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Difendere il lavoro indigeno per difendere l’Italia

Difendere il lavoro indigeno per difendere l’Italia

È davvero drammatico notare come le preoccupazioni odierne della politica renziana, in materia sociale, siano tutte per quello che non è altro che un capriccio borghese stimolato dal libero mercato e dal grande capitale: le unioni omosessuali e l’affido di innocenti fanciulli a due uomini o a due donne, il tutto condito dalla bioetica piegata al consumismo materialistico e zoologico degli uteri in affitto e dello smercio di seme maschile, nemmeno fossimo in un allevamento intensivo di suini o bovini. Di genuinamente sociale e socialista non v’è nulla, anzi, è capitalismo.

Tutto questo è un blasfemo insulto non solo alla morale ma anche al Paese che versa in pessime condizioni sul versante demografico e socio-lavorativo: le nascite italiane sono in drastico calo, rimpiazzate da quelle allogene, e nonostante la densità demografica sia spaventosa in talune zone del Nord come del Sud (il che cagiona serie problematiche ambientali ma anche sociali) non si fanno più figli preferendo investire sui capricci, sul soddisfacimento di bassi appetiti e sull’individualismo borghese che appesta e uccide la Nazione.

D’altronde cosa possiamo aspettarci in un’Italia governata da gente la cui principale preoccupazione è adeguarsi all’agenda mondialista? Tra una sparata di Renzi e una di Bergoglio (con un Vaticano, dunque, che si permette costantemente di ficcare il naso negli affari politici italiani), con tanto di sottofondi mattarelliani e boldriniani, le priorità sono ridurre le forze armate a crocerossine del Mediterraneo per imbarcare migranti (e se ne vantano pure, di umiliarle in questo modo), accogliere il più alto numero possibile di questa gente integrandola (il che significa farlo a scapito degli indigeni, si capisce), sposare omosessuali e affidargli bambini, snobbare i lavoratori autoctoni e l’industria patria in nome del liberismo col risultato di favorire la delocalizzazione e l’acquisto in blocco da parte straniera delle nostre industrie.

Capite bene che in una situazione di abbandono simile gli incentivi alle famiglie per mettere al mondo figli sono al minimo; se uniamo ciò alla imperante crisi di valori che investe da decenni l’Europa occidentale intossicata dall’americanismo i risultati sono disastrosi. Abbiamo uomini castrati che si comportano da donnicciole, donne plagiate dal femminismo che si atteggiano ad eterne bambine viziate e capricciose che vogliono mettersi al di sopra dell’uomo, famiglie che finiscono presto in pezzi sotto i colpi di separazioni e divorzi, e si sa, se si disgrega la famiglia si disgrega anche la società che sul nucleo base famigliare si fonda perché i figli stravolti dalle beghe genitoriali crescono del tutto rintronati e abbandonati a sé stessi, covando germi antisociali ossia anarco-individualistici.

Nell’italietta piddina che se da una parte finge di fare la voce grossa con l’Unione Europea dall’altra è inesorabilmente al guinzaglio franco-tedesco (e dunque atlantico), con un primo ministro che ama ricercare le origini italiche in Israele od oltreoceano, precisamente nella Casa Bianca obamiana, le minoranze diventano lobby a cui tutto sembra dovuto; le necessità strumentali di immigrati, Ebrei, Zingari, omosessuali, femministe hanno rimpiazzato i bisogni degli Italiani perché così vuole il mondialismo, e poco importa se i piccoli e medi imprenditori continuano a suicidarsi, la gente perde il lavoro, le famiglie cadono in pezzi, non si fanno figli, e i grandi industriali migrano all’estero per lucrare sulla manodopera esotica, abbandonando i lavoratori italiani. Questa è la dittatura dei “diritti civili” che schiaccia i bisogni sociali di chi dà fastidio al nuovo monoteismo “democratico”, ovverosia la maggioranza indigena, normale, eterosessuale, senza grilli modernisti per la testa.

Con dei sindacati politicizzati, peraltro, che in tutta franchezza di chi lavora se ne fregano perché tanto nelle loro belle tavolate con politici e ricconi mangiano sempre, pensare che il lavoratore sia davvero difeso, tutelato e protetto dalla concorrenza sleale e dall’arrembante sbarco di fresche forze maschie immigrate (facilmente sfruttabili, mica come i “capricciosi” Italiani) è una pia illusione, ed esso viene derubricato dalle priorità sociali perché ormai vecchio, sterile, costoso, non certo alla moda in un’Europa sempre più meticciata e imbastardita dall’occidentalismo distruttore.

Uno stato sano deve intervenire pesantemente nella vita lavorativa del Paese che dovrebbe rappresentare al meglio, non esiste che faccia gli interessi dei forestieri sorvolando sui bisogni dei suoi cittadini! Uno stato italiano decente dovrebbe nazionalizzare, applicare dirigismo, controllare i sindacati che più sono “indipendenti” più finiscono per fare il gioco del sistema capitalista, battersi per una vera socializzazione patriottica, bandire il liberismo in nome del protezionismo perché più il mercato è libero più l’economia italiana rischia seriamente di venire travolta dagli interessi plutocratici degli Americani. E non da ultimo serve l’industrializzazione, alfine, del Meridione per battere la disoccupazione, frenare la fuga dei giovani meridionali, restituire il Sud a chi ne è legittimo proprietario e che è troppo spesso abbandonato a sé stesso (piombando così tra le fauci delle mafie).

E che dire della sovranità monetaria fustigata con una monetina “europea” unica che mescola in maniera distruttiva le economie mediterranee con quelle nordiche, ovviamente per favorire le seconde e dunque l’europeismo atlantico che si regge sul triangolo Parigi-Londra-Berlino? Niente scherzi, amici: più libero è il mercato, più schiavo è il Popolo, perché esso verrà sempre più massacrato dall’afflusso di stranieri calamitati dai nuovi negrieri capitalisti, dalle industrie forestiere che rilevano quelle italiane delocalizzando e lasciando a casa decine di migliaia di Italiani, stritolato dal grande capitale euro-atlantico che mira a rafforzare l’unipolarismo statunitense, ormai inquadrato come unico arbitro della situazione politica ed economica del Continente. L’anodina Unione Europea non serve ad alcunché, anzi, accelera solamente il processo di decadimento della nostra Civiltà, un tempo faro del globo ma oggi considerata alla stregua di anticaglia razzistica.

Del resto è la stessa situazione che riguarda le forze armate e di polizia italiane, perché in un Paese letteralmente occupato dalle installazioni militari americane credete davvero che polizia, carabinieri ed esercito siano “sovranisti”? Si vede bene per cosa sono impiegati i nostri militari, mandati all’estero per fare le dame di carità nelle guerre scatenate dagli Americani, ridotti a regalare caramelle ai bambini e a curare le vittime dei massacri degli stessi padroni dell’italietta postbellica, ossia gli USA. Il tutto condito dal sapiente filo-sionismo di stato che viene ogni volta caldeggiato dai presidenti della repubblica, e imposto a chi alza la testa, pena il tribunale e il carcere.

Già, i capi di stato… Quelli che, oggi nella sbiadita figura di Mattarella, si dicono orgogliosi della marina militare italiana vilipesa con le varie operazioni di salvataggio “fratelli migranti” nei dintorni della Sicilia, gli stessi “fratelli migranti” spediti in Europa da primavere arabe e conseguente affermazione del Califfato che poi ci regalano indimenticabili momenti di terrorismo, criminalità, malattie, stupri e arricchimento culturale (cosiddetto) a colpi di soprusi e strumentalizzazioni attuate dagli enti parassitari che li sfruttano a scapito nostro.

In Italia, di presidente, ne servirebbe uno solo, uomo forte che riunisca in sé i poteri del primo ministro e del capo di stato, che venga eletto direttamente (e finalmente!) dal Popolo sovrano senza più maneggi e interferenze esterne di chi vorrebbe a garanti d’Italia personaggi anonimi buoni solo a fare prediche antifasciste volte a favorire le ammucchiate ecumeniche antinazionali, fregandosene così della Patria (che non è lo stato e che uno stato dovrebbe rappresentare nel miglior modo possibile) per evitare di infastidire chi comanda per davvero.

Identità, autorità, sovranità per la rinascita davvero nazionale del Paese, perché solo così gli Italiani possono recuperare la speranza che li porterebbe di nuovo a sposarsi, fare figli, e a poter contare su un lavoro sicuro che non sia ovviamente droga (si lavora per vivere, non il contrario) ma contributo patriottico al benessere della Nazione. Altro che cianfrusaglia rainbow®…

Ave Italia!

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Categorie: Etnonazionalismo

Pubblicato da Paolo Sizzi il 21 Febbraio 2016

Paolo Sizzi

Lombardo orobico, Italiano, Europeo, classe 1984. Letterato, sulla Rete dal 2006, da sempre cultore di valori identitari e tradizionali. Senza rinnegare la formazione völkisch evolve il pensiero nell’Italianesimo Sangue e Suolo, coerente con un disegno etnonazionale federalista. Appassionato di antro-genetica, si definisce Nordomediterranide, fusione di elementi ario-italici/celtici con il sostrato ligure. E la Lombardia è proprio questo: una terra ligure e alpina arianizzata da Celti e Italico-Romani, e con un benefico tocco germanico.

Commenti

  1. Michele Simola

    Viviamo in un paese che affama le famiglie, massacra le aziende, non tutela i propri cittadini, rapina ogni lavoratore e chiunque possegga qualcosa, che privilegia banchieri, ladri, zingari, immondizia umana proveniente da ogni dove, si preoccupa di dare il voto agli immigrati, normalizzare pedofilia e gay come se gli Italiani non avessero altri e più importanti problemi ( come arrivare a fine mese!). Questi politici da operetta, servi dello straniero, proni alle volontà dell’euro e della UE di cui sono sostenitori, ma dove comunque non contiamo alcunché, esecutori delle volontà degli USA che nel nostro paese possiede la maggior parte delle basi in Europa che ci tiranneggia da quando dicono di averci liberato ” non sappiamo da che”, capiamo comunque che ci hanno colonizzato e asservito ai loro scopi e alle loro guerre anche contro i nostri interessi; questi nostri politici avulsi dalla realtà dell’uomo comune, dal quale distano centinaia di ani luce, in nome di un liberismo insulso ed inutile continuano ad impoverirci, imponendoci inoltre la colonizzazione da parte dei nordafricani, che per evitare che sbaglino rotta vanno a prendere in Libia e altrove utilizzando nel modo “migliore” la Marina militare che invece di utilizzare i cannoni usa i ” fiori” i marinai o i maro’ invece li lasciamo in India non essendo capaci di riprenderceli!
    Ogni individuo raziocinante e sano di mente, di ogni razza o gruppo etnico del mondo si oppone all’immigrazione di massa, che comunque alla lunga porta l’autoctono a scomparire. L’altra grave e nefasta realtà e’ la presenza del Vaticano sul suolo nazionale e che ficca sempre il naso nella politica Italiana suggerendo sconcezze inusitate che i politici recepiscono, e desiderosi di piacere al Papa di Roma fanno proprie.
    Anche le forze armate sono state ridotte al ruolo di educande, visto che svolgono missioni di pace, dove per sbaglio qualche soldato distratto ha la sbattezza di appoggiarsi o intercettare qualche proiettile che passa nei dintorni e morire! Tutto ciò per non pronunciare la parola guerra, noi siamo buonisti e non facciamo a guerra a nessuno. Se ci pigliano a calci non protestiamo, porgiamo l’altra guancia.
    I criminali di tutta Europa vengono a delinquere da noi perché sanno bene che non solo non fan loro nulla, ma nella peggiore delle ipotesi se capita un infortunio sul “lavoro” in Italia la giustizia ti inventa una pensione, tutto a scapito di qualche disgraziato purosangue. E’ proprio un Bel paese: per dirla con Dante ( finche’ potremo farlo ), ai serva Italia di dolore ostello, nave sanza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello!
    Il nostro paese invece di nazionalizzare ciò che di buono possiede, grazie ai cattocomunisti al potere, sta svendendo i gioielli di famiglia a prezzo di saldo; abbiamo sempre permesso a tutti di fare i propri comodi, fare la voce grossa non giova a nulla, tutti ci considerano mangiaspaghetti buoni a nulla. Sarebbe più opportuno dare delle risposte con i fatti all’Europa e agli USA, cominciando a mettere innanzi a tutto i nostri interessi come Italiani e quelli dei nostri connazionali ( intesi come tali e non stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza).

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