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Un destino europeo – Enrico Marino

Un destino europeo – Enrico Marino

Versiamo ogni anno miliardi di euro nelle casse dell’Unione Europea per farci massacrare con trattati, regolamenti e direttive che ci hanno impoverito togliendo i dazi ai prodotti cinesi, alle arance marocchine, all’olio tunisino e ad altri nemici della nostra agricoltura; hanno anche preteso che alzassimo l’età pensionabile e hanno fatto in modo da concederci meno mutui e prestiti. In pratica, stiamo pagando i nostri carnefici mentre dovremmo riprenderci i  miliardi che gli diamo ogni anno e investirli in sviluppo nel nostro Paese.

Abbiamo 7456 km di coste che costituiscono una frontiera dell’UE, ma siamo stati lasciati soli a fronteggiare un’immigrazione epocale mentre le navi di mezza Europa continuano a scaricare sulle nostre coste migliaia di clandestini.

Su 100 immigrati diretti in Europa, secondo le stime dell’OIM (Organismo Internazionale per le Migrazioni), 97 arrivano in Italia e tutti e 97 devono restare in Italia dal momento che i nostri vicini hanno serrato i confini e il Regolamento di Dublino ancora oggi ci costringe a prendere in carico ogni persona che mette piede sul suolo italiano.

Non contenti di tutto questo, per l’insipienza della nostra classe politica, andiamo a prelevare altri clandestini direttamente sulle coste libiche e stiamo per introdurre la sciagurata normativa che attraverso lo ius soli regalerà la cittadinanza a chiunque nascerà nel nostro Paese.

Abbiamo problemi di flussi, di ricettività, di equità sociale e di ordine pubblico.

Abbiamo 10.000 detenuti islamici nelle nostre carceri, 300 dei quali sono considerati ad alto rischio di terrorismo e, poiché non li isoliamo in strutture modello Guantanamo, siamo costretti a trasferirli continuamente, da una prigione all’altra, per evitare che facciano proselitismo e radicalizzino i loro correligionari. Con costi e dispendi di energie immaginabili.

Difronte a questa drammatica emergenza, abbiamo politici e ministri irresponsabili che propongono addirittura di arruolare i clandestini nell’esercito, come accadde coi barbari ai tempi dell’Impero Romano della cui decadenza, per certi aspetti, sembra talvolta di ripercorrere le fasi, ma senza che nel nostro crollo ci sia nulla della tragica grandezza dei nostri avi quanto, piuttosto, la miseria e lo squallore di una mediocre e grottesca replica.

Siamo al punto di doverci difendere dalla criminalità importata in casa nostra dall’Africa e dal medio oriente e, soprattutto, da chi la protegge o addirittura la promuove in ruoli istituzionali. Esiste un brodo di coltura dell’islamismo che dovrebbe essere emarginato e che invece viene introdotto nelle rappresentanze politiche locali e nazionali e viene candidato ed eletto nelle liste del Pd e di Sel, cioè dei movimenti comunisti-americanizzati, che rappresentano oggi la miscela più putrida e perniciosa che sia mai scaturita da una ibridazione ideologica e politica.

Sono questi laidi radical progressisti che hanno lavorato in tutto l’occidente in modo formidabile nell’ingannare e manipolare la gente, per modificare i cervelli e le coscienze seminandovi il caos, scambiando i valori tradizionali con altri falsi e costringendo a credere in quelle falsità. Episodio dopo episodio, s’è consumata la tragedia della morte dei popoli europei, dell’esaurimento della loro consapevolezza e delle loro identità. La letteratura, il teatro, il cinema, l’informazione tutto è diventato rappresentazione ed esaltazione delle qualità umane più basse, con artisti e media che in ogni modo hanno veicolato nelle coscienze il culto del sesso, della violenza, di una falsa libertà priva di condizionamenti, dell’individualismo sfrenato e dell’egoismo sociale, dell’arrivismo, della negazione di ogni gerarchia e di ogni ordine superiore, della liceità di drogarsi e di tutta l’immoralità possibile.

E’ una disgregazione sociale che ha investito tutta l’Europa e l’Italia che si chiama mondialismo, modernismo, relativismo, genetismo e culto dell’illimitato potere della scienza e dell’individuo, tutti protesi nell’attacco finale alla naturalità e al valore della vita. Il declino biologico s’è accompagnato all’aborto e infine è esploso nelle rivendicazioni innaturali dei matrimoni e della genitorialità omosessuale, assecondando il concetto di sterilità nelle unioni ma favorendo l’inversione conclamata per legge dei rapporti di genere e il mercimonio delle madri e dei nascituri.

A questo hanno lavorato e lavorano coloro che, da posizioni istituzionali o di potere politico, finanziario e mediatico, perseguono l’obiettivo di neutralizzare l’uomo ed eliminare la Nazione in tutte le sue articolazioni economiche, politiche, sociali e culturali, creando il debito, prosciugando il credito, paralizzando le forze sociali, espropriando i poteri istituzionali, attaccando a fondo il risparmio, deturpando e svendendo l’ambiente, mettendo all’asta gli asset industriali ed economici dello stato.

E tutto questo, mentre con le mistificazioni dello Ius Soli e del meticciato si punta anche all’avvento di una massiccia immigrazione coatta per globalizzare definitivamente quel che resta di nazionale e di identitario

Oggi sappiamo con certezza che attraverso le immigrazioni incontrollate sono entrati anche in Italia foreign fighters e terroristi islamisti e abbiamo verificato che non solo molte moschee sono finanziate da paesi fondamentalisti, ma anche che le stesse moschee esportano capitali all’estero verso centri di reclutamento islamico.

Tutto questo è stato negato per anni dai politici radical-progressisti che stanno lentamente creando anche nel nostro Paese le condizioni per il radicamento di comunità di clandestini e le premesse per l’esplosione di futuri conflitti sociali ed etnici.

Ancora una volta siamo costretti a batterci su due fronti: uno interno, contro i radical progressisti distruttori di ogni ordine naturale e uno esterno, contro i tagliagole aizzati e manovrati secondo un programma studiato a tavolino dagli strateghi delle lobby sioniste e statunitensi.

Ancora una volta siamo costretti a incarnare un destino di lotta che accomuni tutti coloro che non si piegano alla logica dell’oro né a quella dell’eversione sociale, ma percorrono una terza via di riscatto e rivoluzione.

Una lotta tanto più difficile in quanto rivolta per un verso contro un’aggressione esterna bestiale e fondamentalista, ma per un altro verso orientata anche nei confronti dell’eversione ideale e sociale della nostra stessa comunità di appartenenza.

Si ripropone in nuove forme l’antica lotta contro “i nemici di dentro e di fuori”.

Laddove gli intrecci e le complicità tra islamismo e sionismo, americanismo e progressismo si fanno più stretti e impenetrabili e, mentre puntano alla dissoluzione dei popoli europei, alimentano quello stesso terrorismo che apparentemente avversano.

Si crea il mostro dell’Islam, ma ci si avvale dello stesso per portare avanti spregiudicate politiche di aggressione in Siria e in Iraq e sostenere le mire espansionistiche israeliane sui territori arabi, dal Golan alla Palestina.

Mentre continua l’aggressione ebraica alle fonti di sussistenza del popolo palestinese (prima fra tutte l’acqua del Giordano requisita dagli israeliani), la criminale idiozia degli amerikani ha resuscitato un islamismo assassino che era rimasto per centinaia di anni relegato nei libri di storia, dopo che prima Lepanto e poi Vienna avevano definitivamente stroncato i sogni del califfato. Quel mostro costruito a tavolino per destabilizzare intere aree di interesse economico e di approvvigionamento petrolifero, oggi s’è emancipato dai suoi stessi artefici e minaccia l’Europa mentre si mantiene apertamente con noti traffici illegali diretti verso l’occidente e con l’aiuto finanziario di Paesi collegati direttamente allo schieramento atlantista.

In questo scenario, privi di un’autonoma iniziativa geopolitica italiana, siamo costretti addirittura a subire – com’è avvenuto prima con Gheddafi e ultimamente col caso Regeni – le spregiudicate iniziative altrui e a rincorrere, come nel 2011, l’avventurismo dell’amministrazione Usa.

Per questo, controbattere alle plurime minacce che incombono sarà possibile solo a una comunità trasversale europea formata da individui che sappiano mantenere diritta la barra sui veri nemici, imperialisti e mondialisti, per puntare diritti al cambiamento e realizzare l’unità di un’Europa sociale e identitaria, che si opponga a ogni meticciato e a ogni falso universalismo. Forgiare un nuovo destino per la rinascita dell’Europa sarà compito di coloro, tradizionalisti, patrioti e identitari, che sapranno restare saldi nei loro principi e impassibili dinanzi alla sovversione, insensibili a ogni aggressione e indifferenti a ogni volgare accusa di razzismo o xenofobia, ma anzi fieri di sentirsi definire populisti, estremisti, antidemocratici, o anche – come accade per chi scrive – orgogliosamente fascisti.

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Categorie: Emergenza invasione, Immigrazione

Pubblicato da Ereticamente il 10 Agosto 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Primula Nera

    Però,pur non avendo alcuna simpatia(anzi…)verso l’Ue e ciò che rappresenta,credo si faccia un grave errore a rimarcare il fatto di venir lasciati soli a fronteggiare le migrazioni di massa che colpiscono il nostro paese.
    Se torniamo indietro al 2013,quando si decise di avviare quella sciaguratissima operazione chiamata “Mare Nostrum”,all’interno dell’Unione europea,furono espresse molte perplessità per l’effetto di incentivo ai migranti che avrebbe provocato l’invio di navi così vicine alle coste libiche.Di queste rimostranze il governo Letta si disinteressò,con il risultato che conosciamo.
    Renzi poi protestò con l’Ue,perchè lasciava sola l’Italia a raccogliere in mare profughi(o presunti tali),come se il problema fosse solo quello di avere più navi(e di diversa bandiera) in giro per il Mediterraneo a soccorrere barconi, e non il costo(economico,ma soprattutto sociale)che costoro comportavano una volta sbarcati sulle nostre coste.Ed anche in ciò l’Italia è stata accontentata,ecco perchè vediamo di continuo navi di ogni dove,con l’ausilio inoltre di altre imbarcazioni di organizzazioni umanitarie varie.
    E’ chiaro che però sul punto in cui l’Italia si mette a starnazzare al fine di rivedere il regolamento di Dublino,invocando la solidarietà europea ,gli altri paesi europei finiscano per ignorarci(se non a riderci in faccia)considerato il fatto che ,perlomeno da questa parte del Mediterraneo,siamo i primi (e forse unici,insieme al signor Bergoglio)responsabili di tale disastro.
    Oltretutto,adesso diventa difficile anche qualsiasi tentativo di interrompere queste operazioni in mare(da Mare Nostrum si è passati a Mare sicuro,etc),perchè,una volta mostrata la nostra”umanità”(meglio sarebbe dire fragilità),ogniqualvolta si provi ad allentare la presa(ad esempio allontanado un po’ dalle coste libiche le nostre navi),i trafficanti di uomini mandano allo sbaraglio quanti più barconi possibili,confidando sull’effetto d’indignazione che un sicuro naufragio comporterebbe nell’opinione pubblica. Siamo quindi ormai sotto ricatto.
    Inoltre il nostro premier,dice delle grossissime balle(magari fossero le sole…)quando bercia in tv con fare superiore:”Noi salviamo vite”.In effetti è vero il contrario,perchè confidando nel soccorso italiano,gli scafisti si sono messi in viaggio con mezzi sempre più inadeguati e a rischio naufragio.Il risultato è stato certamente quello di un numero di arrivi enormemente superiore rispetto al solito ,ma purtroppo anche di un conseguente aumento del numero di vittime.Io che sono stato sempre contro tali follie mi sento la coscienza perfettamente pulita e dormo il sonno dei giusti,forse nel campo progressista a qualcuno dovrebbe rimordere la coscienza,se avessero un minimo di onestà intellettuale.
    Il problema fondamentale,adesso riguarda come affrontare il problema qualora il centro destra(temo non nell’immediato)dovesse tornare al potere in Italia.Respingimenti tout court sarebbero resi impossibili,oltre che dall’Ue,anche da vari tribunali e organismi sovranazionali,che sempre più stanno diventando i veri padroni dei paesi occidentali ;però qualcosa si potrebbe fare rendendo più rigidi i criteri per poter rimanere in Italia,ad esempio togliendo quei “permessi di soggiorno per protezione umanitaria” di prodiana memoria che fungono da scappatoia per molti,al fine di riuscire a rimanere nel nostro paese,pur non essendo profughi.
    Ma soprattutto,espulsioni sicure,chiare,non fogli di via,che vengono appallottolati e gettati nei cassonetti,un secondo dopo il loro rilascio;e niente Ius soli,dal momento che si è incrementato esponenzialmente il numero di minori non accompagnati che giungono in Italia dalla Libia,questa sarebbe un’altra carognata verso il popolo italiano.

    • Enrico

      Sono perfettamente d’accordo.
      Siamo vittime purtroppo della demagogia della sinistra e dellumanitarismo della Chiesa con la loro retorica dell’accoglienza senza se e senza ma. Anche le ultime cialtronesche esternazioni di Renzi circa la nostra superiore umanità della quale menare gran vanto, perché noi salviamo vite, mostrano in realtà il cul de sac in cui è ormai finita l’Italia costretta dai governi della sinistra a diventare un bivacco di clandestini che l’Europa non vuole più accogliere. E certo dopo tutto quanto detto e fatto dal ciarlatano fiorentino e dal suo degno compare al Viminale, costoro non posso più recedere ne modificare il loro sciagurato modo di agire se non vogliono sconfessare vergognosamente le folli politiche adottate in questi anni è denunciare pubblicamente il loro fallimento.
      Perciò dovremo prepararci al peggio per il futuro ma in ogni caso dovremmo pretendere anche un atteggiamento differente circa Dublino dalla UE che – a parte quanto detto prima – ha la pretesa ipocrita di non voler altri profughi ma non si fa scrupolo di bacchettare la nostra gestione di questa drammatica emergenza.
      Quanto alle soluzioni da adottare da parte di un eventuale esecutivo di destra, occorre prima che tale compagine non abbia al proprio interno componenti così dette moderate, pronte ad annacquare qualunque seria politica di contrasto all’immigrazione. Dopo di che va portato in Europa uno spirito nuovo col quale affrontare il problema, affermando chiaramente una volta per tutte la nostra totale e irriducibile contrarietà all’immigrazione intesa come una via alla sostituzione etnica all’interno del nostro continente. Accoglienza temporanea e limitata ai soli casi di veri fuggitivi dalle guerre. Respingimento e rimpatrio imediato per tutti gli altri, specie per i neri che arrivano da noi. Non ci sono ragioni che tengano e anche le balle dei vantaggi economici e pensionistici vanno risolte con differenti politiche a favore delle famiglie italiane. Se l’Europa non ci seguisse su questa strada potremmo e dovremmo adottare politiche nazionali e in autonomia di deciso contenimento come già fanno peraltro la Spagna e Malta. In ogni caso i migranti raccolti in mare debbono essere soccorsi ma risarciti immediatamente sulle coste di partenza. Senza alcuna remora per eventuali reazioni o condanne i ternazionali. Una Nazione sovrana ha il diritto dovere naturale ancor prima che internazionale di autotutelai nella propria integrità
      Esiste allo stato una destra capace di fare questo in Italia?
      Dobbiamo cmq operare perché prenda forma e in ogni caso batterci per la nostra sopravvivenza come popolo. Quando si addensano su una Nazione minacce tanto gravi non esistono limiti ai poteri e ai doveri di reazione da porre in essere.

  2. Giancarlo

    Sulla falsariga dell’articolo e dei commenti che mi hanno preceduto mi pare che la conclusione sia: siamo fottuti! Che fare? Non saprei proprio, forse solo studiare e conservare ognuno nel suo cuore l’Antica Fiamma della Tradizione europea in attesa di tempi migliori.

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