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Le armi e gli armamenti italiani dal 1935 al 1945 – speciali e segreti – (conclusione)

Le armi e gli armamenti italiani dal 1935 al 1945 – speciali e segreti – (conclusione)

 

siluro

siluro radioguidato lanciato da un SM. 79 (SRC Rinaldi-Freri)

 b)    Siluro radioguidato

Il primo esperimento di siluri radioguidati fu effettuato nel 1932 nel lago di Bracciano.

Nei primi del 1942 a Pola fu testato in configurazione praticamente definitiva:

1) una boa galleggiante (vedi foto) conteneva il ricevitore – sistemazione atta a migliorare la ricezione del segnale –

2) una sostanza verde, fluorescente, consentiva di seguire il siluro consentendone una migliore direzione d’attacco (configurazione diurna), mentre per l’attacco notturno entrava in funzione un faretto luminoso.

3) il rateo di acquisizione del bersaglio andava da un minimo di 400 mt. a 5 km.

1a Nota polemica

Dieci anni per realizzare un prototipo operativo e decidere di… non usarlo.

Quando gli americani entrarono in possesso del progetto, lo considerarono all’avanguardia.

c)     Motobomba F.F.F (Freri, Fiore, Filpa)

Presentate già nel 1935. armi da 360 kg, sganciabili tra i 4 e i 5 mila metri con paracadute che si apriva a 130 m di quota. Poi, a circa un metro di profondità, cominciava a fare movimenti ‘a spirale’ per almeno 30 minuti a 15-20 kmh. Dopo 50 minuti si autodistruggeva. Aveva 90 kg di esplosivo, poi aumentati a 120, un motore da 3,5 hp e batterie a secco; a ben vedere si trattava di un connubio fra una bomba ed un siluro. Lanciate in presenza di un forte assembramento di navi nei porti o di fronte ad un convoglio se non addirittura al centro del medesimo (operazione molto rischiosa per il forte sbarramento antiaereo), ottenevano effetti devastanti vuoi per l’impatto contro nave vuoi per lo scompaginamento del convoglio.

Le bombe si “autoguidavano” sul bersaglio

Foto del servizio segreto americano

Foto del servizio segreto americano

copertina del documento di cui la precedente foto - si commenta da se

copertina del documento di cui la precedente foto – si commenta da se

2a Nota polemica      

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un’arma all’avanguardia e anche in questo caso non incontrò molto favore negli alti comandi che ne ordinarono solo 500 pezzi. Lo scarso (nullo) entusiasmo dimostrato conseguì risultati di pari entità.

I tedeschi compresero al volo il valore dell’arma e ne ordinarono 2000 esemplari che furono efficacemente usati negli attacchi contro Tripoli 19-20 marzo 1943 con 72 ordigni, il 26-27 dello stesso mese con 32 ordigni, quindi 70 il 13-14 aprile dello stesso anno, due giorni dopo (15-16 aprile) 33 su Bona.

Il risultato più eclatante fu ottenuto il 2 dicembre contro il porto di Bari con l’affondamento di 17 navi per un totale di 69340 tn. compresa la SS John Harvey carica di bombe all’yprite – omaggio dei liberatori americani. Questi ultimi classificarono il bombardamento di Bari come la “Seconda Pearl Harbor”. I morti civili italiani non furono mai definitivamente conteggiati stante il tasso di mortalità protrattosi per molti anni dopo la fine del conflitto.

 

Brevi considerazioni

Mi rendo conto che, riesumare o disquisire su quanto riportato in queste due parti, possa essere noioso e poco accattivante; materia fredda, scarna, poco adatta ad approfondimenti. Ho raccolto, selezionato, confrontato spezzoni di dati sparsi in mille rivoli, mai esaustivi, mai contestualizzati. Dati riportati in trafiletti e, soprattutto, volutamente non evidenziati – in Italia, differente la situazione se si esplorano siti inglesi e americani

Tal che, se mi è concesso, desidero difendere quanto riportato; non per la materia in se quanto per i coinvolgimenti storico-politici che comporta.

Mettendo insieme gli eventi politici del ’43 con queste poche immagini, si può comprendere che la fine dell’Italia veniva da lontano. I legami sottesi evidenziano una spirale infame e vergognosa che invischia la casa reale, la grande imprenditoria (FIAT docet) e gli alti comandi, ossia tutti gli attori che per la loro funzione erano preposti in primis alla salvaguardia e all’onore del nostro Paese.

Con la pazienza, vostra per leggermi e mia per lavorarci, cercherò di sviluppare ulteriormente la materia; inoltrandomi, agli dei piacendo, nei meandri degli eventi storici e militari.

Gianfranco Bilancini

 
 

Fonti

Il Regio Esercito alla vigilia dell’8 settembre

Storia del XX° secolo

Storia del Novecento

Storia Militare

Rivista Militare

Wikipedia, siti inglesi, tedeschi, russi e americani.

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Categorie: Seconda Guerra Mondiale

Pubblicato da Ereticamente il 6 Settembre 2014

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Daniel

    Trovo materia interessante da approfondire, dato che è pensiero comune, diffuso e propagandato che gli italiani in guerra hanno sempre e solo fatto schifo, codardi ed incapaci dotati di strumentazioni obsolete.
    Questi lavori invece ci permettono di rimettere le cose al loro posto ché, pur non potendo esimerci dal constatare che a causa del sabotaggi dei potentati anti-fascisti l’Italia in guerra ebbe sorte tragica, il valore dei combattenti ed il genio italiano non deve farne le spese.

  2. WERWOLF

    Propongo al pubblico di ereticamente di leggere anche ” la fabbrica della sconfitta ” si Piero Baroni.
    E consiglio ad Ereticamente un’intervista all’ex inviato speciale della RAI.
    Grazie per queste perle, continuate cosi!

  3. Ubaldo Croce

    Invito la gentile redazione di “Ereticamente” di leggersi due capolavori storici di Piero Baroni :1) Come e perchè si perde la guerra e 2) 1935-1943,la fabbrica della sconfitta. Nel caso foste interessati potrei mettervi in contatto col dott.Baroni per una bella intervista. il dott. baroni,ex giornalista RAI-Radio 2,ha fatto una lunghissima inchiesta sulle reali cause della nostra vergognosa sconfitta durante la II Guerra Mondiale,veramente interessantissima. la sua inchiesta è durata circa 25 anni e ha prodotti altri libri e articoli.

  4. Ivan

    Consiglio Ereticamente di intervistare e divulgare le verità scoperte dal professor Piero Baroni che ha scritto libri meravigliosi e interessanti da far espandere ai giovani e a tutta la gente perché l Italia deve sapere e non nascondere contattate il professore.

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