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Cronache dal piombo all’oro – Alessandro Caredda ©

Cronache dal piombo all’oro – Alessandro Caredda ©

Era un tramonto adagiato sulle spiagge di Sardegna, il golfo degli angeli, secondo la leggenda locale, ultima sponda verso l’Africa del nord, con i suoi califfi e sultani saraceni, baffi arabeschi e icone cristiane separati dal muro mediterranèo.

Un bimbo sardo, erede di Atlante, propose un indovinello:

<<Disegnerò qualcosa, qui per terra, dovrete indovinare cosa ho disegnato. Ma sarò clemente e vi darò un indizio; la parola inizia con la lettera S>>.

Sogghignava, dinnanzi la perplessità degli astanti, i quali risposero con tono stizzito:Cronache dal piombo all'oro

<<non hai scritto nulla e disegnato alcunché!>>

Divertito rispondeva con calma

<< Sempre arrendevoli, uomini ammaestrati dal glifo, ebbri di parole e ciechi d’intuito. Non riuscirete mai a capire cosa ho scritto, poiché siete accecati dal quesito. È la domanda che vi inganna, dato che la parola è sabbia ed è già palesata qui, dinnanzi i vostri occhi in grani adagiati nei millenni. Allo stesso modo è palesato il concetto di dio, che tanto vi sforzate di imprigionare in una pittura o in uno stendardo da sventolare come traguardo della vostra beata religione. Abituati all’idolatria, avete scordato la semplicità della contemplazione, quale vi attornia in ogni luogo e soddisfa la ricerca di qualsiasi quesito esistenziale. Ebbri dalla domanda, non troverete con la ragione la risposta, ma con il matrimonio di queste ultime, nella camera nuziale dell’intuizione>>.

 

Alessandro Caredda ©® Copyright 2016 All rights reserved, tutti i diritti riservati.

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Categorie: Poesia

Pubblicato da Ereticamente il 25 Luglio 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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