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e cantiamola quella canzone… no, grazie!

e cantiamola quella canzone… no, grazie!

Arrampicarsi scivolare sugli specchi Bella ciao sì no però partigiano no canto delle mondine forse delle mondane dai in fondo patriota parmigiano a tocchi da grattugiare (dotte spiegazioni su essere uomo di parte e quindi, per noi faziosi, utile utilissimo anzi indispensabile) rose di montagna a piene mani (l’unica di mio gradimento in bocca a un teschio in campo azzurro e una ics rossa) strategia o tattica confusione sotto il cielo già al tempo del Grande Timoniere oggi anche sopra nei tanti iperuranio ad uso funamboli (quello di Nietzsche cade e si sfracella al suolo, non basta a renderlo un eroe di certo è nobilmente tragico) un po’ maldestri e malsinistri (né destra né sinistra non era l’auspicio e la barra dritta del nostro sentire?) la via più breve fra due punti non passa più per le stelle chissà se passa ancora o è in sciopero e dove ha la sua percorrenza scusi lei è fascista? Sì ma vede non so forse non ricordo la genia circoncisa di adamo ed eva e del serpente (il pitone di Cicciolina?) no no popolo eletto noi solo un tentativo vano d’essere elettori e la mela che aggrava e non sana al giorno condimento di parole fra tette culi facebook punti esclamativi punti e virgole puntini di sospensione esclamativi nessuno danza nel kaos e le stelle stanno a guardare…

A settant’anni l’anagrafe ha lanciato la controffensiva d’inverno (quel tramontare senza il giorno a venire), sto forse ritirandomi o cercando una linea di fronte più elastica? Conto che Berlino sia ancora lontana… E, prima della resa senza condizioni, alles ist kaputt, volete la guerra totale chiese il doktor Goebbels al Volk in armi? Io di sicuro sì o tutto o niente non si fanno prigionieri dall’una e dall’altra parte che sia il ragna-roekk in un cielo muto sordo cieco inutilmente vuoto.

Non leggendo il quotidiano raramente il telegiornale solo qualche scarno notiziario notturno il mondo , più virtuale che reale (ma esiste la realtà?…abisso del domandare), si filtra attraverso le immagini e le parole del ‘faccia-libro’. Mi è a sufficienza. Ho letto recentemente Bella Ciao di Giampaolo Pansa, l’ennesimo copia e incolla, con qualche svirgolata da giornalista navigato e modesto narratore, sul ‘sangue dei vinti’ che gli ha reso qualche polemica e molta fortuna. Senza invidia perché, come scrittore, mi sento simile ad Alberto Sordi nella parte de Il marchese del Grillo ‘io so’io e voi non siete un c…’. Ora Bella Ciao ritorna in un coretto un po’ stonato davanti ad un campo nomadi di Bologna. Maestro del coro Matteo Salvini e qualche sodale leghista e dintorni… Poi. A presto, trasferta romana in quel di Tor Sapienza dove cittadini prima giovanotti poi si sono incazzati – e come non capirli? – per la presenza di un centro di raccolta conseguenze contorno ormai prevedibili e notori. Chissà se il segretario della Lega si farà scortare dai volenterosi militanti, a cui piacciono i versi (li avranno letti?) del poeta dei Cantos magari zufolando qualche stornello delle Brigate Nere. Noi, mi disse anni fa il loro volto elettorale, siamo per le Brigate Nere e tu per la Decima MAS, noi e tu inconciliabili. Ahahah vere le differenze sul piano storico, in Repubblica Sociale, ma qui il gioco delle maschere ad altro alludeva! (Ultimo scritto del prof. Renzo De Felice titolo Il Rosso e il Nero).

Considerandoci ormai alla stregua dei fossili, carichi di sconfitte deplorevoli e indigeste frequentazioni, di cui auspicano rapida estinzione, forse non sanno che… Fu un ex combattente della L.V.F. (Legione dei Volontari Francesi contro il Bolscevismo), passato poi alla divisione WaffenSS Charlemagne che mi mise in contatto – ovviamente non soltanto me – con l’ambasciata di Berna della Repubblica Popolare Cinese. Bastava firmare una dichiarazione sottopostaci da funzionari diligenti e taciturni, a loro avviso una sorta di liberatoria quale cautela, a favore del pensiero della guida della persona del Presidente Mao, pur pienamente consapevoli da dove provenivamo e quali erano le nostre radici, a cui si restava tenacemente fedeli. Un comunista filosovietico, che si smarcava e si faceva filomaoista (ovviamente loro utilizzavano termini mediati dal marxismo), era guardato con sospetto. Chi cambia una volta, giura due forse tre volte, beh, non è affidabile, lesto qual’ è a tradire. Chi ha una sola devozione ad un unico ideale, anche se ostile e avverso, merita rispetto ed, inoltre, vale il detto ‘colui che è nemico del mio nemico è mio amico’. Altri tempi altre storie, anche uomini prospettive visioni diverse…

Da qualche parte e con accenti miei ho mediato l’immagine della rondine ferita rispetto allo starnazzare del pollaio… insomma: non appartengo a coloro che di tutto si scandalizzano e di tutto levano commento in nome della purezza ideale e dei dogmi immutabili di un Fascismo che proprio perché, cristallizzatosi troppo spesso in forme esteriori, ha snaturato se stesso dell’essere movimento dinamico rivoluzionario creativo. E, purtroppo, più disponibilità verso la borghesia che verso il socialismo. Inoltre, tramite facebook, è poco elegante e sovente comodo alibi, ça va sans dire… Se altro di meglio non c’è – e non c’è di meglio nello scenario di una destra balbuziente tra vocazione servile e striduli versi di inane opposizione – anche Mario Borghezio può ben diventare un novello Caronte oltre le quote di sbarramento e rendere auspicio concreto a finanziamenti qualche poltroncina e sediola in anticamera. (Se qualcuno in fase di delirio d’onnipotenza se la sente, beh, anche Mussolini si mosse con il doppio registro di utilizzare nella piazza lo squadrismo e in parlamento Giolitti e gli altri vecchi tromboni liberali). Per cui l’eurodeputato Mario Borghezio val bene una messa (chiedo venia alla città di Parigi!), che poi mi è simpatico e, cosa assai rara, gli ho anche dato il voto… E qui si chiude il mio rapporto con l’oggi. Anzi, no. Dimenticavo, per chi fosse permaloso e leggesse le mie parole come una critica ad personam, che io sono soltanto la voce solitaria di un guitto a fine carriera, sdentato deluso e bilioso… forse…

Scriveva Nietzsche che ‘il sangue non è necessariamente un buon testimone’, una vita indegna si riabilita con una morte ‘faccia al sole’? Penso ad Achille Starace, che da segretario del PNF attirò su se stesso ed il Regime la satira il dileggio la critica la delusione, caduto poi in disgrazia, fu scovato per caso da una banda partigiana, riconosciuto, condotto a piazzale Loreto davanti al plotone d’esecuzione volle morire rivolto verso il corpo appeso del Duce e porgere l’estremo saluto a braccio teso. Forse i suoi ‘giustizieri’ cantavano Bella Ciao… E la cantavano per le strade di Torino, dopo aver impiccato due volte Giuseppe Solaro, ‘il fascista che osò sfidare la FIAT e Wall Street’ (sottotitolo del bel libro di Fabrizio Vincenti), appesi ad alberi e lampioni per poi gettarli nelle acque del Po centinaia di fascisti mai domi. Fascisti della prima ora, quelli dell’ultima, donne e giovanetti che portavano in cuore una Fede, che non poteva farli vincere – l’acciaio si produce con l’oro, con il sangue gli eroi e i martiri – ma sapeva far distinguere loro dove e fino in fondo stare. E la cantavano in tante città borghi sperduti casolari mentre ammazzavano chi s’era arreso con la promessa di un salvacondotto e magari dopo aver reso loro l’onore delle armi. I sedici ufficiali nello stadio di Lecco, dopo inenarrabili torture – il padre di Mila costretto a reggersi un occhio cavatogli dall’orbita  –, come una arena d’antiche storie, fucilati mentre la folla cantava incitava derideva si beava. C’è bisogno di continuare? Molti di noi conoscono quelle vicende, su quell’orrore quella sfida quell’estrema dignità abbiamo rifiutato la scuola l’oratorio la televisione i giornali per scendere in piazza con i bastoni i saluti romani la camicia nera – forse folklore eccessivo? Stupida prova di forza? – i modesti manifesti vergati con la vernice per lanciare il nostro ‘canto libero’… (A Bella Ciao un Lucio Battisti merita e in abbondanza!).

Già, altre storie di altri tempi, di uomini e donne che l’anagrafe impietosa cancella e che i vivi cancellano dalla memoria… La strategia la tattica (s’intende la distinzione o anche in esse il caos si rende sovrano?), i tempi nuovi e distanti (‘o tempora! o mores!’ e Pound chiuso in una gabbia ‘uno schianto non una lagna’), di necessità virtù (un amico ironico ripeteva che ‘i proverbi sono la saggezza dei fessi’) ed altro ancora… Sia gloria a voi uccisori di serpenti anticipatori di una generazione più bella e più libera. Se , dunque, è questo il vostro intento, attraversate il mondo seguendone il cammino, io resto tolemaico. Sì, a parte uno scrivere con il gusto della battuta, partecipo ed auspico i venti del cambiamento e invidio chi se ne fa interprete per giovanile ardore e spregiudicato sentire, sì, però lasciatemi stare ‘faccia al sole e in culo al mondo’ con le mie visioni la nostalgia il passato che non muore e le canzoni, la tante canzoni – contro l’usura contro i pugni chiusi contro il cielo e gli dei ostili sui monti nel ciel sulle strade e sul mar –, dove le note di Bella Ciao non possono non devono non voglio che trovino accoglienza e giustificazione…

Mario Michele Merlino

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Categorie: Antagonismo, Politica

Pubblicato da Mario Michele Merlino il 15 Novembre 2014

Mario Michele Merlino

Nato a Roma 2 giorni prima dell'entrata degli alleati, quindi 'obbligato' per fedeltà ad appartenere ad altra Repubblica. Prima con la spranga sui denti (altrui) poi con la penna irriverente sbruffone parolaio, cioè 'geniale'... con poche idee e tante emozioni in attesa di sapere cosa farà da grande...

Commenti

  1. Prof. Merlino, più la leggo più mi sto ricredendo. Ho sempre vissuto pieno di pregiudizi, lo ammetto! Si diceva lei fosse uomo dei ‘servizi’, forse non infame comunque non raccomandabile! Del bel giornale che è Ereticamente, rifuggivo sempre i suoi articoli! Mi chiedevo la sua vicinanza con l’amico Roberto Mancini. Un giorno qui su Facebook risposi ad un post e ricevetti il ‘mi piace’ da Casalena allora mio amico, da lei e dall’amico Roberto Mancini (ricordo che lei e Roberto siete i due bianchi di Barbara). scusi la lunga digressione…chissà che non trovi il coraggio di mettere da parte i miei pregiudizi chiedendole amicizia! Sursum corda.

  2. mariomerlino

    me lo auguro anch’io. indipendentemente da comuni amici…

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