Francesco Alberoni e la morte dell’Europa – Alfonso De Filippi

Francesco Alberoni e la morte dell’Europa – Alfonso De Filippi

Ora che il destino dell’Occidente bianco appare ormai deciso, è giusto, parere di chi scrive, rendere omaggio a chi, anche non appartenendo allo schieramento in cui avrebbero dovuto reclutarsi gli ultimi difensori, ha cercato di mettere in guardia le plebi ormai evirate, dai pericoli incombenti. Si è parlato, in passato, di Ida Magli e del suo <Dopo l’Occidente> (BUR, Milano, 2012), e si sono riportate significative frasi di Piero Ottone (1); ora voglio segnalare un altro autore che riguardo a ciò che sta accadendo sotto i nostri occhi mostra, se non altro, tracce di buon senso: Francesco Alberoni. Come forse i lettori sapranno, costui (classe 1929) è sociologo, saggista, giornalista oltre che docente universitario. Dopo aver collaborato a <Il Corriere della Sera>, attualmente scritti dell’Alberoni appaiono su <Il Giornale> un quotidiano che chi scrive non ama molto (nonostante mostri qualche sintomo di intelligenza riguardo al problema immigrazione), per il suo disgustoso filo sionismo e per un fastidioso moderatismo che impedisce di vedere quali avrebbero potuto essere le posizioni per un’ultima, disperata, difesa, ma che il sottoscritto ha spesso occasione di sfogliare in casa di un suo stretto congiunto. Inoltre recentemente è apparso dell’Alberoni un volume che raccoglie alcuni suoi articoli <Tradimento> (Leima, Palermo 2015). Prima di trattare di codesto volume voglio ricordare alcuni precedenti scritti dell’Alberoni.alberoni-tradimento[1]

Il 7/6/2015 <Il Giornale> pubblicava un interessante articolo con un titolo espressivo <Fermare gli scafisti per difenderci dalla catastrofe>. Naturalmente non dobbiamo dimenticare che quello degli scafisti è solo uno dei tanti fronti dell’invasione.(2) Ne riporto parte “…in epoca recente è incominciata l’inurbazione di immense masse di popolazione dalla campagna alla città anche quando in città non c’è industrializzazione e sviluppo economico. E’ così che si sono formate le megalopoli costituite da un centro ricco di palazzi grattacieli e da una sterminata periferia di favelas e bidonville. Come San Paolo in Sudamerica, Mumbai in Asia e, in Africa, Il Cairo, Lagos, Kinshasa, Abijian, Nairobi.” Forse si sarebbe potuto ricordare anche certi ghetti negri degli USA, ma arriviamo al dunque “Le centinaia di migliaia di africani che vengono in Italia sui barconi appartengono alla categoria degli inurbati. Solo in minima parte sono profughi. Anziché andare in una città africana, vengono in una città italiana più ricca, più organizzata, Se questo flusso di persone continuerà per molti anni, se diventeranno milioni, anche diverse città italiane finiranno piene di edifici fatiscenti e di bidonville dove i nuovi arrivati sopravviveranno con lavori precari, piccolo commercio, assistenza pubblica, furti. Una crescita mostruosa in contrasto con la nostra tradizione di città d’arte, la nostra vocazione al bello,…” E poi? Gli abitanti delle bidonvilles, il “popolo dell’abisso” di cui scrisse Jack London, invaderanno e sommergeranno demograficamente anche i quartieri “bianchi”, oppure li assaliranno, saccheggeranno e magari ridurranno a cumuli di fumanti rovine molti dei nostri edifici storici? Fantascienza? Forse!.

E passiamo al libro in questione che raccoglie vari articoli de <Il Giornale>.

Francesco Alberoni <Tradimento – Come l’America ha tradito l’Europa e altri saggi (2012-2015)> Leima, Palermo 2015. Il libro è diviso in due parti. Nella prima troviamo i seguenti capitoli: <il sistema politico italiano>, <il Grillismo> (è vergognoso che degli ex camerati si siano lasciati “traviare” da questo esempio della più volgare demagogia), <La Rivoluzione islamista>,<Le Migrazioni>, <America>. La seconda parte è dedicata al <Cosiddetto ‘68>.

Del “cosiddetto 68” segnalo solo (pag.137) “Sul piano del costume, la rivoluzione sessuale ha messo in crisi i seminari, le parrocchie, l’intero sistema educativo cattolico. I giovani non hanno semplicemente smesso di seguire i precetti della Chiesa, li hanno contestai apertamente.” Naturalmente si può essere (e in certi aspetti si deve) essere critici verso certi eccessi della libertà sessuale dei nostri giorni (ma i fatti sono sotto gli occhi di tutti.)(3) Se si considera anche la vertiginosa discesa del numero dei componenti del clero che deve sempre di più ricorrere a “reclute” del Terzo Mondo(4), manifesta una crisi, per chi scrive irreversibile, che attanaglia la chiesa. Alla luce della quale non si capisce il perché i mezzi di informazione diano tanto spazio all’attuale pontefice. Pontefice che viene chiamato in causa dall’Alberoni a proposito dell’immigrazione – invasione. Pag. 76 a proposto de <La trappola di Mare Nostrum> “Il mare Nostrum l’ha messo in moto il papa col suo discorso a Lampedusa, dopo il naufragio di un barcone di profughi, accusandoci di fatto di essere dei carnefici. Era inutile dirgli che poi non avremmo saputo come dare un alloggio, come dare un lavoro, come mantenere economicamente centinaia di migliaia di giovani nel pieno delle loro forze, ma senza tradizioni, senza formazione professionale. Quanti sono coloro che chiedono di arrivare? L’Africa ha oltre un miliardo di abitanti, una bella riserva.” Come ognuno sa, la Chiesa oggigiorno è soprattutto una “quinta colonna” dell’immigrazione-invasione.

E, a proposito dei “barconi” (pag. 83) “Questa Europa pacifica e ricca, grazie alla televisione, è apparsa ai popoli in guerra e affamati come il paese di Bengodi. A poco a poco gli asiatici e gli africani hanno provato a venire. Si sono accorti che non venivano respinti con le armi, ma accolti, ospitati in una gara di generosità. E allora sono partiti a migliaia. Poi sono state create organizzazioni che li raccolgono e li portano sulle nostre coste a centinaia di migliaia. Infine si sono mossi i profughi siriani, e gli uni e gli altri stanno dilagando per l’Europa dove nessuno sa come fermarli, perché travolgono o aggirano ogni ostacolo.”

Immigrazione – invasione le cui truppe non sono certo composte solo da islamici. Ma occupiamoci, con l’Alberoni, appunto, dei seguaci di quello che qualcuno potrebbe definire “il terzo degli impostori”. Scrive il Nostro (pag. 66) “…non c’era mai stato nulla di così fanatico come i talebani usciti dalle scuole coraniche del Pakistan, o i seguaci del Califfo che vogliono annientare tutto il passato e creare un deserto in cui c’è solo Allah e la sharia intesa nel modo più primitivo e barbarico.” Malignamente, chi scrive suggerirebbe all’Alberoni di comparare la barbarie dei distruttori di Palmira a quello che furono capaci di fare altri monoteisti ad esempio durante la conquista delle Americhe, per non parlare, poi, degli orrori biblici che sarebbero stati commessi per ordine della sadica “divinità” manifestatasi sul Sinai (cfr. anche Stefania Tosi <Yahweh Dio della Guerra> Uno editori, Marene, 2015)

Il pericolo incombe: (pag.68) “La costituzione di uno stato integralista come l’ISIS con alla testa il Califfo, cioè il vicario di Maometto, agli occhi di molti giovani musulmani è la dimostrazione che l’Islam ha ripreso la marcia trionfale di conquista del mondo iniziata con il Profeta. Per questo tante migliaia di loro sono andate a combattere nell’esercito del Califfo e poi sono tornati come terroristi in Europa …” (sarebbero veramente degli idioti se non approfittassero dei “barconi” per mandare tra noi i loro combattenti!)

Intendiamoci non si potrebbe negare che gli Islamici abbiano le loro buone ragioni per volerci distruggere. Walter Laqueur nel suo <Fascismi, passato, presente, futuro> (Tropea Milano,2008) così spiegava le ragioni dell’odio nutrito da settori del mondo islamico verso quello occidentale (pag.198) “Il ricorso all’aggressività dipende probabilmente da (vari) motivi: se non la si distrugge, la civiltà occidentale, con la sua scienza, col suo laicismo e razionalismo, coi suoi divertimenti, finirà per travolgere l’islam e trascinarlo nella dannazione. Siccome la costruzione di un muro per tenere lontani gli influssi culturali occidentali, non è praticabile, e sarebbe inutile, l’unica maniera per arrestare l’imputridimento consiste nel distruggere la sorgente del male, di qui la necessità di islamizzare Spagna e Francia, cui seguirebbe il resto dell’Europa e l’intero pianeta.”

Passando al tema delle immigrazioni in generale, leggiamo a pag.75 “Teniamo… presente che, entro alcuni decenni, la popolazione giovane di origine italiana verrà superata da quella delle etnie venute dal mondo africano e asiatico con lingue, costumi, religiosi diverse, con problemi di integrazione”. Forse si potrebbe anche ipotizzare che i componenti delle varie etnie riprendano sul suolo europeo, antiche rivalità e magari antiche guerre tribali.

Come si vede dal titolo la tesi principale dell’Alberoni, come dice chiaramente il sottotitolo del volume, è che gli Stati Uniti abbiano “tradito” l’Europa. Pag.10 “Dopo il crollo dell’URSS, …, invece di favorire il ricostruirsi di un’Europa precedente le due guerre mondiali, gli Stati Uniti hanno perseguito una politica di potenza planetaria, allontanando la Russia dall’Europa, alleandosi con il mondo islamico più tradizionale combattendo le componenti laiche. Così facendo hanno favorito il dilagare dell’integralismo islamico, hanno rafforzato l’Iran, l’Arabia Saudita e la Turchia, e provocato una vera e propria invasione islamica dell’Europa continentale che oggi, ridotta a essere una colonia angloamericana, si sta disintegrando.”(5)

Se non altro furono commessi errori disastrosi. Ad esempio (pag.90) “Dopo la <primavera araba> gli americani combatterono tutti i dittatori laici – Assad, Mubarak, Gheddafi, Ben Ali – come nemici personali, lasciando campo libero agli integralisti islamici. Lo fecero per ignoranza o per un calcolo a noi ancora ignoto?”. E’ codesta una domanda che è senz’altro giusto porsi!(6)

Comunque: (pagg.96/97) “…gli USA tendono a comportarsi verso la Russia come facevano verso la vecchia Unione Sovietica. Hanno trasformato la NATO, che era un’alleanza antisovietica, in un’alleanza antirussa… Perché dopo la scomparsa dell’URSS avrebbe potuto lentamente nascere una Grande Europa che raccogliesse le nazioni occidentali e quelle orientali-Bielorussia, Ucraina, Russia, creando una comunità culturalmente omogenea e una potenza economica e politica in grado di contrapporsi tanto alla Cina come al mondo islamico, contro cui i russi hanno sostenuto delle guerre secolari. Ma gli Stati Uniti e l’Inghilterra non hanno voluto che nascesse questa potenza. Per conservare la propria egemonia, hanno creato un violento conflitto fra l’UE e la Russia, intervenendo nella questione ucraina.” Cadute le mascherature ideologiche riaffiora la dura realtà dei fattori geopolitici.(7)

Gli Stati Uniti (pag.100) “Dividendo l’Europa dalla Russia sono riusciti a bloccare il loro sviluppo congiunto, le hanno impoverite entrambe e le hanno rese politicamente impotenti. Focalizzandola contro la Russia, hanno distolto l’Europa dal Medio Oriente, dalla Turchia e dall’Africa settentrionale, e le hanno impedito di organizzarsi contro l’invasione islamica che viene dall’Asia e dall’Africa. Sì, l’Europa continentale, senza autonomia, senza governo, senza esercito, è stata sacrificata dagli americani agli interessi arabo-islamici. In particolare, è stata lasciata in balia di un’organizzazione potentissima che recluta milioni di asiatici e africani musulmani, e li fa sbarcare in Europa per islamizzarla.”

Per anni ci siamo sentiti ripetere che gli USA ci hanno liberato dal Nazifascismo e difeso dal comunismo il tutto in nome della democrazie e della libertà… la libertà di imputridire e di morire.

A costo di ripetizioni segnalo ancora alcuni pezzi del Nostro apparsi più recentemente su <Il Giornale>.

In <Le colpe (e i silenzi) di noi occidentali per la violenza dell’islam> (18 X 2015), l’Alberoni puntava il dito contro l’Arabia Saudita da sempre “protetta” dagli USA in cambio del petrolio e in cui vigerebbe la “sharia più barbarica” inoltre “…con la sterminata quantità di denaro guadagnata col petrolio i sauditi hanno creato dappertutto moschee che propagandano lo stesso tipo di vita sociale e di sharia e finanziato gruppi armati che la impongono. E’ stata la penisola arabica il centro irradiatore dell’islamismo e continua a esserlo grazie al petrolio e agli investimenti finanziari in Occidente. Per cui noi dovremmo ritenerci per lo meno corresponsabili delle sue azioni.” Superfluo ribadire che noi, arianamente, non avremmo alcuna intenzione di costringere i sauditi o altri a mutare il loro modo di vita (che per taluni versi sarà certamente meno putrefatto del nostro, non credo che nel mondo islamico si avverta il problema dell’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali!) ma quella di impedire il sorgere di qualsiasi minaccia all’Europa!

E il 20/12/2015 <Non dimentichiamo la lezione delle invasioni barbariche> in cui ancora una volta si mettono nella stessa categoria le migrazioni dei popoli germanici che, innegabilmente, diedero nuovo vigore ai popoli del Mediterraneo e l’attuale invasione terzomondista “In Asia e in Africa… sono al potere bande di fanatici religiosi che non coltivano, non costruiscono, non producono, sanno solo uccidere e saccheggiare e la gente fugge nel ricco Occidente dove viene lasciata entrare e dove molti governi, come quello della Merkel, la invitano a venire. E ci sono anche statisti europei ed americani che vorrebbero accogliere i turchi facendo entrare la Turchia nella UE, dove c’è libera circolazione della popolazione. Così si formerebbe un’unica comunità euro-asiatica. Ad ogni modo, se i flussi migratori dovessero continuare, nei prossimi decenni si formeranno in Europa consistenti comunità islamiche africane ed asiatiche che ne modificheranno la composizione etnica e religiosa. Nessuno può dire con quali conseguenze…” conseguenze magari conflittuali, possiamo forse temete che ci sia un “Libano” nel nostro futuro?

Segnalo ancora un altro articolo dell’Alberoni uscito su <il Giornale > del 10/1/2016; un altro titolo significativo <La manina americana dietro l’invasione>, val la pena di riportarne buona parte “Le migrazioni non si fermeranno finché dalle coste della Turchia verranno fatti partire gommoni pieni di asiatici e i greci li aiuteranno a sbarcare sulle loro isole. Le emigrazioni non si fermeranno se gli scafisti libici continueranno ad imbarcare africani e le navi europee li trasborderanno. L’Europa, non essendo uno Stato sovrano, non ha confini esterni: li hanno l’Italia, la Grecia, e la Bulgaria, ma sono impotenti contro la <Turchia o le bande armate libiche. Un tempo c’era un accordo politico fra questi Paesi, sicché venivano controllati tutti coloro che passavano il confine e fermati coloro che non avevano ricevuto l’autorizzazione da entrambi i Paesi. Ma per far rispettare queste regole occorre una forza armata. Nessuno sbarca in Inghilterra o negli Stati Uniti illegalmente perché sparano.(9)

Ma poiché l’Europa non ha un suo esercito e Italia e Grecia sono impotenti (… e c’è tutto il mondo islamico che preme). si è finito per accettare tutti la dottrina secondo cui qualunque africano o asiatico che dice di star male… nel suo Paese ha il diritto di entrare in Europa e di ricevere aiuti.

Gli europei, così come non hanno un esercito, non hanno neppure una leadership si sono sempre lasciati guidare dagli americani che hanno impedito l’unificazione economica fra Europa occidentale e Russia per indebolirle entrambe e si sono alleati con gli arabi e il loro petrolio. Poi hanno combinato un sacco di disastri in questi Paesi e in cambio hanno concesso ai loro abitanti di emigrare a piacimento in Europa.

Se avessero voluto, gli americani con i loro alleati arabi avrebbero potuto far finire la guerra in Libia e, sempre se avessero voluto, avrebbero chiesto alla Turchia di pattugliare le sue coste e non far partire neanche un gommone per la Grecia… Ma non lo hanno fatto perché loro e i loro amici islamici vogliono una Europa debole.

L’unica cosa che gli americani non vogliono è che l’Europa si metta d’accordo con la Russia perchè un loro accordo creerebbe una potenza che cambierebbe radicalmente le cose. E gli europei non lo capiscono.”

Ricordo che ai suoi tempi, il grande Francis P.Yockey sosteneva che un dominio sovietico sarebbe stato, alla lunga, più nefasto di quello americano. In ogni caso se possiamo respingere “questa” Europa non si può negare che, per salvare il salvabile, sarebbe stato necessario costruire un’Europa unita, libera dall’influenza statunitense, armata e, naturalmente, (per quanto ancora possibile) bianca.

Infine su <Il Giornale>del 31/1/2016 <Stati Uniti d’Europa o niente Europa> “… se avessimo realizzato gli Stati Uniti d’Europa con confini, un governo, un esercito e una flotta: potremmo… metterci in rapporto con i Paesi arabi e africani e trattare con loro regole, quote, garanzie.” Ancor meglio: avremmo forse potuto, per il bene nostro e loro imporre una <pax europea>.

Diceva Conan il barbaro che addolora l’anima perdere la vita senza combattere, chi scrive ha sperato che il ciclo di civiltà iniziatosi con le invasioni indoeuropee (di cui è innegabile la decadenza) potesse finire in un colossale scontro (e in queste faccende non è mai sicuro chi possa essere il vincitore), ma forse la nostra “battaglia del Frigido” è già terminata, segnando la nostra fine, nelle fiamme di Berlino a fine Aprile 1945. Un giornalista francese fascista e collaborazionista Pierre Antoine Costeau ebbe a dire “Io volevo una vittoria tedesca perché essa avrebbe rappresentato l’ultima possibilità per l’uomo bianco, mentre le democrazie rappresentavano la fine dell’uomo bianco”; considerando che ormai negli USA i bianchi sono già praticamente in minoranza, è sempre più da pensare che avesse ragione.

ALFONSO DE FILIPPI

1) Piero Ottone <Il Tramonto della nostra Civiltà> Mondadori, Milano, 1994, pag. 133 “La crescita demografica in Africa e in Asia, la pressione della gente di colore ai nostri confini, la comparsa delle loro avanguardie nei quartieri poveri delle nostre città, sono i segni premonitori del nostro destino;…Tutto fa pensare a un Terzo Mondo che sommerge, col suo immenso peso demografico, il mondo civile: è successo prima, in altri periodi storici e con altre civiltà; potrà succedere ancora” “Oggi, il nucleo etnico euro-americano è circondato da masse sempre più numerose, di cui si può dire, per usare l’espressione di Alessandro Herzen, che sono <uscite dalla storia>, perché non sono più portatrici di civiltà-masse <non civili> che premono con la forza del numero, i barbari alle porte” Piero Ottone <Ma noi Occidentali siamo gli unici vivi> in <La Repubblica> 8/I/1997.

 

2) Già Gustave Le Bon aveva scritto in <Leggi psicologiche della Evoluzione dei Popoli> (Monanni, Milano 1927 pag.138): “I nostri principi umanitari ci condannano a subire una crescente invasione di stranieri”. Riporto alcune opinioni di un’autore che non appartiene certamente a quello che avrebbe dovuto essere il “nostro schieramento” Sossio Giametta <Il bue squartato e altrti macelli> (Mursia, Milano 2012 pag.200) Riguardo al tentativo fascista di arrestare la decadenza dell’Europa “…solo con un tale tentativo si poteva sperare di mantenere, a breve o a lungo termine, l’ormai vacillante primato europeo nel mondo. Era in realtà la fine della civiltà cristiano europea, che da allora non fa che deperire, marcire sempre più, mentre milioni di affamati resi audaci e rapaci dalla mancanza di tutto il necessario e noncuranti della loro stessa vita, si avventano sul corpo grasso dell’Europa, piegato e piagato dall’abbondanza e dal benessere. Noi europei viviamo ormai da molti decenni nel tramonto dorato della decadenza, nella bonaccia senza precedenti nella storia d’Europa e del mondo, che precede il definitivo inabissamento della nostra civiltà sotto il peso crescente e il flusso inarrestabile degli immigrati famelici. Sono le nuove invasioni barbariche, non violente, ma più distruttive di quelle violente.” Pag. 201: “…per contrastare efficacemente tali invasioni….ci vorrebbe la violenza più spietata: <sparare sulle barche>… Ciò è però vietato dalla nostra civiltà e umanità. E questo è in realtà il nostro dramma, anzi la tragedia dell’Europa: la civiltà stessa che l’Europa ha conquistato in quasi due millenni, per non contare quella antica, con i più duri sacrifici e le più terribili guerre, la rende inerme di fronte al pericolo attuale, ne rende impossibile la resistenza e inevitabile la fine.”

(3) D’altronde noi saremmo i primi a contestare la strana idea che tutti, in qualsivoglia ambito, abbiano diritto allo stesso grado di libertà.

(4) Secondo dati apparsi su <Il Venerdì di Repubblica> dell’11 dicembre 2015 “..i sacerdoti stranieri sono presenti in 160 diocesi su 228…Il 44% dei presbiteri in servizio in Italia arriva dall’Africa, il 22% dall’Euroa, il 20% dall’America Latina e il 14% dall’Asia-Oceania. Fabio Calabrese <Euroscettici e populisti> “Io non credo che la spiccata vocazione terzomondista che oggi dimostra la Chiesa cattolica dipenda SOLO dal fatto che essa è costretta sempre più a reclutare gli appartenenti al clero nel Terzo Mondo, fra genti culturalmente deprivate, c’è di mezzo un atavico spirito antieuropeo rimasto per secoli e secoli sottotraccia e riemerso con quel ritorno alle origini che fu il Concilio Vaticano Secondo.”

5) “Gli USA temono sopratutto l’unione Europea e sanno che solo il Fascismo, nel XX° secolo, ha avuto la forza di realizzarla, sia pure adoperando la violenza più che la persuasione” F.Brunelli(<La Crisi del MSI e delle altre Destre>La Vigilia, Roma, 1956, pag.12)

6) Chi scrive deve confessare di non aver mai condiviso la soddisfazione di certi camerati per la caduta di S.M.Imperiale “Luce degli Ariani” lo Scià di Persia (meriterebbe in futuro scrivere qualche riga sulle correnti nazionaliste e “arianiste” attive nell’Iran prima dell’instaurazione del regime clericale.

(7) Si possono trovare molte buone ragioni contro l’“allargamento” ad Est della Nato nelle <Risposte ai Lettori> di Sergio Romano su <Il Corriere della Sera.>

(8) L’Alberoni non pare considerare le centinaia di migliaia di clandestini che penetrano negli USA attraversando la frontiera con il Messico.

 

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Categorie: Emergenza invasione, Immigrazione

Pubblicato da Ereticamente il 25 Febbraio 2016

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Primula Nera

    Chiedo scusa, ma credo che l’autore dell’articolo abbia fatto, involontariamente, un errore nel passaggio dove scrive”…Yockey sosteneva che un dominio sovietico sarebbe stato, alla lunga, più nefasto, di quello americano”. In realtà Yockey diceva esattamente il contrario, in “Imperium” e in altre occasioni, riteneva necessaria addirittura un’alleanza con i sovietici, pur di contrastare le forze politiche che dominavano (e dominano tuttora) in Occidente.

  2. ALFONSO DE FILIPPI

    MEA CULPA – E’stata una mia svista
    Alfonso De Filippi

  3. Alberti daniele

    Mi fa piacere che abbia notato gli articoli di Alberoni che da tempo dalle pagine del “giornale” cerca, forse invano, di mettere in allarme i “moderati” su quello che sta accadendo alla nostra povera Europa. L’Alberoni, in effetti pur non appartenendo al nostro mondo è’ una persona intelligente e , alla fine ha capito. Capiranno anche altri? Speriamo.
    Saluti carissimi
    Alberti

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