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Finisce “mare nostrum” operazione italiana di matrice vaticana

Finisce “mare nostrum” operazione italiana di matrice vaticana

Dal 1° novembre, finalmente, l’operazione – tutta italiana – Mare Nostrum è finita. Sarà sostituita da una più modesta operazione Triton, sotto l’autorità dell’Unione Europea, che – se non altro – dovrebbe riempirci un pò meno di migranti camuffati da “rifugiati”.

A ben guardare, però, l’espressione “tutta italiana” riferita a Mare Nostrum non è perfettamente corretta. Nel senso che italiani sono stati i soldi (una barca di soldi!) che ci è costata, italiani sono stati i mezzi della marina militare, italiana è stata la destinazione dei migranti; ma vaticana è stata l’idea, il progetto, la filosofia – se così posso dire – di una operazione squisitamente ecumenica. Ecumenica – beninteso – nel senso che guarda alla umanità e che è nemica delle nazionalità. Come da vecchia tradizione papalina, guelfa, clericale, nemica di qualunque Stato che si desse libere istituzioni e non si riconoscesse nell’obbedienza cieca e assoluta al Sacro Soglio. Particolarmente ciò è pesato in Italia, nell’Italia “espressione geografica” dell’Ottocento, frammentata in una miriade di staterelli senza importanza, ad eccezione di uno: lo Stato Pontificio.

È stata – quella – una condizione che ci ha condannato ad un raggiungimento dell’unità nazionale assolutamente ritardato rispetto agli altri grandi popoli europei: dopo l’Inghilterra, dopo la Francia, dopo la Spagna, perfino dopo la Germania che pure aveva dovuto affrontare resistenze e particolarismi di antica data. Noi abbiamo dovuto attendere fin quasi alla vigilia del XX Secolo per diventare nazione; iniziando così una continua rincorsa nei confronti di quelle che una volta si chiamavano “le potenze europee”. Rincorsa in tutti i campi: civile, sociale, economico e, naturalmente, politico e militare. Quando nel 1870 i nostri bersaglieri entravano a Porta Pia (ponendo così termine al potere temporale dei Papi), le nazioni europee si erano già spartite le colonie (e le risorse) di mezzo mondo. E non soltanto le “grandi potenze”, ma anche alcune piccole nazioni: l’Olanda, il Belgio, il Portogallo. Noi abbiamo dovuto attendere il 1936 per vedere l’Impero riapparire “sui colli fatali di Roma” (salvo poi a perdere tutto dieci anni dopo).

Mi si perdoni questa lunga digressione risorgimentale, e torniamo a noi. Mare Nostrum ci è stata di fatto imposta dal Vaticano, e i governanti italiani sono corsi disciplinatamente a obbedire. Ci è stata imposta dopo uno dei tanti naufragi avvenuti nel canale di Sicilia. Un episodio doloroso, tragico, spaventoso, ma nel quale l’Italia non aveva alcuna responsabilità. Le responsabilità erano degli scafisti che avevano sovraccaricato una carretta del mare, oltre che delle autorità libiche (ammesso che vi siano ancora “autorità” in Libia) che tolleravano e tollerano quel losco traffico di esseri umani.

Eppure, nel luglio 2013 Papa Francesco si precipitò a Lampedusa per affermare che tutti dovevamo considerarci responsabili. E quel “tutti” chiamava in causa per prima l’Italia, che – se ho ben interpretato le parole del Pontefice – avrebbe dovuto essere più aperta di quanto già spalancata non fosse alla “accoglienza” di chiunque chiedesse di entrare. Chiunque, si badi bene: non soltanto i pochissimi “rifugiati”, non soltanto i più numerosi “profughi”, ma anche i tantissimi “migranti” che bussavano e bussano alle nostre porte unicamente per un mero calcolo economico.

Spero che sia chiaro il senso squisitamente anti-nazionale di una tale concezione: gli Stati, le Nazioni non devono avere come obiettivo il benessere dei loro popoli, ma quello di tutti i popoli del mondo. Devono, sono moralmente obbligati – gli Stati – a dare accoglienza, vitto, alloggio, posto di lavoro, assistenza sanitaria, trattamento pensionistico e quant’altro, a tutti indistintamente i questuanti: a coloro che sono necessitati ad esserlo, ed anche a coloro che lo sono per semplice calcolo economico; ivi compresi – inevitabile effetto collaterale – i delinquenti abituali che “migrano” in cerca di un territorio più ricco da aggredire, o gli estremisti che vengono per creare cellule fondamentaliste.

E non solo questo. Ma anche, ove i migranti dovessero affrontare rischi eccessivi per poter raggiungere la meta, gli Stati-obiettivo devono attivarsi per facilitarne l’arrivo. Quindi, papale papale – è proprio il caso di dirlo! – se gli scafisti usano gommoni malconci che non riescono a raggiungere le nostre acque territoriali, deve essere lo Stato italiano a mandare le sue navi fin quasi sotto le coste libiche a trarre in salvo i migranti ed a portarli qui da noi.

E lo Stato italiano ha sùbito obbedito: ha accantonato la vecchia operazione di vigilanza e salvataggio nelle nostre acque territoriali (credo si chiamasse Difesa Costante o qualcosa di simile) e la ha sostituita con Mare Nostrum. Non un sussulto di imperialistico orgoglio – come potrebbe far credere la denominazione – ma una operazione tendente ad andare a prelevare i migranti fin sotto le coste della Libia per portarli in Italia. Attenzione: le acque territoriali nazionali si estendono fino a 30 miglia dalle nostre coste; Mare Nostrum si è spinto invece fino a 172 miglia, praticamente a ridosso delle coste libiche. È stato, di fatto, un invito agli aspiranti migranti a mettersi in mare, anche sulla più scalcinata barcaccia; tanto, appena allontanatisi dalla costa, si chiamavano gli italiani e quelli correvano a “salvarli”.

Questo meccanismo ha consentito, alla fine dell’operazione, di tracciare un bilancio squillante: oltre 100.000 esseri umani “salvati”. In realtà, il bilancio vero è assai meno lusinghiero: sono stati circa 2.000, infatti, i migranti annegati nel Mediterraneo nel 2014; e non è azzardato affermare che quasi tutti costoro sarebbero ancòra vivi se l’effetto-richiamo di Mare Nostrum non li avesse indotti a prendere il mare in condizioni proibitive. È quello che implicitamente sostiene anche il governo inglese, che non contribuirà nemmeno all’operazione europea Triton perché – come ha detto senza mezzi termini il premier Cameron – le operazioni di salvataggio in mare incentivano gli imbarchi rocamboleschi (e quindi anche i possibili naufràgi) di clandestini; un’aliquota dei quali – aggiungo per spiegare l’intransigenza britannica – tracima in Francia e da lì, imbarcandosi illegalmente a Calais, tenta di raggiungere le bianche scogliere di Dover.

Londra – sia detto per inciso – sta cercando di correre ai ripari, co-finanziando insieme ai francesi un grosso progetto per recintare con reti e filo spinato il perimetro di Calais e così “securizzare” l’intero sistema dei trasporti marittimi attraverso la Manica.

Segnali di una netta inversione di tendenza in materia di “accoglienza” vengono anche dalla Spagna e dalla Grecia, mentre la piccola Malta continua a difendersi come può: respingendo automaticamente verso la Libia i migranti che approdano alle sue coste.

In Italia, invece, continuiamo a comportarci come se fossimo uno Stato-zio Paperone: respingimenti al minimo (e soltanto per quelli che non sono scappati prima della conclusione dell’iter burocratico) e, adesso, la promessa del Presidente del consiglio Renzi (con la succube adesione di Berlusconi) di attribuire a tutti i figli degli immigrati la cittadinanza italiana. La qualcosa – inutile dirlo – è un ulteriore incentivo ad invadere l’Italia: venite qui, fate un figlio, ve lo facciamo automaticamente cittadino italiano e domani anche voi, per la normativa sul ricongiungimento familiare, diventerete cittadini italiani e potrete godere di pensione, assistenza malattia e assegnazione di case popolari. Quale migliore spot pubblicitario? Venite da noi, vi aspettiamo a braccia aperte, abbiamo così tanti soldi che saremo ben lieti di regalarne una parte agli stranieri più o meno regolari.

Papa Francesco sarà contento. A proposito, per riprendere il filo del discorso iniziale: non sono certamente il solo a ritenere che Mare Nostrum sia figlio della Chiesa e non dello Stato italiano. Lo sostiene – certo con assai maggiore autorevolezza di me – uno dei più illustri analisti e politologi americani, Edward Luttwack: «Mare Nostrum? Non è un’operazione italiana, è un’operazione vaticana – ha dichiarato alla rivista di geopolitica “Il Nodo di Gordio” – Quell’operazione non viene fatta per allontanare gli immigrati clandestini, ma per favorirne e facilitarne l’ingresso.» E ancora: «Oh, il Papa… Certo, lui vorrebbe aprire le porte a tutti. E lo ha detto chiaro e tondo; anzi, quando ha fatto il suo famoso viaggio a Lampedusa è andato, in pratica, ad invitare i clandestini a venire in Italia. E con successo. Infatti, sembra proprio che l’abbiano ascoltato, visto che si sono messi in moto in milioni… Non sarebbe un problema se tutti questi immigrati potessero andare a stare in Vaticano, ma non è così…»

Già, il Vaticano… Se siete un cittadino italiano qualunque (di quelli non accreditati) e vi azzardate a tentare di varcare il confine con quel piccolo Stato, vedrete dove vi farebbero arrivare le Guardie Svizzere… E farebbero bene, perché difenderebbero i confini del loro Stato. Come dovremmo fare anche noi.

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Categorie: Attualità

Pubblicato da Ereticamente il 9 Novembre 2014

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Primula Nera

    Gli immigrati morti in mare dovrebbero essere circa 3000, considerato anche l’alto numero di dispersi . Senza “Mare Nostrum ” vi sarebbero stati molto meno morti, semplicemente perché sarebbero partite molte meno persone. Le navi italiane a ridosso delle coste libiche hanno spinto un numero spropositato di persone a tentare la traversata anche con mezzi inadatti.Quindi più che una operazione che ha salvato vite, è stata una operazione che ha triplicato il numero di morti, oltre a fare arrivare il numero folle di 150.000 persone in un anno sulle nostre coste

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