Je ne suis pas Charlie

Je ne suis pas Charlie

In queste ore gli eventi che si incrociavano in Francia, con i doppi sequestri di ostaggi e con i terroristi assediati dalla polizia, sono terminati con la morte dei sequestratori e la liberazione dei sequestrati.
Su esecutori e mandanti, nonché sulle cause, di questa fosca vicenda si parlerà fino alla noia nelle prossime settimane, ma intanto abbiamo veduto tornare alla ribalta certe dichiarazioni sullo scontro di civiltà, alla Oriana Fallaci, che il comune buon senso avrebbe dovuto già aver sepolto da anni.
Sono i deliri di quelli che dall’11 settembre ci hanno di volta in volta spiegato la necessità di polverizzare l’Afghanistan, l’Iraq, la Libia e la Siria, salvo scoprire che dove cadevano regimi invisi agli occidentali nascevano emirati islamici di terroristi.
Basta scorrere le copertine dei quotidiani di certa destra italiana per capire che l’effetto di questa strage è stato quello di alimentare la confusione, stimolare i più bassi istinti dell’opinione pubblica e offrire uno spettacolo imbarazzante del livello di decadenza intellettiva.

Ma se le analisi della destra suscitano sentimenti di assoluta pena, le lezioncine della sinistra provocano disgusto. Le fogne illuministe e progressiste hanno vomitato tutto il peggio del loro detestabile repertorio ideologico dipingendo i “martiri” di Charlie Hebdo come paladini e simbolo della libertà di espressione, come “parte di una grande tradizione: quella libertaria, sboccata e anticlericale che ha sempre fatto ironia sui dogmi e sui conservatorismi endemici alle religioni”, ragione per cui “non può esserci civiltà democratica laddove la critica alla religione non è libera.”

In realtà la presunta satira di quel giornale era semplicemente blasfema e squallida e rendeva a pieno l’idea del concetto di “libertà di stampa” degli illuministi, il cui credo massimo è il non aver rispetto e decenza per alcuno.
Ma come non è ammissibile giustificare gli assassini, la si smetta anche di parlare di valori dell’Occidente e di libertà di espressione da difendere, perché se questi sono gli esempi per i quali mobilitarrsi significa che l’Occidente s’è già abbondantemente suicidato senza bisogno che altri lo sottomettano.
Ma poi, di quali paladini della tradizione libertaria si parla? Ci si dimentica che il direttore di Charlie Hebdo, a suo tempo, decise il licenziamento di un collaboratore, tale Siné, ritenendo la sua satira “antisemita” e lesiva dell’ immagine del giornale, affermando: “Siné ha superato ogni limite; il suo testo diffonde una voce falsa (circolata da tempo su blog e siti) stabilisce un legame fra conversione all’ ebraismo e successo sociale. Inaccettabile”.
A qualcuno risulta che la redazione satirica di Charlie Hebdo abbia, a suo tempo, espresso solidarietà al comico Dieudonné per essere stato violentemente discriminato, attaccato, insultato, espulso dai palcoscenici mediatici per la sua satira pungente contro il sionismo? (subito trasformata in antisemitismo, con sommo sprezzo del ridicolo visto che lui stesso è semita).
E allora quale libertà di espressione si vuole difendere con le matitine diritte?
In Francia oggi c’è una legge, la Loi Gaissot, che punisce con la galera – e con una galera molto lunga – i reati di opinione, ovviamente non tutti, ma quelli che non garbano al potere costituito. In Francia sono osteggiate le manifestazioni pubbliche di fede religiosa. Ancora in Francia c’è divieto di stampa e di diffusione di una serie infinita di “opere maledette”. La Francia è tra i paesi europei con il più alto numero di reati di opinione. Quello che ha dovuto subire Faurisson non lo abbiamo dimenticato, perchè si persegue un reato di opinione come quello del negazionismo della Shoah. E le leggi contro l’omofobia? Oggi in Francia si rischia la galera solo se si dice di essere contro i matrimoni gay!
In Italia, dove si ripete questa litania sulla difesa della libertà d’espressione, abbiamo una Costituzione che ancora vieta la ricostituzione del partito fascista, una serie di reati d’opinione (Legge Mancino) e vantiamo il record mondiale di prigionieri politici in una democrazia.
Quindi, non si venga a parlare di un’ipocrita difesa delle libertà d’opinione e di stampa.
Quanto alla coerenza, invocata da alcuni a proposito della figura di Stéphane Charbonnier, direttore comunista di Charlie Hebdo, che disse di preferire di “morire in piedi piuttosto che vivere in ginocchio”, altri l’hanno testimoniata molto prima di lui e per cause ben più degne.

Peraltro, la sinistra non perde occasione per dispensare sui media le sue rivoltanti analisi, spiegando che “l’attacco a Charlie Hebdo è un tentativo di intimidazione in puro stile fascista, che è fanatico chi non tollera le altre culture e religioni, chi non ammette una integrazione per gli stranieri e chi istiga all’odio contro i migranti che qualche volta, sempre per mano di fanatici, vengono picchiati per le strade. Fanatico è chi fa pratica quotidiana di antisemitismo e islamofobia, o chi brandisce il crocifisso per giustificare l’odio contro chi vive secondo regole diverse. Fanatico è chi ha in mente di incendiare i campi Rom e di trattare quel popolo come fossero tutti “infedeli”. Fanatico è chi istiga all’odio contro gay, lesbiche, trans o contro le donne…. di fanatici è pieno il mondo, inclusi quelli che vanno in giro con le svastiche stampate sulle braccia o sul cervello e immaginano che in nome del fascismo abbiano il diritto di poter essere sorpresi dell’intolleranza di gente orribile che se compie un danno contro i vignettisti francesi sono definiti terroristi, se invece li becchi a malmenare gay o migranti in giro per la capitale sono persone “esasperate”.

Insomma, la difesa della libertà e della democrazia si confonde volutamente con quella della laicità materialistica e atea, del razionalismo arido e dei valori illuministi riproponendo, ancora, un antifascismo confuso e cialtrone, creando un “idealtipo” del perfetto nazifascista, psicopatico, frustrato, incolto, violento, etc., ma accantonando l’arroganza intellettuale e l’ottundimento mentale che allignano nella cultura razionalista, atea e relativista, pronta a giustificare ogni massacro commesso in nome della Ragione (dal Terrore alla Vandea), in nome della Democrazia (da Hiroshima a Dresda alla Siria di Assad), in nome del Progresso (le inseminazioni eterologhe e le manipolazioni degli embrioni), dell’Uguaglianza (i matrimoni di gay e lesbiche) e, in generale, dei sacri Diritti dell’uomo (adozioni per gli omosessuali, eutanasia, pedofilia).

E’ la solita dittatura dei “buoni”, cioè il sionista, il gay e la lesbica, il patriota americano, il democratico radical, che per realizzare le “magnifiche sorti e progressive” impongono a tutti di accettare il loro sistema di pensiero e la loro libertà d’insozzare, di minare, di corrodere, di sovvertire ogni ordine e tradizione, arrivando a trasformare un giornaletto di bestemmie e pornografia, letame allo stato puro del pensiero laicista ed illuminista, nel presunto baluardo della libertà e della civiltà di tutti.

Invece è solo la turpe macchina dell’omologazione, che discrimina tutti quelli che non si adeguano alle sue verità incontestabili.
Del resto, proprio un certo Voltaire ebbe ad affermare che “per capire chi vi comanda, basta scoprire chi non vi è permesso criticare”.

Enrico Marino

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Categorie: Società

Pubblicato da Ereticamente il 10 Gennaio 2015

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. flores

    Sottoscrivo anche la punteggiatura.

  2. Primula Nera

    Ad Agosto su “Visto”era uscito un libricino con le migliori barzellette sui gay.Su Internet si scatenò una polemica ferocissima, post e hashtag indignati, accuse di omofobia, petizioni on Line per fare ritirare l’inserto, alla fine si ottennero anche le scuse del direttore della rivista.
    Mi auguro che tutti coloro che si indignarono ad agosto, abbiano adesso la decenza di non firmarsi ora”je suis Charlie”in nome della libertà di satira e bla bla bla….Perché questa libertà sembra abbia senso solo quando fa comodo, soprattutto quando si offende la spiritualità dei popoli . Ovvia la solidarietà alle vittime ,chi uccide per delle vignette è un criminale che non va giustificato in alcun modo,ma il definirsi “Charlie” presuppone anche una condivisione del lavoro e gli orientamenti della rivista, e ciò non potrei farlo . E intanto il povero Dieudonne, nella Francia che ama così tanto la libertà di parola e la satira, continuerà a essere denunciato e i suoi spettacoli banditi.
    L’Occidente contemporaneo , il regno dell’ipocrisia…

  3. paolo

    Lucidissima analisi, da sottoscrivere veramente anche nella punteggiatura, com’è stato scritto. Gli attentati sono il frutto di una strategia ben precisa, pianificata da tempo dai soliti noti e che muove i suoi passi dal famoso 11 settembre 2001, con finalità geopolitiche e di destabilizzazione operanti in varie direzioni. Ad esempio su controinformazione.info si può già trovare una vasta gamma di articoli in materia da parte di esperti del settore, che disegnano un quadro ben preciso…
    Quanto al nostro povero Occidente, l’ennesimo quadretto penoso riassunto nel “je suis charlie” di questi giorni parla da solo: si può provare solo disgusto e pena per il livello cui è giunta la nostra Europa, o meglio quel che ne resta…tra ipocrisie, falsificazioni, lavaggi del cervello, decadimento antropologico indotto nell’uomo europeo a tutti i livelli (materiale, spirituale), ecc. ormai c’è ben poco da fare …
    mala tempora currunt

  4. I FASCIO ISLAMICI SENZA UN FILO DI DIGNITA’

    Non bastavano i fascio ultra cristiani di FN, ora anche i fascio intellettual islamici, che nel loro orinare sulle morti francesi si stringono comunque uniti (e giu tutti a condivederli come pecore senza magari nemmeno capirne profondamente le analisi politiche ed illuminanti..tutti contro i vignettisti adesso)

    http://ablocutio.blogspot.com/ SIA CHIARO che Gheddafi, Saddam, o lo stesso Mussolini muoiono per la stessa mano, sia chiaro anche che stiamo tutti dalla parte di Assad…sia chiaro che quei vignettisi erano merdine alla Vauro, ma lo schierarsi (perche questo stanno facendo) contro di loro solo perche erano di sinistra e’ da carogne. Tutti a dirsi pagani, ma ops ora si scoprono moralisti, facevano satira sulla religione…e per l’amor di dio! e’ di cattivo gusto!
    Il moralismo cos’e? e’ quell’arma sociale attraverso la quale attacchiamo chi ci fa comodo, cosi se nostra figlia indossa la minigonna e’ alla moda se lo fa la vicina e’ una troia.

    Nonostante tute le vostre trite e ritrite analisi politiche che pero’ ponete da “illuminati” strappando qualche commento del tipo “sei un genio!” “bravo” “giusto”, voi siete individui quantomai sospetti. E davvero non so se fidarmi di elementi come voi, sareste in grado di sparare contro gli occidentali ai quali “appartenete” pur di voler apparire come quelli che la sanno piu lunga di tutti. Io non postero’ mai scritte del tipo “JE SUIS CHARLIE”, non e’ nel mio stile e poi non sono Charlie davvero, come pero me ne guardo bene dal postare scritte come “JE NE SUIS PAS CHARLIE” dopo un attacco islamico in EUROPA. Adinolfi (che resta uno degli italiani piu stimabili) addirittura scrive che non c’e nessuna differenza tra un immigrazione islamica o una immigrazione cristiana o buddista, e che tutto e’ solo il frutto di una “strategia della tensione”, tutta la colpa e’ del mostro OCCIDENTE. Dunque voi non siete nemmeno Assad. Chi cazzo siete voi, si puo capire? Forse gridare alla guerra santa come quel ciccione di Ferrara sara’ fare il gioco dei poteri occulti, ma negare una pericolosita islamica e addirittura fornirgli alibi e’ da incoscenti.

    Ribadisco ancora in questo post cercando di levare il fumo che alcuni profeti vi gettano negli occhi, come si, certamente possa esistere una strategia della tensione ma che l’islam non e’ affatto questa vespa arrabbiata solo a causa dell’occidente, e lo vediamo in Africa, e lo vediamo anche nel filmino che riallego che vi arriva dalle Filippine dove sono e risale e pochi mesi fa dategli uno sguardo per favore (https://www.facebook.com/video.php?v=626019250830354).

    Questi intellettualoni che dai loro computer si permettono di non rispettare quelle morti in Francia solo perche sono morti di sinistra, questi signori che diffondono tesi pro-islam e antioccidente perche l’occidente sarebbe ebraicizzato sono piu pericolosi di coloro da loro additati come fomentatori di odio. Questi fascioislamici vi legano le mani con i loro lacci morali, fomentando anche loro odio, ma verso l’occidente al quale tutti apparteniamo, siete come obbiettivi impediti dalle leggi dei vostri sporchi Stati e dalle morali fasciste pro islam. Inermi.

    Occidente si spesso orrendo, in Peru vennero a sterilizzare le bambine nelle Ande per ordine del Fondo Monetario Internzionale e vidi, altre scempiagini le conosciamo, l’America ci ha batutti e conquistati e noi tutti li detestiamo, sul fondamentalismo islamico soffiano in molti e lo sappiamo, ma siamo e restiamo occidentali. E non rispettare quelle morti, trovare alibi a quei cani e’ qualcosa di meschino lontano dalla dignita’. Il fondamentalismo islamico esiste e come, e che i sistemi economici infami di oggi ci hanno messo a convivere con queste genti e’ innegabile; trovare loro alibi e negare una pericolosita reale dell’Islam e’ da mentecatti.

    Non esistono solo le nostre idee, le nostre battaglie di sempre contro i sistemi occidentali, esistono anche delle situazioni nuove contingenti da affrontare, esiste un senso di appartenenza, una sponda sulla quale doversi gettare di volta in volta in base al momento. Mussolini disse “L’esperienza é una delle tanti menzogne convenzionali. Essa non serve a niente, perché ogni atto della vita é un fatto nuovo che va risolto con l’intuizione.”

    Mai mi schierero dalla parte di un Islam che ha l’ardire di venire ad uccidere ANCHE IN EUROPA, questo non leva la consapevolezza di determinate striscianti logiche politiche. Per quanto mi riguarda non sono Charlie ma rispetto quelle morti. Per quanto mi riguarda vorrei una Europa che si togliesse dai coglioni tutto ciò che viene dal Sinai.

    Un tropicale sieg heil

  5. lucio tassi

    Sì certo, libertè, egalitè, fraternitè,…
    Gli stessi che propinano questi “valori”, spedirebbero volentieri in galera ( o peggio ancora), chi osa toccare i gay, chi osa criticare l’islam, chi osa dare della “poco di buono” a una donna, chi osa affermare che le razze esistono….
    Citando Orwell, tutti gli uomini sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri.

  6. Se andate a Parigi, prossimamente, procuratevi un tricolore francese (naturalmente repubblicano). Poi sulla fascia bianca disegnateci, che so, un cane intento a defecare. Indi recatevi dinanzi all’Eliseo ed esponete la bandiera, per carità, senza danneggiare alcunché, tenetela semplicemente dispiegata tra le mani. Poi aspettate. Contate i minuti che passeranno prima dell’intervento della police o della gendarmerie, o della garde nationale republicaine. Poi fateci sapere…

  7. stelvio dal piaz

    Dopo i fatti di Parigi una domanda sorge spontanea. CUI PRODEST?

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