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Il ritmo della tigre – Anna K. Valerio

Il ritmo della tigre – Anna K. Valerio

E’ del ’63 lo scritto di Freda che dà l’avvio al suo grande romanzo politico. È un breve saggio su Cavalcare la tigre – e l’intera avventura di Ar non è che una nota a margine di quel testo. ’67-’69: il tentativo di disintegrare il sistema borghese. ’89-’93: il fronte contro lo sfiguramento etnico. E intorno innumerevoli voci a comporre il coro sapienziale di cui l’azione si nutre. Voci di sorprendente varietà: quella “moltitudine nel tempo” che è l’orgoglio dell’individuo ‘in ordine’.freda

La questione è sempre una: quale l’urgenza politica del momento? Detta altrimenti: quale l’andatura della tigre? Due le parole d’ordine per chi raccoglie la sfida: volontà, agilità. Se cresce e si radica l’una, all’altra allora è consentito il volo, anche il salto mortale.

E oggi cosa significa “cavalcare la tigre”? Il ritmo, oggi, qual è?

Tanto poteva avere senso contestare aspramente l’Italia postbellica, in cui ancora sobbollivano energie vive e contrarie, tanto oggi è tempo di costruire. Con energia tenace, con disciplina generosa. Costruire. Ribadire le verità perenni – ma pronti a far tacere le parole categoriche di fronte all’incanto di certe verità vitali. Addestrarsi a riconoscerle: soprattutto queste ultime, le più inafferrabili. Nei libri non ci si deve imboscare. I libri sono i lucignoli per farci ritrovare la strada. Il passaggio per la lettura serve proprio a “farci trovare pronti alla chiamata”. E la chiamata è sempre quella dell’azione necessaria – che a volte può coincidere con l’ascesi del rifiuto.

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Categorie: Speciale Freda

Pubblicato da Ereticamente il 21 Maggio 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Alessandro Cavallini

    Oggi purtroppo non c’è più alcuna tigre da cavalcare. Il Sistema borghese e’ onnipotente ed onnipresente. Altro che dittatura del proletariato, anche gli ultimi desiderano la tranquillità borghese. Guardate gli allogeni: il loro unico interesse è trovare uno stipendio con cui sopravvivere nell’Eldorado occidentale. Siamo troppo ricchi di denaro e poveri di spirito. Ci vorrebbe una seria crisi economica per sperare di disintegrare questo Sistema e ricostruirlo su fondamenta tradizionali.
    Detto questo, che fare, come direbbe Lenin? Resistere e, soprattutto, arginare l’ondata immigratoria. Se l’Europa sparirà biologicamente, non vi sarà alcun futuro per essa. Questa e’ la battaglia principale per l’oggi in attesa che un domani, forse, vi sia nuovamente una tigre da cavalcare.

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