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Il grande sigillo americano

Il grande sigillo americano

Il Grande Sigillo americano fu ideato nel congresso continentale del 20 giugno 1782.

La relazione fu scritta da Charles Thomson che presentò una spiegazione sia araldica che simbolica del progetto. Le incisioni sotto riportate sono di James Trenchard e sono state pubblicate nel Columbian Magazine (Philadelphia), il diritto nel settembre 1786 e il rovescio nell’ottobre dellostesso anno. Sono le prime realizzazioni in Gran Sigillo e sono interamente basate sulla descrizione ufficiale 1782 del Gran Sigillo. Il 4 luglio 1776, l’America si è dichiarata una nazione indipendente e il Congresso iniziò a creare il suo emblema nazionale, il Gran Sigillo degli Stati Uniti. Come ogni nazione, l’America aveva necessità di un simbolo uf ficiale della sua sovranità per sigillare e autenticare i trattati internazionali.

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ARMA

DIRITTO: Scudo di tredici doghe Argento e Rosso, con capo azzurro. Lo scudo è posto sul pettodi un’aquila calva americana, che tiene negli artigli della destra un ramo di ulivo nella sua sinistra un fascio di tredici frecce. Nel becco un cartiglio, con il motto. “E pluribus unum” (dai molti, uno).

Per il cimiero

Sopra la testa dell’Aquila, sopra lo scudo, tredici stelle argento in campo azzurro che formano una costellazione, e una “gloria” di raggi solari che s fondano una nuvola.

ROVESCIO

Una piramide incompiuta. Allo Zenith un occhio in un triangolo circondato da una gloria di raggi solari. Sopra l’occhio il motto “Annuit coeptis”1. Sulla base della piramide il numero latino MDCCLXXVI (1776) e, sotto, il motto “Novus Ordo Seclorum”2.

Nel settembre del 1782, tre mesi dopo che il Congresso ha adottato il Gran Sigillo in forma di una descrizione scritta, il dado è tratto. Il Gran Sigillo è stato inciso da Robert Scot che ha organizzato la costellazione di 13 stelle (i primi tredici stati americani) nella forma di un esagramma – due triangoli che si intersecano, formando una stella a sei punte.

MDCCLXXVI – La data alla base della piramide sul Gran Sigillo degli Stati Uniti

Thomson ha spiegato il simbolismo:

La data è quella della Dichiarazione di Indipendenza e la dicitura sotto di essa significare l’inizio della nuova era americano, che ha inizio da tale data.”

Che i fondatori della nazione americana abbiano seriamente preso in considerazione il 1776 come l’inizio di una nuova era risulta evidente dai documenti ufficiali. Ad esempio, il documento sul quale il Gran Sigillo appare per la prima volta (16 settembre 1782) si conclude nel modo seguente:

Testimone Sua Eccellenza John Hanson Presidente degli Stati Uniti nel Congresso assemblati il sedicesimo giorno del settembre dell’anno di nostro Signore mille settecento ottanta e due, e della nostra sovranità e l’indipendenza del Settimo.”

E’ da notarsi che nel 1782, anno nel quale il Gran Sigillo era stato ufficialmente adottato, gli stati americani erano 14, mentre il numero delle stelle e strisce e delle frecce rimane 13. Si afferma cheGeorge Washington stesso chiese che le stelle per il Gran Sigillo fossero messe in forma di un esagramma perché è anche la forma della Stella di David – apparentemente come un modo di ringraziare il patriota Haym Salomon, ebreo, per il suo servizio al paese, in particolare per il suo aiuto finanziario durante la Rivoluzione. Ma questa storia è solo una leggenda senza prove a sostegno di essa. Haym Salomon, però, è esistito Venne dalla Polonia in America circa nel 1772. Era un abile mediatore e venditore, ma la sua attività non si limita a questioni finanziarie. A New York, Salomon aiutò i patrioti francesi e americani prigionieri di fuga.

Ma come si venne, in realtà, a ideare il Gran Sigillo?

Interessanti, a questo proposito, sono i motti proposti per il rovescio dei primi tre comitati per l’ideazione del Grande Sigillo.

1° comitato: La rivolta ai tiranni è obbedienza a Dio.

2° comitato: Bello Vel Paci (per la guerra o per la pace) Virtute Perennis (Eterna a causa della virtù)

3° comitato: Deo favente (Dio favorendo) Perennis ( Eterna).

Il Congresso nominò il primo comitato per la composizione simbolica del Gran Sigillo, che fu composto il 4 luglio 1776 dallo scienziato e uomo politico Benjamin Franklin, il Dr. J. Adams e Mr. Thomas Jefferson. Tre dei cinque membri del comitato che redasse la Dichiarazione d’Indipendenza. Questi illustri membri del comitato, le menti più abili nella nuova nazione, avevano poca conoscenza di araldica ma, per altre motivazioni avevano esperienza di simbolismo. L’artista Pierre Eugène Du Simitière fu incaricato di preparare la parte grafica.

De Simitiére era specializzato sia in ritratti che in araldica (i sigilli di stato del Delaware e del New Jersey sono sua opera), Du Simitière era anche un appassionato collezionista di tutte le cose americane e ha fondato il primo museo della storia degli Stati Uniti. I quattro uomini consultati tra di loro tra il 4 luglio e 13 agosto, poi ognuno ha portato dinanzi alla commissione un suggerimento per la progettazione del Gran Sigillo.

Proposta di Benjamin Franklin, che  è conservata in una nota di suo pugno:

“Mosè in piedi sulla riva, ed estendendo la sua mano sul mare, causando così il travolgimento del Faraone, che è seduto in un carro aperto, una corona in testa e una spada in mano. Raggi da una colonna di fuoco nella nube raggiungono a Mosè, per esprimere che egli agisce per comando della Divinità.”. Motto, “Ribellione ai tiranni è obbedienza a Dio”.

Thomas Jefferson ha anche suggerito scene allegoriche. Per il diritto del sigillo: i figli di Israele nel deserto, guidati da una nube di giorno e di una colonna di fuoco durante la notte. Per il rovescio: Hengist e Horsa, i due fratelli che erano i capi leggendari della prima colonia anglo-sassone in Gran Bretagna. John Adams propose il dipinto allegorico conosciuto come il “Giudizio di Ercole”, dove il giovane Ercole deve scegliere il sentiero fiorito del piacere o la dura salita del dovere e dell’onore.

Du Simitière propone un’adeguata grafica araldica che piacque alla commissione e che fu presentata al Congresso il 20 agosto 1776:

“Lo scudo è composto da sei Quarti… che ricordando i Paesi da cui questi Stati sono stati popolati”. Tre inglesi: Rose per l’Inghilterra, Thistle per la Scozia, Arpa per l’Irlanda Tre europee: Fleur-de-lis per la Francia, Belgica il Leone d’Olanda per i Belgi, Aquila Imperiale a due teste per la Germania.

Lo scudo è delimitato con le iniziali di “ciascuno dei tredici Stati indipendenti d’America.”

Cimiero:  L’occhio della Provvidenza in un radioso triangolo in Gloria, i cui raggi si estendono per lo Scudo e al di là delle cifre”

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“Motto” E Pluribus Unum “.

Bozza della proposta di Du Simitière

Il Congresso continentale ha formato una seconda commissione il 25 marzo 1780 – quattro anni dopo che la prima commissione ha fatto il suo rapporto. Il presidente è stato James Lovell (Massachusetts). Gli altri due membri sono stati Morin John Scott (New York) e William Churchill Houston (New Jersey).

bandieraLa commissione ha chiesto l’assistenza di Francis Hopkinson, l’importante delegato di Filadelfia che ha firmato la Dichiarazione d’Indipendenza nel 1776 e progettato la nuova bandiera americana che il Congresso ha adottato nel 1777. Esperito nella progettazione di sigilli, Hopkinson ha fatto la maggior parte del lavoro di questa commissione, che ha espresso il suo rapporto al Congresso circa sei settimane dopo, il 10 maggio 1780.

Schizzi del disegno di Francis Hopkinson

Schizzi del disegno di Francis Hopkinson

Lo scudo di tredici strisce diagonali bianche e rosse è supportato alla sua destra da un guerriero che impugna una spada e alla sua sinistra da una figura che rappresenta la pace tenendo un ramo d’ulivo. Lo stemma è una costellazione raggiante di tredici stelle.

Il motto sotto lo scudo, “Bello vel Paci” si intende: per la guerra o per la pace.

Sul retro, la libertà è seduta su una sedia, e tiene nella sinistra un ramo d’ulivo, nella destra il suobastone è sormontato da un berretto frigio. Il motto “Virtute perennis” significa “Eterno a causa della virtù”. La data in numeri romani è 1776.

Così come il disegno della prima commissione, il Congresso non ha ritenuto quello della seconda adatto, e quindi non lo approvò.

LA TERZA COMMISSIONE

Una terza commissione è stata costituita il 4 maggio 1782, quando erano in corso i colloqui di pace a Parigi tra gli Stati Uniti e Gran Bretagna. In America vi sarebbe presto stato bisogno di un Gran Sigillo per ratificare correttamente un trattato di pace. Il comitato si componeva di presidente Arthur Middleton e John Rutledge (entrambi della Carolina del Sud) e Elias Boudinot (New Jersey). Arthur Lee, della Virginia, sembra aver presto sostituito Rutledge. Come le commissioni precedenti, si cercò un consulente, nella persona di William Barton. A soli 28 anni, Barton aveva grande considerazione per aver studiato araldica in Inghilterra. Nel maggio 1782, Barton fu deputato dal Comitato per contribuire alla progettazione della terza raffigurazione del Grande Sigillo degli Stati Uniti. Il disegno presentato fu considerato troppo complesso ai fini di un sigillo. Pochi giorni dopo, Barton presentò un secondo disegno, che il Comitato presentò al Congresso il 9 maggio 1782. Introdusse un’aquila con le ali spiegate un elemento che il Segretario del Congresso Continentale Charles Thomson appoggiò nella proposta finale. Il nuovo disegno per il retro del sigillo integrò l’Occhio della Provvidenza in cima a una piramide di tredici gradini, come già proposto da Pierre Eugene du Simitiere, nei suoi progetti per il primo Gran Sigillo. Il 20 giugno, il progetto, modificato e ampliato da Thomson, fu adottato dal Congresso Continentale.

In materia di araldica, vista come arte talismanica, Barton scrisse nel 1788, in una lettera al Generale George Washington che;

“Sono altresì convinto, signore, che il blasone non merita solo l’avviso di una mente curiosa, visto solo come una scienza estetica, ma che l’Arma, l’oggetto di essa, può essere reso favorevole ad entrambi gli usi pubblici e privati, di notevole importanza, in questa nuova nazione, che sta crescendo in grandezza. ”

Il Gran Sigillo degli Stati Uniti d’America si presentò quindi alle nazioni non solo come blasone ufficiale politico ma forse, e soprattutto, come una sorta di talismano che descrivesse le componenti etiche e metafisiche della nuova Roma, così come la consideravano i Padri Costituenti, e che ne favorissero e accompagnasse la futura grandezza dell’Impero americano.

SIMBOLISMO MASSONICO-ILLUMINISTICO NEL DOLLARO AMERICANO

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L’ATTUALE INTERESSE MASSMEDIATICO PER IL GRANDE SIGILLO AMERICANO

Negli ultimi cinquanta anni dello scorso secolo avvenimenti scientifici, storici e politici hanno sconvolto il mondo, producendo la caduta del concetto di casualità deterministica e, con essa, la sicurezza materialistica e positivistica di un universo totalmente oggettivo. Nel XX secolo inizia la fisica moderna che produce profonde modificazioni nella concettualità scientifica. Einstein teorizza la teoria della relatività, che comporta correzioni della meccanica classica quando intervengono velocità prossime a quelle della luce.

In termini semplicistici, secondo Einstein la visione della realtà varia secondo il punto di vista dell’osservatore. Sono inoltre noti molti scritti di Einstein nei quali si intravede un ritorno alla coincidenza fra fisica e metafisica. Plank, con l’elaborazione della meccanica quantistica, che interpreta i fenomeni a livello atomico in base alla nozione dei quanti di energia, afferma che il sistema fisico, contrariamente alle concezioni della fisica precedente in cui il comportamento di questo può essere perfettamente determinato, può la sciare il posto alla probabilità, secondo il principio di indeterminazione elaborato da Heisemberg.

Semplificando, la scoperta della fisica quantistica allude al fatto che il punto di vista dell’osservatore, che secondo Einstein variava la realtà, in Plank la modifica. Negli anni ’70 del XX secolo, la progressiva crisi dei paradigmi positivisti e materialisti, sembra spingere alcuni settori della scienza verso una riconsiderazione del rapporto profondo tra legge scientifica e metafisica. E’ il caso del gruppo di scienziati raccolti tra Princeton e Pasadena, che sembrano recuperare, nelle loro teorie, l’eco di antiche forme di conoscenza religiosa e l’afflato mistico di sistemi metafisici lontani e dimenticati, nella prefigurazione di un nuovo modo di concepire la scienza e la realtà. La nascita del New Age fu la r isposta di massa a questa riscoperta che saldava finalmente la cerniera dei tempi fra conoscenza antica e moderna, che i figli degeneri dell’Illuminismo, positivismo, materialismo e scientismo sembravano aver interrotto. Nel contempo, un cupio dissolvi millenaristico produceva un’atmosfera psichica da fine dei tempi e una sospettosità (o forse una nuova coscienza) su delle forze occulte che dominerebbero la società e la politica mondiale in un mondo globalizzato. Il terribile sforzo della massa a un adeguamento a una tecnologia in continua evoluzione produceva un pessimismo simile a quello dei primi tempi del cristianesimo, della gnosi appunto, in cui il bene era nel contempo male e un perfido demiurgo dominava e sfruttava le coscienze individuali e di massa. Ciò che era nella Gnosi chiamatoJaldabaoth, l’arrogante demiurgo che si riteneva l’ unico dio, nella sua continua e strumentale produzione di una realtà prevaricatoria, assume oggi il nome di Matrix, la pseudo realtà a cui solo una conoscenza e una coscienza superiore potevano sfuggire e combattere. Il web mondiale diffondeva termini di come “controinformazione” “dietrologia”, “signoraggio”, per ipotizzare il male sociale occulto. In questo quadro il grande sigillo americano, diffuso in miliardi di esemplari attraverso la diffusione di massa della moneta, veniva interpretato come l’icona stessa del grande complotto dei tenebrosi illuminati.

IL GRANDE SIGILLO AMERICANO E LA SIMBOLOGIA MASSONICA

Una realtà storica al di sopra di qualsiasi specula zione massmediatica non può tener conto dell’immensa influenza che ha avuto e che ha tutt’ora la Massoneria. È evidente che la sua simbologia ha accompagna to e da un certo punto di vista, determinato la Rivoluzione Americana, come ogni successiva rivoluzione nazionale e sociale. Ma nel campo di esame, da dove deriva la sua espressione iconografica? Non si può ignorare che la nascita della simbologia massonica ha in realtà un’origine poco conosciuta. Il simbolo più significativo della Massoneria è la squadra e il compasso che si intrecciano. Ma nell’antica simbologia latomistica la squadra e il compasso erano raffigurati disgiunti. L’incrocio dei due simboli appare per la prima volta in un grande quadro di Santi di Tito Titi, (1536-1603): nella Cappella dell’Accademia del Disegno in S.Maria Novella, denominato “Salomone che ordina a Hiram la costruzione del Tempio”. L’occhio onniveggente, era già conosciuto, in forme grafiche diverse, nella simbologia egizia, ma nella forma attuale appare per la prima volta in un quadro del Pontormo, (1494 – 1556/57). “La cena in Emmaus”. La povertà iconografica, simbolica e rituale della Massoneria operativa inglese, viene sostituita, senza fonte conosciuta, da una ricchezza incredibile, fra 1717 e 1730, con un processo spontaneo subito, e non prodotto, dalla Gran Loggia Unita d’Inghilterra. La storica Francis Yates nel suo “Illuminismo dei Rosacroce” ipotizza influenze tedesche e olandesi (di tipo rosicruciano) sia sulla simbologia che sulla ritualità massonica. In mancanza di documentazione storica è comunque possibile esaminare tali ipotesi attraverso il concetto di “persistenza simbolica”. Le raffigurazioni dei testi rosicruciani possono essere comparate efficacemente con quelle massoniche ottenendo un risultato di affinità ed anche di identità.

Conoscendo la personalità e l’operatività massonica dei maggiori personaggi della Rivoluzione americana, come dei Padri della sua Costituzione, è ben facile affermare che sia socialmente che politicamente l’influenza massonica sia stata predominante. Così nell’iconografia del Gran Sigillo la presenza simbolica della Massoneria è totale. È inoltre da notarsi che la simbologia non è soltanto un’allusione allegorica o puramente mortale ma segue la legge magica dell’analogia per cui il segno (o meglio il glifo) attira potentemente le facoltà (o energie) che simbolicamente descrive. Per quanto l’emigrazione massonica nel nuovo Mondo sia storicamente descrivibile, è meno conosciuta l’esistenza di Logge Massoniche in America prima della rifondazione Massonica del 1717. Nel 1910, Samuel Oppenheim inserirà nelle “Nuove de llaSocietà Storica ebrea d’America”. i un’introduzione intitolata: “Gli ebrei e la Libera Muratoria in America fino al 1810.” In questa introduzione M. Oppenheim riporta che degli ebrei giunti dall’Olanda in America vi fondarono già nel 1658 un a Loggia Massonica a Rhode Island, cioè cinquantanove anni avanti la fondazione della Libera Muratoria contemporanea. A conferma di questa asserzione, M. Oppenheim fornì i dati seguenti: un estratto della storia di Rhode Island (del Rev. Edward Petersons “History of Rodhe Island, New York, 1853, pg.101) nella quale è detto:

Nella primavera del 1658, Mordecaï Campanall Mose Peckecoe (Pacheco), Levi ed altri, in tutto quindici famiglie, sbarcarono dall’Olanda a New Port. Portarono con loro i tre primi gradi della Massoneria e continuarono i loro massonici lavori nella casa di Campanall, che i loro successori proseguirono fino al 1742. Il documento seguente trovato presso il pronipote di John Wanton, uno degli antichi governatori di Rhode Island. Questo documento dice: “…le… du mois de… (completamente cancellato dal tempo) 167? (6 o 8 ma le prime tre cifre sono molto chiare) noi ci siamo riuniti presso la casa di Mardocheo Capunall e, dopo la sinagoga, abbiamo investito Ab Mose al grado massonico.”

Negli ultimi anni sono usciti diversi volumi che affrontano, in forma romanzata, argomenti di storia occulta americana basatasimb6 sull’interpretazione simbolica di vari elementi effettivamente storici e verificabili. Naturalmente questi testi semplificano notevolmente l’argomento di base, a favore del trilling e della gradibilità massmediatica. Purtuttavia, hanno avuto il merito di diffondere unatematica che supera il volgare “complottismo” e che affronta l’influenza effettiva della metafisica sulla storia sociale e politica dell’umanità. Da questo punto di vista, vi è un’opera storica fondamentale che varrebbe la pena di studiare per il ristabilimento di una verità che supera in fascino e profondità qualsiasi opera letteraria, qu ella del Billington, Con il Fuoco nella mente – l’influenza della metafisica nell’azione rivoluzionaria, Edizioni Il Mulino.

Vittorio  Vanni

 

1 Il motto Annuit coeptis è stato suggerito da Charles Thomson nel giugno 1782. Ha adattato da istruzioni suggestivo il celebre scrittore latino Virgilio manuale per gli agricoltori, Le Georgiche, scritta nel I secolo aC: “Da facilem cursum, atque annue coeptis audacibus”. Questa frase (Libro I, linea 40) è stato tradotto come: “Dammi un corso semplice, e il mio favore delle imprese audaci.” È parte del fascino di Virgilio a Cesare divino per il successo nei suoi sforzi poetica di comunicare in modo efficace le informazioni fondamentali per gli agricoltori. L’anno dopo aver scelto questo motto, Thomson ha scritto a sua moglie Hannah: “Nutrisco la speranza che la Provvidenza che ci ha condotto finora nel nostro cammino aprirà una strada futura per la felicità e la prosperità degli Stati Uniti”.

 

2 Il motto è tratto dall’’originale latino di Virgilio, Egloga IV (linea 5) “Integro Magnus ab ordo Seclorum nascitur” Nell’intenzione dell’araldista significava l’inizio della nuova era americana.

 

i Vedi “The Jews and Masonry in the United State bef ore 1810” di Samuel Oppenheim. Reprint dalla pubbli cazione nell’American Jewish Historical Society n.° 19 (1910) pp.10,11,12,13 e 94.

 

 

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Categorie: Massoneria, Simbolismo

Pubblicato da Ereticamente il 8 Gennaio 2015

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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