Sum, fui, ero – Julianus ©

Sum, fui, ero – Julianus ©

Io sono Julianus: sono il sole che riverbera i suoi raggi sul mondo.

Io sono Julianus: la coscienza che si risveglia al mondo, alla carezza rovente di Febo.

Io sono il mare, la pioggia e le stelle;

sono la cometa scintillante che si infrange al suolo, devastando la corazza della terra, con il fuoco di vita.

E sono la spada lucente forgiata nella lava incandescente, che percuote le tenebre dell’ignoranza.

E sono Mercurio, capace di  mutare l’inettitudine in azione cosciente.

E sono il sorriso di Marte che si riverbera nel vagito del neonato che sorge alla vita;

e sono la forza della madre che santifica sé stessa, attraverso il respiro del proprio bambino. Mercurio

Io sono la lorica e sono la lancia gloriosa che sferza l’Oriente

e sono il calore, più forte del ruggito della marea, splendente come l’armatura del legionario che volge le braccia al cielo, prima della battaglia.

Io sono l’aria, l’acqua la terra ed il fuoco visibile e occulto;

sono lo stormo di aironi bianchi che carezza l’aria primaverile

e sono il falco che scruta il serpente, per ghermirlo e divorarne le carni, nel flusso inestinguibile di vita che declina, rigenerandosi, eternamente uguale a sé stessa.

Io sono Julianus e sono ciò che voglio e devo essere; ciò per cui sono venuto al mondo, nello smisurato spasmo degli antri di Saturno.  

Sum, fui, ero e non mi scalfiranno i chiodi roventi che il nemico ha infisso nei miei occhi.

Io guardo senza vedere e ascolto senza udire, poiché il mio cuore scandisce i battiti dell’Eterno. Io sono Julianus.

                                                                                                             JULIANUS

                                                                                              Fraternitatis Mavortis Ultoris

 

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Categorie: Tradizione, Tradizione Romana

Pubblicato da Ereticamente il 23 Febbraio 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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