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Quando è la casta borghese-comunista ad avere il potere

Quando è la casta borghese-comunista ad avere il potere

Evola analizzando gli eventi della storia, ci faceva notare come la società occidentale fosse pian piano scesa in un baratro. Egli faceva notare come le grandi civiltà ariane del passato (indiana, egiziana, greco romana ecc) fossero fondate sulle caste e per questo diciamo cosi culturalmente forgiate su di una piramide. Sempre fu, nei tempi, il potere spirituale in cima a questa piramide, ed i grandi sacerdoti o pontefici… insomma i capi spirituali, avevano gli onori maggiori.

Sotto di questi, veniva la casta dei nobili -guerrieri. Questi avevano tradizionalmente i valori dell’onore e della fedeltà. Anticamente tutti i più grandi condottieri erano anche di sangue nobile e di cultura superiore (non certo come gli odierni capi di stato). Un Giulio Cesare o un Alessandro, benché sapessero usare la spada nelle battaglie e macchiarsi di tanto sangue sul campo, erano però anche uomini raffinatissimi.

Sotto questa casta avremmo trovato la più meschina casta dei commercianti (leggi borghesi), i quali come unico valore non avevano né la spiritualità né l’onore… ma il denaro. E in ultimo la classe della massa lavoratrice, perché in fin dei conti chi costruisce le case e le strade ci devono pur essere in una società.

Cosa è successo secondo Evola? Ancora nell’alto medioevo perdurava questo sistema sociale… il Papa era l’autorità massima e dunque in cima alla piramide. Questo significava che il valore dominante che pregnava le masse e che ricascava a pioggia su di esse era quello spirituale. L’uomo, in quanto uomo e non animale, possiede delle potenzialità spirituali che solo dei cialtroni come i comunisti possono rinnegare. Tuttavia anche dove a vincere le lotte con i papi furono gli imperatori (uno per tutti il grande Federico II), seppure il potere spirituale cedeva il passo, in cima alla piramide, ai valori della casta dei nobili-guerrieri, si poteva ancor pur sempre parlar di valori con la V maiuscola. Che successe dunque dopo la rivoluzione francese?

Accadde che a ricevere il comando culturale della società fu la borghesia, quella casta mediocre il cui valore assoluto è rappresentato dal denaro. Evola fa poi una valutazione ancora suggestiva, quando ravvede nelle rivoluzioni comuniste, delle masse lavoratrici contro la borghesia, una ulteriore scivolata verso la base della piramide dei valori. Dio patria famiglia, i comunisti li odiano. Essi vedono l’essere umano solo come una macchina lavoratrice rinnegando, di fatto, i valori più alti che l’Uomo dovrebbe raggiungere e sviluppare.

Oggi siamo governati in Italia dalla casta borghese (il cui unico valore è la moneta, e lo stiamo vedendo negli ultimi giorni) mescolata alla classe della massa lavoratrice, che odia Dio e la Patria. Ecco perché la nostra società é distrutta, ed ecco da chi: Boldrini, Napolitano, Monti… e non meno da tutti coloro che li votano, ecco da chi. Già, perché secondo la legge un mandante è colpevole di un omicidio né più né meno di chi lo abbia commesso materialmente. Guarda caso borghesi e comunisti furono i nemici di Mussolini, già perché il fascismo fu un fenomeno eccezionalmente italiano proprio perché tentava di incarnare quegli alti valori della classe nobile-guerriera, pur rappresentando qualcosa di diverso rispetto alla ormai superata monarchia!

Ubi ordo, ibi pax et decor. Ubi pax et decor, ibi laetitia.

Andres Marzio M o l i s e

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Categorie: Tempi Moderni

Pubblicato da Ereticamente il 29 Novembre 2014

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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