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Uomini e tempi, sesta parte – Fabio Calabrese

Uomini e tempi, sesta parte – Fabio Calabrese

A volte sembra che le tematiche che sto cercando di trattare sulle pagine di “Ereticamente” si moltiplichino sotto le dita in maniera spontanea. Uomini e tempi: il concetto di base di questa serie di articoli, è che gli esseri umani non solo sono fortemente influenzati dalle circostanze del tempo in cui vivono, ma si portano perlopiù dietro per tutta la vita concezioni, modi di pensare che sono il frutto della situazione della loro formazione in epoca giovanile, anche quando non sono più adeguati al mutare delle circostanze.

Solo così, ad esempio, a mio parere è possibile spiegare come mai, a distanza di un quarto di secolo dalla scomparsa dell’Unione Sovietica e del blocco comunista oltre la Cortina di ferro, continui a esserci negli ambienti “di destra” un ostinato atlantismo di gente che non si avvede, o rifiuta di accorgersi, che proprio dagli Stati Uniti viene non solo la dominazione politica che siamo costretti a subire da settant’anni, ma anche l’attacco più letale alla cultura europea, attraverso il veleno mediatico e l’omologazione planetaria di stili e modi di vita, oltre che – quel che in definitiva è la cosa peggiore – la spinta al mescolamento etnico.

Se “a destra” prevale l’atlantismo, negli ambienti più “nostri”, “dell’Area”, sembra prevalere piuttosto l’errore opposto e simmetrico di una pronunciata islamofilia. Anche in questo caso giocano suggestioni storiche passate: Mussolini e la Spada dell’Islam, i contorcimenti mentali che hanno portato un presunto maestro della tradizione come René Guenon a riconoscersi infine nella religione del Profeta, l’atteggiamento filo-islamico dell’Asse durante la seconda guerra mondiale, allo scopo di catturarsi le simpatie del mondo arabo in funzione anti-inglese. Quello che gioca qui, però, è soprattutto l’anti-sionismo (e questo è un autentico assurdo: tra gli avversari e le vittime del sionismo, i Palestinesi hanno un’importante componente cristiana, e gli Iraniani aderiscono a una corrente islamica quella sciita, odiata dai fondamentalisti quanto e più degli occidentali; in compenso le organizzazioni terroristiche di ispirazione fondamentalista, come Al Qaeda e l’ISIS, non hanno mai mosso un dito contro Israele).

I “camerati islamofili” o fascislamici rifiutano di vedere il fatto fondamentale che oggi l’islam è la bandiera dell’invasione multietnica contro l’Europa oltre a rappresentare una religione, una visione del mondo rozza, beduina in ogni senso, e radicalmente anti-europea.

Per i cattolici tradizionalisti, per quanti si attaccano al cristianesimo nell’erronea convinzione che esso rappresenti la “nostra” tradizione, si può fare un discorso analogo: non solo il cristianesimo è la lontana radice di tutti i movimenti sovversivi attuali, è stato né più né meno che “il bolscevismo dell’antichità”, ma oggi le Chiese cristiane, a cominciare da quella cattolica, sono in prima linea nel predicare “l’accoglienza” invece della resistenza agli invasori, nell’addormentare le coscienze, nell’ottundere la percezione che quella che si sta compiendo sotto i nostri occhi è una sostituzione etnica destinata a portare alla morte i popoli europei, a mascherare con un linguaggio ipocrita di finta carità un genocidio “soft”.

Tuttavia, se andiamo a vedere come stanno le cose “a sinistra”, ci accorgiamo che queste sono ancora pagliuzze in confronto alla trave nell’occhio dei “compagni” che non si accorgono o fanno finta di non vedere il fatto che le sinistre, convertite con zelo da neofiti alla “filosofia” del liberismo dopo il crollo dell’Unione Sovietica, hanno del tutto tradito quelle classi lavoratrici che pretendono ancora di rappresentare, per allinearsi completamente alla volontà dell’alta finanza internazionale. Quella vera mostruosità che è il PD italiano, il più prono agli ordini dei banchieri della UE ne è forse l’esempio più lampante, ma non è certo il solo.

Una serie di concetti utili, come si vede, per trarne un buon articolo, solo che per svilupparli sistematicamente, ne sono venuti fuori cinque, poi, non ho fatto in tempo a concludere il discorso, che una serie di fatti ha cominciato a profilare un cambiamento di scenario che verrebbe voglia di definire “epocale”, se non fosse per il fatto che oggi questo termine è divenuto terribilmente inflazionato (adesso è un fatto epocale anche se uno ridipinge la facciata della casa).

Cominciamo con il prendere in considerazione le recenti elezioni presidenziali austriache, riguardo alle quali sta diventando sempre più evidente il fatto che la vittoria di strettissima misura del candidato “verde” rispetto a quello identitario, è il frutto di una serie di manipolazioni e brogli che riguardano soprattutto i voti inviati per posta dagli austriaci residenti all’estero (i più facili da taroccare) grazie ai quali le vittoria del candidato identitario è sfumata all’ultimo minuto.

Ora, il fatto importante non è che “il sistema” sia perfettamente in grado di falsificare un’elezione e, se la cosa gli torna utile, non si fa nessuno scrupolo a farlo, e che di conseguenza credere nella democrazia è più o meno l’equivalente della fede in Babbo Natale, questo è un fatto che diamo per scontato.

Il dato importante che si può desumere da questa vicenda, è il fatto che “il sistema”, i burattinai dietro le quinte che hanno deciso l’estinzione dei popoli europei, preferiscono chiaramente favorire i movimenti di sinistra rispetto a quelli identitari, che rappresentano la reazione degli Europei alla spada di Damocle che l’invasione allogena e la sostituzione etnica hanno messo sul loro capo. “A sinistra” c’è molta gente che si pretende “rivoluzionaria” o almeno “alternativa”, mentre in realtà è perfettamente funzionale al sistema dell’oppressione, del privilegio, della condanna a morte dei nostri popoli. Se gli resta qualche neurone funzionante, qualche domanda dovrebbero cominciare a farsela, ma temo che ci siano poche speranze: quella è gente con le palpebre cucite col fil di ferro.

Possiamo poi rilevare il fatto che almeno la metà dell’opinione pubblica austriaca è schierata nel fronte identitario e anti-immigrazione. Qui il discorso potrebbe fare riferimento a un fatto di vicinanza non solo geografica ma anche storico-culturale a Paesi dell’Est come l’Ungheria o la Slovacchia che oggi giustamente rifiutano di snaturarsi per effetto dell’invasione allogena, sebbene negli anni della Guerra Fredda l’Austria si sia trovata al di qua della Cortina di Ferro. Il comunismo, possiamo vedere oggi, non ha devastato culturalmente e moralmente questi popoli come invece ha fatto la “democrazia occidentale” made in USA, a punto da far smarrire ai popoli caduti sotto il suo dominio il senso di avere un’identità etnica da difendere.

Un altro fatto che viene ad aggiungersi a questo quadro, è l’esito delle recenti elezioni amministrative italiane. Sebbene esse abbiano mostrato una situazione “a macchia di leopardo” con differenze considerevoli nelle diverse parti della Penisola, complessivamente mostrano che la presa del potere da parte del PD renziano sulla nostra sciagurata nazione è molto meno solida di quel che poteva sembrare.

Il predominio di questo partito, che è stato imposto agli Italiani dalla UE che ha licenziato Berlusconi come un cameriere i cui servigi non erano più richiesti, e imposto una maggioranza fittizia in parlamento attraverso una scissione del centrodestra (il carissimo Angelino Alfano, il cui nome potremo ricordare in eterno assieme a quelli di Gianfranco Fini, Pietro Badoglio e Giuda) poi per buona misura rafforzata da un’ulteriore secessione (l’altro ugualmente carissimo Denis Verdini), a partire dal 2011, è sembrato per un quinquennio, con Monti e Letta che hanno fatto da battistrada all’ebetino, far rivivere i fasti dell’era democristiana, dell’immobilità pressoché assoluta del quadro politico che ha caratterizzato tutta l’epoca della Guerra Fredda, con l’aggravante che una qualsiasi espressione della volontà popolare è rimasta del tutto estranea a un simile tirannico sconvolgimento deciso dagli stranieri, dalla dittatura “dei mercati” e delle banche.

Il PD stesso, d’altra parte, non scordiamolo, è nato dalla confluenza degli “ex” comunisti con gli “ex” democristiani mettendo assieme il peggio di entrambi, e mai con tanta chiarezza come in questo caso l’aggettivo “democratico” si può tradurre con “della volontà popolare non ce ne frega nulla”.

Ora, io al riguardo vorrei essere chiaro e non dare luogo a equivoci. Il centrodestra: Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega rappresentano qualcosa di molto lontano dal nostro ideale politico, tuttavia la loro rimonta sul PD rappresenta quanto meno un salutare scrollone a questo regime diretta espressione della UE e intenzionato a uccidere quanto prima il nostro popolo attraverso la sostituzione etnica, il più zelante esecutore del piano Kalergi che vediamo oggi in Europa.

Un discorso diverso, purtroppo, si deve fare là dove la gente, seguendo la logica della pura protesta che premia chi riesce a fare più rumore, ha accordato la preferenza ai Cinque Stelle, consegnando loro anche l’amministrazione di alcune grandi città come Roma e Torino. C’è un punto che dobbiamo avere assolutamente chiaro: IL MOVIMENTO CINQUE STELLE E’ UNA TRUFFA!

Questo movimento è stato creato appositamente (con disponibilità organizzative e di capitali sulle quali aleggia un fitto mistero, ma che possiamo intuire con un po’ di immaginazione) per “tenere a sinistra” e quindi rendere inutile una protesta che normalmente andrebbe in tutt’altre direzioni, per rendere impossibile la nascita in Italia di movimenti identitari come Alba Dorata, Jobbik o il movimento britannico di Nigel Farage. Del resto, basta vedere chi sono in prevalenza i suoi militanti, gente reclutata di peso nei Centri Sociali, che rappresentano il peggio di quel che è oggi la sinistra in fatto di antifascismo, ideologia gender, meticciato. Non si possono nutrire dubbi sul fatto che coloro che hanno incautamente affidato ai Cinque Stelle l’amministrazione delle loro città siano caduti dalla padella nella brace, e fa specie sapere che anche persone “dell’Area” gli abbiano dato il loro voto e il loro appoggio, frastornate dalla (il)logica della protesta più gridata ma perfettamente incanalata nella direzione voluta da coloro che stanno mettendo mano alla realizzazione del piano Kalergi.

La più vistosa incrinatura del piano Kalergi, qualcosa che dovrebbe essere raccolto da tutti i popoli europei come un segno di speranza e un esempio da imitare, è però la Brexit, il referendum che ha deciso l’uscita della Gran Bretagna dalla trappola dell’Unione Europea. Gli Inglesi con esso non hanno voltato le spalle all’Europa ma alla UE. Pensare che la UE sia l’Europa è come ritenere che un tumore sia l’uomo che ne è affetto. Questa sedicente Unione Europea che ci hanno imposto obtorto collo, volenti o nolenti, è uno strumento nelle mani della grande finanza internazionale, del grande capitale PRIVATO che controlla la BCE e la moneta, lo strumento principe per la realizzazione del piano Kalergi al di qua dell’Atlantico. Per far fallire il referendum sulla Brexit, hanno provato di tutto, un’imponente mobilitazione di tutti i media, minacce di pesanti ritorsioni economiche, persino l’omicidio politico. Chi ha armato la mano dell’assassino idiota che si illude di essere un neonazista che ha sparato alla deputata anti-brexit Jo Cox, sapeva benissimo che questo delitto sarebbe andato a screditare la causa dell’uscita britannica dalla UE, e non è bastato neppure questo.

Gli Inglesi hanno detto NO a una UE che in concreto significa pressione fiscale esorbitante, divieto per i governi di sostenere le imprese nazionali, porte spalancate all’immigrazione incontrollata, hanno scelto di voler continuare a esistere come nazione, è la scelta che dovremmo fare tutti noi.

Essendo anti-UE e anti-immigrazione, il movimento guidato da Nigel Farage che ha portato al referendum sull’uscita dall’Unione Europea, è stato subito etichettato come “di destra” o “di estrema destra”, ma in realtà nasce da una scissione dei laburisti. Farage, ex laburista, si è semplicemente reso conto che la politica di apertura indiscriminata all’immigrazione extracomunitaria, voluta dai laburisti britannici prima ancora che la UE la imponesse, ha danneggiato soprattutto le classi lavoratrici britanniche.

In base a un calcolo politico miope e opportunista, i laburisti, cioè LA SINISTRA inglese hanno favorito l’immigrazione indiscriminata, prima ancora che la fine della Guerra Fredda rimettesse in moto il piano Kalergi, ritenendo che gli immigrati avrebbero spostato a sinistra in maniera permanente l’elettorato britannico, in modo che ciò avrebbe garantito loro una presenza permanente al potere, lo stesso ragionamento che fanno oggi in Italia gli assassini della nostra gente che si nascondono dietro la sigla PD.

Le prime a essere danneggiate da questa politica scriteriata, sono state ovviamente le classi lavoratrici inglesi, per la concorrenza sul mercato del lavoro di una grande quantità di braccia non qualificate a bassissimo prezzo. Il primo, ovvio, risultato di questa cosiddetta immigrazione che sarebbe meglio chiamare esplicitamente invasione, è la compressione e la demolizione dello stato sociale. Oggi è possibile girare per gran parte dei quartieri di Londra senza incontrare un solo inglese nativo. E’ altrettanto ovvio che le imposizioni della UE hanno reso questa situazione ancor più intollerabile.

Gli Inglesi non hanno voltato le spalle all’Europa perché la UE non è l’Europa, al contrario, dal momento che la UE non è altro che uno strumento per attuare il piano Kalergi e portare all’estinzione i popoli europei attraverso la sostituzione etnica, hanno scelto la via della sopravvivenza e dato un esempio che tutti noi dovremmo seguire.

La UE ha fatto ricorso a quello che in definitiva è il suo unico strumento, una leva finanziaria in ultima analisi inefficace perché non in grado di incidere sull’economia reale, che al di là di una momentanea fluttuazione della sterlina non ha prodotto altre conseguenze. Si tratta di una forma di terrorismo psicologico esattamente uguale a quella usata contro di noi nel 2011 per indurre il governo che gli Italiani avevano scelto a dimettersi e accettare la sostituzione con quello voluto dalla UE, e i nostri governanti di allora caddero nella trappola a piedi uniti, si trattò del tanto mitizzato spread, ossia il rapporto di rendimento tra i buoni del tesoro italiani e tedeschi. Oggi siamo in grado di renderci conto che era né più né meno che una truffa. Oggi lo spread è ridisceso bel al di sotto dei livelli cui era stato artificiosamente gonfiato, ciò nonostante, vediamo bene che la crisi della nostra economia, con le nostre aziende svendute agli stranieri, l’alto tasso di disoccupazione soprattutto giovanile, la pressione fiscale che abbassa il tenore di vita delle famiglie e comprime i mercati, continua esattamente come prima.

Tutto ciò ci fa capire che la UE è come il mago di Oz, un mascherone-megafono dalla voce rimbombante, dietro il quale si cela un insignificante omuncolo.

La Brexit si è rivelata anche un importante test per capire quanto la sinistra – non solo italiana – si sia distaccata dalle classi lavoratrici cui ha definitivamente voltato le spalle, e quanto disprezzo nutra nei confronti della gente comune, di quel popolo lavoratore a cui i radical chic che si riconoscono oggi sotto le bandiere (gli stracci) sinistrorse riconoscono il diritto di esprimersi solo quando fa le scelte che fanno comodo a loro.

Abbiamo sentito, riferiti da “autorevoli” opinionisti, commenti che avrebbero fatto arrossire un conservatore moderato di metà ottocento. Quando il popolo sovrano per una volta prende davvero in mano il suo destino e fa le scelte che loro non convengono, allora non è democrazia, ma “demagogia” e “populismo”, è come dire che la gente comune, lontana dalle stanze del potere e dai privilegi delle classi alte sarebbe una massa di bambini deficienti che ha bisogno di essere guidata per manina, e a loro spetterebbe naturalmente il ruolo di pedagoghi.

Fra tutti, il commento forse più involontariamente umoristico che mi è capitato di sentire, è che “per fortuna” la “nostra” costituzione, “la più bella del mondo” “ci protegge” dalla possibilità di scelta che hanno avuto gli Inglesi, perché vieta che i trattati internazionali possano essere oggetto di referendum; il che è come dire che i popoli sono masse di bambini deficienti, ma gli Italiani sono più deficienti degli altri!

Oggi i popoli europei sono chiamati a compiere delle scelte essenziali per la loro sopravvivenza. “A sinistra” e sotto la tirannide della UE c’è solo morte. Non solo gli Inglesi, Noi tutti dovremmo innalzare la bandiera della nostra identità etnica, difendere quello che hanno creato i nostri padri e i nostri antenati, per proteggere il nostro futuro e quello dei nostri figli.

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Categorie: Uomini e Tempi

Pubblicato da Fabio Calabrese il 7 Agosto 2016

Fabio Calabrese

Nato a Trieste il 12 novembre 1952, coniugato, due figli. Laureato in filosofia, docente di scuola superiore. Scrittore di letteratura fantastica con all'attivo numerose pubblicazioni, tra cui alcune in Gran Bretagna, Polonia, Francia. Studioso di neopaganesimo e di neoceltismo. Attivo da molti anni come opinionista politico dell'Area, ha collaborato con “Rinascita”, “Ciaoeuropa”, “Italia sociale”, “L'uomo libero”, il Centro Studi La Runa e negli ultimi anni soprattutto con “Ereticamente”, dove è una delle firme maggiormente rappresentate.

Commenti

  1. Davide Salvatore Chionna

    Islamofilia, cattolicesimo benpensante, servile amicizia nei confronti dell’invasore americano, sensi di colpa per le presunte colpe dell’intera razza bianca… tutti elementi che potrebbero portare l’Europa e il suo Spirito alla morte definitiva se, come è ben precisato all’interno dell’articolo, il Piano Kalergy, mostruosa creatura ideologica che si regge su esili zampette, non mostrasse già le prime importanti e vistose incrinature.
    Che pentastellati, “no borders” e pii cattolici integrazionisti si mettano il cuore in pace…
    La Battaglia Culturale è già nostra. Il resto verrà da sé, a tempo debito.

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