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Samurai come uomo della tradizione

Samurai come uomo della tradizione

Samurai. L’eternità in un attimo, l’attimo immenso e infinito che ritorna per l’eternità. Quando si parla di tradizione, non si può prescindere da questa grande figura. Il samurai, artista e guerriero, indagatore e profondo conoscitore dell’io. Una delle figure più lontane in assoluto dalla modernità consumistica, dove onore, coraggio, lealtà e azione trovano il loro punto d’incontro più alto. Samurai, la guerra come arte, il combattimento come fine per superare se stessi. Attraverso il combattimento con l’avversario avviene la più potente forma di introspezione e di superamento dei propri limiti. La Katana come anima e prolungamento del proprio corpo, come elemento imprescindibile da sé. Il samurai come guerriero nietzscheano ante litteram, pienamente immerso nell’eterno ritorno dove l’attimo viene vissuto pienamente e ripetutamente nel tempo, trasmutando tutto ciò che è borghese. Egli è il creatore di nuovi valori, di un nuovo modus vivendi. Samurai come forma di antimaterialismo nel solco della tradizioni nipponica. Come spiritualismo puro, come individuo membro e difensore della propria comunità, la cui anima è un tutt’uno con l’universo. Samurai, come esteta ed amante del bello. Nei momenti di pace, il samurai si scaglia contro se stesso attraverso la poesia o la pittura, per poi ritornare in battaglia appena necessario.
Nel solco del Bushido, la via del guerriero. 

Giorgio Mari
Corridonia (MC)

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Categorie: Bushido

Pubblicato da Ereticamente il 21 Settembre 2014

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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