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Puntualizzazioni e approfondimenti, terza parte

Puntualizzazioni e approfondimenti, terza parte

Proseguiamo con la formula degli articoli “seriali”. “Puntualizzazioni e approfondimenti” ha il compito di approfondire aspetti importanti di tematiche già trattate in altri articoli, magari in maniera “trasversale”, cioè in riferimento a “pezzi” comparsi in diverse sezioni.

Come sapete se mi avete seguito almeno un po’, io ho intitolato i miei articoli dedicati alla ricerca delle origini, degli antenati, della nostra eredità ancestrale, “Una Ahnenerbe casalinga”, con riferimento – forse immodesto – alla Società Ahnenerbe, creata appunto per studiare l’eredità degli antenati (e questo è il significato di questa parola tedesca) nel Terzo Reich.

Va da sé che nei limiti del possibile ho cercato di documentarmi sui lavori e le ricerche della Ahnenerbe nazionalsocialista, e a questo proposito non è possibile non segnalare l’eccellente libro di Gianfranco Drioli pubblicato dalle edizioni Thule che è probabilmente la documentazione più completa che esista al riguardo.

Tuttavia, non potevo non dare una sbirciata anche alle fonti “ufficiali” di parte democratica che esistono sull’argomento, da svariate pubblicazioni, ai documentari televisivi di Sky, a quanto è possibile reperire in internet, e mi è capitato di osservare una cosa alquanto sgradevole ma molto rivelatrice quando se ne afferrino le implicazioni. Regolarmente da parte delle fonti ufficiali, cioè democratiche, cioè inattendibili, l’attività della Società Ahnenerbe è presentata come una sottosezione dell’esoterismo nazionalsocialista.

Sull’esoterismo nazionalsocialista bisognerebbe fare un discorso a parte. Heinrich Himmler, il Reichsfuhrer delle SS, che ne fu il principale promotore, era ossessionato dall’occulto e dal potere mistico di taluni oggetti che cercò in ogni modo di procurarsi: il santo Graal, la lancia di Longino e forse, se non fosse un oggetto di cui si sono del tutto perse le tracce nella storia, ammesso che sia mai esistita, anche l’Arca dell’Alleanza, proprio come ci ha fatto vedere Steven Spielberg in “Indiana Jones”.

Il discorso sul Graal è certamente complesso, si tratta di un oggetto-simbolo verosimilmente più antico del cristianesimo, il calderone druidico che serviva per l’incoronazione dei re celtici, solo in un secondo momento confuso con la coppa dell’Ultima Cena. Sappiamo che anche Julius Evola ha dedicato un libro al “mistero del Graal”.

Ma la lancia di Longino? E’ un oggetto che non ha significato al di fuori della mitologia cristiana. Non parliamo dell’Arca dell’Alleanza: immaginare le legioni hitleriane marciare con alla testa un simbolo così squisitamente ebraico, è veramente il colmo del ridicolo.

Ma la Ahnenerbe cosa c’entra con tutto ciò? E’ chiaro che qui c’è un messaggio sottinteso, subliminale quasi, tanto più pericoloso in quanto presentato come una scontata ovvietà della quale non vale nemmeno la pena di parlare: la ricerca degli antenati, l’idea stessa che un qualsiasi essere umano è il prodotto di un lungo processo che parte dalle origini della vita, di una lunghissima serie di antenati, che fa parte in modo affatto naturale di una stirpe, di un popolo, è o deve essere considerata un’idea chimerica.

Invece, che tutti gli uomini nascano uguali e dotati di diritti inalienabili per il solo fatto di esistere, che un uomo (forse) vissuto in Palestina due millenni or sono possa essere il nostro salvatore, che basta abolire la proprietà privata dei mezzi di produzione per creare il paradiso in Terra, queste sono idee sensate e rispettabili!

La democrazia è più di una menzogna, è un sistema complesso e articolato di menzogne, vuole che gli uomini non si percepiscano come membri di un popolo, di una stirpe, di una cultura, di una storia che li trascende in quanto individui, li vuole atomizzati, ridotti alla propria singolarità individuale, possibilmente nell’ “insalata mista” della società multirazziale: individui-polvere che il grande capitale e i poteri occulti che stanno dietro la facciata fasulla di “sovranità popolare” della democrazia, possono manipolare come vogliono.

“Du bist Nichts ohne dein Volk und deine Sippe”, “Tu non sei nulla senza il tuo popolo e la tua stirpe”, era uno dei motti, degli insegnamenti del nazionalsocialismo. Cancellati popolo e stirpe, la democrazia ci dice esplicitamente “Tu non sei nulla, non conti nulla, sei solo uno strumento nelle nostre mani”.

Noi naturalmente non ci fermiamo qui, perché sembra proprio che queste considerazioni desunte in primis dallo studio e dalla riflessione sul lontano passato, si saldino straordinariamente bene con fatti di cronaca recente e di attualità.

Mi riferisco ai recenti fatti di Tor Sapienza a Roma, quella che con ogni probabilità non è che la prima scintilla di un incendio: la nostra gente è sempre più stanca di una pressione fiscale sempre più insostenibile, oltre che per mantenere i privilegi della casta di parassiti che ci governano, per pagare sussidi agli immigrati a cui non dobbiamo nulla e che nessuno ha pregato di venirci tra i piedi, mentre i nostri pensionati che hanno pagato contributi per tutta la vita, hanno pensioni da fame e sono spesso costretti a frugare nelle immondizie, i nostri bambini non trovano posto negli asili e negli asili nido perché i figli degli extracomunitari hanno la precedenza, si taglia l’assistenza ai disabili, sempre per mantenere questi immigrati che da parte loro non ci portano altro che criminalità, malattie, sporcizia e degrado. Siamo arrivati al punto che un anziano non può assentarsi da casa per un periodo un po’ lungo, magari per un ricovero ospedaliero senza poi trovarsela occupata dai clandestini.

E’ logico, è normale, è inevitabile che la gente non ne possa più.

Le reazioni della Chiesa e della sinistra, sempre più estranee nei fatti alla gente comune, sono state ovviamente di totale chiusura. Figuriamoci, grazie al sistema delle false ONLUS che in realtà vivono di contributi pubblici, cioè delle tasse che paghiamo, grazie agli immigrati, ci mangiano alla grande!

Naturalmente, cosa assolutamente prevedibile, la risposta di costoro alla gente che rivendica semplicemente il diritto di esistere, di avere un futuro per i propri figli, di non essere costantemente derubata, è stata, è e sarà (perché non hanno altro in mano) l’accusa di essere “razzisti” e “ignoranti”.

Anche questo è un punto che merita qualche riflessione: che le razze esistano nella specie umana come in qualsiasi altra specie animale, questo è un fatto che può constatare “de visu” chiunque non sia ottenebrato dai paraocchi dell’ideologia progressista. Da qui, ci si può anche spingere a pensare che alle evidenti differenze fisiche possano corrispondere diverse attitudini e una diversa psicologia. Per quale motivo queste considerazioni relativamente ovvie devono portare a escludere qualcuno dalla categoria dei consapevoli e pensanti, e quasi dal consorzio umano?

Il motivo non è per nulla un mistero.

Dopo la seconda guerra mondiale ci è stata imposta un’ideologia di negazione dell’esistenza delle razze, che i vincitori del conflitto e nostri dominatori da allora consideravano il modo più idoneo per sradicare le idee “fasciste” dominanti in Europa fin allora. Era ovviamente una costruzione ideologica che non aveva nulla di scientifico, ma fu presentata come scienza attraverso un accurato lavoro di censura e repressione delle voci dissidenti, fatto che, se andate a rileggere ciò che ho scritto in “Una Ahnenerbe casalinga”, potete vedere che è documentato con ampiezza.

Forse la prova migliore però si trova in uno scritto comparso in un sito di sinistra, “Keinpfutsch”, dove l’autore, Uriel Fanelli si è lasciato scappare un’incauta ammissione:

“Dopo la seconda guerra mondiale, si cerco’ di costruire un insieme di dialettiche che consentissero all’uomo della strada di combattere le ideologie basate sull’idea di razza, e si cerco’ di fare in modo che chiunque potesse rispondere, venendo in contatto coi propagandisti razzisti, “ma non lo sai che XYZ?”.

In poche parole, come volevasi dimostrare, l’antirazzismo non è nulla di scientifico, ma una costruzione ideologica creata ad hoc per rifornire di armi dialettiche democratici, progressisti, cristiani, marxisti e compagnia cantando.

Di mezzo, in particolare per quanto riguarda l’Italia, c’è anche l’idea gramsciana dell’egemonia culturale che i marxisti dovevano realizzare, un programma che il PCI ha abilmente tradotto in concreto riuscendo a imporre un ostracismo di piombo nei confronti di tutti gli intellettuali che non fossero disposti ad allinearsi a sinistra. L’esempio più eclatante è forse quello di Pier Paolo Pasolini, che sapeva benissimo che senza la tessera del PCI non si trovava nessuno spazio nel mondo letterario italiano, e la prese nonostante avesse avuto un fratello trucidato dai comunisti alle Malghe di Porzus.

Ecco quindi la convinzione radicata in democratici, cattolici e marxisti, dopo settant’anni di condizionamento orwelliano, di aver ormai riportato la completa vittoria, e se c’è qualcuno che è ancora sfuggito all’indottrinamento ideologico antirazzista, deve essere per forza un ignorante, un troglodita che vive isolato dal resto della società.

Bella “cultura” ovviamente, quella che impedisce di vedere e di capire, di rendersi conto che l’immigrazione che ci viene imposta, L’INVASIONE CHE SIAMO COSTRETTI A SUBIRE, se non si invertono le tendenze attuali, farà sparire il nostro popolo in un paio di generazioni, e per di più rende insensibili alla sofferenza della nostra gente costretta a subire oppressione fiscale, degrado, imbarbarimento della vita quotidiana, criminalità e illegalità a ogni livello, discriminazione (questa si autenticamente razzista) a vantaggio degli ultimi arrivati.

Democratici, “compagni” e pretaglia assortita si sbagliano, perché quattordici lustri di oppressione democratica non sono stati sufficienti a portarci all’estinzione, NOI CI SIAMO ANCORA, e disponiamo di tutte le armi intellettuali necessarie a ribattere le loro tesi fasulle, e se il confronto avvenisse in condizioni di parità, per tutti loro non ci sarebbe proprio partita.

Certo, costoro hanno alle loro spalle tutto il peso del sistema mediatico ed “educativo” che ovviamente supporta i corifei del potere, di ciò che al potere democratico fa comodo che la gente pensi, ma oggi forse le cose stanno cambiando, perché il malcontento della gente comune per le imposizioni cattocomuniste intese a creare quanto prima possibile la società multirazziale, è sempre più evidente.

Un’ultima considerazione tratta dalla cronaca si salda bene a questo insieme di tematiche: le proteste popolari contro il job’s act renziano. Da fastidio vedere le persone che protestano contro questa legge che colpisce il mondo del lavoro voluta dal governo del PD, marciare dietro esponenti dello stesso PD e del suo sindacato, Civati e la Camusso, dietro i simboli odiosi della falce e martello e della bandiera rossa. Costoro non hanno ancora capito che è tutta una farsa, una parte del PD FINGE di stare ancora coi lavoratori, mentre il resto è del tutto prono agli interessi del grande capitale internazionale, “l’Europa” che ci chiede sempre maggiori sacrifici, oltre a volere le nostre frontiere spalancate all’invasione allogena.

Si tratta di un gioco della parti perché in ogni caso le leggi si fanno in parlamento e non nelle piazze. Il guaio è che in Italia c’è ancora molta gente che non ha ancora capito che LA SINISTRA NON STA PIU’ DALLA PARTE DEI LAVORATORI.

Ma l’inganno non potrà durare ancora molto a lungo.

Il vento sta cambiando, e io mi auguro che si trasformi presto in tempesta.

Fabio Calabrese

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Categorie: Approfondimento

Pubblicato da Fabio Calabrese il 23 Novembre 2014

Fabio Calabrese

Nato a Trieste il 12 novembre 1952, coniugato, due figli. Laureato in filosofia, docente di scuola superiore. Scrittore di letteratura fantastica con all'attivo numerose pubblicazioni, tra cui alcune in Gran Bretagna, Polonia, Francia. Studioso di neopaganesimo e di neoceltismo. Attivo da molti anni come opinionista politico dell'Area, ha collaborato con “Rinascita”, “Ciaoeuropa”, “Italia sociale”, “L'uomo libero”, il Centro Studi La Runa e negli ultimi anni soprattutto con “Ereticamente”, dove è una delle firme maggiormente rappresentate.

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