Divagazioni sul declino dell’Occidente. LA DITTATURA DELLE MINORANZE di Gianfranco de Turris

Divagazioni sul declino dell’Occidente. LA DITTATURA DELLE MINORANZE di Gianfranco de Turris

La legge sulle Unioni civili ha portato al pettine alcuni nodi che non sono soltanto italiani ma riguardano – direttamente e indirettamente – la cultura cosiddetta “occidentale” in genere a testimonianza della inarrestabile deriva della sua decadenza, ampiamente illustrata da Oswald Spengler proprio un secolo fa.g_deturris[1]

Tanto per cominciare questa legge è esattamente quanto si è sempre detto: il riferimento alla coppie eterosessuali “di fatto” era soltanto una scusa, un paravento, dato che per esse esiste già il matrimonio civile in comune e non in chiesa che garantisce tutti i possibili diritti. E’ quindi una legge che si riferisce esclusivamente alle coppie omosessuali maschili e femminili bisognose di diritti.

E’l’Occidente anglosassone e scandinavo ad aver per primo legittimato giuridicamente queste situazioni e attraverso l’Unione Europea, egemonizzata da questi Paesi, ad imporci un qualcosa sempre respinto e fuori dalla nostra sensibilità e cultura, almeno nelle forme estreme con cui ci viene presentato.

Ma fino ad un certo punto, dato che l’invadenza delle lobby omosessuali è enorme, ma enorme e diffusa è soprattutto la cultura che genericamente si definisce “progressista” la quale condiziona da sempre la gente comune attraverso tutti i mass media di cui detiene il quasi-monopolio: giornali, televisione, editoria, cinema e, ora, il mondo delle Reti Sociali. Tutti si sono pian piano adeguati alle nuove parole d’ordine non tanto per convinzione, ma per conformismo,disinteresse di fondo, incultura, menefreghismo e quieto vivere. Basti aver ascoltato le domande che in genere delle giovanissime giornaliste rivolgevano a coloro che sono in disaccordo con la legge, quasi a voler mettere sotto accusa chi non è a favore di essa e vuole continuare a  discriminare gli omosessuali.

Emerge a questo punto il lato peggiore della faccenda. Come i rivoluzionari che prendono il potere diventano ben presto dei conservatori, così coloro i quali sono stati, o si sono sentiti, discriminati diventano ben presto discriminatori. E’ quella che i politologi chiamano la “dittatura delle minoranze” caratterizzata da protervia, arroganza e aggressività. Oggi come oggi gli omosessuali pretendono, anzi esigono  che tutti la pensino come loro, quasi si trattasse di una nuova regola civile valida in ogni caso e per tutti. Se non è così vuol dire che li “discrimini”, e ciò non è ormai pià tollerabile. La loro anormalità genetica/culturale deve diventare quasi obbligatoriamente la normalità per tutti ed essere accettata senza fiatare. Chi non si adegua viene messo al bando e, stavolta sì, veramente discriminato. Anche i milioni di persone che hanno partecipato ai due Family Day a Roma  sono dei “provocatori”, e quasi quasi si dovevano impedire le manifestazione (in prima fila membri del PD e poi del governo, come certo Scalfarotto). Le autorità pubbliche che hanno “sposato” in municipio le coppie omosessuali senza ancora alcuna legge andavano bene, ma le autorità pubbliche che hanno aderito ai Family Daiy sono da condannare. Quindi non si chiede a sindaci, assessori e governatori di essere super partes, ma di essere schierati da una parte sola. La solita solfa del doppiopesismo tipico di questo Paese.

Il “rispetto delle minoranze”, che è la nuova parola d’ordine di una cultura occidentale con la coda di paglia e un senso di colpa elaborati nel corso dei decenni da un circolo internazionale di intellettuali, psicologi, sociologi, antropologi culturali anche questa volta soprattutto anglosassoni (ma non mancano tedeschi e francesi), si è trasformato in una prevaricazione da parte delle minoranze, che impongono, con la grancassa dei mass media, parole d’ordine, nuove regole, nuovi tabù, nuove etichette, nuovi conformismi: ad esempio cosa si può o non si può più dire o addirittura scrivere e pensare. Un esempio tipico è il can-can sollevato dal fatto che un allenatore ha dato del “finocchio” ad un altro. Una volta la cosa sarebbe finita lì con la deplorazione del maleducato. Oggi invece ne è nato un caso nazionale e politico e fior di giornalisti e alti pensatori hanno dovuto dire la loro sulle prima pagine dei quotidiani, quasi non ci fossero argomenti più importanti…Non è stato definito un insulto “sessista”!, ma ci arriveremo.

Gli omosessuali pretendono dunque una speciale protezione e tutela che li eleva al di sopra degli eterosessuali: un po’ come l’invenzione del reato di “femminicidio” (che a quanto pare ha ottenuto l’effetto di aumentare questo tipo di delitti e renderli ancor più efferati) che rende speciale un delitto solo perché compiuto contro una donna,così’ gli omosessuali si comportano come se quel che a loro si rimprovera e si contesta sia qualcosa di speciale, di più grave, di particolarmente riprovevole. Si veda il caso di quello striscione posto nottetempo sul portone di un circolo gay di Roma in cui si affermava semplicemente che le loro richieste “limitano la nostra libertà”. Nessun insulto, nessun imbrattamento. Eppure alti gridi di protesta, con coro giornalistico e politico di condanna al seguito. Manco avessero scritto con lo spray “Froci!”.

Ovviamente i costumi cambiano (in meglio o in peggio, non è importante per il ragionamento), un secolo fa ma anche mezzo secolo fa si pensava e valutava diversamente, le sensibilità erano differenti, ma il fatto cruciale è che si sia voluto cambiarle, che si sia imposto dall’alto il cambiamento, e questa è una faccenda diversa e preoccupante. Che gli stravolgimenti sociali, di costume e culturali siano avviati da certi gruppi e certe lobby, da ristrette cerchie intellettuali praticamente da sempre, non è fare del complottismo. Si veda come pian piano si sia imposta la “ideologia gender” che sta sostanzialmente alla base di certi aspetti dalla legge sulle unioni civili.

Lo slogan “non c’è limite all’amore”, “non si può impedire l’amore” è del tutto ipocrita ma serve come giustificazione emozionale (e allora perché non potrebbe valere su questo piano addirittura per pedofilia e incesto?). Si può anche essere d’accordo su alcuni aspetti legali che sorgono da un rapporto affettivo omosessuale, aspetti pratici s’intende (mutuo soccorso, subentro nell’affitto, assistenza ospedaliera ecc.), ma a veder bene il ricalco sul matrimonio vero e proprio è di una palese evidenza: a partire dal fatto che si possa adottare lo stesso cognome (cosa che nessuno evidenzia) alla reversibilità della pensione (una batosta per gli enti previdenziali) tipici del matrimonio eterosessuale. Si è creata così una istituzione giuridica nuova che avrà conseguenze pratiche, anche minute, che man mano verranno alla luce con grande stupore degli ingenui.

Anche la questione dell’adozione del figliastro, cioè del figlio naturale del partner, fa parte della “ideologia gender”. Non è che senza l’adozione il bambino resti abbandonato a se stesso, vada in orfanotrofio, solo che l’altro partner non potrà avere su di lui una potestà genitoriale (e anche questo non si dice). Poiché essere maschi o femmine per l’ “ideologia gender” non deriva dalla  Natura bensì dalla Cultura, ecco che essere due maschi o due femmine ad allevare un bambino non  ha alcuna importanza, un padre e una madre non sono affatto necessari. Vedrete quindi che fra poco per non “offendere” nessuno, non si dovrà/potrà più usare  padre o madre bensì gli asettici Genitore 1 e Genitore 2. Da alcune parti lo si fa già non solo all’estero ma anche in Italia con la compiacenza delle autorità scolastiche ed amministrative che non sanno quel che fanno. E sui certificati saranno abolite le caselle con M e F o “sposato”. Segni dei tempi.

Non esistono più, checché se ne dica, “valori non negoziabili”, soprattutto da parte dei cattolici in politica. Ma per carità! In cambio di poltrone, posti, cadreghini, nomine,  sono negoziabili eccome! Nessuno osa aprire una crisi di governo per questo, al massimo si evoca un lontano referendum abrogativo che sarà regolarmente perso come quelli sul divorzio e sull’aborto. Meglio un referendum domani che una crisi oggi, con tanti saluti alla coerenza: se non sei d’accordo, aspetti che sia la gente comune con il suo voto  a confermarti nella tua idea?

Il fatto che un bambino o una bambina vivano insieme a una coppia omosessuale può, proprio secondo la “ideologia gender” indirizzarli per assuefazione, esempio, verso una omosessualità di tipo imitativo e “culturale”, appunto, dato che tutti sanno che la presenza di un uomo e una donna sia necessaria per uno sviluppo armonico della personalità indipendentemente dalla crisi della famiglia tradizionale oggi (cosa di cui gli omosessuali si fanno forti per reclamare questo loro presunto diritto, ma le eccezioni, si potrebbe rispondere, confermano la regola).

Inoltre, come è noto, la personalità è malleabile in tenera e tenerissima età che non per nulla si definisce età della formazione: la stessa criminale l’ipotesi (qualche volta già la si pratica, nonostante le chiacchiere della ministra competente) di far assumere negli asili ruoli intercambiabili a maschi e femmine nei vestiti, nei giochi, negli interessi, obbligando i piccoli a ciò, alla lunga produrrà caratteri “liquidi”, come oggi si ama dire, sessualità “liquide”, vale a dire instabili, pencolanti, incerte, bimbi e bimbe insicuri di quel che effettivamente si è, senza basi salde e chiare. In prospettiva una bella umanità che non saprà più esattamente cosa essa sia.

Inoltre – lo hanno detto addirittura alti prelati della Chiesa cattolica – avere figli non è assolutamente un diritto. Ma ciò arriva troppo tardi, dopo anni e anni di “figli in provetta”, di madri sessantenni, di gente che ha fatto partorire il proprio figlio per procura, innestando un ovulo fecondato nell’utero di unna terza donna pagata per questo “lavoro” (spesso provocando drammi e crisi nella vera gestante, considerando i legami psicofisici che si instaurano tra madre e nascituro), con gran giubilo di una scienza medica amorale e disumana che ha assunto come proprio giustificativo la retorica – appunto – del “diritto al figlio”, anche nel caso della donna che è diventata uomo a forza di ormoni, poi ci ha ripensato ed abbiano avuto un uomo con barba incinto… Un vero mostro.

Se la Natura ha fatto uno “sbaglio” genetico creando un omosessuale maschio o femmina, o un transsessuale maschio/femmina, certo non si può gettare  la croce addosso all’interessato, ma non se ne può fare, né si deve presentare, come un eroe o un martire, oppure il campione  di una nuova umanità. In genere però accade a quanti non sono nati così, ma lo sono diventati per influenze e condizionamenti e pressioni “culturali” e psicologici, o addirittura mode, e questo invece non è affatto ammissibile e accettabile. Ed è ciò che potrebbe accadere per i bambini eterosessuali allevati in comunità omosessuali senza confronti con altri. In realtà, a quanto so, nessun esponente delle associazioni omosessuali italiane storiche si è atteggiato a guru di una rivoluzione alla rovescia, pretendendo di diventare una minoranza che detta leggi e comportamenti alla maggioranza.

Oggi le cosiddette “comunità gay” soprattutto angloamericane attraverso un’attività lobbistica possono pretendere qualsiasi cosa in loro favore, atteggiandosi a minoranza oppressa e offesa, se intravedono  un alcunché che considerano “irrispettoso” in libri, canzoni, film, fumetti, giochi, pubblicità. L’industriale della pasta Barilla sol perché aveva osato dire che nelle sue pubblicità lui pensava alla “famiglia normale” è stato sottoposto a linciaggio mediatico e minacciato di venire boicottato in USA. State certi che fra non troppo tempo, così come abbiano avuto le “quote rosa” avremo le “quote verdi” o “arcobaleno” per omosessuali, lesbiche, bisessuali, transessuali. Quando una decina e più  d’anni fa su L’Indipendente ironizzai così sulla proposta della benemerita ministra Prestigiacomo del PdL, ricevetti come risposta una lettera inviperita. Ed infatti costei è una che è favorevolissima alla legge Cirinnà sulle unioni civili.

E’ – lo si è detto in altre occasioni – un po’ il suicidio dell’Italia e dell’Occidente che cede su alcuni punti-cardine della propria identità o nei confronti di civiltà più forti e agguerrite, o nei confronti dei virus che si è allevato nel suo seno. Perdere la proprio identità religiosa da un lato, perdere la propria identità sessuale dall’altro, alla lunga ci metterà in balia di chi invece ha l’identità religiosa e quella sessuale nette e stabili, addirittura in modo patologico e criminale, comunque non ondivaghe, relative e pressappochiste. Liquide.

Noi ci preoccupiamo di “non offendere” chi certe cose nemmeno ce le chiede e non si preoccupa minimamente di una possibile reciprocità di trattamenti.

Inscatolare le statue dei Musei Capitolini durante la visita a Roma del presidente iraniano per non “offenderlo”, togliere la croce nel cimitero di Casalecchio sul Reno per non “offendere” i non cristiani, usare i termini Genitori 1 e 2 per non “offendere” chi non può dirsi padre e madre, sono tutti atteggiamenti mentali che vanno nella stessa direzione. Quella della resa incondizionata e dell’abbandono delle nostre certezze culturali, religiose, sessuali.

E così sia.nuvola di parole

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Categorie: Omosessualismo

Pubblicato da Ereticamente il 8 Marzo 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Mary

    Condivido fortemente il contenuto di questo articolo. L’insistenza su questioni marginali, ingigantite e usate come armi di distrazione di massa, sta occultando la sottrazione di diritti elementari che l’Europa si era duramente conquistata grazie alle sue millenarie basi culturali:
    l’età pensionabile allungata a dismisura,
    le analisi mediche centellinate o negate,
    il lavoro perso o delocalizzato,
    le scuole ridotte a contenitori sociali, con classi-pollaio e orari mostruosi,
    la droga venduta ovunque e a chiunque.

    Una società massificata e massificante in cui agli individui sono date in pasto questioni pruriginose da discutere nei talk-show.
    Si parla tranquillamente di uteri in affitto e di bambini commissionati ad anziani omosessuali come se fossero normalissime possibilità del reale.

  2. VEDOLA LUTERANO! (il capriccetto cul-turale)

    Quando c’e solo mamma si e’ attaccati alla gonna quando c’e solo papa’ alle scale di casa, e’ un detto.
    Nessuno puo descriverti la luce meglio d’un cieco: io non ho mai conosciuto il caldo amore materno, anche quando era viva c’erano troppi problemi…e non mi vanno giu certi pezzettoni di merda che vogliono per egoismo levarla a dei bambini. Nulla piu di questi italiani devono fare esplodere il nostro odio, piu d’ogni altra cosa questi italiani (piu ancora dei politici piu degli immigrati), che sono sempre gli stessi responsbili di tante altre amenita’. Premesso.

    Il figlio E’ IL PIU BEL DONO AD UNA DONNA! Poiche sono piu che convinto che la nostra fisicita’ sia intrinsecamente legata al nostro animo e al nostro demone interiore faccio una netta distinzione tra donna-madre e frocio-madre (di questo siamo arrivati a parlare con il “pvogvessismo”).

    Ieri guardavo qui su facebook un po di vecchie, perse conoscenze: quelli che sembravano avere raggiunto una certa serenita nella vita mi sembravano quelli con tutte foto di famiglia, certamente sorridenti, i bambini in braccio, e delle facce che sembrano i miei nonni. Non mi ci vederei mai, pensavo andando al bagno, sorridente con un bambino tra le braccia, assolutamente, pensavo, non ancora, sono nel fiore degli anni, non sento questa mancanza. E mi chiedevo se a sto punto mai la sentiro. Mi chiedevo cos’e che spinge un UOMO a fare figli? Oltre la motivazione zoologica che salto, c’e quella culturale emulativa, che non mi riguarda, come nemmeno quella religiosa. Poi che piu? alcuni direbbero il lasciare qualcosa dietro di se, ma io stavo cacando proprio mentre pensavo queste cose pertanto…non vedo poi come un figlio possa essere qualcosa che lascio, nessuno lascia nulla dietro di se, le nostre vite si concludono con le nostre vite quindi non mi sono sufficenti queste suggestioni. Cos’altro puo spingere quell’uomo allora? Perche sceglie di riprodursi? Negli animali non e’ una scelta. Io non avro mai questo desiderio?

    E giunsi a questa conclusione: ci puo senz’altro essere un giorno nel quale vorro avere dei figli e sara’ una esperienza meravigliosa, ma non mi mancheranno mai se non ne avro in quanto non vedo nelle ragioni suddette motivo di interesse. Al contrario ad una donna prima o poi mancano sempre, per le ragioni dette all’inizio. Concludevo che ci potra essere il momento in cui, SE VORRO ANCORA UNA VOLTA MOLTO BENE AD UNA DONNA, desiderero’ il D A R L E UN F I G L I O. Questo sarebbe il desiderio: il dare a lei, femmina d’uomo, un figlio. E un figlio “mio”. In tal caso saro esaudito in questo desiderio maschile, esaudito nell’esaudire il suo profondo desiderio naturale di donna. Perche il desiderio spirituale di figliare e’ della donna, e’ insito al suo corpo dunque anche alla sua anima(lita’) piu profonda. E un uomo quando la ama, per riflesso di lei ecco che allora fa una famiglia: IL FIGLIO E’ UN DONO D’AMORE CHE L’UOMO FA ALLA DONNA, e non un capriccio culturale, non un diritto. Qualunque uomo faccia (o acquisti) figli per altre ragioni (e chissa quanti) agisce in modo superficiale e sconsiderato.

    Ecco che per me comprendere la battaglia di questo merdola risulta impossibile. Impossibile capire come il desiderio di maternita che in uomo non puo che essere solo “culturale”, perche derivante da quello del “VOLER SENTIRSI DONNA”, possa essere motivo di rivoluzionamenti sociali cosi radicali. Sopratutto non capisco la loro arroganza e violenza infarcite di vittimismi persecutori nel pretendere simili diritti, in nome poi dell’ “amore”, al quale non concederei mezzo diritto (perche chi lo sbandiera per ottenere qualcosa e’ subdolo). Una arroganza che e’ del tutto fuori luogo portando loro avanti degli “estremismi”, degli “integralismi” che vanno contro la societa cosi come e’ concepita da millenni anzi da sempre; dovrebbero forse essere piu morbidi ed evitare il loro disprezzo per chi l e gi t t i m a m e n t e non crede nei loro cambiamenti. Avra anche “VINTO L’ AMORE” come dice Renzi, ma io non li capisco certi malriusciti, certi uterani, certi Elton Jhon che boicottano i prodotti di Dolce & Gabbana, e mi fanno anche un po molto schifo. C’e poi la componente fortemente egoistica dei nostri amici dell’ano, che in preda ai loro ribadisco “capricci culturali” nemmeno di donna ma di frocio non sembrano preoccuparsi mai ma mai di come vivra la loro scelta rivoluzionaria il figlio: perche i bambini non si organizzano, non riempiono le piazze e non votano, ma questo e’ un altro discorso. Come pure lo e’ quello di sfruttare la miseria nera di una donna (che certamente non venderebbe un suo figlio se non avesse gravi problemi, si spera), azione meschina che potremmo definire d’ora in poi “COMPRAVENDOLA”, visto che a quanto pare la moderna societa “pvogvessista” la sta gia accettando come normale.

    Ma attenti che il progresso e’ della scienza, e non e’ dell’etica. L’etica e’ solo moda culturale, non e’ che ad ogni cambiamento corrisponda un miglioramento. L’etica non avanza e non progredisce, e’ un cubo magico che non si riesce a finire mai perche l’essere umano e’ semrpe lo stesso nel suo profondo, cambiano solo i vestiti culturali che indossa. Se davvero esistesse un progresso etico oggi saremmo dei semidei, e non mi sembra. Ecco perche’ i “progressisti” sono degli sciocchi pupazzi che si sentono i migliori tra gli uomini, non per altro. Qui nelle Filippine i gay sono tolleratissimi tanto che vanno persino in giro vestiti da donna senza correre alcun rischio, eppure nessuno si sognerebbe mai di creare una famiglia uomo-uomo donna-donna (come non tutti gli omosessuali occidentali, ovviamente): e’ una societa dall’animo tribale e questo spesso significa essere meglio di certe societa, anche se superiori, in decadimento culturale, pregne di fronzoli e fronzoletti etici di maniera spacciati per progressi civili. Le societa tribali sono piu vicine alla Natura, madre per eccellenza. Non dimentichiamo mai il nostro lato piu profondo e non smettiamo mai di ascoltare la Natura.

    Dunque io continuero’ a pensare che il desiderio di maternita’ e’ qualcosa intrinsecamente legato alla fisicita di tutti gli animali, e che UN UOMO PUO SOLO VOLER “DONARE” UN FIGLIO, E NON “AVERE” (o comprare) UN FIGLIO.

  3. giannetto

    1. “…ma a veder bene il ricalco sul matrimonio vero e proprio è di una palese evidenza…”. E’ proprio qui la radice della mistificazione buffonesca del gayismo. Con l’unisex annullano i sessi, ma non annullano “la coppia”, il tenero nido di due piccioncini. E’ il mito indistruttibile anche per questi tenerelli e patetici piccolo-borghesi de-virilizzati, strumenti gaudiosi nelle mani di ogni nefandezza sovversiva del Capitalismo Consumistico.
    2. E’ una sensibilità, una diffusa sensazione di rigetto millenario che ha creato termini come frocio, checca… e simili (in ogni lingua). Anche ammesso che tale millenaria sensibilità sia “sbagliata”, non la si può certo correggere sui due piedi a suon di leggi repressive e criminalizzazioni giudiziarie. Per quanto personalmente mi riguarda è anzitutto un fatto estetico. Voglio vedere quale legge sarà mai in grado di criminalizzare la mia reazione istintiva di disgusto al vedere due froci in reciproche effusioni… perfino nei film.

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