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O l’Europa o la Madonna

O l’Europa o la Madonna

La contraddizione dura ormai da troppo, troppo tempo: l’Europa cristiana, e dunque giudeo-cristiana, è un controsenso inaccettabile in campo identitario e chi si sente chiamato a difendere l’Identità e la Tradizione, genuine, del nostro Continente deve tagliare il cordone ombelicale con la Chiesa e le sue dottrine.

Cattolicesimo, ortodossia, protestantesimo, poco cambia, si tratta sempre di derivati di un’eresia dell’ebraismo che con l’Europa non ha nulla a che fare e che inquina solamente il dibattito patriottico: o si sta con l’Europa o si sta con la Madonna.

Sterile professarsi patrioti se la propria fede patriottica è zavorrata dalla ingombrante fede cristiana, che peraltro è assolutista e in cima ad ogni cosa mette il suo dio (che è ancora quello degli Israeliti); o si serve l’ebreo Gesù e tutto il suo armamentario di superstizioni semitiche o si serve l’Europa da veri Europei, facendola finita una volta per tutte con quell’untuoso e ipocrita identitarismo da sacrestia che invalida e banalizza solamente ogni seria tematica identitaria.

Il sospetto, è che gli identitari cristiani difendano la loro fede, spacciandola per identitarismo, o perché han paura dell’inferno, o per esorcizzare la fede stessa, una fede debole, femminea, invalidante, con dei muscoli crociati di cartapesta, oppure ancora solo per moda controcorrente. Il cristianesimo è moribondo in tutta Europa, dove più dove meno, e in talune zone è addirittura morto; sopravvive però come filosofia di vita progressista, egualitarista, terzomondista, umanitarista (e questo termine è ipocrisia pura consumata sulla pelle dei popoli europei), universalista, e dunque profondamente e insanabilmente anti-identitaria.

Ma come si può pensare di conciliare il nazionalismo con una religione prima di tutto aliena (è mediorientale, signori, non dimentichiamocelo) e poi assolutista, una religione che, coerente, parla di pace, amore, perdono, uguaglianza relativistica, e, incoerente, abbrustolisce mezza Europa sulle pire dell’intolleranza semitica?

Sarebbe decisamente ora di tagliare fuori il cristianesimo dalla pugna identitaria, e poco me ne cale se nella adorata Russia l’ortodossia è un baluardo identitario: per me, al di là delle varianti, o si è patrioti, nazionalisti, identitari europei oppure si predica la carità cristiana, e tutto il bagaglio di isterie tipiche delle sottane pretesche.

Non intendo bandire crociate al contrario contro la Chiesa, ci mancherebbe. Io non sono un ipocrita come i cristiani, che durante l’Impero Romano invocavano tolleranza ma dopo aver “vinto” diventarono mille volte peggiori dei loro persecutori pagani.

Sì, perché fino a Roncalli la Chiesa assolutista teneva in pugno l’Europa col terrore, l’oscurantismo, l’intolleranza più becera e bigotta possibile, ma col Concilio è cominciata la sagra del catto-comunismo per tentare di sopravvivere, anche in un’Europa sempre più istruita, laica e smaliziata. Non è certo un caso se i papi insistono cotanto col terzo mondo: dovranno pur riempire chiese, seminari, oratori in qualche modo, per supplire all’emorragia di fedeli indigeni. Altro motivo per cui il cristianesimo è nemico dell’identitarismo.

Sia chiaro, non sto tessendo le lodi dei progressisti atei che, confondendo l’Europa con la Chiesa, sparano bordate contro questa pensando sia l’ultimo baluardo dell’Identità e della Tradizione, quelli son solo dei mentecatti. Sto però dicendo che l’Europa non cristiana, colta, vaccinata è una benedizione, e tocca poi a noi identitari farci in quattro per instradare l’ostilità verso la Chiesa nel consono alveo identitario, per evitare che dalla padella cristiana si cada nella brace mondialista.

La Chiesa cattolica, ieri opprimeva in ogni modo i nostri Padri reputandoli carne da macello da sfruttare in ogni modo possibile, e da vessare mantenendoli perennemente in uno stato di ignoranza e superstizione; oggi invece opprime noi, loro eredi, con tutte quelle balle che tanto piacciono anche a liberali e social-democratici, tra cui terzomondismo e relativismo anti-identitario. E in nome di cosa poi? Di un dio straniero e assolutista, inventato dagli Ebrei, e che da quando ha toccato il suolo europeo l’ha inaridito con una rovente ventata di Medioriente.

Il deserto mediorientale ha assalito la lussureggiante Europa indoeuropea e pagana, traviandola, pervertendola con tutto l’armamentario di favolette semitiche, sacrificando sull’altare di Geova i frutti migliori di una millenaria Civiltà indigena e ariana. Un deserto che per rendersi accattivante s’è poi camuffato con la Tradizione europea, e ha parassitato il pensiero greco-romano.

E non paghi di questo, ancora oggi ci sono sedicenti patrioti che vogliono oltraggiare l’Europa con il giudeo-cristianesimo, per di più corteggiando, per sopravvivere, l’altra sorella più piccola: l’islam.

Ridicolo però accanirsi sull’islam quando abbiamo ereditato un’Europa distrutta e castrata proprio dal giudeo-cristianesimo. L’islam, a livello continentale, è l’ultimo arrivato e ha trovato un Continente già devastato dai credi stranieri suoi fratelli.

Il problema dell’islam, quello principale, sta nel fatto che è praticato soprattutto in Oriente e questo implica legame strettissimo con le moderne migrazioni di disgraziati da Asia Minore, Medioriente, Nordafrica, Africa, sud-est asiatico.

In Europa ci sono le ben note sacche balcaniche, musulmane, ma i Turchi hanno inciso poco da un punto di vista razziale. Lì il problema è l’uso strumentale, anti-serbo, che viene fatto dell’islam, da parte di atlantisti e Americani, che hanno ridotto la Iugoslavia ad un mosaico di staterelli-francobollo con l’unico scopo di destabilizzare la regione e distruggere Belgrado.

Ditemi, pensate forse davvero di combattere l’islamizzazione (ingigantita comunque, per coprire i crimini americani e sionisti) con paccottiglia ad essa affine? Guardate che a Poitiers, Lepanto e Vienna gli “infedeli” furono rispediti al mittente con le spade, non con i vangeli. E guardate anche che le Crociate non furono il tripudio della fede cristiana ma dello spirito guerriero e avventuriero dei popoli germanici.

Prima la facciamo finita col cristianesimo spacciato per identitarismo e tradizionalismo e meglio è. Questa contraddizione ha fin troppo appestato l’ambiente e la cosiddetta “area”.

Ma poi scusate, devo forse ricordarvi chi, per secoli, ha impedito l’unificazione del Paese scatenando tutte quelle tipiche magagne italiane che ancor oggi ci portiamo appresso e ci ha, oggi come ieri, tirato in casa il forestiero? Da Pipino il Breve ai barconi di Lampedusa.

Ave Italia!

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Categorie: Etnonazionalismo

Pubblicato da Paolo Sizzi il 21 Settembre 2014

Paolo Sizzi

Lombardo orobico, Italiano, Europeo, classe 1984. Letterato, sulla Rete dal 2006, da sempre cultore di valori identitari e tradizionali. Senza rinnegare la formazione völkisch evolve il pensiero nell’Italianesimo Sangue e Suolo, coerente con un disegno etnonazionale federalista. Appassionato di antro-genetica, si definisce Nordomediterranide, fusione di elementi ario-italici/celtici con il sostrato ligure. E la Lombardia è proprio questo: una terra ligure e alpina arianizzata da Celti e Italico-Romani, e con un benefico tocco germanico.

Commenti

  1. Fabio Calabrese

    Splendido articolo, di cui sottoscrivo ogni virgola. Sbarazziamoci della superstizione cristiana una volta per tutte. Il cristianesimo e la Chiesa cattolica sono e sono sempre stati la disgrazia dell’Italia. E’ verissimo, o si condivide la nostra Weltanschauung oppure si è cristiani, le due cose non possono andare insieme.

  2. Da pagano. Sottoscrivo anch’io ogni parola, la religione può essere intimista come è il cristianesimo i cattolici l’hanno trasformata in qualcos’altro è stata un’operazione di facciata politica!

  3. BRUNO

    COLUI CHE HA SCRITTO E PUBBLICATO QUESTO ARTICOLO E’ UN CAMERATA CHE PARTEGGIA PER GLI EBREI FACENDO FINTA DI ESSERE CONTRO DI ESSI E IN REALTA’ E’ UN NAZISTA CONTRO IL CRISTIANESIMO, FRUTTO DI UN’ASTUTA MACCHINAZIONE MASSONICA..!, TI DO L’INCARICO DI SENSIBILIZZARE SU QUESTO PERICOLOSISSIMO ORRORE CHE MINACCIA BUONA PARTE DEI CAMERAT IDI DESTRA COME MISTIFICAZIONE ANCHE IN FORZA NUOVA, NOI SIAMO CRISTIANI , SIAMO TEMPLARI NON SIAMO NAZISTI QUESTO E’ E DEVE ESSERE L’IMPERATIVO DI TUTTA FORZA NUOVA..

    • Paolo Sizzi

      Amico, guarda che l’ebreo era il tuo dio messo in croce e il suo presunto Padre, mica io. Il resto penso sia solo il solito delirio pretesco su massoni, giacobini, gombloddi vari.
      Forza Nuova è un feudo di Padre Tam, e direi che proprio per via del suo clerico-fascismo è un soggetto politico che non può dare nulla a nessuno.
      Aria nuova e basta col vecchiume riproposto come minestra riscaldata.

  4. Accad

    Amministratori.
    Mi rincresce dirlo ma stiamo scadendo nel ridicolo. La critica, la polemica il dissenso quando sono fonti di approfondimento sono benvenuti perché costruttivi. Lasciare spazio a chi le usa in maniera impropria e, soprattutto, per scatenare liti non è bene.
    Censurare no ma filtrare si.

  5. Il giudeocristianesimo, dopo aver liquidato il comunismo, ha inventato il nuovo nemico:l’Islam. Spiace dirlo ma i sedicenti tradizionalisti, che pullulano su questo sito e che predicano le nuove crociate,contro gli islamici, altro non sono che le becere reincarnazioni di Oriana Fallaci. Degna personificazione della porcilaia occidente, femmina isterica,mai sposa, mai madre, sterile con alla bocca penzolante l’ennesima sigaretta, ex marxista,ex staffetta partigiana, ammiratrice della nuova barbarie che domina l’occidente: gli USA, morta di cancro a New York, ove si era trasferita. Le sue interviste ai leader islamici, erano delle continue provocazioni, sature di presunzione e di odio, imbevute di tutte le presunte superiorità occidentali nei confronti di presunti incivili. Chi predica contro l’Islam una nuova crociata è oggettivamente schierato con simili stercaioli occidentali, che meritano solo un sovrano disprezzo, mai di essere difesi. Non scordiamoci mai delle Waffen SS islamiche della Divisione Skandenberg, di Rène Guènon, del Gran Muftì palestinese,Fronte unico contro USA e Israele tutto il resto merita di perire, anzi merita come insegna Evola la spallata finale.Poi andrei cauto con l’identificare il colore della pelle con un presunto arianesimo. Ci sono giudei che grazie alla millenaria mescolanza delle razze, sono biondi, alti, con gli occhi azzurri, ma il cui animo è intriso di giudaismo.Questi occidentali non sono i nostri alleati ma i nostri nemici!

    • Paolo Sizzi

      Attenzione: quando io parlo di “Ariani” da un punto di vista biologico e razziale, intendo i Proto-Indoeuropei, i nomadi kurganiti delle steppe che, diffusi in Eurasia, hanno propagato ed imposto lingua, religione, cultura, tecnologia tipiche del loro mondo; in origine non erano biondoni hitleriani ma piuttosto cromagnoidi, dunque certamente alti, possenti e dolicocefali, ma non biondazzurri. Tali lo sono diventati quando la cultura Corded giunta nel nord-est europeo ha ibridato i dominatori ariani con i sottoposti indigeni biondi e occhi azzurri e pelle chiarissima, appunto.
      Da un punto di vista spirituale invece, quando parlo di arianesimo intendo quei valori imperituri che Grecia, Roma, Celti, Germani, Indo-Ari, Iranici e così via hanno tramandato fino a noi e che tutti noi abbiamo il diritto e il dovere sacrosanto di difendere e preservare dalla barbarie mondialista e abramitica.
      Quasi superfluo aggiungere che oggi conti essere razzialmente Europei (perché gli Arii genuini, soprattutto nell’Occidente europeo, furono sempre una minoranza, una élite guerriera), ma, sicuramente, come sempre e giustamente viene evidenziato in questo ottimo sito, spiritualmente in continuità con i nostri Padri ariani di ieri.

  6. Croato

    Caro amico, questa frase dimostra che non capisci tanto dela nostra regione. “atlantisti e Americani, che hanno ridotto la Iugoslavia ad un mosaico di staterelli-francobollo con l’unico scopo di destabilizzare la regione e distruggere Belgrado.” La Jugoslavia era una stato artificiale che i popoli non Serbi non volevano. Non l hano distruto gli Americani, che si sono attivati nel conflito nel 1994. L abiamo distruto noi Croati con la vitoria nella nostra guerra d’indipendenza gia alla fine del 1991., e siamo fieri di questo, come voi Italiani siete fieri di aver vinto contro l Impero Habsburgo nel 1859. ( Anche questo a destabilizato la “regione” con lo scopo di indebolire Viena ). Se sei identitario allora rispeta le altre identita e non glofirichi la hegemonia di Belgrado con una serbofilia superficiale.

    • Paolo Sizzi

      Sì, peccato che Serbi e Croati siano la stessa gente parlante la stessa lingua (serbo-croato). Le uniche differenze sono religiose, e a me difatti basta sapere che dalla vostra parte c’era il Vaticano. Dietro i separatismi c’è sempre la longa manus degli interessi sovranazionali.

  7. Croato

    Le linque sono diferenti e anche la cultura e asai diferente. Il soporto dal estero non puo esere un argomento per negare l identita e Ia realta etnica. La Gran Bretagna era dala loro parte e la Germania da parte nostra ma questo aspeto non puo negare l identita nazionale. L Europa puo esere la patria di tuti i nostri popoli solo se le diferenze vengono legitimate e non contestate. Esere amichevoli ala hegemonia Serba puo contribuire al progeto identitario.

    • Paolo Sizzi

      Le uniche differenze significative sono religiose, vi siete scannati per quello dopotutto no? Comunque non è che una fazione debba prevalere su di un’altra, ma ci vuole federalismo.
      La divisione nei Balcani, mi spiace, ma è frutto degli intrighi internazionali: quale sarebbe il significato di Kosovo, Montenegro, Macedonia indipendenti se non piegare Belgrado e occupare con stati-fantoccio atlantisti la zona? Serbi, Croati e Bosgnacchi sono grossomodo la stessa gente (Illirici + Slavi meridionali e qualche influsso germanico). Se i vari popoli europei dovessero ragionare come voi va a finire che ci ritroviamo una collezione di francobolli, non un continente.

  8. Croato

    *non puo contribuire al progeto identitario

  9. Croato

    La religione resta una cosa importante dale nostre parti. Il Catolicismo gerarchico e l ortodosia gerarchica sono vicini ale radici pagane e sono state un elemento che mobilitava il conflito non una religione di pace, toleranza e amore come lo era la fede Cristiana. Forse tra 20 o 30 anni sarrano nela stesa situazione come nel occitedente, ma per ora non scomparirano.
    Noi e i Serbi veniamo da culture diferenti perche eravamo influenzati da forze diversi. Noi dal Austria Habsburga, e loro dala Russia e dal impero Otomano. Per questo non esisteva mai una etnia che poteva unirci, le difereze eranno troppo grandi, e per questo la Jugoslavie era un stato che non poteva sopravivere, crato dal ordine dopo Versailes sostenuto dalle forze Occidentali. Dopo i comunisti avevano creato un regime che aspirava al Terzo mondo e un ordine multiculturale che portava alla disoluzione del elemento nazionale. La divisione era avenuta per la realta etnica, non per interesi dal estero perche tante forze sostenevano la Jugoslavia. Gran Bretagna, Francia specialmente e erano contro la ricognizione della Croazia e Slovenia, anche i Stati Uniti anno datto un gran SI a Milosevic quando aveva iniziato la guerra nel 1991. Quando non e riuscito la situazione era diversa e dal 1994. posiamo dire che loro erano contro Belgrado. La Macedonia e andata da sola e i Serbi non ne fregavano niente, Il Kosovo aveva solo 5 % Serbi nel intera popolazione, anche questo era insostenibile. Certo che gli Americani anno sfrutato la situazione li per i interesi geopolitici ma il elemento primario di questi cambiamenti era la realta etnico-teritoriale. Per esempio noi siamo entrati nel bloco atlantista nel 2008. 17 anni dopo l indipendeza, non siamo stati creati per l interese americano, ma per voglia della popolazione. Poi, anni dopo l elite dello stato a deciso di andare in qusto bloco geopolitico.Riquardo al continente, se il stato nazione continuera di perdere l importanza alora l intero continente potra esere unito e questo puo solo acadere se tuti i “piccoli” popoli avrano una autonomia, invece se qualche popolo esercita la dominazione allora la soversione e i confliti continuerano. Insoma, un intero crolo del sistema dominante deve avenire per un cambiamento del genere, e questo non dipende da una eventuale sopravivenza della Jugoslavia o da stati “piccoli”.

    • Paolo Sizzi

      Sicuramente la situazione croata o balcanica la conosce meglio lei di me, ma se la mettiamo nel campo delle influenze straniere allora anche l’Italia andrebbe ridotta ad uno spezzatino tra Siciliani influenzati dagli Arabi e Lombardi dalla Mitteleuropa. Ma capisce bene che non è una soluzione pratica e conveniente.
      Io auspico una federazione o confederazione anche a livello iugoslavo, giusto per capirsi, nel pieno rispetto delle specificità di ciascuno. Si ricordi che i conflitti fanno comodo ai forestieri non a voi, ai Serbi, agli Albanesi e via dicendo.

  10. Accad

    Le considerazioni di Croato sono legittime ed anche valide. A ben vedere non mi pare che possano considerarsi antitetiche a quelle di Sizzi, differenti si ma confluenti in una visione identitaria. L’ingerenza della Santa Sede negli affari nazionali ed europei è cosa conclamata, che rappresenti una religione che di scheletri nell’armadio ne ha a iosa è verità rivelata. In questo caso, però, più che un fideismo verso il Vaticano la religione cristiano-cattolica diviene uno scudo ed una opportunità per preservare la propria cultura. Se vogliamo considerare un futuribile (auspicabile) “impero” europeo è nel riconoscimento delle varie identità che formerà la base della sua forza. Identità che furono sempre rispettate da Roma che, a vario titolo e condizioni, furono mantenute dagli Asburgo e che, inutile negarlo, sussistono tutt’ora. L’Italia, per esempio, per vigliaccheria e convenienze altrui ha negato e soffocato le sue identità invece di coltivarle e farle confluire in un progetto nazionale concreto. Conclusione!?! L’Italia di oggi.
    Però e qui mi rivolgo a Croato, attenzione che troppe volte la difesa delle identità ha mascherato e maschera interessi da divide et impera per i soli scopi di sfruttamento delle risorse economiche, naturali e politiche. Spetta a noi lottare e difendere millenni di cultura e storia, spetta a noi decidere di essere o cittadini di nulla o sudditi di un’Europa dall’atlantico alle steppe trans-uraliche.

  11. Croato

    Signor Sizzi e Accad, grazie per le vostre risposte. Condivido una grande parte del vostro pensiero. La traietoria storica e andata cosi, e adesso abiamo quelo che abiamo, il proceso che a formato le nazioni e finito, si deve gestire con questi elementi che sono reali. Vorei solo dire che in questa situazione nel Europa Sudeste sarrebe meglio auspicare una federazione o confederazione al livelo del intera Europa, no una regione Balcanica, perche non funzionerebe con il grave peso del pensiero sul pasato e le popolazioni non la accetterebbero mai. Se propio si dovrebe fare una divisione regionale, la Croazia e la Slovenia andrebero meglio in una regione Danubiana, che potrebe cogliere tante simpatie, perche la monarchia Habsburga anche oggi da queste parti a una memoria veramente positiva. Ripeto, condivido i punti piu importanti del vostro pensiero e spero che l’ Italia come la Croazia e l intera Europa ritrovera il suo destino.

    • Paolo Sizzi

      La cosa più importante è la salvaguardia etno-razziale e ambientale del nostro Continente, le suddivisioni statuali riguardano i popoli e i patti tra di essi.
      Io personalmente vorrei un’Italia federale che non perda pezzi, nonostante le differenze regionali, ma rispetto altri punti di vista a patto che i valori fondamentali quali Sangue e Suolo siano condivisi.
      Riguardo Balcani e Iugoslavia, pur pensandola come esposto sopra, la decisione spetta certo agli interessati. Ma proprio per via degli intrighi che si trovano dietro i moderni stati nati dalle guerre balcaniche preferisco un patto federale tra le varie genti piuttosto che Kosovo indipendente o roba simile.
      Poi, ripeto, non spetta a me decidere.

  12. Accad

    Chiaro!
    Dato che questo “dibattito” si sta dimostrando veramente interessante non fosse altro per il fatto che punti di vista distanti si stanno raggruppando in un unico condiviso, almeno nella sua gran parte.
    Personalmente ritengo che un “impero” europeo debba basarsi solamente su basi rigorosamente di salvaguardia delle singole entità storiche e culturali. L’innesto forzoso, tipo quelle che stiamo vivendo è un’offesa al buon senso. Non solo, mi spingo sino al punto che se all’interno di una grande comunità storica (Croazia, Serbia, Francia ecc…ecc..) sussistano enclave differenti (minoranze linguistiche e/o etniche) queste andrebbero salvaguardate riconoscendo loro un’apposita autonomia all’interno della più vasta realtà. Mi spiego e prendo come esempio le minoranze italiane in Croazia e tedesche in Italia. In un contesto europeo differente, molto differente, queste comunità dovrebbero godere di garanzie non solo nella giurisprudenza dello Stato ospitante ma nella salvaguardia della loro cultura, il tutto nel reciproco rispetto. Io riconosco e difendo le tue leggi, tu difendi e rispetti la mia entità. Un’Europa si fatta sarebbe virtualmente una confederazione ma sostanzialmente condividerebbe una storia e genesi comune. La storia della Spagna è legata a quella della Francia, questa all’Italia e alla Germania a loro volta alle genti balcaniche; e così via in una sorta di nodo gordiano che non potrà mai essere sciolto neanche con la fatidica spada perché sono dati di fatto sono realtà. Allora la consapevolezza di essere europei da Roma ad oggi ci renderebbe unici perché le singolarità vivono e convivono in un tutto unico fieri della propria comunità.
    Ho espresso il tutto in maniera molto semplificata spero di essere stato compreso.

    • Croato

      @Accad comprendo che vuoi dire. Gurdando l´ ingustizia fata a gli Italiani nel Istria e ala minoranza Tedescha nel ex Iugoslavia, da parte dei comunisti titini, i popoli che vivono su un teritorio devono esere rispetati.

  13. Accad

    Croato ti ringrazio di cuore per la cortesia dimostrata.
    Credimi il discorso vale non solo per noi o per voi vale per tutta l’Europa. Quando gli europei avranno la consapevolezza di essere tutti un popolo, allora le nostre terre, dall’Atlantico agli Urali saranno veramente libere e i vecchi rancori apparterranno ai percorsi della storia.

  14. WERWOLF

    Grande Sizzi, ha dimostrato la sua cultura anche con questo scritto. Ho letto i commenti e sono d’accordo che, l’Europa deve restare unita e compatta, solo in secondo stadio puo occuparsi di nuove / vecchie valutazioni nazionali. Saluti

  15. giulia

    che ignoranza inaccettabile non sapere che il cristianesimo lo fonda il mitraista zoroastriano Costantino, Imperatore Romano, figlio del Romano Costanzo Cloro e della Celta Elena della Famiglia Giulia…

    che ignoranza inaccettabile non sapere che in India il Dio della Ruota Solare Khrishna, Padre degli Ariani, è chiamato anche Khrista o Khristo

    che ignoranza inaccettabile non sapere che dietro le balordate giudee si nasconde lo zoroastrianesimo, il Sole Invitto, e che Xrys, da Cristo, significa incrociato… il Sole.

    • Ignoranza? Lo sanno anche i sassi che il cristianesimo ha parassitato il paganesimo indoeuropeo, motivo in più per stigmatizzarlo visto lo snaturamento della religiosità indoeuropea per tramite proprio di quello che viene concepito in Medioriente.
      Non è il paganesimo che ha parassitato il cristianesimo, è il contrario, e di quanto lei denuncia la Chiesa non ha, per di più, alcuna coscienza.
      Restituiamo dignità alle religioni ariane tradizionali, e lasciamo perdere la chincaglieria giudaica che qui, appunto, si denuncia. O forse si ha paura di finire all’inferno?

  16. Sepp

    Signor Sizzi, ho la percezione che non i suoi lettori non vogliono capire la differenza fra europeo e cristiano, io credo che non possono suicidarsi riconoscendo che sono solo degli schiavi (slavi) delle ideologie e che le religioni dividono e non uniscono, perche’ anche anche all’interno delle religioni c’e’ sempre quello piu’ intelligente di tutti. che ridere quando sento quelli che si definiscono di destra definirsi crociati o templari, effettivamente sono di destra e non appartengono a coloro che nell’ultima guerra hanno tentato di liberare lìEuropa dal cancro delle religioni abramatiche, infatti logge massoniche, sinagoghe, chiese cristiane e protestanti hanno fatto un fronte unico, quello era un movimento politico europeo e non un surrogato. Chi non capisce questo e’ solo perche’ appartiene a coloro che hanno tutti gli interessi affinche nulla cambi.

  17. carlo64

    Scopro oggi questo interessante articolo, ad un anno della sua pubblicazione; mi ritrovo in molte cose, ma in alcune no, sintetizzabili (non sembri provocatorio) nella domanda: ma Cristo era ebreo o no?
    Domanda, lo ripeto, che non sembri provocatoria, e lo dico sulla base di questi stati di fatto:
    1. La regione in cui è nato Gesù era di recente ebraizzazione, ossia conquistata, ma etnicamente parlando era costituita sostanzialmente da assiri:
    2. Gesù stesso non era di madrelingua ebraica;
    3. Dai vangeli, fin dall’episodio dei Re Magi, passando per il dualismo bene – male, traspare un complesso di credenze che sembrano far capo al filone zaratustriano;
    4. Non mi sembra un caso infatti che i primi e più grandi adepti del cristianesimo fossero i mithraici (di fatto, zaratustriani occidentali), al punto che il Pater Patres mithraico consegnò spontaneamente i suoi simboli (ad esempio il cappello detto “mitra” al Vescovo di Roma quando i Cristiani divennero di fatto preponderanti… e si potrebbe continuare.

    L’idea che mi sono fatto, in altri termini, è che di base il cristianesimo sia stato fatto rifluire in un alveo culturale ebraico (la Bibbia, che in effetti non c’entra nulla coi vangeli) per uno scopo dapprima religioso (il dio ebraico è esclusivista, quello zaratrustriano no, e quindi confluire nell’ebraismo poteva dare la motivazione ideologica per fare fuori tutti gli altri sistemi di culto) e poi per motivi politici (=Costantino e i suoi maneggi…)…

    E’ possibile pertanto che il cristianesimo potrebbe, recuperando le su vere origini liberandosi da una artificiosa cappa post – ebraica, collegarsi davvero alle radici indoarie dell’Europa…

    • Credo che Gesù di Nazareth, se mai esistito, sia stato sicuramente giudeo (e figlio di Giudei dunque), ma forse sarebbe il caso di separarlo dalla figura solare del Cristo, concetto ariano appiccicato all’eresiarca ebreo-semita per far penetrare meglio il suo credo in Europa (penso poi sia pacifico che, in particolar modo nel caso cattolico, il suo culto si sia intriso concretamente di usi, costumi, rituali, pratiche risalenti alla gentilità). Io ritengo il cristianesimo un’eresia dell’ebraismo permeata di messianismo (e da qui lo scontro con i farisei e le speranze anti-romane per la liberazione di Israele), su cui poi si può essere tranquillamente innestata una tradizione orientale indoeuropea, ma anche occidentale greco-romana. Lei appunto citava Mitra, figura molto simile a quella del Gesù che diventa Cristo. Si sono dunque uniti due filoni, quello ebraico e quello indoeuropeo come “superstrato”, ma credo proprio che di base la religione cristiana sia monoteismo abramitico figlio del giudaismo: al ciarlatano ebreo “storico” si sovrappone la figura solare cristologica, ampiamente sgraffignata ai culti solari arii. Perciò penso proprio che se uno volesse riscoprire i culti tradizionali ariani farebbe decisamente prima a rispolverare quelli puri, piuttosto che perdere tempo con una religione che, anche se costruita sulle macerie del paganesimo parassitandone l’eredità, resta incentrata sul dio degli Ebrei e su personaggi biblico-evangelici di estrazione semitica, dunque non europea. Che poi la Chiesa abbia manipolato fonti testamentarie, vangeli, testimonianze sulla vita di “Cristo” e quant’altro per i propri porci comodi è risaputo.

  18. Eugenio

    Superlativo Sizzi! Chapeau!

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