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Solidarietà per il patriota savoiardo Fabrice Dugerdil

Solidarietà per il patriota savoiardo Fabrice Dugerdil

_____di Luca Cancelliere_____

In un’Europa sempre più omologata non cessano le spinte identitarie

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La regione alpina della Savoia (1.160.000 abitanti e 10.416 kmq di superficie), già Contea (1027-1416), Ducato (1416-1720) e infine uno degli Stati nel Regno di Sardegna (1720-1860), fu duramente colpita nella sua identità e nella sua autonomia con la cessione alla Francia nel 1860.
Da allora sorse un “nazionalismo savoiardo”, basato sulla specificità della piccola patria alpina e sulla difesa dell’idioma locale, il “patois” franco-provenzale savoiardo.
Dopo il 1860, il sentimento autonomista savoiardo si è espresso non soltanto in ambito culturale ma anche con varie esperienze politiche e associative come “Jeunesses fédéralistes savoyardes” (JFS), fondata da Paul Gay nel 1925.
Negli anni ’60 videro la luce il “Club des Savoyards de Savoie”, fondato nel 1965 da alcuni notabili locali e aperto soltanto ai savoiardi con ascendenza savoiarda anteriore all’annessione del 1860, e il “Cercle de l’Annonciade – Centre Savoisien d’Études Régionalistes” (1969).
Nel 1972, dall’unione delle due associazioni sopra citate, fu fondato il “Mouvement Région Savoie” (MRS), il cui obiettivo conclamato era l’unione dei due Dipartimenti di “Savoie” (Chambéry) e “Haute Savoie” (Annecy) in un’unica regione amministrativa.
Tale idea trovò seguito con la collaborazione interdipartimentale scaturita nell’istituzione della “Assemblée des Pays de Savoie” (2001). La “Ligue Savoisienne”, fondata nel 1995, di orientamento esplicitamente indipendentista, raccolse risultati non irrilevanti in elezioni locali e fu attiva fino al 2013.
Da una sua scissione è nata nel 2001 la “Confédération Savoisienne”. Dal 2007 al 2009 “Mouvement Région Savoie” e “Ligue Savoisienne” collaborarono nell’ambito della coalizione “Savoie Europe Liberté”. Dopo il 2010 altre organizzazioni, come il “Mouvement Citoyen de Savoie” (MCS) e il “Gouvernement provisoire de l’État de Savoie” (GPESE) manifestarono una certa capacità di mobilitazione, riuscendo anche, il 28 giugno 2014, a ottenere l’ammissione della Savoia alla UNPO (“Organizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati”).
Oggi la minaccia principale all’identità savoiarda è la ventilata riduzione delle regioni francesi (attualmente i due dipartimenti savoiardi sono ricompresi nella regione “Rhône-Alpes”), con la possibile istituzione di un’immensa regione “Rhône-Alpes-Auvergne”, nella quale la Savoia sarebbe estremamente marginalizzata.
Per questo due deputati di centro-destra hanno proposto la costituzione di una collettività territoriale “Savoie Mont-Blanc”, senza però trovare l’appoggio del governo di Parigi.
Alla chiusura verso le istanze autonomistiche lo-cali, la Repubblica Francese ha accompagnato una politica repressiva verso l’ala indipendentista del movimento identitario savoiardo, e in particolare verso il “Gouvernement provisoire de l’État de Sa-voie”.
Fabrice Dugerdil, esponente di spicco di questa organizzazione, è stato arrestato il 28 gennaio 2015 dalla Gendarmerie per il mancato pagamento di un’ammenda di 3.600 Euro per violazioni al Codice della Strada, risalenti al 16 aprile 2011, per le quali Dugerdil era stato condannato in primo grado il 12 settembre 2011 e in secondo grado il 9 gennaio 2013.
Dugerdil dovrà scontare, come disposto dal Tribunale per l’applicazione delle pene di Bon-neville, tre mesi di pena detentiva in conseguenza del mancato pagamento dell’ammenda. Sorge però il motivato sospetto che da parte della Gendarmerie e delle autorità francesi ci sia un intento persecutorio nei confronti dell’attivista savoiardo. Infatti, pare che il 28 gennaio 2015, in occasione dell’arresto, gli sia stato contestato di aver promosso, l’8 novembre 2014, una manife-stazione non preventivamente comunicata contro la demolizione della parte storica – risalente ai tempi del Regno di Sardegna – dell’ospedale di Faucigny. Per questo Dugerdil potrebbe essere condannato a ulteriori sei mesi di pena detentiva e 7.500 Euro d’ammenda.
Fabrice Dugerdil è un uomo di 42 anni, sposato con due figli, perito immobiliare, residente a Passy, comune ai piedi del Monte Bianco. Una persona mite e cordiale, assolutamente aliena da ogni forma di violenza e di prepotenza, che crede nell’identità della sua piccola patria alpina e vorrebbe vederla tutelata e trasmessa ai suoi di-scendenti.
La Repubblica Francese, a seguito dei sangui-nosi fatti dello scorso 7 gennaio 2015, si è resa ridicola davanti al mondo impegnando 88.000 agenti nella cattura dei terroristi responsabili della strage di “Charlie Hebdo” e del supermercato “Hypercacher”. Una vicenda in cui i servizi di sicurezza francesi hanno mostrato tutta la loro ambiguità e inefficienza.
La Repubblica Francese tollera sul proprio territorio vaste aree – le c.d. “banlieues” – in cui non riesce a imporre la propria legalità e il proprio ordine, e in cui imperversano il teppismo, la criminalità organizzata e le cellule terroristiche dell’islamismo radicale.
Debole con i forti, la Repubblica Francese è però fortissima contro il mite e inoffensivo Fabrice Dugerdil, patriota savoiardo, onesto lavoratore e padre di famiglia.
Al quale gli uomini liberi di tutto il mondo non faranno mancare, a prescindere dalle loro opinioni politiche, la propria incondizionata solidarietà.

EXCALIBUR N° 85 – FEBBRAIO 2015

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Categorie: Identità

Pubblicato da Ereticamente il 7 Marzo 2015

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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