Leggere fa male!

Leggere fa male!

di Gianluca Padovan

Ebbene sì, il leggere fa male alla salute.

Quando si legge il pensiero di un altro rimane il dubbio: avrà detto la verità? Questo se si tratta, ad esempio, di un libro a carattere storico oppure scientifico.

E se si parla di politica o di attualità?

L’autore del libro avrà detto esattamente quello che pensa? Oppure l’avrà scritto per compiacere qualcheduno o, peggio, gli sarà stato commissionato?

E, poi, c’interessa veramente l’opinione di qualcuno?

Troppi dubbi e il dubbio nuoce alla salute, seppure qualcheduno abbia sostenuto che nel dubbio si trovi poi la certezza.

Personalmente nel dubbio vi trovo solo un sacco di domande che, spesso, vorrei evitare di pormi.

Aprendo una rivista o un giornale che parlano di sport, meglio ancora se parlano esclusivamente di calcio, ho invece delle certezze. So di che cosa stanno parlando. E sono felice, perché l’unico dubbio che mi sorge è se il “mio” allenatore ha “comperato” il centravanti “giusto”. Giusto per la “mia” squadra del cuore, s’intende.

Certamente non mi chiedo per quale motivo io debba andare a vedere e a tifare un individuo che per quanto bravo e fantasioso guadagna in un solo anno quello che io e tutti gli operai della mia fabbrica messi assieme non guadagniamo in una vita intera di lavoro.

Se poi si parla di scandali calcistici, partite truccate, tifosi truffati e quant’altro… questo fa decisamente male alla salute. Questo nuoce alla salute della mia esistenza, perché va ad incrinare la perfetta bontà delle squadre di calcio più titolate, l’utilità dei canali televisivi e l’incrollabile certezza che tutte le settimane si giochino centinaia di oneste e tifate partite.

Ma torniamo ai libri.

Ce ne sono troppi.

E il troppo storpia.

Pertanto, quando ho letto che, ad esempio, a Milano hanno bruciato lo Spazio Ritter, che è libreria nonché casa editrice, ho pensato che sia stata una giusta azione.

Di case editrici ce ne sono troppe e pare che la conclamata crisi economica sia vera solo in parte: le case editrici esistono ancora e resistono, nonostante tutto.

Tant’è che bisogna poi azzerarle con un bell’attentato. Peccato che le maggiori testate giornalistiche abbiano fatto passare sotto silenzio questo bel rogo.

E forse non è poi così vero che l’Italiana e l’Italiano non leggono.

Purtroppo.

Se leggessero meno e andassero un po’ più allo stadio il Dio Calcio potrebbe disporre di molti più giocatori e mettere in campo ben due campionati l’anno.

Ma ve li figurate?

Due campionati, roba da sogno!

Quindi, cari miei, battiamoci per sognare e usiamo la carta stampata dei libri per attizzare, metaforicamente, il fuoco.

Ma non si usino le copertine: essendo plastificate bruciano male e puzzano inquinando l’ambiente.

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Categorie: Cultura

Pubblicato da Ereticamente il 3 Giugno 2015

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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