“Nettuno non permetterà trivellazioni nel suo Mare” – Referendum 17 Aprile 2017 – Redazione di Ereticamente

“Nettuno non permetterà trivellazioni nel suo Mare” – Referendum 17 Aprile 2017 – Redazione di Ereticamente

Nel silenzio assordante di mass – media, sindacati, associazioni ambientaliste e formazioni politiche (tutte, nessuna esclusa), ci si avvicina alla fatidica data del 17 Aprile 2016, quando il Popolo Italiano sarà chiamato ad esprimersi in una consultazione referendaria inerente la proroga delle concessioni per le trivellazioni marine entro le 12 miglia dalla costa italiana. Il fatto che nessuno ne parli è ovviamente un piano ben orchestrato, affinché non possa essere raggiunto il quorum, così che il quesito possa naturalmente decadere. La Redazione di EreticaMente, invece, scende in campo e si schiera apertamente per l’accettazione del quesito, un dfaraeciso SI alla cancellazione dell’articolo 6 comma 17 del codice dell’ambiente, che impedirebbe il perpetuarsi dello sfregio mercantilistico del Mare Nostrum, nelle più belle zone costiere della Nazione, per il solito e usuraio tornaconto economicistico. Ci schieriamo per il SI e invitiamo tutti i nostri lettori a diffondere la notizia del Referendum, affinché se ne parli e se ne discuta sempre più, per far in modo che quanta più gente possibile si rechi al volo, libero, infrangendo la cappa omertosa che vuole occultare codesta consultazione popolare, IN DIFESA DEL NOSTRO INESTIMABILE PATRIMONIO NATURALISTICO.

NETTUNO NON PERMETTERA’ TRIVELLAZIONI NEL SUO MARE …

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Categorie: Referendum

Pubblicato da Ereticamente il 14 Marzo 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. CarloID

    Credo che con questa storia delle trivellazioni si rischi di offendere non solo Nettuno, ma anche Saturno: di quest’ultimo non dobbiamo dimenticare che non è soltanto il Nume tutelare dell’Italia (Saturnia Tellus), ma anche – in senso lato – Nume della tecnologia e del progresso, se consideriamo che ci ha trasmesso la tecnica agricola e sovraintende all'”opera al rosso”. Con questi presupposti, potremmo anche dedurne che si aspetti da noi uno sforzo in direzione delle nuove tecnologie energetiche piuttosto che andare su tecnologie del secolo scorso (scorso in tutti i sensi) come le trivellazioni.
    Temo che questa storia di mettersi a sventrare i fondali marini sia foriera di nuove ed ulteriori sfighe per questo paese, che invece dovrebbe per l’appunto riscoprire – in qualità di terra del Nume del Progresso – la sua antica vocazione per la ricerca e l’innovazione.
    Complimenti per il sito, avanti così.

  2. MANUELE

    SVEGLIATEVI RAGAZZI NON ABBIAMO PIU NULLA DI ITALIANO CERCATE DI ESSERE INTELIGENTI LE TRIVELLE DALL’ALTRA PARTE DELLA COSTA E POI NOI COMPREREMO LO STESSO GAS DALL’ESTERO, NON CAPITE NULLA DI AUTARCHIA, E POLITICA NAZIONALE;
    MANGIAMO PRODOTTI CHE ARRIVANO DAL RESTO DEL MONDO, LATTE DALL’EST, ARANCE DAL MAROCCO, GIOCATTOLI…. DALLA CINA…. POSSIAMO AVERE ANCORA UN PICCOLO ORGOGLIO DI AUTOSOSTENTAMENTO OPPURE TRA UN PO DOBBIAMO VENDERE ANCHE IL NOSTRO… PER SOPRAVVIVERE?
    LA VERITA COME DEL NUCLEALE CHE ALLA FINE LE RADIAZIONI DEL NUCLEO DI URANIO CONTINUANO A DISPERDERSI, INUTILMENTE…

  3. CarloID

    Tutto giusto, Manuele, ma lo sai quale è il problema? Che anche a sfondare la Nazione a suon di trivlellate, continueremo a comprare il gas dall’estero, e il poco che verrà prodotto in Italia sarà costoso esattamente quanto quello comprato fuori (perché di scarsa qualità, e quindi dovrà subìre cicli di lavorazione). E tutto questo a prezzo delle distruzione del territorio.
    E inoltre: il popolo non ci guadagerà un solo posto di lavoro, e il fisco neanche un soldo (se anche incasserà qualcosa, dovrà rispenderlo per tentare di aggiustare i danni fatti).
    Piuttosto, perché non fare una seria politica di ricerca & sviluppo sulle fonti alternative? Leggevo recentemente, ad esempio, che è proprio italiano il brevetto del vetro fotovoltaico…. siamo il paese di Saturno, diamine, usiamo la testa piuttosto che la trivella!

  4. paolo casolari

    preferisco le trivelle italiane
    e un po’ d’autonomia energetica
    all’alternativa
    di puzzolenti petroliere che invaderanno i nostri porti
    di fertili ettari sacrificati al fotovoltaico
    di panorami devastati da gigantesche pale eoliche
    tutto in peggior sfregio ai nostri Numi
    di quattro piattaforme in alto mare

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