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`Paniche´

`Paniche´

di Stefano Colombo

Poesie sibilline e folgoranti, direttamente dalla Grecia arcaica, che, pari a veri frammenti oracolari, svelano il mistero del Mito. Echi di una grecità limpida e potente, intrisa di magia, non ancora macchiata dalla filosofia. Tant’è che il Mito non conosce astrusità intellettuali, o speculazioni filosofiche, care invece ai greci a partire da quella nota data che segnò la fine del mondo arcaico e della sua forma mentis totalmente intuitiva e super sensitiva: il 600 avanti Cristo.

In questo libro non troverete niente che appartenga alla Grecia classica, in questo libro non troverete niente che abbia a che fare con l’allegoria (persino un Platone e un Plotino scambiarono i miti per allegorie sulla… morale), in questo libro non troverete niente che abbia a che fare con febbri di salvazione di un certo orfismo, non troverete quel che giustamente un Rodhe nel suo capolavoro Psyche chiamò puritanesimo.

Qui ancora vive l’Enigma, il Mistero, e allo stesso tempo quella percezione diretta e solare delle cose, la visone panica del mondo, che è tutta preolimpica, caratterizzante un’era in cui l’uomo viveva nella cratofania, divenuta poi ierofania, e infine, per l’incapacità dell’uomo nuovo di vivere e percepire l’Immediatezza Numinosa, teofania.

CHI PAN NON CONOSCE
CATEGORIE PONE
CHE L’APEIRON SCOMPONE


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Categorie: Libreria

Pubblicato da Ereticamente il 23 Ottobre 2014

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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