Ereticamente intervista Cristian Guzzo

Ereticamente intervista Cristian Guzzo

Cristian Guzzo è membro ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia ed è affiliato al Sismed (Società Italiana degli Storici Medievisti). Ha pubblicato numerosi saggi storici sull’Età di Mezzo in Italia e all’estero, comparsi fra le pagine di prestigiose riviste scientifiche. Si occupa, inoltre, da circa vent’anni di studi sull’ermetismo kremmerziano e collabora attivamente alla rivista Elixir, pubblicata dalle edizioni Rebis di Viareggio. 

  1. Iniziamo questa intervista partendo dal suo ultimo lavoro musicale che ci ha impressionato molto, di grande qualità musicale e concettuale. Con la sua band, Perseus, avete appena pubblicato il vostro secondo lavoro: A Tale Whispered in the Night: lo presentiamo ai nostri lettori, tantissimi di questi giovani, consigliandolo vivamente?

Con A Tale Whispered in the Night, ci troviamo di fronte ad un concept album, ovvero ad un lavoro musicale che in 19 tracce intende raccontare una storia tra il fantastico e l’immaginario magico. Protagonista della narrazione è Nathan, un uomo nel cui corpo viene reincarnato lo spirito del dr. Icarus Lazard. Quest’ultimo, mentore e guidaGuzzo 1 della pacifica popolazione insediatasi sull’isola di Emera, viene trucidato dagli uomini del malvagio Dark Razor. Nonostante la sua dipartita terrena, l’essenza lunare-mercuriale del Lazard continua a vivere in uno specchio incantato. Alcuni seguaci del suo culto, riescono, attraverso un arcano rituale esoterico, a fare incarnare lo spirito del loro maestro nel corpo di Nathan. Quest’ultimo si troverà, in tal modo, a condurre progressivamente una duplice esistenza; la propria e quella del suo ieratico ospite. L’albergo di carne e sangue in cui riposa Icarus, gli consente di radunare un’armata per combattere distruggere il tenebroso dominio di Dark Razor. La vittoria sulle forze del male, consentirà al dr. Lazard di essere finalmente liberato dal ciclo reincarnativo, per raggiungere la trascendenza, attraverso una sorta di Theosis, per altro ben dettagliata dallo Pseuso Dionigi l’Aeropagita, intorno al V secolo. Nathan, dal canto, suo viene eletto dalla comunità di Emera quale nuova guida della locale popolazione e per celebrare ciò, egli si unisce in matrimonio ad Elys, figlia di Icarus Lazard, dando così vita ad una lunga era di pace mondiale.

 

  1. La benda negli occhi, la consegna del libro, il simbolismo dello specchio d’acqua sono alcuni concetti filosofici espressi magicamente nel vostro video di presentazione. Una proposta che dal nostro punto di vista ha una funzione educativa, di avanguardia rispetto ad altri temi di disagio sociale che trovano il consenso ed il sostegno delle grandi case discografiche. Che ne pensa?

Il metal è stato da sempre interessato alle tematiche occulte e noi ci siamo posti all’interno di questo solco, per altro percorso da grandi bands del passato come  Black Sabbath e Led Zeppelin. Mentre però costoro hanno, talora indagato i rivoli più tenebrosi e sulfurei di tali tematiche (vedi ad esempio l’ossessione nutrita da Jimmi Page per Alister Crowley e per i suoi cimeli), i Perseus intendono invece trasmettere un messaggio di luce e di speranza, suggerendo all’ascoltatore che esiste una via di ascesi alla Luce, transitante per un percorso di carattere iniziatico, dal quale l’adepto deve uscire purificato e trasfigurato nella sua più intima essenza. Il metal rappresenta pertanto, a mio modesto modo di vedere, un contenitore artistico consono alla trattazione di tali tematiche, con il suo sound potente ed a tratti malinconico, capace di chiaroscurare, in note, i più riposti rivoli della psiche umana.

 

  1. Oltre alla sua passione per la musica, lei risulta essere un affermato studioso di medievalistica ed esoterismo. Nel primo ambito, ha investigato il mondo templare nel Sud d’Italia: può affermarsi, a suo parere, una buona ermeneutica in tale campo, in contrapposizione alle note fantasticherie di natura pseudo-occultistica?

Ho sempre trattato gli argomenti storici e quelli di carattere esoterico con il medesimo approccio scientifico, tentando di studiare le fonti con rigore ed acribia filologica. Forse potrò sembrarle estremo ma sono scarsamente interessato agli evocatori professionisti di fantasmagorie, che pullulano nel nostro Paese. La verità, di qualunque natura essa sia, non può prescindere da una corretta ermeneutica.

 

  1. Per la Casa Libraria Edit@ di Taranto, lei ha pubblicato un interessante saggio sullo Stupor Mundi, Federico II: in che termini si differenzia il suo studio rispetto a tutta la manualistica spiritualistica sull’argomento?

Attraverso lo studio delle fonti medievali originali e l’ausilio di studi accademici sull’argomento, ho tentato di tratteggiare gli aspetti della tormentata ricerca spirituale del grande imperatore Staufen, facendo emergere non solo la grande umanità dello Svevo ma soprattutto la grande sua fragilità, di fronte ai grandi enigmi dell’uomo.

 

  1. Federico II è per molti un sovrano simbolo di un’Europa multi-confessionale, dai contatti multiformi, anche con il nemico islamico, contro cui condusse una crociata: come definirebbe il suo ghibellinismo?

La straordinarietà di Federico II risiede nel fatto che, nonostante egli fosse de iure un sovrano cristiano fu, in verità,Federico il vero e proprio precursore dello Stato aconfessionale e neo-romano nel senso più intimo del termine. Facendo tesoro dell’ ‘ecumenismo’ culturale dei suoi antenati normanni, lo Staufen governò su una terra, il Regnum Sicilie, nel quale tutti potevano liberamente professare la propria fede religiosa e vivere secondo le proprie usanze, purché si mostrassero ligi alle leggi e rispettosi dell’autorità imperiale che era sacra, pontificale ed inviolabile. Il suo fu pertanto un ghibellinismo consacrato dal fas e Federico era, come nella Roma imperiale, il vero e proprio tramite fra la dimensione terrena e quella divina, garantendo, in terris, un governo ispirato all’immutabile ordine celeste.

 

  1. Come accennato, Lei è anche uno studioso di esoterismo, specificatamente ermetico e kremmerziano, autore, insieme col dott. Giuseppe Maddalena, del famoso testo “L’arcano degli Arcani” per le Edizioni Rebis di Viareggio e collaboratore della nota rivista Elixir per le medesime edizioni: come si presenta, a suo parere, la situazione attuale del mondo ermetico?

Un tempo, lo studio dell’Ermetismo era appannaggio di persone di grande cultura; di una aristocrazia del pensiero e dell’azione che si confrontavano serenamente sui temi dell’anima e dell’aldilà in modo socratico, senza pose magistrali. I riti arcani, gelosamente conservati e non indiscriminatamente segretati o soggetti a reclusione Guzzo 3omertosa, erano destinati alla fruizione dei meritevoli.  Il merito scaturiva, a propria volta, dai risultati che l’adepto era in grado di conseguire con la pratica assidua, che si trasmutava alchimicamente in filosofia dell’empireo, o Mercurio Volante. I Saggi dell’empireo seguaci ed apostoli di un sapere che, in quanto infinito, era perfettibile e costantemente in movimento, hanno tramandato ai posteri le loro esperienze e le loro riflessioni su Dio e l’uomo, edificando le colonne di una splendida impalcatura magico-scientifica, alla quale oggi pochi hanno la possibilità di accedere. In relazione a tali presupposti, io preferisco definirmi un sano e perfettibile ignorante in materia, dal momento che il nostro bel Paese è esotericamente popolato da soggetti smarriti sofferenti da ‘melanconia’ in fase terminale che, in passato, sarebbero stati interessanti soggetti di studio per l’illustre barone Pietro Pisani. Di certo il nobiluomo siciliano sarebbe rimasto affascinato dalle capacità affabulatorie che gli alienati affetti da incurabili forme di paranoia o meglio da neoplasia intellettuale, sono in grado di esercitare sulle menti di individui apparentemente sani di mente.

 

  1. Ritiene, in tale prospettiva, che si possa aprire una nuova stagione di studi e di ricerca? E in che direzioni?

In Italia vi sono persone di grande spessore, preparazione e serietà che, lontane dai riflettori, coltivano gli studi ermetici con onestà, impegno e dedizione. Solo costoro potranno restituire lustro e dignità ad una scienza che è stata ed è costantemente deflorata da individui volgari e rozzi. Se l’Ermetismo resisterà alla prova del tempo, avverrà per esclusivo merito loro.

 

  1. Lei, sempre con l’ausilio del dott. Maddalena, ha pubblicato per la rivista Politica Romana (e diffuso online recentemente anche da EreticaMente) un lungo approfondimento sull’affare Ekatlos. Sull’argomento vi sono studiosi, come Fabrizio Giorgio e Roberto Incardona, che hanno avvalorato la vostra versione di una radice kremmerziana circa l’ambiente di coltura di tale mito: in merito, come ne pensa dell’insistenza di alcuni ambienti neopagani circa la rivendicazione di un’esistenza di un sodalizio romano che non fu alla Myriam di Giuliano Kremmerz?

Come ho già precisato quello che non si può provare con una ricerca filologicamente condotta, per me non ha alcun valore. Gli ambienti nei quali fiorì il mito di Ekatlos sono quelli della Roma kremmerziana e questo, credo, sia un dato ormai ampiamente acclarato. Fu, del resto, lo stesso Evola a chiarire, nel corso di una intervista rilasciata a Gianfranco De Turris, che l’animatrice dell’affaire Ekatlos altri non era se non una signora antroposofa. Il filosofo  faceva naturalmente riferimento a Maria Mongenet in Calzone, teosofa ed affiliata al Circolo Vergiliano, organismo capitolino della Fratellanza di Miriam.   Coloro che sostengono, senza alcuna prova, altre versioni sono come i panini con la nutella. Sono ottimi e saporiti ma fanno male alla circolazione del sangue, perché aumentano il colesterolo. Avendo preso la decisione di mettermi definitivamente a dieta, gli alimenti ricchi di grassi li lascio volentieri ai tossicodipendenti del mito, del fantastico e dell’immaginario.

 

  1. Sempre nell’ambito di una spiritualità arcaica, come ritiene sia possibile oggigiorno un reale ed autentico ricollegamento alla Sapienza Arcaica, al di là delle note fantasticherie di un certo neospiritualismo?

Il recupero degli antichi saperi, è subordinato ad una rigorosa disciplina interiore transitante per pratiche arcane di trasformazione dell’Io, ad una solida cultura e ad un sostanziale equilibrio psichico, capace di scongiurare l’evocazione di fantasmagorie da Corriere dei Piccoli.

 

  1. Condivide che, in merito, la dimensione cultuale e religiosa, non possa interagire come una più alta ed aristocratica visione aderente ad una pratica misterica, magico – teurgica e che in essa le dicotomie proprie del devozionalismo non abbiano senso e fondamento?

La devozione religiosa è una bella cosa per i dogmatici, i mistici e per i preti, cristiani o pagani che siano. I Piccoli e Grandi Misteri introducono l’adepto al dialogo con gli Dei. Il Devozionalismo conduce a mangiare le fettuccine nelle trattorie di Roma, nei pressi dei Fori Imperiali. L’azione magica, attiva e cosciente, ristabilisce quei canali energetici sopiti da secoli, determinando il contatto con i grandi eggregori divini dei popoli. In parole povere, il Nume risponde se, chi lo evoca, compone il numero corretto. Il religioso, in quanto mistico finisce per patire l’azione soverchiante della Divinità, procurandosi, a lungo andare, squilibri fluidici capaci, talora, di generare gravi patologie psichiche (leggi ossessioni larvali, etc) .

 

  1. In conclusione: cosa consiglierebbe ad un giovane che voglia approcciarsi a tali tematiche, non volendo ricadere nelle nefaste imboscate di imbonitori e ciarlatani dell’occulto. La Redazione di EreticaMente vi ringrazia per il tempo cortesemente concesso.

Internet rappresenta, nel bene e nel male, una grande finestra sul mondo ed è assai facile cadere preda degli imbonitori da Lei citati. I giovani devono semplicemente guardarsi dai sodomizzatori dell’intelletto, ovvero da coloro che cercano di prevaricare il prossimo con numeri da avanspettacolo dell’Occulto. In fin dei conti, chi ben ricerca, sarà, prima o poi in grado di trovare, anche nell’assordante fragore della nostra contemporanea era telematica, la via per giungere al retto cancello da varcare.

(intervista realizzata a cura della Redazione di EreticaMente.net)

 

 

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Categorie: Esoterismo, Intervista, Musica

Pubblicato da Ereticamente il 7 Maggio 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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