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La bomba della disintegrazione migratoria

La bomba della disintegrazione migratoria

Francia, Gran Bretagna, Belgio, Olanda, Germania, Scandinavia: l’Europa civile e democratica (sic!) nordoccidentale, che guarda con sussiego all’Europa mediterranea e orientale e che tanto è amata dai nostrani semicolti da generazione Erasmus e girotondi antifascisti, sta cominciando a pagare a caro prezzo le sue sciagurate politiche decennali di accoglienza e tolleranza verso amorfe masse di immigrati extraeuropei giunti nel nostro Continente in cerca del paese dei balocchi, e refrattari ad ogni tipo di integrazione che già di per sé è un concetto fallimentare.

Ormai non passa giorno senza che vi sia allerta terrorismo nei Paesi succitati e quel che fa, amaramente, sorridere è che mentre le nostre forze armate e di polizia sono ampiamente spernacchiate da mezza Europa e da noi stessi, al momento le peggiori figure le stanno collezionando proprio coloro che sono soliti guardarci dall’alto in basso come un Paese di pasticcioni da rimbrottare paternalmente. D’altro canto, lo sapete bene quanto i Travaglio e gli epigoni dei Travaglio, nei loro virtuosismi anti-italiani da pezzenti che odiano sé stessi, abbiano il culto del grande Nord antifascista, progressista, verde, ordinato, tollerante, all’avanguardia sorvolando sullo spaventoso deserto valoriale che affligge gli eredi di Celti, Germani e Vichinghi riducendoli a dei poveri castrati in balia del materialismo e del consumismo all’americana; i mitici Nordici ricchi, benestanti, progrediti, “illuminati”, onesti sono gli stessi che non credono in nulla, che si suicidano per depressione e noia, che vivono di feste orgiastiche a base di alcol e droga e che hanno in totale non cale la salvaguardia della loro Patria, lasciata così alla mercé dell’invasore attirato dall’opportunismo dei politici e dall’affarismo degli industriali senza scrupoli.

Accogli oggi, accogli domani, i milioni di allogeni che farciscono soprattutto l’Europa borghese, civile, laica e democratica del nordovest presentano il conto della propria incompatibilità, ed è un conto assai salato, anzi, sanguinolento; al netto dei fatti di cronaca che conosciamo benissimo anche in Italia, aumentano gli episodi di terrorismo islamico o “isolato” (poi, naturalmente, valla a sapere la verità che sta dietro a tutti questi esecrandi accadimenti) tanto che quasi ci si sta abituando al bollettino di guerra settimanale foriero di morte e distruzione proveniente da oltralpe.

Dopo i recenti avvenimenti di sangue di Nizza è stato il turno – al di là dei torbidi avvenimenti turchi dove Erdogan ha approfittato per rafforzare il proprio potere islamista a scapito dell’opposizione – di Monaco di Baviera, dove due giorni fa il solito allogeno impazzito ha fatto una strage (di allogeni, peraltro)  per vendicarsi del bullismo subito per anni dai compagni di classe che, c’è da scommettere, saranno stati turchi, balcanici e mediorientali, tedeschi di cartapesta quanto lui; l’ennesima aberrazione allogena di immigrati islamici che pensano di risolvere i propri problemi ammazzando e suicidandosi, facendo carneficine e mettendo sotto scacco intere (grandi) città che di europeo oltretutto hanno sempre meno. Si capisce: a monte la colpa non è di questi soggetti che andrebbero lasciati nelle loro remote terre afro-asiatiche ma di chi per l’appunto se li tira in casa, per sfruttarli, con la scusa dell’accoglienza, della democrazia, dell’impegno civile. Poveri, sciocchi illusi, questi anche se di seconda o terza generazione rimarranno sempre ciò che sono e non faranno alcunché per rinunciare alla propria identità e sottomettersi alla tanto adorata laicità europea.

Chiaramente noi sappiamo quel che trapela dai giornalisti, pertanto non si può certo giurare che le ricostruzioni della polizia tedesca siano precise, tanto più che inizialmente sembrava che l’individuo avesse complici o fosse comunque qualcosa di peggio rispetto all’isolato pazzoide che “sbrocca” e fa una strage. Ad ogni modo, cari miei, fare distinguo è abbastanza sterile di fronte alle grane che inevitabilmente l’immigrazione di massa, per giunta extraeuropea, comporta, in uno scenario come quello europeo attuale dove il terreno è sapientemente preparato da una società di eunuchi “democratici”, laici, materialisti che hanno in odio i patriottismi e l’identità etno-culturale e spirituale dei nativi popoli europei. In Germania poi, si sa quanto l’antifascismo abbia raggiunto livelli sublimi di delirio autogenocida, assieme all’omosessualismo, all’ateismo, al relativismo distruttore, all’idiosincrasia forsennata per tutto ciò che sa di tedesco genuino. La fola della diuturna compunzione anti-nazista ha aperto le porte ai circa dieci milioni di immigrati, tra cui turchi, asiatici e mediorientali, balcanici che essendo islamici sono quelli che in fatto di terrorismo arrecano più danni.

La zona settentrionale di Monaco ove lo scarto umano iraniano avrebbe fatto strage è fittamente popolata da immigrati e non sorprenderebbe l’ipotesi che sia una faccenda che nasce del tutto in seno a queste comunità allogene trapiantate in terre europee che non hanno nulla a che vedere con le loro etnie e i loro costumi. Il prezzo più alto lo paga però, in questo caso, la Germania autogenocida che finisce coinvolta nelle faide altrui e che rischia comunque di seguire la sorte di Francia e Belgio dopo gli assaggi di stupri etnici consumati la notte di capodanno a Colonia dalle “risorse” alloctone a scapito delle donne tedesche. Il bello è che i pennivendoli di regime stavano già masturbandosi all’idea che l’assassino di Monaco potesse essere un neonazista tedesco, un biondone bavarese, o almeno uno pallidino, per poter così gridare istericamente che “anche noi facciamo queste cose!”, e invece niente da fare, sorpresa rovinata dal solito immigrato musulmano del Vicino Oriente.

Per carità, anche gli Europei le fanno cose simili, si pensi al Breivik o ad altri aborti mancati scandinavi che sfogano le proprie psicopatologie su gente innocente ed inerme, invece di spararsi un colpo in testa e farla finita con l’inutilità della propria esistenza. E così accade anche negli Stati Uniti. Però il problema qui è l’incompatibilità allogena con l’Europa, non solo per via della religione e delle proprie usanze culturali ma anche e soprattutto per l’etnia e l’indole. L’immigrazione è solo un problema e l’integrazione non lo risolve ma, anzi, spesso lo accentua proprio perché ogni popolo se ne sta bene a casa sua e nemmeno c’è da parte di chi emigra una volontà di rinunciare a parte dei propri usi e costumi per adeguarsi agli ospiti e rispettarne le leggi. Chi viene dal terzo mondo non è mica come un democratico Europeo degli anni ’00: ateo, relativista, spesso debosciato, materialista. L’immigrato non rinuncia alla propria identità e anche se può finire per adattarsi al peggio dell’Europa rimarrà comunque un corpo estraneo ostile e gonfio di risentimento contro il putrefatto Occidente e legato alla sua terra natia. D’altronde sapete bene come per gli antifa la responsabilità della barbarie immigrata sia solo nostra, intrinsecamente malvagi in quanto europei razzisti: oltre al danno la beffa, siamo noi che non li sappiamo integrare.

E qui sta tutto il fallimento dell’integrazione che, ovviamente, non funziona e diventa a sua volta una grave problematica. Non si può pensare di accogliere milioni di immigrati senza conseguenze, milioni di immigrati che vengono attirati per essere sfruttati e che vengono poi ghettizzati nelle periferie delle città divenendo pozzi neri di odio e frustrazione. Ogni popolo, ogni etnia, se ne sta bene nel proprio habitat, amici, altrimenti diverrà la caricatura di sé stesso, una volta espatriato e trapiantato altrove, una tragica caricatura come si è visto negli Stati Uniti con i transfughi europei e come si vede oggi in Europa tra la popolazione islamica irrotta nel Continente.

Si capisce bene che le colpe di tutto ciò, alla radice, non siano certo dei comuni indigeni e dei comuni allogeni perché il disordine viene dall’alto. I responsabili di tutto ciò sono i camerieri alle strette dipendenze del mondialismo, che sono i preti, i liberaldemocratici e socialdemocratici, gli affaristi, gli sputasentenze da salotto, i pennivendoli di regime e tutti coloro che odiano la biodiversità e il rispetto della sovranità di ogni Nazione al punto da auspicare il tritacarne globale della società multirazziale.

E chiudo infatti, a questo proposito, con un ammonimento: non fatevi gabbare da chi vuole dipingere l’identitarismo etnico e il sovranismo come odio, poiché il patriottismo è amore, per le proprie radici e con grande rispetto per tutte le genti della Terra; l’odio proviene da chi avversa tutto questo e che promuove a piene mani gli “Stati Uniti d’Europa” o i governi mondiali, dove il Sangue viene sputacchiato, il Suolo stuprato e lo Spirito castrato dall’amorale immondezzaio occidentale, furbescamente spacciato per filantropia da chi non vuole Uomini dotati di Identità ma burattini, ominicchi, marionette utili solo per consumare e aumentare i denari del grande capitale e il potere distruttivo del libero mercato.

Ave Italia!

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Categorie: Etnonazionalismo

Pubblicato da Paolo Sizzi il 24 Luglio 2016

Paolo Sizzi

Lombardo orobico, Italiano, Europeo, classe 1984. Letterato, sulla Rete dal 2006, da sempre cultore di valori identitari e tradizionali. Senza rinnegare la formazione völkisch evolve il pensiero nell’Italianesimo Sangue e Suolo, coerente con un disegno etnonazionale federalista. Appassionato di antro-genetica, si definisce Nordomediterranide, fusione di elementi ario-italici/celtici con il sostrato ligure. E la Lombardia è proprio questo: una terra ligure e alpina arianizzata da Celti e Italico-Romani, e con un benefico tocco germanico.

Commenti

  1. patty

    Grande Sizzi, un articolo “bomba”! Ha centrato tutti i problemi del nostro tempo. Mi permetto di aggiungere che oltre al papa, ai preti ed a tutti i politici europei corrotti dal potere che il Popolo non ha mai dato loro, un discreto impegno ce lo mettono anche i comuni cittadini come noi, che non ostacolano, nel loro piccolo, e come possono, gli immigrati! Un pó di sano razzismo (difesa della propria etnia , tradizione e suolo) non puó che rianimare l’ormai comatoso e quasi moribondo patriottismo Italiano.In molti invece tendono la mano all’invasore perché ora va di moda, magari fregandosene dell’anziano bisognoso di aiuto,vicino di casa e soprattutto Italiano!

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