fbpx

Il rispetto per l’unità passa per quello della diversità

Il rispetto per l’unità passa per quello della diversità

Uno dei più grandi errori, dei più grandi fallimenti, di questa entità statuale, è stato quello di riversare, nel secondo dopoguerra, milioni di Meridionali nel Nord del Paese.

L’immigrazione di massa è sempre sbagliata, perché porta ad uno stravolgimento etnico, culturale, sociale del territorio preso d’assalto, le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: il cosiddetto triangolo industriale compreso tra Milano, Torino e Genova, è un’immensa colata di cemento e asfalto, caratterizzata da sovrappopolazione, inquinamento, distruzione dell’ambiente, degrado, criminalità, e perdita delle radici etno-culturali tipiche del Nord-Ovest italiano.

Una situazione catastrofica che è inoltre cagione di guerre tra poveri, locali e meridionali, nonché di sfiducia verso l’Italia unita, di tensioni tra padanisti e meridionalisti, ma anche più genericamente tra Nord e Sud.

Intendiamoci: se l’immigrazione si materializza in esodi è colpa di chi attrae non tanto di chi emigra; se milioni di Italiani del Sud si sono diretti verso le terre del Po è stato perché gli stessi che oggi calamitano allogeni (industriali senza scrupoli, liberali e progressisti, preti) hanno voluto spopolare il Meridione per riempire il Settentrione, con lo scopo di far battere cassa alle varie Fiat, Breda, Ansaldo, Alfa Romeo, Falck e via dicendo.

Ma io mi chiedo: perché, invece di meridionalizzare il Settentrione scatenando esodi, non si è voluto industrializzare il Meridione? Perché non si è promossa la riscossa del Sud, a casa sua, spezzando le gambe alle mafie e ad altri atavici vizi? Perché non si è dato impiego in loco ai Meridionali dandogli fiducia invece di sfiduciarli portandoli ad abbandonare le loro terre? Ci rendiamo conto del danno del fenomeno denunciato in apertura?

Il problema è risaputo ed è la natura fallimentare di questo stato nazionale, che se avesse preso da subito una seria piega federale non sarebbe certo messo male come oggi è.

Il problema è anche il sordido intreccio tra mafie, boiardi di stato, camerieri in giacca e cravatta e industriali corrotti del Nord, che inquadrano gli Italiani come carne da macello da sfruttare, e poco importa a loro se tutto ciò ingenera disfattismo, tensioni, rabbia, insoddisfazione verso Roma: l’importante è fare soldi, così come s’addice ad una perfetta colonia americana.

Vedete amici, l’Italia può funzionare, come stato unitario, solo se rispetta ogni Identità peculiare del territorio. E per farla funzionare serve etno-federalismo. Qualcuno potrà pensare che sarebbe troppo dispersivo, proprio in virtù della diversità italiana, e che sarebbe meglio tornare al Fascismo. Non sono d’accordo: non esistono Italiani tutti uguali, monolitici, omogenei da Nord a Sud; soprattutto esiste un limpido stacco tra Nord e Centro-Sud, tra mondo galloromanzo, occidentale, e mondo italo-romanzo sud-orientale. Se ci diciamo identitari non possiamo passarci sopra e parlare di un’Italia SOLO figlia di Roma. Roma è un ottimo collante, una coesione prestigiosa tra le varie parti della Penisola, ma non è l’unico nostro retaggio.

In Italia esistono palesi differenze etniche, non esiste un’etnia italiana granitica. Proprio per questo la perniciosità degli esodi meridionali è stata doppia: fenomeno di massa e fenomeno che ha portato ad uno scontro tra genti etnicamente diverse, per quanto accomunate dall’italianità.

L’Italia esiste ed è caratterizzata dal mondo sud-europeo, mediterraneo, italo-etrusco-romano, che riguarda anche il Settentrione. Non esiste un Nord Italia mitteleuropeo, è anch’esso Europa meridionale, nonostante qualche sacca del Nord-Est.

Eppure è una realtà nazionale eterogenea (certo, non a livelli indiani, intendiamoci) che ha raggiunto il processo di unificazione tardi rispetto a Francesi e Spagnoli, ad esempio, ritrovandosi in mezzo ai piedi costantemente il corpo estraneo vaticano che ostacola la nostra unificazione da secoli, e da secoli ci tira i forestieri in casa.

Le cose sarebbero certo state diverse se l’unità fosse stata raggiunta prima del 1861, ma così è andata e dobbiamo pagarne ancora adesso le conseguenze. E dobbiamo imparare a non vedere il Nord come terra di conquista di chiunque, e il Sud come la discarica del Nord. Pensate se invece di scatenare la diaspora meridionale avessero promosso l’industrializzazione del Mezzogiorno: avremmo un’Italia ben più ricca, competitiva, unita, avanzata, coesa e solidale, rispetto ad oggi.

Non vorrei mai, ad ogni modo, che qualcuno vedesse una maledizione nell’eterogeneità italiana. Essa è una ricchezza, una ricchezza da preservare anche in nome di quanto unisce. Per questo ho rigettato l’indipendentismo, perché esalterebbe solo quello che divide e non quello che unisce facendo così un torto al retaggio italo-etrusco-romano-mediterraneo di tutti, e finendo per fare il gioco di chi vuole un’Italia a pezzi per tornare ad uno scenario pre-unitario. Francia o Spagna basta che se magna insomma, una cosa che caratterizzò anche il Ducato di Milano.

Investiamo sull’etno-federalismo, e mettiamo da parte le tentazioni indipendentiste o neofasciste. L’Italia esiste, non può essere ridotta ad uno stato che la vilipende, ed è diversificata. Ricchezza, non maledizione, da preservare con ogni mezzo. E mi si consenta di dire che è una priorità per il nostro Settentrione, dal momento che il Nord-Ovest, in particolar modo, si sta estinguendo sempre di più, travolto dai migranti di ieri e di oggi e dal collaborazionismo auto-genocida degli stolidi indigeni, meticciati nel cervello dai nefandi miti “umanitaristi” di matrice occidentale.

Ave Italia!

Print Friendly, PDF & Email
Categorie: Etnofederalismo

Pubblicato da Paolo Sizzi il 5 Aprile 2015

Paolo Sizzi

Lombardo orobico, Italiano, Europeo, classe 1984. Letterato, sulla Rete dal 2006, da sempre cultore di valori identitari e tradizionali. Senza rinnegare la formazione völkisch evolve il pensiero nell’Italianesimo Sangue e Suolo, coerente con un disegno etnonazionale federalista. Appassionato di antro-genetica, si definisce Nordomediterranide, fusione di elementi ario-italici/celtici con il sostrato ligure. E la Lombardia è proprio questo: una terra ligure e alpina arianizzata da Celti e Italico-Romani, e con un benefico tocco germanico.

Commenti

  1. nota1488

    L’Italia è forse l’unico paese al mondo che meriterebbe il federalismo totale, su tutti i livelli… ma essendo anche il paese più paradossale al mondo, sta morendo per colpa dell’unità democristiana di una repubblichetta “terronica” sotto l’egida di Usraele.

Lascia un commento

    Fai una donazione


  • roma 14 dicembre

  • siamo su telegram

  • Fascismo e Massoneria

    Fascismo e Massoneria, storia di rapporti complessi – 1^ parte – Luigi Morrone

    di Ereticamente

    1. La massoneria italiana tra ‘800 e ‘900 Le logge massoniche si diffondono nella penisola italiana a macchia di leopardo fin dalla metà del XVII[...]

  • afrodite

  • ekatlos

  • melissano 21 dicembre

  • teatro andromeda

    Pio Filippani Ronconi 1

  • emergenza vaccini

    Vaccini: Cosa non conosciamo? Storia,tabelle e grafici mai visionati – Vacciniinforma

    di Ereticamente

    VACCINI: COSA CI È STATO OMESSO? Nella letteratura medica, si esaltano da sempre le virtù della vaccinazione. Dopo aver letto questi libri, si riman[...]

  • post Popolari

  • a dominique venner

  • Ultimi commenti
  • archivio ereticamente

    Tag

    Newsletter

    Google Analytics

g. casalino

c. bene

J. Thiriart

m.houellbecq

a. dugin