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Eresia Astrologica – Prima Parte – Alessandro Caredda ©

La matrice sincretica delle teologie, religioni e correnti spirituali del genere umano.

Inveratosi all’alba dell’umanità, lo stimolo di ambientarsi, di misurare il tempo nel palesarsi del giorno e della notte, delle stagioni poi, è comune nelle etnie più disparate e distanti migliaia di chilometri, il raggranellare le stelle come unità metrica dell’incedere del globo nella corona solare.

Nei Dogon del Mali centroafricano osserviamo riferimenti antichissimi al sistema binario di Sirio A Sirio B, scoperto solo nella metà del XIX secolo dalla civiltà occidentale, fatto che ha destato meraviglia tra gli antropologi.

Gli Egizi, consideravano la Dea Iside ubicata nel firmamento come Sirio e la consideravano sposa di Osiride/Oriode e madre di Horus/Sole nella loro cosmologia. Platone intuì l’anno platonico e Macrobio più tardi lo tradusse in una ridondanza della volta celeste ogni 25920 anni, il poema epico indiano Mabharata conserva miriadi di riferimenti astrologici e astronomici e interessanti corrispondenze con l’anatomia umana,

gli ebrei antichi e i protocristiani assemblavano mosaici con chiari parallelismi tra gli equinozi e i profeti biblici. Le culture pastorali adoperavano le pleiadi come riferimento al giungere della primavera, stagione propizia alla transumanza, quelle agricole osservavano le lunazioni per seminare e cogliere. La tradizione cinese conserva uno zodiaco per certi versi accomunabile a quello egizio di Dendera nelle sue figure zoomorfe.

Questi bagagli andarono in crescendo, come scatole preziose di nozioni tramandate oralmente nei racconti iniziatici, architettonicamente nei templi orientati ai fulcri stagionali, artigianalmente nel simbolo e nell’icona, tradizionalmente attraverso danze e folkore etnico. Sia chiaro, talvolta furono nozioni fantasiose e fiabesche, delle altre straordinariamente attendibili, ma persino Marie Von Franz, allieva di Jung, si dedicò a decifrarne l’apparente superficialità infantile, scovandone riferimenti psicologici e astrologici nel suo Fiabe Interpretate edito da Bollati Boringhieri.

Via via sempre più voluminose, enciclopediche, queste nozioni hanno ispirato poeti, profeti, esegeti, aiutato marinai nella rotta via mare, partorito dottrine gnostiche e introspettive, dato le basi al mithos nel suo più profondo scavo endovenoso originario.

Senza troppo tediarvi con questa disamina, concludo questo primo articolo con un mio rigo poetico, al fine di eludere la freddezza della prosa quale mero elenco razionale e cronistorico.

“L’astrologia è l’arte regia dell’ermeta,
chiave di lettura rinascimentale,
pedagogia delli antichi,
scuola agraria delle lunazioni,
tavola matrice di ogni mitologia,
verga del poeta epico,
guida delle transumanze del pastore,
scienza ispettrice del vascello umano,
farmacia del medico spagirico,
sestante per il marinaio,
allegoria della fiaba materna,
filosofia celeste
essa è una torcia nel tetro,
del viandante la lanterna.”

Alessandro Caredda ©® Copyright 2016 All rights reserved, tutti i diritti riservati.

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Categorie: Il Poetastro

Pubblicato da Ereticamente il 29 Agosto 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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