Una banca d’Italia gay friendly – Banker

Una banca d’Italia gay friendly – Banker

E’ proprio vero, nell’Europa delle banche la democrazia è un abuso. I cittadini non devono potersi esprimere sugli accordi internazionali (alcuni, come il TTIP, stipulati in gran segreto e passando sopra le loro teste) ma devono accettare e subire quello che viene loro imposto dai burocrati europei. Nell’Europa delle banche i popoli non devono neppure eleggere i loro leader autonomamente perché, se questi ultimi sono sgraditi e vanno controcorrente, i risultati elettorali possono essere taroccati senza vergogna (com’è accaduto in Austria) pur di far vincere i candidati che piacciono al potere e non disturbano i progetti dell’establishment.

Nell’Europa delle banche anche i prestiti concessi agli Stati in difficoltà non sono devoluti a fini sociali, per aiutare i cittadini, ma servono a ripianare in via prioritaria le finanze degli istituti di credito che si sono esposti, che hanno sofferenze o hanno in pancia milioni di titoli spazzatura.

Nell’Europa delle banche, quando queste falliscono (com’è successo con Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti) i risparmiatori o aderiscono alla soluzione dei rimborsi automatici, pari all’80% del valore dei titoli acquistati e poi evaporati per l’impatto delle nuove regole del bail-in sugli istituti di credito incappati nel fallimento (per rientrare in questo meccanismo, però, occorre avere un reddito inferiore ai 35mila euro e un patrimonio mobiliare che non arriva a 100mila euro) oppure devono intraprendere la lunga e incerta via dell’arbitrato, per cercare di recuperare i risparmi di cui sono stati frodati. Peraltro, la scelta per l’arbitrato esclude l’indennizzo automatico, l’esito non è ovviamente predeterminato e quindi può attestarsi anche a valori più bassi, e per avere successo occorre dimostrare che la banca, quando ha venduto i titoli “incriminati”, ha violato gli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza imposti dal testo unico della finanza.

Allora, forse, è il caso di rivedere la disciplina bancaria di questo Paese e di ridiscutere tutti i criteri della governance, perché il fallimento di quattro piccole banche locali è un fenomeno circoscritto, ma rischia di avere ripercussioni più vaste se contribuisce ad aumentare la sfiducia dei risparmiatori.

Come possiamo pretendere, infatti, che i risparmiatori italiani mantengano la fiducia nel nostro sistema bancario? La sfiducia è la risposta agli inganni finanziari direttamente sperimentati o osservati tramite i media. Tale sfiducia rischia di essere accresciuta dalla consapevolezza che in Italia nessuna autorità è preposta specificamente alla protezione del risparmiatore.

Non lo è Consob, che accanto alla “tutela degli investitori”, annovera la “stabilità e il buon funzionamento del sistema finanziario”.

Ancor meno lo è Banca d’Italia, che ha come mandato principale la stabilità del sistema bancario. Ciò non vuol dire che a queste due istituzioni non siano stati assegnati vari compiti a difesa dei risparmiatori, ma significa che entrambe non hanno la difesa dei risparmiatori come loro obiettivo prioritario. Un obiettivo di questo tipo richiederebbe un cambio della loro missione, che nell’Europa delle banche è giudicata fondamentale e, inoltre, sarebbe giudicato pericoloso perchè il buon funzionamento dei mercati finanziari e la stabilità del sistema bancario sono obiettivi essenziali che vengono perseguiti in via prioritaria rispetto agli interessi dei clienti delle banche e dei risparmiatori.

Ma se la tutela del risparmio è un optional, ci sono altre cose che nell’Italia progressista non vengono trascurate, al punto che anche il sistema bancario sa adeguarsi rapidissimamente alle nuove esigenze e ai cambiamenti della società.

gay_frendlyQuando questioni fondamentali, che riguardano i “diritti” civili, premono alla coscienza delle nostre istituzioni, anche i paludati banchieri e i tecnici e i professori che albergano nella Banca Centrale diventano solerti esecutori dei provvedimenti adottati dal Parlamento della Repubblica. Ecco allora che il vertice dell’Istituto si mobilita e annuncia felicemente che tutto è pronto per dare un seguito immediato in termini di pari opportunità e di riconoscimento a tutte quelle situazioni che possano emergere e manifestarsi nell’Ente in sintonia con le nuove realtà che hanno ottenuto la loro legittimazione sociale, politica e giuridica.

Perciò ora i risparmiatori possono stare sereni: anche se i loro depositi sono a rischio, sapendo che la Banca d’Italia tutela ben altri diritti, chi di loro dovesse avere in sorte il famoso cetriolo dell’ortolano avrà almeno la consolazione di pensare che quelli come lui a via Nazionale non vengono discriminati ma trattati con garbo e predilezione.

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Categorie: Banche, Omosessualismo

Pubblicato da Ereticamente il 3 Luglio 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Mary

    Tutti fanno male quello che devono fare e fanno dell’altro che non gli costa niente. La banca si occupa di gay, l’universita’ promuove donazioni di midollo e lezioni sulla mafia. Poi truffano i pensionati e chiudono interi corsi di studio per mancanza di docenti. Ci stanno prendendo in giro alla grande.

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