fbpx

Etica, politica, religione – Fabio Calabrese

Etica, politica, religione – Fabio Calabrese

Io penso ricorderete che alcuni anni fa vi ho parlato in più di un articolo sulle pagine di “Ereticamente” di un’intervista davvero singolare concessa dal filosofo Massimo Cacciari al giornalista Maurizio Blondet, e da questi riportata nel libro Gli “Adelphi” della dissoluzione. Poiché essa era incentrata sul rapporto fra etica, politica e religione, gli argomenti trattati venivano a essere del massimo interesse, toccando le questioni in ogni senso fondamentali.

“Ethos, o per i latini Mos”, raccontava Cacciari all’intervistatore, “Non è affatto ciò che noi oggi intendiamo per “etico” o “morale”. Ethos non indicava comportamenti soggettivi; indicava la “dimora”, l’abitare in cui ogni uomo si trova alla nascita, la radice a cui ogni uomo appartiene. In questo senso, un greco non era più o meno “etico” per sua scelta o volontà. Egli apparteneva a un ethos. A una stirpe, a un linguaggio, a una polis. Che non era stato lui a scegliere (…).

Ogni società tradizionale ha, o meglio è, un ethos. Ogni società tradizionale, come un albero rovesciato, ha la sua radice nella legge divina, nel nomos. La legge della polis, dice Erodoto, è l’immagine di Dike [la dea della Giustizia]. Un ethos impone all’uomo valori che non è lui a scegliere, a decidere, ma a cui appartiene.

Ma in Europa questa appartenenza è entrata in crisi quasi fin dall’inizio. Per l’uomo europeo è venuto molto presto il tempo della frattura con l’ordine degli Dei, il tempo della decisione.

L’ethos era già in crisi profonda con l’Ellenismo, “cosmopolita” ossia sradicato. E duemila anni fa, l’ethos ha cessato completamente di esistere.

Il Cristianesimo è stato dirompente rispetto ad ogni ethos (…). Il Cristianesimo non ha più radici in costumi tradizionali, in una polis specifica, in un ethos; non ha più nemmeno una lingua sacra (…). Il Cristianesimo si rivela essenzialmente sovversivo dell’Antichità e dei suoi valori; che esso spezza definitivamente i legami fra gli Dei e la società. L’ethos antico era una religione civile (…). Il Cristianesimo, consumando la rottura con gli dei della Città, sradica l’uomo (…). Uno stato doloroso: il Cristianesimo getta l’uomo nella libertà come un naufrago è gettato in [un] mare in tempesta

Tutta la cultura cristiana è un correre ai ripari contro la tragedia che ha provocato, una tensione disperata a riparare il pericolo che viene dalla frattura tra la Città di Dio e la città dell’Uomo”.

Un correre ai ripari che – noi sappiamo – alla lunga si è rivelato inefficace, poiché alla fine è bastato un monaco ribelle, Martin Lutero, per aprire la porta ai fenomeni patologici della modernità. Da qui l’inevitabile conclusione:

“La secolarizzazione totale che viviamo [è] figlia della sovversione originaria operata dal Cristianesimo”.

Sono concetti che non ci vengono nuovi. Questa critica al cristianesimo, il suo riconoscimento come “bolscevismo dell’antichità” e come radice della sovversione moderna fa parte per così dire del nostro DNA: certamente ricordiamo ciò che hanno detto in proposito Friedrich Nietzsche, Julius Evola, Hanns F. K. Gunther, ma il fatto che mi è sembrato davvero notevole, è che ciò venisse da un pensatore accreditato come uno dei maggiori filosofi contemporanei, un cattolico e per di più un uomo di sinistra (fu eletto sindaco di Venezia nelle liste del PD). Un’ammissione che sembrerebbe fare a pugni con ciò che ci aspetteremmo che una persona del genere dovrebbe sostenere.

Io confesso di non essere in possesso del testo di Blondet, ma di essermi servito di una redazione di questa intervista rintracciata in internet. Bene, in data 10 aprile il nostro eccellente e infaticabile Luigi Leonini ha pubblicato un post che contiene uno stralcio di quest’intervista che riporta alcune parti che nella versione che finora avevo a disposizione sono sunteggiate, e che permettono di comprendere meglio il pensiero espresso da Cacciari. Si tratta di un articolo ripreso dal sito della Arianna Editrice, Il volto luciferino dell’Occidente a cura di Claudio Prandini. (sul sito della Arianna questo testo era per la verità apparso in data 27.12.2010. Purtroppo, non è possibile riuscire a seguire tutto quanto viene pubblicato in formato cartaceo oppure on line, e una volta di più devo esprimere gratitudine al nostro Luigi per il suo lavoro davvero prezioso di ricerca di testi).

Il punto di quest’intervista, riportato in maniera sunteggiata nella versione precedentemente in mio possesso, e che permette, a mio avviso, di comprendere il senso di quest’apparente contraddizione, è questo:

“Sant’Agostino lo dice chiaramente: La Città di Dio è pellegrina in terra; ne segue che il cristiano non ha casa o è a casa dovunque. Il cristiano “non si cura” dei diversi costumi o delle diverse leggi, delle diverse istituzioni con cui la pace terrena si ottiene o si mantiene (…) il cristianesimo non ha più radici in costumi tradizionali, in una polis specifica, in un ethos, non ha più neppure una lingua sacra”.

Io direi che qui emerge con molta chiarezza il fatto che ci troviamo di fronte a due concezioni del sacro completamente diverse e incompatibili: la prima è quella tradizionale, pagana, indoeuropea che vede nell’ordine umano, nell’ethos il riflesso terreno dell’ordine divino; per essa è ammissibile una pluralità di culti a condizione del rispetto reciproco e del valore dell’ethos e delle leggi della polis per tutti, la seconda è quella abramitica (delle religioni discendenti da Abramo: ebraismo, cristianesimo, islam) tutta incentrata in modo esclusivo sul dialogo fra il credente e la sua presunta divinità, eventualmente mediata (ma la cosa non è indispensabile, si pensi al protestantesimo) dalla gerarchia dei presunti interpreti del volere divino. In questo caso, la sparizione dell’ethos, la dissoluzione dell’ordine umano è semplicemente un effetto collaterale, o addirittura una conseguenza voluta in vista dell’instaurazione manu militari di una teocrazia (come nel caso dell’islam).

Ora si vede bene che le due cose sono in assoluta antitesi, e che ad esempio il tradizionalismo cattolico è un ossimoro, una contraddizione di termini.

Il secondo punto che emerge con grande chiarezza è che quella libertà “in cui il cristianesimo getta l’uomo come un naufrago in un mare in tempesta” è soltanto temporanea e apparente, perché alla base della mentalità abramitica c’è una fondamentale intolleranza che tende a interpretare come male tutto ciò che non scaturisce direttamente dalla volontà “di Dio” o dei suoi presunti interpreti, e la storia di tutte e tre le religioni monoteistiche è venata di intolleranza, violenza, nonché odio verso quella cultura che permette all’uomo di pensare autonomamente al di fuori delle rispettive pastoie dogmatiche. Fuori dal “regno dei credenti” non ci può essere altro che il “regno del male”.

Cacciari ha l’onestà di ammettere che “Il cristiano è necessariamente sovversivo di ogni potere politico che si pretenda autonomo”.

Ma altrettanto necessariamente, se noi vogliamo rifarci alle tradizioni dei nostri avi indoeuropei, nei confronti della religione del Discorso della Montagna, non possiamo altro che opporre un rifiuto senza appello.

Una cosa interessante da vedere, è che il libro di Blondet è stato pubblicato nel 2000, e l’intervista è anteriore, del 1993, essendo passato più di un ventennio, possiamo verificare se nel frattempo alcune previsioni del filosofo abbiano avuto o meno realizzazione. Egli per esempio non ha dubbi sul fatto che il sistema economico-politico borghese frutto tardivo della sovversione cristiana, finirà per rivoltarsi anche conto il cristianesimo e la Chiesa:

“Anche contro la Chiesa [esso] non esiterà a usare la più inaudita violenza, se la Chiesa si rifiuta di diventare un semplice supporto della società borghese”.

Pericolo scampato! Nel frattempo è trascorso più di un ventennio e altri due papi sono succeduti a Karol Woytila allora regnante, sul soglio pontificio. Soprattutto con papa Bergoglio, la Chiesa si è pienamente adeguata alle richieste del mondialismo, diventando appunto “un semplice supporto della società borghese”, peccato che quelli che rimangono nelle peste sono i popoli europei di cui il sistema mondialista ha decretato la morte per declino demografico provocato, immigrazione allogena e meticciato, di cui la Chiesa cattolica si dimostra oggi fin troppo zelante complice.

All’inizio dell’intervista, Cacciari aveva esordito con una frase che aveva sconcertato Blondet: “Il papa deve smettere di fare il katéchon”. Il katéchon sarebbe secondo san Paolo (Seconda lettera ai Tessalonicesi), “ciò che trattiene”, ciò che impedisce al male, all’anticristo di manifestarsi pienamente come avverrà nei Tempi Ultimi. Bene, possiamo dire che con papa Bergoglio, Cacciari è stato pienamente accontentato.

Tempo fa, il nostro amico Joe Fallisi, sempre lucido e provocatorio, mi ha posto una questione che mi ha messo in imbarazzo. Noi sappiamo che il Reichsfuhrer delle SS Heinrich Himmler era un appassionato di esoterismo, arrivò a elevare al grado di maggiore delle SS l’occultista Otto Rahn di cui era un grande (e probabilmente esagerato) estimatore. Poco dopo il D Day distolse dal fronte dove ce n’era un disperato bisogno per contrastare l’invasione alleata, la divisione Leibstandarte spedendola nella Francia meridionale a cercare il Santo Graal, ovviamente senza risultato. Impegnò anche la società Ahnenerbe nella ricerca dell’Arca dell’Alleanza, che con le origini ariane non aveva, chiaramente, nulla a che fare (al riguardo ho appreso solo in tempi recenti, e devo ammettere che è stata una sorpresa spiacevole, che la storia raccontata da Steven Spielberg con Indiana Jones non è del tutto un’invenzione).

D’altra parte sappiamo che questa passione esoterica non era tipica del solo Himmler. Al momento dell’Anschluss, l’annessione dell’Austria, una delle primissime cose di cui si occuparono i nazionalsocialisti, fu di prendere in consegna la Santa Vehme conservata a Vienna, una reliquia che sarebbe stata la punta della lancia con cui Longino avrebbe trafitto il costato di Cristo.

L’Arca dell’Alleanza sarebbe il simbolo del patto stretto da Dio con il popolo ebraico, il Santo Graal il calice dell’Ultima Cena e/o quello in cui sarebbe stato raccolto il sangue di Cristo sotto la croce, della Vehme vi ho appena detto. Tre simboli che si iscrivono appieno nella mitologia giudaico-cristiana.

Ora, la domanda provocatoria dell’amico Joe a cui non sono riuscito a dare una risposta, era: è mai possibile che nemmeno i nazionalsocialisti siano riusciti a sganciarsi del tutto dalla mentalità abramitica, cioè pensare il sacro in termini diversi da quelli della triade religiosa mediorientale ebraismo, cristianesimo, islam?

Del fascismo italiano non parliamo proprio: il concordato del 1929 l’ha condannato a far sì che il suo appello alla romanità rimanesse qualcosa di esteriore e superficiale, ha significato in pratica la rinuncia a incidere nella mentalità profonda di un’Italia sostanzialmente cattolica, rimanendo poco più di un corpo estraneo tollerato, con tutte le conseguenze che si sono poi viste.

Adesso cercherò per quanto è possibile, di dare una risposta alla domanda dell’amico Joe.

Il fatto, il fatto fondamentale è che UNA RELIGIONE NON SI INVENTA per il semplice motivo che esiste un’eterogeneità tra volontà e credenza. Per fare un esempio banale, io vorrei credere di avere un conto in banca di milioni di euro, ma so che non è così.

Le religioni storiche nascono sempre come riforma di qualcosa di preesistente: il cristianesimo come riforma dell’ebraismo, l’islam come riforma di ebraismo e cristianesimo, il buddismo come riforma dell’induismo; così pure dal tronco dell’induismo nascono il giainismo e la religione sikh.

Poiché di fatto il cristianesimo è praticamente l’unica religione rimasta in Europa, a parte piccoli gruppi esoterici, pagani o neopagani e prescindendo da alcune aree islamizzate, non si può escludere che l’intento dei nazionalsocialisti fosse, per così dire, captare l’elemento sacrale presente nel cristianesimo depurandolo da tutto quel che è abramitico, una via ma senza dubbio non la sola, nell’ambito di una ricerca ad ampio raggio che ha compreso anche la rivalutazione delle tradizioni germaniche e l’attenzione ai movimenti esoterici e neopagani.

Naturalmente, in tutto ciò si avverte la difficoltà di tracciare o riscoprire una via al sacro alternativa a quella giudaico-cristiana-abramitica: un percorso difficile ma, io penso, senza alternative. Uno stato e una società dichiaratamente atei potrebbero funzionare?

Noi abbiamo sotto gli occhi l’esperienza dell’ateismo di stato sovietico che è stato un globale fallimento, ma soprattutto io ho l’impressione che coloro che aderiscono ai movimenti ateistici o, come si dice con un eufemismo, “liberi pensatori”, fanno consistere la loro ragion d’essere nella lotta contro le istituzioni religiose. Qualora raggiungessero i loro obiettivi, l’assenza di significato nella vita implicita nella loro visione del mondo li colpirebbe in maniera devastante.

Esiste poi il discorso del legame tra religione e morale. Da questo punto di vista, dobbiamo essere onesti: questo legame è qualcosa di estrinseco, di non necessario. Una speranza soprannaturale o un timore ultraterreno non sono necessari per avere un’etica. L’uomo superiore si comporta rettamente a prescindere da ciò, perché questo è il modo di vivere conforme alla sua dignità personale e al rispetto di se stesso. Per questo aspetto ritengo pienamente valido l’insegnamento di Socrate. Tuttavia, la società non è tutta composta da uomini superiori, che anzi sono una minoranza. E’ un bene che ci sia la religione a rafforzare i dettami della morale.

Ma deve trattarsi per forza di una religione e di una morale di tipo abramitico? Direi proprio di no: Roma è diventata grande senza di esse, che quando sono arrivate sotto forma di cristianesimo ne hanno invece provocato la dissoluzione.

Si può osservare che molti atei, soprattutto della specie marxista, mentre ne respingono ovviamente l’impianto teologico, non mancano di manifestare ammirazione per la morale cristiana, come se in tutta la sua storia l’umanità non avesse mai prodotto nulla di più elevato e migliore, e in questo modo non fanno altro che confessare e rendere esplicito il legame che esiste tra il marxismo odierno e il “bolscevismo dell’antichità”.

In realtà la morale cristiana non è che una sorta di mercanteggiamento (mi comporto bene per guadagnarmi la ricompensa ultraterrena) di livello inferiore sia ha quanto ha prodotto il pensiero greco anche nel campo dell’etica, sia alla pietas romana.

Proprio in tema di etica, vorrei ricordare un episodio che mi riguarda personalmente. Io appartengo a una generazione che ha terminato gli studi molto prima che entrasse in vigore il concordato del 1982, e la religione cattolica come materia d’insegnamento non era opzionale ma si poteva eventualmente chiedere l’esenzione, cosa che i miei non fecero. Durante i cinque anni, diventati sei a causa di una ripetenza, delle superiori, per me furono discussioni continue con l’insegnante di religione, che però devo ammettere a posteriori, mi sono state utili per sviluppare il mio punto di vista.

Una volta il discorso cadde sui temi etici. Il docente aveva esposto la dottrina cristiana del perdono. Gli risposi citando Virgilio, “Parcere subiectis”, “perdonare ai vinti”. Rinunciare a vendicarsi quando si potrebbe farlo, è un atto che richiede magnanimità, ma “perdonare” a chi comunque non si sarebbe in grado di nuocere, è solo un bel gesto che non costa nulla, e quando si segue il consiglio della bibbia di “lasciare a Dio la cura della vendetta”, in fondo non si fa altro che mascherare il rancore con l’ipocrisia. E gli citai Nietzsche: “Detesto colui che si dice buono perché non ha le unghie abbastanza forti”.

“Quello che stai dicendo”, mi rispose, “E’ del tutto al di fuori della dottrina cristiana”.

“Non m’importa nulla della dottrina cristiana”, replicai a mia volta, “Ma solo se quello che sto dicendo è valido o no”.

Credo che non scorderò mai l’espressione sbigottita che gli si dipinse sul viso.

La morale cristiana è una strana bestia, un distillato di buonismo universalistico e d’ipocrisia giudaica.

Noi non ne abbiamo bisogno. Nelle difficili prove che ci attendono per il futuro, quando ci si imporrà sempre più l’esigenza di respingere l’invasione allogena mascherata da immigrazione per salvare il futuro della nostra gente, sarà sempre più di un’etica guerriera che avremo bisogno.  

NOTA: Nell’illustrazione che correda questo articolo, da sinistra: una ricostruzione dell’Arca dell’Alleanza, la Santa Vehme, la punta della lancia di Longino che secondo la tradizione avrebbe trafitto il costato di Cristo (delle tre reliquie è l’unica che ci è effettivamente pervenuta), il calice di Ardagh, capolavoro dell’oreficeria medioevale irlandese spesso usato per rappresentare il Santo Graal.

Print Friendly, PDF & Email
Categorie: Cristianesimo

Pubblicato da Fabio Calabrese il 23 Maggio 2016

Fabio Calabrese

Nato a Trieste il 12 novembre 1952, coniugato, due figli. Laureato in filosofia, docente di scuola superiore. Scrittore di letteratura fantastica con all'attivo numerose pubblicazioni, tra cui alcune in Gran Bretagna, Polonia, Francia. Studioso di neopaganesimo e di neoceltismo. Attivo da molti anni come opinionista politico dell'Area, ha collaborato con “Rinascita”, “Ciaoeuropa”, “Italia sociale”, “L'uomo libero”, il Centro Studi La Runa e negli ultimi anni soprattutto con “Ereticamente”, dove è una delle firme maggiormente rappresentate.

Commenti

  1. Per quanto riguarda i rapporti tra paganesimo,cristianità e III reich segnalo questo bell’articolo :
    http://volkisch-runes.blogspot.it/p/christianity-in-third-reich.html
    (Da unire alla lettura di Luca L.Rimbotti IL MITO AL POTERE che credo facciano chiarezza definitivamente)
    Per quel che riguarda la LANCIA DI LONGINO invito a leggere il breve LA RESURREZIONE DELL EROE di Miguel Serrano dove dimostra come sia un riadattamento Cristiano di uno dei gradi dell’iniziazione di Mithra. M.Serrano ,autore discusso ,ma un pozzo di scienza in fatto di Esoterismo,dedica quel libro e l’ultimo capitolo di MANU per l’uomo che verra’ (anche qui si parla della Lancia) a mettere in rilievo le somiglianze nell’iniziazione tra Odinismo e Mitraismo e che rivela come sia esistito il culto di un Kristos Runico solare sia nelle Externstein sia in sudamerica.( Cosa confermata da : http://losvikingosenamerica.blogspot.it/2012/03/quetzalcoatl-odin-y-kristo.html) Spiega anche come la Chiesa abbia inventato il suo Cristo sovrapponendolo a quello e deformandolo.Quello che stupisce è che anche Steiner e gli antroposofi sostenevano il culto del Kristos come logos Solare antecedente al Cristo cattolico.Questo in ogni caso per dire che la storia del Nazismo e del Cristianesimo non è per nulla scontata ed è ancora tutta da scrivere ,occulta e non,e tenendo conto che molti documenti sono andati distrutti o sequestrati dai vincitori chissà quanto dovremo ancora aspettare perché ne saltino fuori delle belle.

  2. Fabio Calabrese

    Le osservazioni di Bettini sono pertinenti, interessanti e da approfondire. L’unica cosa, è che io eviterei di usare il termine “nazismo”, che è un nomignolo dispregiativo inventato dai vincitori, ma il termine corretto “nazionalsocialismo”.

  3. Maksimiljan

    Prof. Calabrese Le consiglio vivamente di approfondire le tematiche esposte dal sig. Bettini. Sta tutta li’ la genesi dei conflitti esteriori ed interiori del mondo.

    Il ‘cristianesimo positivo’ del Reich: https://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo_positivo

  4. CarloID

    Provo a dare un contributo ad una discussione che ritengo affascinante.
    Inizio con affermare un enunciato che nel proseguo del discorso cercherò se non proprio di dimostrare, comunque di corroborare. Il punto di vista in questione è il seguente: non è peregrino che il nazionalsocialismo (che come disse lo stesso Hitler NON era un movimento solamente politico) impegnasse forze umane ed energie esoteriche per andarsi a cercare reperti abramitici o peggio semitici.
    Il cristianesimo delle origini infatti uscì molto rapidamente da un’ottica squisitamente ebraica per diventare fenomeno di massa, ed avvenne perché il Mitraismo aveva già abbondantemente preparato il terreno. Mitraica era l’idea che ci dovesse essere un redentore universale (l’ebraismo lo contempla solo per se stesso), così come un sostanziale politeismo rinvenibile ancor oggi nel pletorico culto dei santi e delle varie madonne, così come nell’angelologia cristiana. Il mitraismo infatti era la versione occidentale del mazdeismo, la cui parentela coi culti indoeuropei è evidente: un sostanziale enoteismo (Zardust parlava con Aura Mazda, ma dava riconoscimento anche agli Dei “minori”), il culto del fuoco (ancora acceso, dopo millenni, nella città sacra di Yadz in iran), altri ed ulteriori aspetti.
    Benché quindi il cristianesimo sia e rimanga una variante dell’ebraismo, è portatore tuttavia di rituaria, iconografie, pantheon etc così interconnessi con i culti misterici indoeuropei (altro esempio, il parallelo tra Saturnalia e feste di natale) che non mi risulta affatto stupefacente che il nazionalsocialismo esoterico sia andato a frugare proprio alla radice del cristianesimo… solo se pensiamo che interi pezzi della messa cristiana sono stati presi di peso dalle liturgie mitraiche… e si potrebbe continuare.
    Spero di aver fornito spunti utili ad dibattito.
    A presto, e complimenti per la testata

  5. Postero’ su di ognuno dei tre oggetti citati che non hanno nulla di cristiano e che hanno a che fare tutti o risalgono al ciclo atlanto-Mediterraneo,ovvero alla civiltà dei Megaliti a cui i Nazisti davano grande importanza.Premetto che non è possibile esaurire tutto in poche righe quindi invito tutti ad approfondire questi argomenti con la lettura di siti Odinisti esteri o di libri di M.Serrano come L’ULTIMO AVATAR volume 2 dove si narra del Kristos Runico delle Externstein e della sua ferita di Lancia nel costato.La lancia è uno strumento di iniziazione e di giuramento e quando vediamo Eroi che vengono feriti da una freccia o lancia dobbiamo sempre pensare a un rito iniziatico che comporta una morte mistica o la stimolazione di un Chakra.
    http://inglinga.blogspot.it/2014/10/the-winged-coiled-serpent-as-fire.html
    Teniamo anche conto che per quanto possa sembrare assurdo c’è una connessione tra la civiltà Germanica della pietra e l’antico Egitto e che Wotan-Ermes-Thot probabilmente sono lo stesso dio e questo ci serverà per collegarci allo smeraldo del Graal nel prosieguo.
    Gli uomini dell’Ahnenerbe a differenza degli archeologi mentalmente circoncisi contemporanei utilizzavano il metodo connettivo!
    http://www.ritteredizioni.com

    Le Sacre lance dei sacerdoti-re Germanici e da dove viene realmente la “lancia di longino”

    http://armanen.blogspot.it/2012/09/the-sacred-spears-of-germanic-priest.html
    Durante la seconda metà del 19 ° secolo e la prima metà del 20 ° secolo una serie di lance sacre appartenenti alle tribù germaniche pre-cristiane sono state trova nella moderna Germania, Svezia e Polonia, essendo la lancia Kovel, la lancia Dahmsdorf, la lancia Rozwadow e la lancia Moos.
    Ciò che questi lance hanno in comune è la loro costruzione-ferro con intarsi in argento e le loro iscrizioni runiche.
    quello da Dahmsdorf ha l’iscrizione Ansuz-Jera-Nauthiz-Ansuz-Raitho. L’iscrizione di lettura da destra a sinistra, dice Ranja, vale a dire il “corridore”. Edred Thorsson nel suo I misteri dei Goti ipotizza che questo ha il significato di “colui che fa sì che [li] a fuggire”. Il proprietario della lancia potrebbe essere stato un Borgogna, in origine una tribù germanica orientale.
    Risale intorno 250CE (d.C.) e contiene anche simboli solari e lunari ed è stato scoperto nel 1865 durante la costruzione di una stazione ferroviaria a Dahmsdorf-Muecheberg.
    Questo e altri lance non sono mai state utilizzati in combattimento e chiaramente erano di scopo cerimoniale. In entrambi i casi questi lance appartenevano ai sacerdoti tribali o erano totem simbolici del potere regale appartenenti a capi.
    La lancia era l’arma originale e favorito dei popoli germanici e ogni uomo libero germanica, ogni guerriero possedeva uno come segno del suo status (Pensate anche al Gairethinx l’assemblea delle lance dei longobardi NDR). Nel caso di capi e sacerdoti queste erano ovviamente più elaborate, siccome queste lance hanno chiaramente uno scopo mistico (e iniziatico).
    Siano naturalmente ricordate Gungnir, la lancia di Wotan / Wodan / Woden / Odino che pure era secondo il Sigdrifumal aveva 17 rune iscritte sulla sua punta. Si potrebbe naturalmente essere tentati di speculare su quello che sono. È naturalmente possibile che questo può essere una versione dei normalmente 16 rune Fuþark recente.
    Esso contiene un Triskelion e Swastika, che sono entrambi simboli solari. Queste lance contengono anche tamgas che sono simboli tribali Sarmati o Sciti e, quindi, mostrano un collegamento con la steppa dimora tribù iraniani che vivevano vicino alle popolazioni germaniche orientali.
    I popoli germanici si consideravano i figli dei loro Dei e nobili, in particolare, spesso sottovalutare la loro discendenza da Wodan. Quindi è naturale che un capo germanica o king di possedere una lancia sacra come simbolo della Wodan dato il potere regale.
    Più tardi, nei tempi post-conversione e il sorgere del Parsifal mito le caratteristiche di lancia o lance sacri come l’arma simbolica il re del Graal.
    Sappiamo che la Sacra lancia o lancia di Longino che presumibilmente risiede ATTUALMENTE nel Museo Hofburg di Vienna è stato datato a non prima del secolo CE 7 (Corrente era – d.C.) e quindi non è contemporanea con i tempi del cosiddetto Cristo.
    Non c’è dubbio che questo lancia rientra in una categoria simile come le quattro lance runiche di cui al presente articolo.

  6. 2) L’Arca AR+KHA !!
    Gianfranco Drioli AHNENERBE RITTER ediz.
    Nel 1941, mentre l’Africa Korps veniva dispiegata nel Nord Africa per
    contrastare le truppe inglesi, il Generalmajor Neumann-Sylkow e von Ravenstein,
    un altro alto ufficiale, viaggiavano in Africa per una missione segreta: controllare se,
    `,all’interno della piramide di Kheope esistesse una stanza segreta, mai scoperta, dove
    sarebbe stato occultato il Libro di Thot, che avrebbe dovuto contenere le conoscenze
    perdute della civilta di Atlantide. Ricordiamo che una simile ipotesi é stata ventilata
    una trentina di anni fa da uno studioso italiano, Mario Pincherle, che intravvedeva
    all’intemo delle grande piramide un’antichissima torre di granito, lo Zed, di origine
    antidiluviana. Nel 1993 una spedizione archeologica tedesca aveva scoperto, utiliz-
    zando un piccolo robot, un corridoio interno che terminava davanti a una porta di
    granito. La spedizione fu espulsa dalle autorità egiziane. Non si sa se la porta sia
    stata aperta o no. Nel frattempo l’area delle piramidi e’ praticamente off limits per
    gli archeologi stranieri. E alcuni “ricercatori indipendenti” (Graham Hancock, John West e Robert Bauvall-e qui accenniamo all’era di ZEP TEPI su cui insiste il nostro Armando Mei NDR) ritengono che sotto la piramide di Kheops esistano stanze segrete contenenti antichissime informazioni che proverebbero un’origine atlantidea.
    Fantasie deliranti o ipotesi degne di rilievo? Non lo sappiamo.
    Un’informazione che ci mette a disagio: il cosiddetto sarcofago di Kheops avrebbe
    le stesse misure (89 pollici di lunghezza, 38,7 di larghezza e 41,2 di altezza) dell’Arca dell’Alleanza. Forse e’ un caso. Abbiamo pero’ sempre delle diflicolta a credere a
    questo tipo di casualità.

  7. Addirittura la lancia di Longino secondo il grande potrebbe essere Longobarda secondo Eddered thorsson – The Mysteries of the Goths

    Slea Luin,la Lancia di Lugh, la Lancia di Wodan, la Lancia di Parsifal e la Runa Gar
    http://armanen.blogspot.it/2013/12/the-slea-luin-spear-of-lugh-spear-of.html

    Dalla città di Gorias Tuatha Dé Danann ha portato il Slea Luin , la lancia di Lugh. Lugh è una delle numerose divinità celtiche associate a Wodan. Era conosciuto come Lugh agli irlandesi, Lleu al gallese e Lugus ai Galli. Come Wodan Era un padre di eroi come Cuchulainn. Come marziale Dio Lugh ha tenuto una lancia come una delle sue armi. Le origini del suo nome sono incerte. Una scuola di pensiero è che il suo nome deriva dal proto-indoeuropea * Leuk , `per shine` ma questo è contestata. L’altra teoria è che è derivato da * leug , `black`,` per break` o `a giurare un oath`. Quest’ultima interpretazione combacia con uno dei concetti di Wodan come giuramenti sacri hanno giurato sulla punta della sua lancia, Gungnir.
    Un’altra associazione con Wodan si riflette nel fatto che entrambe le divinità erano mecenati delle arti e di alta magia. Quando si innesta nella magia Lugh sarebbe salire su una gamba con un occhio chiuso, che ci ricorda il guercio Wodan.

    Spears caratteristica prominente sia celtica e mitologia germanica. Cuchulainn come suo padre Lugh possedeva una lancia magica, la Gae Bolg che è stato dato a lui dal suo mentore Scathach che gli ha insegnato le arti marziali. Lei è molto simile al primo scudo germanica a questo proposito. Gae deriva dai proto-celtiche gaisos *. Ci viene in mente la somiglianza tra gae e l’antico inglese gar che è derivato dal proto-germanico * gaisaz .

    “La parola sembra essere stata in origine un termine celto-germanica, allo stesso modo la parola runo è condivisa tra loro”. [ ALU. Una Guida Avanzata per Runologia Operativo , Edred Thorsson 2012]

    Gar è anche la runa 33 ° della Northumbria Fuþorc ed è il simbolo runico per Woden. Secondo runologist Nigel Pennick [Cfr Wyrdstaves del Nord , 2010] Gar stare al di fuori delle quattro aetts runiche, essendo la runa finale e centrale attorno al quale tutti gli altri circolano; è il polo centrale, l’asse. Gar è una combinazione della runa Gyfu sovrapposta la runa Ing, che significa così il `regalo di Ing`, Ing essere l’antenato divina degli inglesi Folc. Inoltre un attento studio della runa dimostrerà che contiene tutte le altre rune all’interno stesso, rendendo questo probabilmente il più potente di tutti i rune in aggiunta alla sua associazione con Woden. Gar è quindi autosufficiente e questo è il motivo per cui sta da solo. È interessante notare che la runa Gar è stato usato come un ciondolo della madre gioielli e indossato da mogli dei membri del SS Standarte 72 con sede vicino a Detmold.

    Tre calderoni magici erano tenuti a lenire la lancia a caldo di Lugh dopo la sua frenesia di battaglia. Il simbolismo fallico l’immersione della lancia a caldo in un calderone di liquido è evidente. Siamo subito ricordato l’associazione tra la lancia del Parsifal e il santo Gral nella sua forma come un calice, piuttosto che come una pietra. Anche se nella mitologia arturiana abbiamo anche il simbolo della spada magica incastonato nella roccia. Questa immagine ci ricorda sia il Claiomh Solais , la spada di Nuada e la Lia Fail , la pietra del destino. Nella Saga di Volsung vi è, naturalmente, il relativo immaginario della spada collocato nella struttura da Wodan per l’eroe Sigmund a tirare fuori come l’eroe nominato. In Wolfram von Eschenbach`s Parzival i simboli collegati sono la lancia e il Gral come una pietra.

    La lancia non è solo un’arma marziale; è un simbolo regale, quello originariamente associato con il grande Altissimo Dio Wodan. Di conseguenza i re germanici che si consideravano come i discendenti di Wodan sempre effettuate una lancia speciale come un segno della loro regalità.

    “Quando i popoli germanici furono cristianizzate prima i loro re e capi tipicamente effettuata lance come simboli del loro potere sovrano, in ultima analisi, un potere derivato dalla propria` blood` divina. Il sangue divino derivava dal loro dio-come antenati cd anseis da parte dei Goti come abbiamo visto. “[ i misteri dei Goti , Edred Thorsson 2007, prima edizione limitata]

    Con la xtianisation forzata dei popoli germanici la lancia di Wodan divenne la lancia di Parsifal. E ‘diventato il simbolo della Parsifal`s autorità divina come un dio-re. Alcuni tracciare un collegamento tra questo e lancia la cosiddetta `Lancia di Longinus` o` Lancia del Destiny` [vedere Trevor Ravenscroft`s La Lancia del Destino , 1973 e marchio della bestia. La storia continua della Lancia del Destino , 1990]

    Sappiamo che la Lancia di Longino [se questo non è un sostituto!] Risale a non prima del 8 al secolo 10 ° CE ed è di produzione germanica [vedi Thorsson, a pagina 106, 2007]

    “Come simbolo, la lancia ha chiaramente le sue origini nell’uso precristiano. Albert Brachmann, scrivendo nel Deutsches Archiv 6 [1943], pp. 407-09, delinea chiaramente lo sviluppo del simbolismo della lancia di Wodan in una lancia del presunto significato cristiano. ”

    Edred passa poi sottolineare che l’uso della lancia come simbolo nella incoronazione di re longobarda era di maggiore importanza rispetto alla ricezione della corona. Infatti egli ritiene che la Lancia di Longino è stato molto probabilmente di costruzione longobarda. I lettori ricorderanno che Wodan collocato una speciale benedizione sui Longobardi, precedentemente chiamato il Winnilli dopo essere stato ingannato dalla moglie Frijjo. È Lui che ha dato loro il loro nome, Longobardi a causa delle loro lunghe barbe. I Longobardi lo ha chiamato Godan.
    http://armanen.blogspot.it/2013/12/the-slea-luin-spear-of-lugh-spear-of.html

  8. Per capire cos’è in realtà il Graal dobbiamo capire cos’è la Gnosi e il significato esoterico dello Smeraldo(vedi Arthos n°17 del 2009 )
    Illuminazione per gli gnostici nasce dalla conoscenza di un libro di origine sovrumana (www.renegadetribune.com/gnosis/da Ron McVan (2007))
    Questa tradizione del “Grande Libro” è anche quella del Graal. Il Graal contiene le risposte di origini dell’uomo e del suo divenire, ed è per questo che è l’elemento prezioso più ricercato dagli gnostici. Non è come oggetto il Calice ,come i religiosi e fantasie romantiche vorrebbero far credere, che presumibilmente conteneva il sangue di Cristo, ma in realtà si esprime in due rappresentazioni, sia come una pietra di smeraldo sia come sorta di libro , sotto forma di tavola. Il vero Graal, conosciuto anche come la Tavola di Smeraldo di Hermes, non è una fantasia; e molti hanno rischiato o perso la vita nel tentativo di ottenerlo o difenderlo. Questo arcano tesoro Pagano è entrata in Europa attraverso la Persia in seguito alla scomparsa del misterioso regno della Thule, il cui popolo erano gli antenati delle tribù indo-europee. Secondo le fonti occulte, Apollonio di Tiana ha guadagnato il possesso del Graal, che ha trovato nascosto in una grotta. Questo potrebbe spiegare il motivo per cui aveva viaggiato molto e accumulato così notevole saggezza. Il Graal, in tempi successivi sarebbe poi emerso in diverse aree, come Roma, la Gran Bretagna, Toledo in Spagna, i Pyrenei nella Francia meridionale e le Alpi Bavaresi in Germania.
    “Con gli ultimi affondamenti di At-al-land (vedi http://inglinga.blogspot.it/2016/10/ur-hyperborea-and-at-al-land.html)le popolazioni germaniche (tra cui le tribù inglesi Frisone secondo la cronaca di Oera Linda) sono state costrette a fuggire verso altri territori, tra cui senza dubbio le aree come la Persia, l’India e senza dubbio il Medio-Oriente, così come altrove. Sembra logico supporre che i segreti ariani presi da At-al-land sono stati plagiati da tribù semitiche che distorti gli insegnamenti in un contesto mediorientale, li hanno posti così in contesto ebraico e musulmano, mentre le vere leggende erano venute da Nord. Questo in realtà si adatta bene con l’idea delle ‘ Tavole di Pietra ‘ che sono state rubate e nascoste nell’ “Arca dell’Alleanza”, e che sono stati portate al Tempio di Salomone, che sono stati presi dai romani quando hanno saccheggiato il tempio, e che sono stati poi preso dai Visigoti, quando saccheggiarono Roma. Anche le Tavole di Thot (Ermes) sono dette Tavole di Smeraldo, iscritte all’interno della grande Piramide di Cheope.Forse questo è il Santo Graal (Sono portato a credere che in certe vecchie celtiche lingue le Root * GAR significa ‘pietra’, che potrebbe anche essere trovato in ‘Gar-Al’, un modo di dire ‘Graal’. Penso che questo può essere vero dal momento che abbiamo il nome di Cer-rig-e-drudion nel Galles del Nord, dove ‘cer’ (Cerrig) sembra significare ‘pietra’) Himmler che si dice di essere stato trovato nella zona Catara in Francia da parte di Otto Rahn sotto gli ordini di Heinrich Himmler(Si sono anche trovati dentro a Dolmen alcuni campioni di una rarissima pietra verde detta il Callais di cui esistono solo 830 esemplari nel mondo tutti scoperti presso i monumenti megalitici in Irlanda, vedi Artos 17 2009 ). Dove queste sono state prese non possiamo dirlo (Antartide?), Ma sento che il Mito l’Archetipico deve ancora manifestarsi completamente! Per questa informazione Sono in debito con Richard Scutari e un articolo ‘Hyperborea, Holy Grail, Myths, Legends and True Spirituality’. In questo brano egli afferma che gli Ariani migrarono in Persia (Iran = Aryania), dove furono conservati i Segreti ariani nella Biblioteca babilonese. Lavorò qui l’ebraico Profeta, Ezra, che quando Ciro permise agli ebrei di ritornare a Gerusalemme riporto’ questa conoscenza ariana con lui. Da lì furono creati i primi cinque libri della Bibbia. Ha anche preso il Graal – le liste contenenti la Sapienza ariana Antico – scritto nelle Antiche Rune. Questi sono stati tenuti nell’ ‘Arca dell’Alleanza’ e il resto è storia, come si suol dire ….”
    Fonte http://inglinga.blogspot.it/2015/11/at-al-land-and-hale-bopp-comet.html
    Non potremo mai sapere tutto di certi argomenti con certezza ma credo di aver dato una traccia di indagine abbastanza credibile.Facciamo finta che non vi ho detto nulla….

    “Sembrerebbe che esistano due Gral, uno femminile ed un altro
    maschile, di cui sta parlando la Leggenda: un Grial ed un Gral. ll
    primo è una Coppa, o un Calderone, e fa riferimento simbolico
    all’apertura polare, per penetrare nella,Terra Cava, nell’Anticton,
    In terra opposta, l’altra terra”, in cui credeva Pitagora e alla quale “ne per terra né per mare si giungerà”. Significherebbe anche
    L’entrata nella Donna-Sole, in die Sonnen, passando per la “Seconda
    ‘Terra”, di cui ci parla Platone, uguale alla “prima”, ma che ci è in-
    visibile perché si trova all’altro lato del “Sole”.
    La Coppa, o Grial, sara offerta all’Eroe dalla sua Walkiria,
    piena della sua Aropa, del suo liquore dorato, per festeggiare il suo
    Trionfo nel Walhalla, la sua Resurrezione nella Terra Cava, all’In-
    terno di Lei stessa, nell’Altra Terra.
    Il Gral, al contrario, e, secondo von Eschenbach,è una Pietra di
    Smeraldo caduta dalla fronte di Lucifero, nel suo combattimento
    stellare. E’ maschile, come la Lancia del Centauro “Longino”. E,
    msi, il potere che si perse nella mescolanza e con la scomparsa
    d ` lperborea, la forza di Odil, Adel, Odal (52 ), il cosiddetto Terzo
    Occhio di Wotan-Shiva (5 ), con il quale fulmina Smara. Recupe-
    rando questa Pietra-Potere, anche con l’aiuto della Donna-Maga,
    di Lei (Hitler si riferiva alla Forza odilica, o Od , magica, im-
    precscindibile, proveniente da alcune donne scelte, Wotan-Baldur
    sarà resuscitato. E potrà bere l’Ambrosia-Aropa nella Coppa del
    Grial
    Al centro della Tavola Rotonda, che le SS avevano nel Castello di Wewelsburg, potrebbe esserci stata una Coppa intagliata in
    smcraldo e, certamente, la Lancia di Longino. Pendeva anche dal
    muro un’enormne Pietra, in “stato critico”, trovata nel suo “momento
    angolare”. Vidi questa Pietra nel mio pellegrinaggio di alcuni an-
    ni fa al castello dell’lniziazione SS di Wewelsburg e lo raccontai
    nel mio libro, “Adolf Hitler, l’Ultimo Avatara”. Forse e per que-
    sto che ora l’hanno tolta da lì, tentando di distruggere la sacralità
    e la magia che ancora resteranno, la geomanzia di quel luogo.
    L a coppa la pietra la lancia simboleggiano nella loro congiunzione l’unione degli opposti l’Androgino l’Uomo Assoluto il sonnenmensch : l’alchimia tantrica di Wewelsburg”

    Miguel Serrano Pag 162 Manu per l’uomo che verrà.

  9. Le tavole di Thoth l’Atlantideo
    http://www.visionealchemica.com/tavole-di-thoth/
    Ecco dove bisogna andare a ricercare per capire cosa intendevano i Nazisti per tavole dell’ARKA

    Saturno contro
    http://inglinga.blogspot.it/2017/07/lord-of-rings.html

  10. C’è ancora molto da svelare sul vero significato dell’ARKA.

    http://inglinga.blogspot.it/2017/09/the-lightning-bolt-of-higher.html
    Secondo Sri Aurobindo il Verbo divino è il Satya Mantra o Arka , quest’ultimo a volte usato per il Sole, la Parola di Illuminazione . La parola Arka che ho appena trattato nell’ultima rivista “Sword of Wayland” che è stata appena pubblicata. Si riferisce ad Arya / Aryan e ‘ka’ è l”anima’ in Lore Egiziano. Potremmo vederlo come lo spirito ariano.

    http://inglinga.blogspot.it/2017/07/lord-of-rings.html
    C’è molta confusione qui, ma l’unica cosa che dobbiamo considerare è che il nostro Popolo è l’ultimo residuo della grande e antica Razza Solare che divenne la Razza Ariana . Il dio sole indù, Surya, aveva un titolo alternativo di Arka che può significare Ar (The Sun) e Ka (Astral Form). Queste sono leSons of the Fire , ed è il risveglio del Serpent-Fire che scioglierà il Ghiaccio degli anelli di Saturno e libererà il Dio del Tempo Ciclico.

    http://inglinga.blogspot.it/2017/08/the-blood-of-pharaoh.html
    Il sangue del faraone
    Gli scienziati del centro genealogico di Zurigo, iGENEA, hanno ricostruito il profilo del DNA di “King Tut” (Tutankhamun) e hanno scoperto che questo è R1b1a2, che è il DNA condiviso dal 50% di europei occidentali e dal 70% britannico. Questa è un’alta proporzione e suggerisce dove è nato questo faraone egiziano: l’Europa occidentale. Ciò non sorprenderà nessuno che abbia visitato l’Egitto e abbia visto le tipiche caratteristiche europee dell’élite dirigente di questa antica terra.
    Tutankhamon era il figlio di Akhenaton, il sovrano che modificò l’intera struttura religiosa dell’Egitto, sostituendo (in una certa misura) gli antichi dei con un’unica divinità, adorata come l’ Aton , il disco solare. Con la morte di Akhenaton il vecchio sacerdozio fu restaurato, e quindi il motivo per cui il giovane re-ragazzo prese il titolo di “Amon” piuttosto che “Aton”. Amun, ovviamente, è il Dio nascosto …..

    http://whitewolfrevolution.blogspot.it/2013/10/il-faraone-eretico-akhenatonmose-e-la.html#more

Lascia un commento

  • Milano 7 dicembre

  • Fai una donazione


  • roma 14 dicembre

  • siamo su telegram

  • afrodite

  • ekatlos

  • Roma 2 dicembre

  • teatro andromeda

    Pio Filippani Ronconi 1

  • emergenza vaccini

    Vaccini: Cosa non conosciamo? Storia,tabelle e grafici mai visionati – Vacciniinforma

    di Ereticamente

    VACCINI: COSA CI È STATO OMESSO? Nella letteratura medica, si esaltano da sempre le virtù della vaccinazione. Dopo aver letto questi libri, si riman[...]

  • post Popolari

  • a dominique venner

  • Ultimi commenti
    • Daniele Bettini in L'eredità degli antenati, nona parte – Fabio Calabrese

      Ho molti articoli sul ciclo delle varie Civiltà A... Leggi commento »

    • Cinzia in “La Tradotta” (prima parte – nn. 1/10)

      Buongiorno, grazie per questo accurato lavoro sul ... Leggi commento »

    • Cono in Leonardo da Vinci e Ruspa da Perdi – Gaspare Brambilla

      Premesso che Leonardo da Vinci resta un Mito per q... Leggi commento »

    • umberto bianchi in I boschi sacri e l’albero cosmico secondo la Tradizione Indoeuropea - Fabrizio Bandini

      Complimenti! Ogni tanto qualcuno che ci rammenta l... Leggi commento »

    • Leporello Rinsavito in L’infezione americana: il Regno della Quantità - Roberto Pecchioli

      il male americano come da tempo non veniva ritratt... Leggi commento »

  • archivio ereticamente

    Tag

    Newsletter

    Google Analytics

g. casalino

c. bene

J. Thiriart

m.houellbecq

a. dugin