazione che le sfugge. Non ha capito che se emana un calore umano pari allo zero assoluto (-273°) non può rivestire la figura di wonder woman. Eppure aveva dalla sua tutta (tutta) la stampa, tutte le radio e tutte le tv. E i poteri forti, erano allineati dietro di lei: giustamente un giornalista ha ravvisato una forte similitudine con la Nomenklatura comunista sul palco della Piazza Rossa nel giorno della parata militare. Alla lunga Lady ghiacciolo non ha retto Fine delle trasmissioni.

Dall’altra abbiamo trovato uno strano tipo. Una specie di mistura del Bossi prima maniera, ugualmente sguaiato, del Grillo populista convinto e fiero, con una spruzzata di Salvini, e forse una grattatine di Berlusconi. Forse, ma è illazione mia, vi è anche una rapsodia ungherese di accompagnamento, visti i 500 e più chilometri di muro che il Donald ha detto di voler erigere al confine col Messico, per evitare invasioni clandestine. Mica è un Renzi qualsiasi, lui.

I progressisti radical chic erano totalmente, unanimemente d’accordo: avrebbe vinto il Ghiacciolo.

Ha vinto il “populista”, alla faccia dei due partiti (anche il suo) dal quale si è affrancato, e di tutti i sondaggi.

Vox populi…

Nel programma ripetuto e ripetuto, a parte le faccende interne, delle quali non me ne importa poi molto, quello che risalta come un pugno nello stomaco è la volontà di non immischiarsi più in faccende europee, mediorientali, africane in genere. E rapporti civili e seri con Putin.

Tradotto: neo isolazionismo politico. A me sta bene, benissimo.

L’Europa si troverà così, dopo la benedetta e benaccolta Brexit (la “casa madre “ che ha dato l’esempio!), a dover e poter far conto solo su se stessa. Dall’Atlantico agli Urali.

Germania che diventa Grande Germania, non in conflitto ma alleata con la Russia.

Lasciate che spurghino e si levino dalle scatole le classi politiche che occupano abusivamente il potere in Europa, e la Storia seguirà il suo corso. Il Continente avrà al centro la Grande Germania che cominciò il suo percorso di ascesa nel 1870, e sarà supportata verso oriente dalla Grande Russia, non più nemica ma intelligentemente e strategicamente alleata, che estende il suo potere fino al confine col Giappone.

Tecnologia, industria, materie prime, energia, 900 milioni di bianchi, civili, non più in lotta fra se stessi.

Questo ha portato sulla scena l’elezione di quel Trump che ha sparigliato le carte. Del resto bastava guardare il grigiore dei giornalisti linguetta italici per provare soddisfazione. L’unico che non aveva capito nulla era il tizio che fa – provvisoriamente – il Primo Ministro in Italia: ma che ci volete fare? Lo hanno disegnato così, e non si può pretendere di cavar sangue da una rapa.

Forza, gente! E’ cominciata!

Fabrizio Belloni

Mercoledì, 9 novembre 2016.

Cell 348 31 61 598

 

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Categorie: Cogitamenti

Pubblicato da Ereticamente il 10 Novembre 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Enrico

    Egr. Belloni,
    anche io molto modestamente ho pensato all’inedita posizione di Trump verso la Russia come la cosa più interessante per il futuro.
    Tuttavia mi chiedo se non si vada invece verso un patto a tre USA-GB-Russia con un’Europa marginalizzata e depressa schiacciata tra il nuovo blocco e quello Cinese.

  2. Enrico

    no: ha vinto l’America e casomai la Russia, i paesi minori come la Germania non contano un c………

  3. nota1488

    Un’Europa a trazione tedesca (non con la Merkel e i turchi, ma con i Tedeschi) che faccia da mediatore tra USA e Russia ponendosi come guida culturale di un mondo Bianco? Mi sa che è proprio quello che voleva la Grande Germania, chi non lo capisce è un demente o peggio, vuole una “comunità europea” a trazione sovranazionale che si faccia umiliare da USA e Russia a scapito dei Bianchi europei, come avviene ora. La razza tornerà prepotentemente a decidere le dinamiche geopolitiche (forse guerra del mondo Bianco contro la Cina a breve) e i destrorsi non razzialisti che vogliono un nuovo “impero romano” non capiranno nulla come sempre hanno fatto.

  4. Giancarlo

    Dire che la vittoria nelle elezioni americane sia stata quella della Grande Germania mi pare un pochino esagerato, quel che è certo è che le dinamiche storiche non vengono mai, quasi mai, determinate dalla singola volontà di un singolo personaggio ma si trovano incarnate in quel singolo personaggio. Dicevo quasi mai, perché abbiamo qualche esempio nel passato di dinamiche storiche create da un particolare ed eccezionale personaggio, mi viene in mente Alessandro di Macedonia, la creazione del Mondo ellenistico è stata sua e solo sua, anche se resa possibile da quella dinamica storica derivata dalla decadenza dell’impero persiano, senza questa decadenza mai, il pur grande Alessandro, sarebbe arrivato fino ai confini del Mondo, mai avrebbe sconfitto Ciro e Dario. La speranza che l’elezione di Trump sia il segno di un cambiamento geopolitico e attraverso l’alleanza eurasiatica e a un nuovo rapporto Europa-Russia-Asia islamica, porti alla nascita di quel blocco terrestre che i geopolitici chiamano Heartland, è una speranza anche mia, l’implosione degli USA che l’elezione di Trump potrebbe accelerare è condizione sine qua non per questa alternativa. Vedo con favore le manifestazioni, più o meno imbeccate, che stanno scuotendo l’America post elezioni, il tempo ci dirà se sono le ultime convulsione dell’impero tassalocratico stratunitense.

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