fbpx

Trump contra Clinton: il duello di cartapesta – Umberto Bianchi

Trump contra Clinton: il duello di cartapesta – Umberto Bianchi

Sembra proprio che le luci della ribalta ultimamente si siano tutte puntate sul duello per la corsa alle presidenziali americane, tra il repubblicano Donald Trump e la (pseudo) democratica Hillary Clinton. Ambedue hanno oramai lasciato la politica, l’economia e tutte le tematiche che dovrebbero esser annesse ad una normale campagna elettorale, in qualche sperduto recesso dell’universo, optando invece per una disgustosa sceneggiata fatta di boutade, colpi bassi, dicerie e vigliaccate personali d’ogni sorta.

L’arcigno Trump svolazza nei sondaggi? Ed ecco che come dal cilindro magico di un prestigiatore la sig.ra Clinton si attacca ad alcune battutacce che il multimiliardario si sarebbe lasciato sfuggire, in un classico momento di cazzeggio. E allora apriti cielo! Trump ha parlato di “pussy”/figa, di tette, posteriori, lasciando tutti gli smielati benpensanti della middle class yankee con un palmo di naso. Ma come, a Trump piace la figa? Non è gay, pardon, “diversamente etero”? Mio Dio che orrore…Lui allora non se le lascia proprio cantare e ci va giù pesante: porta in tivvù alcune babbione che accusano il coniuge della non- più-bella Hillary, il famoso Bill “cerniera-svelta” Clinton, di averle molestate a sangue, in un caso, sino a giungere addirittura alla violenza fisica.

Se Hillary vola nei sondaggi, il vecchio Trump regge, invece, stentoreo. E lo show continua…pieno di una smielata e disgustosa ipocrisia. E allora ritorno alla mente ad uno dei tanti talk-show nostrani, recentemente incentrato sulle troppe morti di afro americani, a causa delle maniere un po’ forti della polizia yankee. Tra i vari partecipanti quel Luttwak, guitto caro alla CIA, troppo spesso ospite dei nostrani parlatoi tivvù che, d’improvviso, in un momento di distrazione, se ne esce chiamando gli afro americani “negri” e per questo, subito ripreso da una sua bella connazionale, spesso ospite delle nostre trasmissioni nel ruolo di spavalda analista politica delle cose Yankee. La tipa con fare indignato apostrofa l’ignaro guitto CIA. Vergogna! Ha chiamato “negri” quei poveri afro americani! Che linguaggio da razzistacci cattivi e quasi-nazisti! Belva! Certo, gli afro americani meglio ammazzarli con gentilezza di linguaggio e modi, meglio se inermi minorenni o poveri passanti.

E perché che dire del sistema giudiziario della patria mondiale dei diritti e della democrazia? Avete mai visto un mafioso italo americano con tanti bei morti sul groppone, finire sulla sedia elettrica? O che dire di quel ragazzaccio di Charles “Satana” Manson, autore della strage di Bel Air nel lontano 1969?

O di tutti i vari mostri maniaci, pluriomicidi, squartatori e cannibali sempre condannati al carcere perpetuo e mai, dico “mai” a morte? E invece a morte chi ci va? Guarda caso, sempre i poverelli, i poco abbienti ed i “negri”, anche dopo anni, senza alcun perdono o revisione processuale. Bello vero? Questo senza voler parlare delle stragi compiute qua e là nel mondo, degli errori e degli orrori compiuti per “esportare” amorevolmente e, per carità, con molta educazione e proprietà di linguaggio “politically correct”, democrazia e libertà in mezzo mondo, dal Viet Nam all’America Latina intera, dall’ Iraq all’Afghanistan, dalla Serbia alla Libia e via piacevolmente elencando, sino all’ultima birbonata in Siria, che ora dopo ora, giorno dopo giorno, sempre più va rivelandosi per quello che è: una sanguinosa trappola senza uscita che altro non fa che alimentare un integralismo sempre più fuori controllo…ma a Trump piace la gnocca e questo sì che è un vero scandalo! Senza neanche voler andare a rovistare nel lontano passato di aspirante attricetta, con tanto di soggiorno tra i salotti romani e Cinecittà, della ex-belloccia Hillary Clinton, dovremmo sempre ricordarci che i due di cui sopra, se la battono e se le danno per occupare il soglio di responsabili (almeno sulla carta, sic!) del paese da cui, ahimè, ad oggi, dipendono i destini politici ed economici di mezzo mondo e, pertanto, al di là di stupide simpatie per l’una o l’altra parte, sempre di presidenti americani si tratta, ovverosia di gente che, ad oggi, al di là delle belle parole, ad altro non pensa se non a trovare la maniera di rafforzare il dominio globale del modello Tecno-economico statunitense, per conto dell’una o dell’altra fazione dei Poteri Forti.

Chiarito questo punto e tornando al duello tra i due aspiranti Pontefici Usa, di fronte alle pluridecennali malefatte globali firmate States, sentir parlare di moralismi di vario genere, attraverso il morboso rovistamento della vita privata del proprio avversario politico, è cosa che produce un senso di schifo e di nausea anche nel più sprovveduto tra gli osservatori, ma non deve indurci a meraviglia più di tanto. L’ipocrita e peloso moralismo, la ricerca del pelo nell’uovo dell’altrui vita, non è solamente prerogativa di certo integralismo islamico, ma anche di certo integralismo occidentale, la cui radice va rinvenuta in una lettura integralista ed occhiuta del testo biblico.

Questo, con buona pace di tutti quei gonzi che perdono tempo e fiato a sbraitare contro l’integralismo islamico, dimentichi che gli attuali sfasci causati da quel perverso processo chiamato  Globalizzazione, altro non rappresentano che la pesante eredità di quanto preconizzato da quelle tanto decantate radici giudeo-cristiane, proprio attraverso l’esaltazione del denaro, come unico metro di misura delle umane cose (ricordate il detto calvinista “homo sine pecunia imago mortis est”?, sic!) e di cui i principali portabandiera sono proprio gli States ed i loro servitorelli occidentali. E, guarda caso, proprio andando a sollevare il disgustoso velo di falsità ed ipocrisia che pervade la campagna elettorale americana, al di là di fatti e fattacci vari, sempre lì si ritorna: alle radici malate di un monoteismo il cui scopo dichiarato sembra proprio esser quello di farsi onnipervadente ed asfissiante modello di vita e di sviluppo globale, usando qualunque mezzo a sua disposizione, senza più alcun rispetto, per nulla, niente e nessuno.

UMBERTO BIANCHI

Print Friendly, PDF & Email
Categorie: Esteri, Politica, Usa

Pubblicato da Umberto Bianchi il 14 Ottobre 2016

Umberto Bianchi

Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.

Lascia un commento

g. casalino

c. bene

J. Thiriart

m.houellbecq

g. colli