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Introduzione alla conferenza dell’8 novembre

Introduzione alla conferenza dell’8 novembre

 

 

LE VIE AL SACRO DELLA TRADIZIONE CLASSICA

 

Un rinnovato sentore per la Tradizione Classica sta gradualmente riavviandosi in Europa. La prigionia delle imposizioni religiose incominciata nella tarda antichità ha ceduto il passo all’epoca dei lumi e della ragione. L’approccio cognitivo alla natura è tornato ad essere scientifico e la ricerca escatologica ha ritrovato, nel classicismo, risposte che per lungo tempo erano state adombrate ed offuscate.

L’evento dell’otto novembre corrente anno (2767° ab V.C.), organizzato tramite il coordinamento della redazione di ereticamente.net, ha la finalità di dare un accenno ed aprire una finestra sull’immenso cielo della Tradizione Greco-Romana, una tradizione eterna, continuativa dei lontanissimi culti ignei indoeuropei, che sempre hanno caratterizzato la purezza dell’approccio alla spiritualità come forma guida per l’anima umana e come sostegno alle sue debolezze ed incoraggiamento alle sue potenzialità divine.Janus

La Tradizione Classica con i suoi motivi occulti, ermetici ed esoterici ha covato sotto le ceneri di un mondo crollato per una volontà distruttrice anti-tradizionale, ma la Verità, camuffata di svariate vesti, ha continuato ad esistere ininterrottamente, in particolare i motivi ermetico-esoterici del classicismo sono sopravvissuti nell’alchimia medievale; tali motivi si sono difesi con lo scudo della logica e della scienza potendo tornare così, ad oggi, a presentarsi liberamente all’essere umano ed al suo intelletto.

Oggi come ieri è finalmente possibile riaccostarsi alla sapienza arcana del tempio e all’escatologia tradizionale per ritrovare risposta, in se stessi, alle domande d’ogni tempo.

dott. Giuseppe Barbera

Presidente A.T.P.

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Categorie: Convegno, Evento

Pubblicato da Ereticamente il 6 Novembre 2014

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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