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ANGELO BERARDI – Eroico navigatore del cielo

ANGELO BERARDI – Eroico navigatore del cielo
La sera del 4 dicembre del 1918 apparve sul mare di Taranto il dirigibile O/5, partito all’alba da Ciampino, pilotato dal maggiore Angelo Berardi che veniva a far visita alla sua famiglia. Una violenta bufera lo fece scomparire tra le nuvole, preda dell’uragano. Le angosciose ricerche portarono al ritrovamento di alcuni rottami dell’aeronave e di indumenti di volo del pilota. Così, tragicamente, “sazio di vittoria, dileguò come nel ratto misterioso dei prischi eroi latini”, scrisse Gabriele D’Annunzio.
Berardi aveva 31 anni. Sulla facciata del Palazzo degli Uffici fu murata una lapide dettata da Alessandro Criscuolo. Gli fu dedicata la via dove nacque (9 giugno 1887).
Entrato nell’Accademia Militare di Torino, dopo la scuola di Artiglieria e Genio, fu destinato in Libia con il grado di tenente. Compì azioni di guerra per le quali meritò decorazioni italiane e straniere, nonché la promozione al grado di Maggiore.
In copertina: frontespizio del libro illustrato da F. Malato, edito a Bari nella Tip. Unione – E. Accolti – Gil & C. nel 1919, a cura di Niccolò Tommaso Portacci per onorare i caduti della Grande Guerra.
“ANGELO BERARDI – Eroico navigatore del cielo”, riedizione curata da Domenico Sellitti, Edit@ Casa Editrice & Libraria, ISBN  978-88-97216-68-1, pagine 156 € 10,00
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Categorie: Grande Guerra, Libreria

Pubblicato da Ereticamente il 28 Novembre 2014

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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