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Riparliamo dell’islam ˗ Fabio Calabrese

Riparliamo dell’islam ˗ Fabio Calabrese

E’ opportuno riprendere il discorso sulla religione del Profeta non tanto per l’interesse che essa può avere in sé come fenomeno religioso, ma in relazione al fatto che la diffusione a livello internazionale del fondamentalismo islamico con i suoi risvolti terroristici, e i sempre più frequenti episodi di frizione e di intolleranza che si verificano in Italia e in Europa con gli immigrati islamici, dimostrano da un lato l’imbarbarimento delle relazioni internazionali, dall’altro la presenza sempre più massiccia degli allogeni sul suolo europeo e italiano, allogeni che sono, appunto, in maggioranza islamici. In altre parole, quel che realmente ci deve interessare e preoccupare, non è il fenomeno religioso, ma il fatto che esso in ultima analisi non è che una spia, un campanello d’allarme della sostituzione etnica che sta avvenendo sotto i nostri occhi e sta portando lentamente alla morte i popoli europei.

Considerate le cose in questa prospettiva, atteggiamenti islamofili dovrebbero essere l’ultima cosa al mondo che potremmo aspettarci in persone che sono o professano di essere dei camerati, eppure, il caso è più frequente di quanto potrebbe apparire a prima vista. I motivi di ciò si comprendono abbastanza facilmente: per prima cosa l’esistenza nel cuore del Medio Oriente di Israele, l’entità sionista, l’artificioso stato ebraico e la politica violenta che si può definire senza mezzi termini un genocidio al rallentatore condotta contro il popolo arabo palestinese, e l’appoggio fornito a questa mostruosità dall’impero americano, un “impero” che ben lungi dall’essere capace di condurre una politica autonoma in grado di salvaguardare gli interessi della propria gente, è in realtà per intero manipolato dalle lobby ebraiche e, correlata a ciò, la resistenza a questo imperialismo deteriore, di diversi popoli mediorientali, i Palestinesi prima di tutto, che hanno la disgrazia di essere sulla linea del fuoco, ma anche l’Iran.

Anti-imperialismo equivale a islamofilia? Diciamo subito che c’è qualcosa di assurdo in questa semplicistica equazione. Si può ricordare che fra i Palestinesi c’è una non trascurabile componente cristiana, e che gli Iraniani appartengono dal punto di vista religioso all’islam sciita che i fondamentalisti considerano eretico e odiano ferocemente allo stesso titolo dei non mussulmani, e che, viceversa, fra i più sicuri alleati degli Stati Uniti (per quanto possano essere sicure le alleanze nell’infido mondo levantino) e quindi indirettamente di Israele, si conta l’Arabia Saudita, la più intransigente custode dell’ortodossia islamica.

Oltre a ciò, vi sono altre suggestioni che sembrano fare presa su molti. Fra le due guerre e nel corso del secondo conflitto mondiale, l’Asse ha manifestato un atteggiamento di simpatia per l’islam, è innegabile: vi sono discorsi di Hitler e di Mussolini che lo testimoniano. Nell’ambito delle Waffen SS sono state costituite divisioni islamiche, e via dicendo. Non dimentichiamo neppure le simpatie per il mondo islamico manifestate da intellettuali “nostri”, René Guenon che arrivò addirittura alla conversione, ma anche Friedrich Nietzsche che, senza arrivare a tanto, amava contrapporre lo spirito virile e guerriero dell’islam a quello rassegnato e femmineo del cristianesimo.

Alla base di queste considerazioni c’è un grave errore prospettico. Ottant’anni fa i rapporti di forza tra Europa e islam erano completamente diversi di quelli di oggi; l’Asse cercava di fare leva sullo spirito di rivalsa islamico contro la dominazione coloniale francese ma soprattutto britannica, oggi invece le popolazioni islamiche muovono aggressivamente alla conquista del nostro continente. La conversione di René Guenon all’islam, a mio parere, in realtà non testimonia altro che il permanere al fondo del suo “tradizionalismo integrale” di un persistente spirito abramitico. Lo stesso Nietzsche era verosimilmente in errore, nel senso che lo spirito virile e guerriero non è certo un’esclusiva dell’islam. Pensiamo allo scintoismo giapponese: forse che l’etica dei samurai aveva qualcosa da invidiare agli islamici da questo punto di vista? Forse che Yukio Mishima non è infinitamente più vicino a noi di qualsiasi imam?

Più lo si guarda da vicino, meno lo “spirito guerriero” dell’islam persuade. Vi è, vi deve essere una confine preciso fra esso e la violenza insensata; esso presuppone prima di tutto un uso intelligente della forza, e questo non si può certo attribuire all’islam, caratterizzato da un fanatismo tipicamente abramitico che spinge a odiare quanti differiscono per aderire a una variante del proprio credo i cui dettagli sfuggono a chi è al di fuori da esso: pensiamo al solco di odio mortale tra sunniti e sciiti o varianti minori dello stesso credo, come drusi e yasidi, e questo nonostante la presenza di un nemico almeno teoricamente comune a tutti e dotato di una schiacciante superiorità, come l’USA-sionismo, che riesce facilmente a manovrarli proprio in ragione delle loro rivalità. Altro elemento importante per parlare di spirito guerriero, è l’etica cavalleresca che impedisce di infierire sugli inermi: questa nel mondo islamico manca del tutto perlomeno da quando è scomparso Saladino (che era un curdo, quindi non un semita ma un indoeuropeo, e questo faceva allora e fa oggi la differenza).

L’islam è barbarico, ma si noti che non è la barbarie positiva di un Conan, indice della sanità della stirpe: vi è presente in dosi massicce la crudeltà più spietata, il gusto di infierire sugli inermi e sugli indifesi, ma vi è del tutto assente la vitalità spontanea; al suo posto troviamo la doppiezza levantina che rende l’islamico sempre infido anche e soprattutto quando ti si presenta come amico.

Recentemente mi sono trovato coinvolto in una discussione su facebook, peraltro in termini pienamente civili, con un “camerata islamofilo” al riguardo (e devo dire che il nostro Joe Fallisi, con cui sembra condivida una grande sintonia, si è prontamente schierato al mio fianco).

Nel corso della discussione, il nostro interlocutore ha affermato che Joe ed io abbiamo “una mentalità da crociati”. Per quanto mi riguarda, una simile affermazione è ben lontana dall’offendermi. Io vorrei ricordare che, contrariamente a quanto afferma il masochismo etnico predicato dalla sinistra e a quanto “insegna” quell’autentica piaga del genere umano che sono i docenti di sinistra che impestano la nostra scuola, le crociate non furono altro, in ultima analisi che una momentanea controffensiva dell’Europa posta storicamente a cavallo fra due aggressioni islamiche contro il nostro continente, quella dell’impero arabo califfale, e quella ottomana.

Piaccia o no, è innegabile che l’Europa ha costruito e definito la sua identità DIFENDENDOSI DALL’ISLAM. I suoi pilastri sono Poitiers, Kosovo Polje, Lepanto.

Una volta di più, occorre ribadire che NON SI TRATTA DI UNA CONTRAPPOSIZIONE RELIGIOSA MA ETNICA. I crociati, i combattenti di Poitiers, Kosovo Polje, Lepanto, gli uomini del Medio Evo in genere erano assai meno cristiani di quanto credevano di essere, la dottrina del “discorso della montagna” non li aveva ancora corrotti, non praticavano il “porgere l’altra guancia” ma la difesa della loro terra e della loro gente con le armi in pugno; da questo punto di vista, i cristiani odierni sono molto più coerenti e spregevoli, hanno recuperato lo spirito delle origini, quello che permise loro di mandare in rovina l’impero romano.

Quest’affermazione me ne ha ricordato tanto un’altra che mi fece un mio interlocutore anni fa, con il quale ebbi una discussione in tema di religione, secondo il quale io avrei “una mentalità da antico romano”. Per lui gli antichi romani erano semplicemente i cattivoni che facevano sbranare quei poveri cristiani dai leoni, secondo lo scenario ben costruito delle menzogne dei film hollywoodiani, non si rese conto del complimento che mi faceva.

Casualmente, abbiamo alcuni recenti aggiornamenti proprio riguardo alla questione dell’islam. Il 2 ottobre il nostro Joe Fallisi, che evidentemente  sente molto questa tematica, mi ha segnalato un video postato su You Tube (in inglese) in data 1 luglio 2014 da Bill Warner ph. d., “L’età non così aurea dell’islam” (la traduzione è mia).

In effetti, il tema della conferenza del dottor Warner è un problema che angustia gli storici: come si spiega l’attuale arretratezza culturale, la miseria intellettuale che oggi il mondo islamico presenta, se nell’età medioevale esso è stato quel grande faro di civiltà che ci viene presentato dalla maggior parte dei nostri storici (che sembrano nutrire per la verità una sorta di compiacimento masochistico nello sminuire tutto quanto è europeo)?

La risposta è semplice: l’età d’oro dell’islam non è stata per nulla così aurea come ci viene presentata, il suo presunto splendore è stato dovuto in gran parte al riutilizzo di ciò che avevano lasciato le civiltà che avevano preceduto l’islam nell’area mediterranea: persiana, greca, romana, bizantina, di suo, l’islam non ha messo praticamente niente. Bene, se vi ricordate, questo è un fatto che avevo già osservato in miei scritti precedenti. Mi è venuto in mente un parallelo con qualcosa di odierno e (purtroppo) molto vicino a noi: la “cultura” di quella che è oggi la potenza egemone di questo pianeta, gli Stati Uniti, interamente basata sugli scarti dell’Europa. Ancora oggi, quando uno scienziato “americano” riceve un premio nobel per qualche importante scoperta scientifica, scopriamo regolarmente che si tratta di un immigrato o di un figlio di immigrati di prima generazione. Di realmente americano non ci sono che la coca cola, il fracasso della musica rock e le volgarità di celluloide hollywoodiane.

Che sia in questa segreta affinità la chiave per capire certi fatti apparentemente incomprensibili, come l’atteggiamento NATO nella crisi della ex Jugoslavia che, colpendo la Serbia, ha criminalmente aperto le porte all’islamizzazione dell’Europa?

Sempre in questo periodo, c’è da segnalare un bell’articolo comparso il 9 ottobre sul sito del circolo Aletheia di Palermo firmato Filiusapollinis (è certamente uno pseudonimo), “Distruggiamo il mito della Sicilia araba”. Se fra le diverse dominazioni e colonizzazioni che la grande isola italiana ha subito nei secoli, taluni tendono a dare un’eccessiva importanza all’episodio tutto sommato marginale della dominazione araba, questo avviene per motivi che non hanno nulla a che fare con la realtà della storia medioevale siciliana, e molto invece con questioni politiche più contingenti.

Questo mito, ma “favola” sarebbe un termine di gran lunga più appropriato, fu molto in voga nel tardo settecento, soprattutto perché taluni ambienti siciliani vi videro un mezzo per contrastare il centralismo dello stato borbonico, appoggiandosi soprattutto all’opera di tale Giuseppe Vella, spacciato per esperto storico e linguista, ma in realtà un falsario.

La realtà dei fatti però non corrisponde a questa leggenda. La conquista araba e mussulmana della Sicilia iniziò nel 827, e non si concluse che nel 995, poco prima del fatidico anno 1000, e alcune zone della Sicilia orientale non furono mai sottomesse, a causa della fiera resistenza dei Siciliani agli invasori; a titolo di confronto, l’intera Penisola iberica fu conquistata in soli sei anni, e al settimo partì l’invasione della Francia meridionale. Nel 1059 partì la conquista normanna, e anche in questo caso va evidenziato che i Normanni erano un pugno di avventurieri che non sarebbero mai riusciti a liberare l’isola dalla dominazione saracena senza il costante appoggio delle popolazioni native. La maggior parte della comunque esigua comunità dei mussulmani di Sicilia, poi, in seguito alla conquista normanna, preferì abbandonare l’isola.

Alla luce di questi fatti si comprende bene che voler trovare radici arabe e islamiche alla Sicilia e ai siciliani di oggi, è semplicemente ridicolo.

Ciò, per la verità, è stato lontano dal sorprendermi. Se guardiamo una carta geografica, vediamo che le popolazioni “arabe” sono diffuse su di un’area enorme che va dal Marocco all’altopiano iranico. Pensare che fra di esse vi sia una reale unità etnica, è spontaneo ma assolutamente sbagliato; si pensi a un semplice fatto: mille-milleduecento anni or sono la Penisola arabica era poco meno desertica di oggi. Da dove mai sarebbero potute venire le masse umane per colonizzare l’immenso territorio che va dalla costa africana davanti a Gibilterra fino ai confini con l’Iran? Un simile trasferimento di popolazione non è mai avvenuto, ma le popolazioni assoggettate dall’impero dei califfi hanno dovuto apprendere la lingua araba assieme alla religione islamica. Ancora oggi, e indipendentemente dai confini artificiosi tracciati con la disintegrazione dell’impero ottomano, si possono riconoscere nel mondo “arabo” almeno quattro grandi entità “nazionali”: gli Arabi della Penisola, ossia gli Arabi veri e propri, i Mesopotamici, gli Egiziani e i Magrebini.

E voi volete che l’impero califfale abbia concentrato i propri sforzi di colonizzazione in una regione marginale e su chi esercitava un dominio precario? Che senso avrebbe ciò se non nell’ottica di chi vuole esasperare le differenze fra italiani e italiani?

Questo è un punto che occorre approfondire meglio. In un articolo pubblicato un paio di anni fa su “Ereticamente”, citavo una ricerca pubblicata in inglese su Geocities (e che non mi risulta sia stata mai tradotta in italiano), una sintesi di un lavoro collettivo di diversi genetisti, dalla quale risultava che gli Italiani sono una popolazione piuttosto coerente dal punto di vista genetico, con una differenza rilevabile tra Italiani del nord (che presentano una componente celtica) e del sud (che presentano una componente greca), ma non tale che non si possa parlare degli Italiani come popolo unitario. Le differenze fra Italiani, dicevano apertamente i ricercatori, sono state esagerate per motivi politici.

In particolare, costoro si aspettavano di trovare una componente di origine mediorientale nell’Italia del sud, soprattutto in Sicilia, in ragione della dominazione cartaginese in età antica e/o di quella araba in epoca medioevale, ma hanno rilevato con sorpresa che tale componente era minima (3%).

Quello che sinceramente non mi aspettavo, era il fatto che citare questi dati provocasse una reazione INDIGNATA da parte di alcuni lettori. E’ un fatto che sorprende ma su cui occorre riflettere; anche in ambienti cosiddetti “nostri” vi sono persone che hanno bisogno di coltivare la leggenda della non esistenza di una nazione italiana.

UNA PARTE della spiegazione si trova, io penso, nella nostra infelice storia recente: settant’anni di repubblica democratica, cioè di totale servaggio allo straniero, ai vincitori di settant’anni fa, e di un regime fra i più corrotti che possano esistere, caratterizzato dall’assenza totale di senso civico e dall’appropriazione della cosa pubblica da parte di una “casta” padrona corrotta quanto arrogante, hanno ingenerato negli Italiani la vergogna di essere tali. Si vorrebbe essere qualsiasi cosa: padani, bi-siculi (delle Due Sicilie), celti, etruschi, longobardi, magni greci, tutto meno che italiani. Ma non è di essere italiani che dobbiamo provare vergogna, piuttosto è la repubblica democratica e antifascista che deve farci nausea e schifo.

Tuttavia, questa è solo una parte della spiegazione, è infatti visibile che il fenomeno del diffondersi dei localismi non è soltanto italiano ma diffuso un po’ in tutta Europa anche se su scala minore rispetto a noi.

Un uomo coraggioso, lo scrittore austriaco Gert Honsik, ha sfidato un lungo periodo di detenzione da parte dell’Europa “democratica” e ipocrita che non ha pietà per i VERI oppositori, per svelarci “Il piano Kalergi in 28 punti” con il quale si prepara l’annientamento dei popoli europei. Non vi pare che le sue parole meritino di essere attentamente ascoltate?

Secondo Honsik il piano Kalergi prevede l’annientamento del principio di nazionalità attraverso un doppio attacco, DALL’ALTO, attraverso la diffusione di una cultura cosmopolita e mondialista e il trasferimento sempre più massiccio della sovranità nazionale degli stati, e DAL BASSO attraverso la diffusione di localismi e separatismi. Noi dobbiamo essere consapevoli di confrontarci con un nemico non solo enormemente forte, ma anche terribilmente astuto, e che certo non ha scrupoli a usare contro di noi anche un sentimento identitario male inteso.

Se la penetrazione islamica in Europa fosse un discorso soltanto religioso, non avremmo un gran motivo per interessarcene, non è certo la dottrina del Discorso della Montagna, specialmente oggi che pare tornata allo spirito imbelle e rinunciatario dei tempi della decadenza romana, a essere il centro delle nostre preoccupazioni, ma questa penetrazione è la spia forse più visibile dell’invasione allogena dell’Europa, del pari inaccettabile anche in riferimento a quel 40% di allogeni che non sono islamici, ed è contro di essa, e contro coloro che l’hanno provocata e la manovrano, che dovremmo fare fronte compatto, come italiani e come europei.

Proprio alla fine di ottobre è arrivata una notizia che dovrebbe aprire gli occhi a tutti gli ingenui che in buona fede sono islamofili per spirito antagonistico nei confronti dell’USA-sionismo. Il 24 ottobre in Irak, le forze popolari irachene hanno catturato assieme a un gruppo di terroristi dell’ISIS un colonnello dell’esercito israeliano, tale Yusi Oulen Shahak, facente parte della Brigata Golani. Il colonnello israeliano era presente per addestrare i terroristi. Già da diverso tempo la sicurezza irachena aveva raccolto informazioni che suggerivano che dietro l’ISIS vi fosse l’appoggio logistico israeliano e l’opera di spionaggio del Mossad, il servizio segreto sionista. Ora, con la cattura di questo ufficiale, la cosa appare provata al di là di ogni dubbio. Forse per i “camerati islamofili” è venuto il momento di un ripensamento salutare.

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Categorie: Islam

Pubblicato da Fabio Calabrese il 5 Novembre 2015

Fabio Calabrese

Nato a Trieste il 12 novembre 1952, coniugato, due figli. Laureato in filosofia, docente di scuola superiore. Scrittore di letteratura fantastica con all'attivo numerose pubblicazioni, tra cui alcune in Gran Bretagna, Polonia, Francia. Studioso di neopaganesimo e di neoceltismo. Attivo da molti anni come opinionista politico dell'Area, ha collaborato con “Rinascita”, “Ciaoeuropa”, “Italia sociale”, “L'uomo libero”, il Centro Studi La Runa e negli ultimi anni soprattutto con “Ereticamente”, dove è una delle firme maggiormente rappresentate.

Commenti

  1. franco morini

    Il nome di “Israele” venne coniato in origine per Giacobbe, uno dei vari figli di Isacco, in circostanze a dir poco strambe. Il primogenito era in realtà Ismaele, cioè il biblico capostipite dell’attuale popolo arabo. Infatti, allorché Giacobbe riuscì con il trucco della pelle di capretto a carpire la benedizione di Isacco, che spettava al primogenito, cioè ad Esaù, correva l’anno 1755 a.C. e, a quell’epoca, Ismaele era già deceduto alla veneranda età di 137 anni, nel 1769 a.C., cioè circa 6 anni prima. Non era la prima volta che quella buona lana di Giacobbe aveva fatto fesso il povero Esaù: c’era infatti il precedente del piatto di lenticchie pagato con una formale primogenitura. D’altra parte, omen nomen, Giacobbe in ebraico antico significava, guarda caso, “colui che soppianta”. Quando Esaù si rese conto dell’ennesimo “pacco” che gli aveva destinato il fratello chiese al padre Isacco: “Hai tu una sola benedizione, padre mio? Benedici anche me padre mio”. E dette in alte grida e pianse. Allora Isacco, suo padre, rispose dicendo: “priva di fertilità sarà la tua dimora e senza la rugiada dal cielo. Vivrai della tua spada e servirai tuo fratello; ma quando ti rivolterai, ne scuoterai il giogo dal tuo collo.” (Sacra Bibbia Genesi Ed. Paoline 1968, pag. 58). Esaù decise allora di “rivoltarsi” contro Giacobbe non appena il padre Isacco fosse morto. Per quanto non godesse una buona salute avendo all’epoca 113 anni, Isacco riuscì comunque a campare fino a 180 anni, essendo deceduto nel 1712 a.C. cioè ben 67 anni dopo i fatti qui narrati. Anziché aspettare la morte del padre per vedere come si sarebbero messe le cose, vuoi per prudenza o per sollecitazioni materne, fatto sta che Giacobbe decise di filarsela immediatamente presso uno zio materno, certo Labano che abitava nella città di Paddàn-Haran. Nel corso del viaggio verso Haran, giunto ormai nella città di Luz, Giacobbe decise di fare una sosta per dormire. Durante il sonno ebbe il fatidico sogno (o visione ) di Dio il quale gli comunicò, nella circostanza, che “darò a te e alla tua progenie la terra dove tu riposi; e la tua progenie sarà come la polvere della terra; ti estenderai ad occidente e a oriente, a settentrione e a mezzogiorno, e in te e nella tua progenie saranno benedette tutte le nazioni della terra. Ed ecco, io sono con te; ti custodirò dovunque andrai, e ti ricondurrò in questa terra, poiché non ti abbandonerò finche non avrò compiuto quanto ti ho detto” (ibid.). Giacobbe prese tanto sul serio quel sogno che, appena sveglio, decise di cambiare il nome di quella città da Luz in Bet-El. Decise inoltre di sottoscrivere un vero e proprio patto con il Dio che gli si era manifestato, in questi precisi termini: Se Dio sarà con me e mi proteggerà in questo viaggio che sto facendo e mi darà del pane da mangiare e vesti per coprirmi, e se io tornerò sano e salvo alla casa paterna, allora il Signore sarà il mio Dio e questa pietra, di cui ho fatto un cippo, diventerà una casa di Dio, e di ogni cosa che mi concederai io ti darò puntualmente la decima (id. pag, 59). Giacobbe raggiunse così, evidentemente protetto dal suo Dio, il paese di Haran, dove si pose al servizio dello zio Labano di cui, in circostanze sempre strane e perigliose, sposò le figlie – sue cugine – Lia (dagli occhi ammalati) e Rebecca (bella e formosa). Circa poi il lavoro, Giacobbe si era accordato con lo zio Labano per custodirgli il bestiame. Lo zio chiese cosa pretendesse per i suoi servizi e a questo punto Giacobbe gli fece una estrosa proposta: Oggi passerò in mezzo a tutto il tuo gregge, e metterò da parte, fra le pecore tutti gli agnelli chiazzati e brizzolati e tutti quelli neri, e fra la capre quelle brizzolate e macchiate: questo sarà il mio salario. Così la mia onestà farà testimonianza per me, un giorno, sotto i tuoi occhi, quando tu dovessi contendermi il mio salario. Ogni capo di bestiame, trovato presso di me, non macchiato né brizzolato fra le capre e non nero fra le pecore sia considerato un furto. E Labano disse:” Va bene, sia come tu hai detto”. (….) Giacobbe prese dei rami verdi di pioppo, di mandorlo e di platano, e li sbucciò a strisce bianche, mettendo a nudo il bianco dei rami. Poi piantò i rami così sbucciati nei truogoli e negli abbeveratoi, di fronte alle pecore che andavano a bere. Così quelle che si accoppiavano in vista delle verghe, figliavano agnelli striati, brizzolati e chiazzati. Quanto ai montoni, Giacobbe li mise da parte e li faceva voltare verso tutto ciò che vi era di striato o nero nel gregge di Labano. Si formò così dei greggi per conto proprio e non li mise più insieme a quelli di Labano. Giacobbe metteva i rami negli abbeveratoi dinnanzi agli occhi delle pecore, ogni volta che quelle robuste si accoppiavano, affinché si accoppiassero alla vista di quei rami; ma quando le pecore erano deboli, allora non li metteva. Così quelle deboli erano per Labano e quelle forti per Giacobbe. In tal modo quest’uomo si arricchì sempre più ed ebbe numerosi greggi, serve e servi, cammelli e asini ( id. pag. 61 ). Alla lunga, tuttavia, Labano cominciò a maturare dei sospetti e stava giusto meditando d’impartirgli una severa lezione quando Dio tornò in sogno a Giacobbe al quale si presentò come: “Io sono Iddio di Bet-El, dove tu ungesti ecc….ora è meglio che parti da questo paese e torni alla tua terra natia”. Senza fare una grinza, Giacobbe caricò i suoi beni, mogli, animali e masserizie e quindi lesto lesto si allontanò da Haran. Passarono ben tre giorni prima che Labano venisse a sapere della improvvisa fuga di Giacobbe e subito decise d’inseguirlo per impartirgli la prevista lezione. A questo scopo radunò tutti i suoi servi e congiunti e per sette giorni inseguì, per quanto inutilmente, la carovana di Giacobbe. Stava giusto per raggiungerla quando Dio si frammise, apparendogli in sogno con espressioni semi-minacciose: “Guardati dal parlare a Giacobbe né in male né in bene”. Poche, ma decise parole che Labano, per quanto avesse dalla sua parte un non meglio identificato Dio di Nahor, non si sentì di sfidare. Raggiunto, comunque, Giacobbe gli chiese ragione della sua fuga, ricevendo come risposta una “supercazzola” del tipo: “Io ebbi timore al pensiero che tu mi avresti ripreso le tue figliuole. Ma colui presso il quale tu troverai i tuoi dei, egli non vivrà!” Reso ormai frastornato e psicolabile dagli avvertimenti piovuti dal cielo e dalla terra – e anche per non passare troppo da coglione – Labano si prestò a sottoscrivere un patto di pace con Giacobbe che venne regolarmente siglato con un: Iddio di Abramo e il Dio di Nahor siano testimoni fra noi. Giacobbe decise, in ogni caso, di proseguire il suo cammino verso la Palestina dove peraltro aveva un conto in sospeso con Esaù che, anticipando la cronaca, riuscì a superare come sempre indenne. Ma è appunto con il suo ritorno in Palestina che Giacobbe (colui che soppianta), diventerà Israele (colui che lotta contro Dio) Dopo averli presi e fatti attraversare l’acqua [ trattasi del torrente Jabboc ], fece fare passare quanto aveva con se. Giacobbe rimase solo: or, un uomo lottò con lui fino allo spuntar dell’alba [ scambiato forse per un sicario di Esaù?]. E vedendo che non poteva vincere Giacobbe, lo colpì nella giuntura dell’anca di Giacobbe, sicché la giuntura dell’anca di Giacobbe si slogò nel lottare con lui. Allora quell’angelo gli disse:” Lasciami andare che spunta l’aurora”. Ma Giacobbe rispose: “Non ti lascerò, finche tu non mi avrai benedetto”. L’altro gli domando:”come ti chiami?”. Rispose: “Giacobbe”. Ed egli: “Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché sei stato forte contro Dio e con gli uomini ed hai vinto”. Giacobbe, gli chiese: “Dimmi ti prego, il tuo nome”.. Ma quello rispose: “Perché vuoi sapere il mio nome?”. E li stesso lo benedisse. Giacobbe pose nome a quel luogo Fanuel, “perché disse, ho visto Dio faccia a faccia ed ho avuto salva la vita” (id. pag. 64 ).

    Appunti sul sionismo 9)

  2. Ezio Polonara

    Ma è completamente FALSO che le “popolazioni islamiche muovono alla conquista del nostro continente” questa è paranoia e distorsione del reale..infatti esse vengono SPINTE verso l’Europa da chi vuole contaminarla con la feccia del sud del mondo (di ogni confessione retligtosa)……

  3. franco morini

    Non è comunque il caso di generalizzare: c’è Islam e sedicente “islam”. Non si può ad esempio valutare sullo stesso piano l’Islam shi’ita duodecimano e la moderna eresia wahhbita. L'”Atteso”, ovvero il dodicesimo Imam nascosto, Polo Universale e Sigillo degli Iniziati, – di tutti gli Iniziati dell’attuale Ciclo -. il Mahdi Muntazar, viene rappresentato dalla ierostoria shi’ita, quale figlio dell’undicesimo Imam Hasan e della principessa bizantina Narkes (Narciso) Khatum che, sempre secondo la ierostoria, sarebbe anche la discendente diretta, da parte materna, dell’apostolo Simon Pietro. Si da attualmente il caso che proprio i due rami religio-famigliari alla base dell’imamato duodecimano shi’ita, l’islamico e l’ortodosso, si ritrovino eccezionalmente uniti in un conflitto che taluni percepiscono come “Guerra Sacra” contro palesi “forze delle tenebre” variamente rappresentate dalle più degenerate massonerie e criptomassonerie saldamente incistate in Francia, Inghilterra, Stati Uniti più entità sionista, tutte in stretta, per quanto oscura comunanza d’intenti, con i più corrotti petrol-Stati del Golfo. Anche per un cartesiano come il sottoscritto, il convergere e sommarsi di tanti “Segni” che si collegano a una Parusia escatologica, esattamente là dove ha avuto inizio l’attuale Ciclo epocale, non pare sia cosa da sottovalutare per lo meno nel senso di una sia pur flebile speranza.

  4. Michele Simola

    E’ necessario prendere atto che i flussi migratori che si sono verificati nell’ultimo decennio, non sono altro che una nuova forma di invasione da parte di islamici nord africani, che come nei secoli precedenti, tentano di espandere il loro dominio sulla vecchia Europa, oggi la conquista non essendo militare, ma camuffata dallo stato di profughi o richiedenti asilo, non desta sospetti nei politici, forse, e la sinistra demagogica e comunista si affretta a dire che gli immigrati sono una risorsa! Per chi? Non certo per il cittadino Italiano. Sono sicuramente una risorsa per chi gestisce centri di accoglienza e strutture simili. In pratica costoro saranno sempre una testa di ponte, delle cellule dormienti che, al momento opportuno si armeranno per combattere gli autoctoni che li hanno accolti. Tutti costoro, subsahariani, nord africani e levantini in genere, lavativi e poco abituati al lavoro, giunti nel nostro paese, capendo di essere protetti dalla chiesa cattolica, e da tutti gli utili idioti votati alla loro causa, avanzano diritti e pretese, che se fatti da un autoctono sarebbero sicuramente bollate come insulse richieste, ma provenendo da extracomunitari i nostri politici, forse e’ più opportuno definirli politicanti, si affrettano ad esaudire. Si parla in maniera semplicistica da parte dell’attuale governo, ma anche del precedente, che tengo a rammentare, governi non eletti ma voluti dal capo dello stato e forse ancora di piu’, dall’Europa sionista di cui sono stati i fedeli rappresentanti, di concedere a tutti i migranti, nati sul nostro territorio, la cittadinanza Italiana. Questa e’ una vera follia, il nostro paese non e’ in grado di mantenere i propri cittadini e sperpera per mantenere immigrati. Lo Stato inteso come ” imperium ” deve sempre pensare prima alle necessita’ dei propri cittadini e con ciò deve intendersi appartenenti alla razza Italica e non naturalizzati tali.
    Si e’ visto ciò che la NATO e gli americani sono stati capaci di combinare nella ex Jugoslavia negli anni novanta dello scorso secolo: hanno bombardato Belgrado, hanno fatto in modo che Milosevic fosse ritenuto un criminale internazionale, e per ringraziarlo di aver impedito il formarsi di una grande repubblica panaraba che dall’Iran arrivasse fino a Trieste, lo hanno inviato per farlo eliminare in Olanda.
    La democrazia e’ una follia malata affermava più di duemila anni addietro Alcibiade. La democrazia non esiste e’ solo un illusione, creata settanta anni or sono dai feroci vincitori del secondo conflitto mondiale, e che, da allora non fanno altro che ripeterci di averci liberato dal fascismo e dal nazismo: da allora cercano di rieducarci instillando negli sconfitti, Italiani e Tedeschi in particolare, un senso di colpa per ciò che accadde ” al popolo eletto “.
    I sionisti e gli anglo-americani che li rappresentano non sono estranei,con le varie guerre regionali che servono i loro interessi, al nascere dei vari flussi migratori che ci hanno interessato in questi ultimi anni. E’ verosimile che servano alla loro visione di un grande mercato globale, in cui gli individui e non i cittadini, costituiscano i fornitori di ricchezza ad una ristretta cerchia di famiglie.

  5. Fabio Calabrese

    E’ una fortuna che questo articolo sia stato pubblicato prima della recentissima ondata di attentati islamisti in Francia, così non sarà confuso con le molte voci di di circostanza che sentiremo in questi giorni.
    Quali altre prove volete del fatto che l’islam è un concentrato di violenza, barbarie, rozzezza di pensiero e totalmente non europeo e anti-europeo? L’islam moderato non esiste, o se esiste non è islam, il Corano impone chiaro e tondo ai credenti nella religione del Profeta di non lasciare ai non mussulmani altra alternativa che la conversione o lo sterminio. E se questi delinquenti oggi possono colpirci come e quando vogliono con i pantaloni abbassati, questo lo dobbiamo al buonismo sinistroide di Boldrini e soci, e anche della Chiesa cattolica, oggi ben lontana dall’essere quella dei tempi di Lepanto. Ci vuole proprio tanto per capire l’evidenza?

  6. Francesco Manetti

    Seguo sempre con estremo interesse quanto scrive Fabio e, anche se non sempre sono d’accordo con i suoi testi (per es. ho opinioni diverse su quanto ha scritto a proposito di Einstein e Asimov), questo sull’Islam vorrei proprio averlo scritto io! Bravissimo!

  7. C’e un buffo personaggio qui di Ereticamente (del quale non faccio il nome per non perdere aplomb) che ha definito sul suo profilo facebook testicoli ambulanti coloro i quali si scagliano contro l’islam. Fabio, saresti un testicolo ed io con te facciamo la coppia. Dunque gli allegai la mia risposta (con la pungente premessa: “testicolo sarai tu”) e per tutta risposta l’ha cancellata dai commenti definendola “pubblicita'”….e allora consigli per gli acquisti la voglio riallegare tutta quanta qui su Ereticamente:

    ANTISLAMOFILO…….Scrivo di getto come di getto vomito……Pensiamo alla demenza dei croce-segnati, o dei giudei, o dei maomettani, tutti questi uomini che sono la maggior parte dell’umanita’ credono ciecamente in cio che e’ scritto su di un libro, nemmeno, su antiche pergamene impolverate. Perche si dice che l’uomo e’ intelligente piu degli animali? l’animale non raggiunge tali livelli di idiozia, in verita’ all’animale e’ sconosciuta ogni idiozia. Quanto fa piacere a questi minus habentes credere in un benevolo e paterno dio che li protegge…Chi proteggera’ noi da loro?

    Si puo mai essere piu idioti di questi uomini? i camerati filoislamici ce lo provano; quelli malati di geopolitica che in nome di un Assad o di un Gheddafi (il quale odiava il nostro Duce, e che al Campidoglio venne a mostrarci in piazza le foto dei libici uccisi dagli italiani, ci insulto’ accanto al caro Alemanno, e se ne ando via con una scorta di forse 50 automobili, in gran pompa) quelli malati di geopolitica che in nome di un Assad o di un Gheddafi arrivano a disprezzare non gia’ gli islamici che oggi spargono “ancora” sangue europeo, e che aprono kebaberie in ogni strada, ma coloro che li disprezzano…ignoranti islamofobi li chiamano, cosi come le zecche, e sciocchi burattini di cui qualcuno muove i fili. Ma perche’ non si fanno mussulmani dunque invece di ciarlare? E perche i mussulmani vengono tra di noi?

    Si l’occidente (in mano ebraica) e’ colonialista. Ma non lo era forse anche il fascismo? non lo fu Roma? non lo e’ forse da sempre anche l’Islam? Il caro Gheddafi non era un nemico dichiarato anche del vecchio colonialismo italiano? si puo immaginare un qualche colonialismo che non faccia uso di “bassezze”? dunque che azione sciocca e’ mai quella di creare alibi agli islamici in nome dell’odio per il colonialismo e le nefandezze occidentali? Dice “Non e’ una guerra di religione scemi! voi non avete capito!”. Ma come negare che vi sia “anche” la religione di mezzo?

    Si puo davvero essere contro le religioni abramitiche poi considerarsi camerati di dei bigotti religiosi come gli islamici? si puo davvero dire ogni palestinese e’ un camerata? stessa barricata? allora una domanda ancora: perche non vanno in Palestina a soccorrere quei camerati? fior fior di zecche ci vanno, da Arrigoni a Samanta non ricordo il nome…e moltissimi altri….perche un fascista dovrbbe schierarsi apertamente con gli islamici della Palestina ma non soccorrerli cosi come un camerata (al contrario delle zecche) e’ tenuto ideologicamente a fare? Ancora un altra domanda: il terrorismo islamico e’ una favola, e’ una creazione in mano al giudeo; allora anche nelle Filippine dove il mese scorso e’ saltato in aria un altro bus (cose di cui voi non sapete un cazzo ma io sono qui a ripertevele) c’e la mano ebraico americana? io non riesco a vederla…ed anche in quei paesi poco inculati da tutti dell’Africa sub sahariana? e una domanda ancora: si c’e l’ebreo dietro al terrorismo islamico in occidente (un motivo in piu per schiacciarlo!), si il grande Assad e’ pure un mussulmano, si! si! si! c’e una teria del caos dietro ogni cosa…ma ceh ne facciamo ora di questo mare di fango islamico in Europa? dice “Li mandiamo a montecitorio”…la mediocrita’ itagliana e’ squallida e grottesca. E che direte quando a scorrere nelle strade non sara piu sangue parigino, ma milanese, romano?

    Non fate gli stronzi e non prestate fede a questi falsi profeti della geopolitica…islamofobia, omofobia, xenofobia..nessuna FOBIA! solo una sana avversione per cio che sano non e’. Bruciarle le moschee, si dovrebbe. Quello che urlano di avere capito lo si sapeva da un pezzo…le conoscono anche i sassi le loro teorie…e anzi loro le hanno apprese dagli americani stessi che non ne fanno piu mistero da tempo, non e’ che siano spie internazionali o intelligenze superiori. Teorie vere, infatti, da “disegnino”; come quello della mano sionista che carica il soldatino dell’isis. Ma venire qui oggi a dirci come degli acuti professoroni che non c’e pericolo islamico e che gli islamici “non son tutti cattivi” e’ di una demenza tale che fa davvero cascare le braccia. Venirci a chiamare islamofobi significa sentirsi acuti e lucidi ma essere confusi forse piu delgi altri, voler aprire gli occhi con il fumo e trovarsi poi immersi nelle api. Questa gente non sa focalizzare piu di un nemico alla volta, questa gente vede l’ebreo pure nello specchio del bagno di casa..se ne spaventa, ne e’ perseguitata come neppure Mussolini lo fu mai, ne lui aveva la tempra del perseguitato. Questa gente si sente illuminata, con il buio sotto il naso. Solo l’ebreo ha per nemico, solo il colonialismo occidentale la sconvolge e giunge persino a schierarsi o a giustificare dei pezzi di sterco di cammello come i mussulmani, che fuori dall’ E u r o p a andrebbero tenuti, come gli ebrei, come tutto cio che e’ Sinai, perche sono una comunita ultra religiosa e perche (come e’ ovvio che sia) piu numerosa e’ piu desidera esserlo, e per natura umana come specialmente per natura islamica (come pure la giudaica) tendera’ sempre piu a pretendere di dettare le sue leggi. Non serve essere quella merda di Oriana Fallaci per comprenderlo, ne si puo definire questa lucidita’ “islamofobia”…lasciate queste mistificazioni alle zecche che sono piu brave di voi nel farle. Se tanto vi piacciono gli arabi convertitevi e levatevi dai coglioni dell’Europa. ANDATE A COMBATTERE contro gli occidentali! non si puo stare nel mezzo a ciarlare si deve scegliere una barricata.

    Che questa gente dal “marciare non marcire” facile non voglia andare in Palestina e preferisca rimanere in Italia a dare dei cretini ignoranti a chi non ama l’Islam a me non va giu, vedremo cosa faranno e cosa diranno se a morire per mano ebraico-araba saranno italiani…se continueranno nelle loro differenziazioni intellettuali. Anche io so che il Fhurer si spese a favore delle Palestina, tutavia non me ne frega un cazzo, poi erano altri tempi, altri contesti, Hitler di fronte a certe immondizie umane non avrebbe trovato tante giustificazioni non avrebbe fatto la raccolta differenziata che fate voi. Staremo a vedere perche se un giorno dovessi avere un amico o un parente ucciso da un maiale che grida allah e’ grande io con questa tipologia di fascisti non vorrei scambiare piu nemmeno mezza parola. E per dirla tutta ho gia avuto una cara amica che mori a Fiumicino negli anni ottanta sotto una raffica di mitra dei “loro” camerati, oggi da loro miserrimamente abbandonati sotto il fuoco sionista. Abbandonano anche gli schifosi europei occidentali ora perche “se la sono cercata”, dunque lo faranno anche con gli italiani. Solo dio, e’ il caso di dirlo, sa con chi stanno.

    A MORTE L’ISLAM! A MORTE IL GIUDEO! SINAI IN FIAMME! io questo vorrei sentirvi urlare camerati! non sentire tante dietrologie intellettuali mentre l’Europa e’ invasa dalla merda giudaico islamica

    “Ci sono tre categorie di esseri umani: i barbari; i barbari inciviliti; gli europei” Friedrich Nietzsche

  8. AlbertPatavium

    L’articolo qui sopra è parzialmente condivisibile, mi permetto di fare alcune osservazioni senza alcuna acredine.
    – Secondo me Calabrese sbaglia quando dice che l’islam moderato non esiste perché in primis la categoria islam moderato è occidentale e cara ai borghesi “mollaccioni” in secondo luogo più che di islam moderato direi islam integrale nella sua eterogeneità. L’Islam è composto di una marea di diversi elementi e concezioni, si prenda il sufismo: mai un sufi potrebbe uccidere un altro essere umano, il fondamentalismo (insito nel profondo delle religioni di Abramo) è per la gran parte roba moderna e foraggiata dai buoni e democratici (e moderati!) occidentali per scopi di carattere politico.
    Con questo mi pongo sulla stessa barricata dei Buttafuoco, Cardini ecc? no, islamofobia è un errore ma l’islamofilia è un errore ancora più grande! le nostre radici sono indoeuropee, pagane; i nostri padri sono Omero, Virgilio, Platone, Aristotele, Pitagora…per arrivare a Nietzsche, consiglio a tutti, qualora non lo avessero già fatto di leggere qualcosa dell’ottimo Giorgio Locchi.
    Islam è un pericolo come lo è stato il cristianesimo, una nuova infezione semitica che andrebbe a deturpare ulteriormente le radici profonde della nostra stirpe di europei.
    La grande battaglia è tra la nostra weltanschauung e quella semitica monoteistica.

    Albert

  9. L’Islam è la più grande scommessa della società multirazziale (a-razziale, meticcia): chi ha a che fare con l’Islam in terre europee appoggia la società multirazziale.

  10. Alberti Daniele

    Sono contento di non essere solo nel sostenere quanto illustrato nel bellissimo articolo di cui sopra. Nelle consuete uscite del venerdì con gli amici “camerati”, vengo regolarmente sbeffeggiato ed additato come filo americano o addirittura filo sionista solamente perché esprimo la mia avversione all invasione islamica dell’Italia e dell’Europa. Inutili i miei richiami agli articoli della Fallaci o a quelli di Ida Magli.Fra una birra e l’altra l’epiteto dì giudeo è fra i più benevoli che ricevo. Anche la tesi dell’ Isis , foraggiata da israeliani e americani, non riceve consensi. Ora gli porterò questo articolo, sperando che possa illuminare le loro ,poche, residue capacità mentali.
    Un caloroso e cameratesco saluto.
    Alberti Daniele

  11. Secondo me in questo dibattito dobbiamo tenere presenti due elementi importanti, che possono generare equivoci devastanti, e sono:

    1. Non ha alcun senso parlare di civiltà cristiana contro islam. Alla fine si tratta di varianti dello stesso tema: per il cristianesimo gli islamici sono solo “compagni che sbagliano”, un po’ come lo erano le brigate rosse per l’allora PCI. Non sentirete mai dal vaticano una chiamata alle armi, quindi inutile fare guerre in loro nome perché non ha senso iscriversi al partito comunista per combattere le brigate rosse.

    2. Al dilà di pubblici proclami fatti a caldo, non bisogna sperare troppo in ipotetiche sollevazioni popolari in difesa della cosiddetta civiltà cristiana, un po’ perché a furia di distinguo non si sa più in cosa consista (aspetto sottolineato dall’articolo), un po’ perché al popolo sotto sotto non dispiacerebbe che arrivassero questi barbuti a dare una calmata all’esercito di signorine allegre quanto arroganti nonché all’esercito di drogati e sbandati che infestano le nostre città e a tagliare le mani ai ladri una volta per tutte (las but not least: non sentiremmo più parlare di matrimonio gay o amenità del genere); alla fine potremmo anche rischiare di veder restaurata la famiglia COME SI DEVE.

    Sgombrato il campo da questi equivoci, si può discutere di tutto…. ma almeno con senso realistico.

  12. Primula Nera

    Quella che si presenta ai nostri occhi in questi giorni è soprattutto una guerra civile all’interno del mondo islamico.Guerra nella quale,inevitabilmente,ci troviamo coinvolti anche noi.Ma più che di aggressione dell’Islam all’Occidente,è giusto parlare di uno scontro tra una fazione estremista sunnita(foraggiata dal denaro delle monarchie del golfo) contro gli Sciiti(Assad,Hezbollah,Iran).Tale fazione è anche contro una parte consistente del mondo sunnita stesso.Noi come occidentali ci troviamo nella loro linea di tiro,e non dimentichiamo che anche tanti musulmani sono stati assassinati in questi attentati.
    Certo, sul fatto che le politiche sull’immigrazione del centro sinistra italiano siano suicide(soprattutto nel lungo periodo),concordo appieno,ma credo che gli avvenimenti attuali non si possano leggere solo in quest’ottica.

  13. Marius

    Complimenti prof Calabrese, ottimo articolo. Dico la mia.
    Non vi è vita senza speranza, non vi è speranza senza futuro, non vi è futuro senza sopravvivenza, non vi è sopravvivenza senza continuazione di sé nella propria discendenza. Questa discendenza, questo popolo europeo -soggiogato e annichilito da 1700 anni- adesso lo si distrugge, lo si eradica BIOLOGICAMENTE una volta per tutte. Da parte di chi e perché?

    ***
    Roma vs. Geruzilemme, ultimo atto

    L’assedio e la brama d’invasione che la nazione islamica nelle sue varie diramazioni sta portando all’Europa dura dall’inizio del maomettanesimo. 800 anni di invasione militare, di pirateria stragista e di stupri etnici sono lì a ricordarcelo. La sua stessa esistenza e perduranza è in verità dovuta alla distruzione dell’Impero Romano da parte di quelli stessi semiti, inventori di religioni monolatriche demenziali, che l’ecumene imperiale infiltrarono e distrussero grazie all’oro e alla padronanza della psicologia profonda.

    C’era la civiltà, la pace e la cultura e si estendeva dalla Scozia alle sorgenti del Nilo, da Gibilterra ai deserti della Siria; fu per abbattere questo che si dette inizio alla più grande e malvagia psy-op (guerra psicologica) di tutti i tempi. Gli europei, politeisti ariani, per essere vinti furono con-vinti a sentirsi inferiori e a idolatrare il loro Nemico Ancestrale. Come puoi sentirti te stesso quando incensi il tuo persecutore e finisci per sottometterti vita natural durante alle IMMANI FROTTOLE che i preti della inimica religio t’impongono? In pratica ROMA fu dirottata, e tramite il Suo prestigio ed eterno valore, di lì si conquistò l’intero continente. La cd civiltà “occidentale” è quanto di più (medio)orientale si sia mai visto.

    Questi banchieri e le loro schiere di preti ebbero origine a Babilonia. Fu lì, durante la cosiddetta cattività, che anche la oscura religione giuddia fu inventata di sana pianta. Giunsero in Roma e ivi si affermarono mercé la loro immensa disponibilità finanziaria, e piano piano intrapresero la loro azione corrosiva di portata secolare. Ci vollero decadi e più, ma le società occulte che queste potentissime dinastie babilonesi impiantarono a Roma e nelle principali città imperiali alla fine riuscirono nel funesto COLPO DI STATO. Il dado fu tratto, si presero il potere politico e eseguirono un GENOCIDIO.

    Ai confini orientali dell’Impero gravitavano i beduini, orde di nazioni barbariche indomite e mai sopite. Queste genti da sempre dedite ai sacriifci di bambini e alla pedofilia rituale erano entrate a vario titolo in contatto coi Romani, che ne erano inorriditi e che ne compresero perfettamente la natura pericolosa. I milites imperiali ma soprattutto la Romana Religio li contennero per secoli, e lo status quo si protrasse almeno 500 anni. Fu quando le due estremità ai lati del Mediterraneo si scollegarono a causa della barbarie critsiane che la zona araba, laddove l’eresia galilea non aveva fatta presa, che FU INVENTATA DI SANA PIANTA una variante adatta alla genìa indigena dell’ennesima religione basata sulle frottole galattiche di origine palestinese. Un cammelliere analfabeta viene “illuminato” a Gerusilemme -vedi tu che coincidenza- e tramite l’amichevole tutela della moglie giuddia e del di lei mentore, il rabbino della città, appare l’ennesimo libro “divino” e fu lanciata la psy-op n.2, il musulmanesimo, cioè la versione più oscurantista e desertica del prodotto.

    Il burattinaio sempre il medesimo, cioè le antichissime dinastie babilonesi, aveva ora 2 pupazzi da tenere sempre l’uno contro l’altro, e in questo modo prendere 2 piccioni con una fava: regnare incontrastate in quanto considerate popolo “eletto” dai loro servi, e impedire per sempre il risorgere di ambizioni nazionali.
    Vorrei ricordare che l’ultimo bastione di rimasuglio imperiale, i Bizantini, furono abbattuti da un ripugnante saccheggio guidato dai veneziani e franchi cattolici, le potenze marittima e terrestre dell’epoca. Di lì Costantinopoli inizio lentamente a morire, e finì nelle fauci dei turchi senza che l’Europa ‘cristiana’ ovviamente battesse un ciglio.

    Oggi che il finto-occidente si sta distaccando per stanchezza dalla psy-op cristiana, la stessa élite al comando da 1700 anni, ha senza fallo previsto di rigenerarsi al vertice tramite l’islamizzazione forzata. Ciò ha perfettamente senso ed è logico, per loro. Il materialismo e la modernizzazione hanno avuto gioco, adesso è il momento di un ‘bel’ medioevo 2.0, in cui l’avversario di sempre, il popolo europeo, venga definitivamente estinto anche razzialmente e si possa concretizzare la Paneuropa meticcia e serva perenne delle elite hebbraiche profetizzata dal massone vaticano Kalergi, l’uomo al servizio dei Rothschild babilonesi.

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