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L’ideologia gender – Antonio Filippini

L’ideologia gender – Antonio Filippini

Dietro l’ideologia del gender, del mondialismo, dell’unificazione corporea dell’umanità e di altri ideali buonisti, c’è dell’altro, non si tratta solo di diffondere tali ideologie allo scopo di garantire il privilegio di una piccola elite di persone e il loro potere, ma ciò che si cela dietro tutto questo è la spinta ossessiva verso la quantità pura.

Dal punto di vista tradizionale, la Realtà Manifesta poggia sui due principi portanti dell’Essenza (qualità) e della Sostanza (quantità), che con il Principio iniziale dal quale entrambe queste valenze derivano, formano il Ternario iniziale. L’Essenza agisce sulla Sostanza, la Qualità agisce sulla Quantità dandole forma, le varie forme differenziate sono un prodotto della Qualità che ha agito sulla Quantità. Sempre secondo la visione tradizionale, ogni ciclo inizia con un massimo qualitativo e un minimo quantitativo per finire con un massimo quantitativo e un minimo qualitativo.

Ciò che si cela dietro i vari movimenti ideologici citati sopra, è in realtà la spinta ossessiva verso la quantità pura, che in realtà non può mai essere raggiunta, perché cade al di fuori della Realtà Manifesta, si tratta allora di una “tendenza” che in realtà è molto pericolosa, perché è volta verso la dissoluzione, poiché la quantità pura isolata in sé stessa non può sopportare né dare luogo ad alcun tipo di forma. La tendenza verso la quantità pura significa anche la tendenza all’eliminazione totale del fattore qualitativo che, come abbiamo visto, è responsabile della forma, così come è la tendenza verso l’uniformità assoluta, e l’assoluta uguaglianza, tutti fattori che implicano l’eliminazione totale di ogni differenza, di qualsiasi tipo o di qualsiasi natura essa sia. Ecco allora la spinta verso l’eliminazione di ogni Religione, Cultura, Razza, Etnia, Nazione, Stato ecc. non perché siano tante o tanti, (questo è solo uno stupido pretesto) ma perché sono differenti, la stessa differenziazione sessuale non può essere tollerata (è pur sempre una differenza!), da qui il gender, che si può considerare come la metastasi finale.

Tentare di contrastare l’ideologia gender in sé stessa e per giunta basandosi su di un moralismo di tipo evangelico o biblico, come fanno quei cristiani che sono ancora giustamente orientati, questa è un’azione decisamente debole e del tutto inutile, poiché il gender è un semplice effetto di quella spinta dissolutiva verso la quantità pura, è questa spinta che andrebbe fermata ma, stante l’accelerazione che ha ormai raggiunto, si deve chiedersi se è realmente possibile farlo, anche perché si andrà senz’altro incontro a un fatale punto di rottura che sarà anche di inversione, imposto dalle leggi stesse che governano la Realtà Manifesta.

Gli ex comunisti e tutta la restante sinistra hanno accolto con entusiasmo l’ideologia gender, come prima si erano prontamente adeguati alle altre ideologie mondialiste, questo è successo per semplice “affinità elettiva”, perché costoro hanno sentito che dietro tali ideologie c’erano le stesse tendenze che li caratterizzano: l’egualitarismo, la regressione verso il basso, il rivendicazionismo maligno, l’invasamento quantitativo, la tendenza dissolutiva. Specialmente il rivendicazionismo maligno, questo è estremamente pericoloso, perché è quella cosa che farà sì che: oggi uomo, domani animale!

Nel rivendicazionismo maligno, ci si vuole liberare di ogni influenza qualitativa di tipo superiore, in esso è implicito il seguente ragionamento: “piuttosto che essere l’ultimo degli uomini sul gradino superiore, preferisco essere il primo sul gradino inferiore”. Per realizzare questo scopo, si deve per forza degradare l’intera umanità, spingendola sul gradino inferiore. La cosa però equivale a dire: piuttosto che essere l’ultimo degli uomini, preferisco essere il primo degli animali. Detto, fatto, prontamente realizzato, oggi uomo, domani animale!

L’essere uomini non è una cosa fissata automaticamente, l’uomo è già un qualcosa che sta a mezz’aria, occorre applicare un certo sforzo per mantenere questa posizione, la gerarchia degli esseri può essere risalita ma può anche essere discesa.

Con ciò che è “implicito” e “sottinteso” nel nostro comportamento e nel nostro modo di ragionare, noi stiamo stabilendo i criteri di giudizio con cui saremo giudicati, non da un dio severo e esterno, ma dall’altro aspetto di noi stessi, questo accadrà quando subiremo lo “stacco” e la conseguente inversione (succede con la morte e anche con la nascita).

Quel ciò che è “implicito” e “sottinteso” si deposita sull’asse del nostro essere, e quando questo asse andrà soggetto all’inversione, questa si adeguerà automaticamente a ciò che noi abbiamo depositato su questo asse, e allora le implicazioni sottili del nostro agire e del nostro ragionare si volgeranno contro di noi e dovremo subirle. Naturalmente se si tratta di implicazioni positive e buone non c’è motivo di preoccuparsi, se invece si tratta di implicazioni negative e maligne, allora è proprio il caso di preoccuparsi!

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Categorie: Attualità, Omosessualismo

Pubblicato da Ereticamente il 12 Febbraio 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Fabio Calabrese

    Viviamo decisamente in un mondo orwelliano: si chiama ideologia gender, cioè genere quella che propugna l’abolizione dei generi, democrazia, cioè potere popolare un tipo di regime in cui il popolo non conta nulla, antirazzismo, il razzismo verso i propri connazionali.

  2. Splendido articolo con spunti evoliani.

  3. Roberto Gallo

    Quantità e Qualità mi portano a Guenon ma, molto prosaicamente, penso che il genderismo sia un fenomeno carnevalesco, una forma di pubblica scemenza cui si dà troppo peso. Si tratta di detriti umani (qui Evola è presente) che non possono e non avranno altra forza che distruggere se stessi e coloro che cadranno nella trappola. Vedo all’orizzonte scatoloni di antidepressivi e il trionfo di strizzacervelli talmudicamente pronti a somministrarli (con grande gioia e profitto di Big Pharma). Semmai il problema è la tutela dei bambini che si vedono raccontare,nelle scuole, la favola, falsa e malvagia, dei genderisti mentre i genitori, abbandonati anche da El Papa globalista, faticano araccapezzarsi. Il fallimento dei cd. “cambi di sesso” chimicamente orchestrati è cosa già ampiamente sperimentata, nonostante il silenzio dei Media; l’inganno e’ dietro la porta. Il sudiciume sessuale è sempre esistito, salvo essere, in quest’epoca, “social”mente molto strillato. Il gradino degli ultimi è già pieno e sborda su quello degli animali. Non vedo più nessuno su quello in alto ma l’ascesa continua…

    • Lupo nella Notte

      Dissento dalla sua “normalizzazione” del fenomeno gender, tanto piú oggi che si tenta di legalizzare del tutto simili perversioni con derive repressive nei confronti di chi le avversi:

      https://www.corriere.it/politica/20_giugno_11/omotransfobia-legge-cosa-dice-perche-cei-critica-64b003f2-abb2-11ea-822f-b27e74f859d1.shtml

      Condivido in pieno l’articolo e credo che il genderismo sia uno dei piú evidenti e dissolutorî fra i pur moltissimi “segni dei tempi”.

      • Roberto Gallo

        La “normalizzazione” che mi si attribuisce e’ un evidente errore di comprensione che, purtroppo, nasce proprio nella incomprensione del fenomeno gender. Considero il fenomeno socialmente marginale: la normalizzazione non c’entra nulla. Le radici del “pensiero gender” affondano lontano e le considero note a chi se ne occupa e, se note, consentono di comprendere la loro “funzione”, ovviamente disgregatrice, unita ad altre manifestazioni di quel pensiero distruttivo cui, non velatamente, accenno. La legalizzazione è la fase ultima che solo consente la non antigiuridicità dell’aberrazione mentale della sessualità “ritenuta” e non biologica. Ribadisco – e chiamo a testimonianza i fatti di Bibbiano – che il baluardo da costituire è la tutela dei bambini da qualunque azione negativa diretta contro la famiglia biologica. Il genderismo e’ l’azione diversiva diretta a far chiamare i negatori – come il sottoscritto- omotransqualcosa per poi essere inseriti nel cerchio del razzismo. Lo stesso trucco dell’antisemitismo

  4. Lupo nella Notte

    Errata corrige: di chi LO avversi…

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