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Editoriale su Obama

Editoriale su Obama


Gentile Sig. Agnetti,
ho letto il Suo editoriale sulla Gazzetta di Parma del 29.03.2014 e non posso fare a meno di risponderLe punto per punto come segue:
TITOLO: Da Obama una spinta a restare in Occidente
IO LE RISPONDO: Da Obama l’ordine di restare in Occidente
LEI SCRIVE: A chi conviene una Europa che ancora stenta a “svoltare” in economia, dilaniata dal dilagare dei movimenti populisti e anti-euro e, per di più profondamente incerta e divisa sul fronte delle minacce di guerre tutt’altro che “fredde” che vanno addensandosi ai suoi confini? A tutti, tranne proprio che a noi europei
IO LE RISPONDO: se esistono movimenti populisti e anti-euro, è evidente che un motivo c’è. Ma questo motivo, cioè l’insoddisfazione, la delusione e la fregatura che hanno preso gli europei, non viene ascoltato e nemmeno preso in considerazione. Il contraddittorio è vietato. Questo la dice lunga sul vero volto dell’Europa che, da un lato si avvolge nella massonica bandiera blu stellata impastandosi la bocca della parola “democrazia”, mentre dell’altra pratica politiche intrise di uno strisciante stalinismo che non da voce, ma che anzi punisce, chi non è in sintonia con certi dogmi. Le minacce di “guerre fredde” vengono provocate dall’apparato militare e finanziario degli USA, che da sempre provoca e accende  micce in mezzo mondo per averne il controllo, diretto o indiretto. E siccome i governi europei sono composti da maggiordomi teleguidati (proprio come i droni), non possono fare altro che obbedire al loro padrone, magari con qualche distinguo o escamotage, ma sempre consci che non potranno mai mettere in pratica una politica europea autonoma e sovrana.

LEI SCRIVE: E’ il messaggio che Barack Obama, ripartito ieri da Roma al termine del suo tour de force sul Vecchio Continente, si è lasciato alle spalle.
IO LE RISPONDO:  Esattamente come sostengo nell’interpretazione del titolo, Obama riparte da Roma dopo aver lasciato i suoi ordini, ai quali il Fratello Renzi non disobbedirà.
LEI SCRIVE: Insieme all’incoraggiamento a darsi una bella svegliata. Magari alzando lo sguardo su ciò che sta accadendo al di là dell’Atlantico, dove i disoccupati contin uano a diminuire. Il PIL viaggia su ritmi più che doppi rispetto alla media dell’Eurozona e, non ultimo, è stato centrato lo storico traguardo della completa indipendenza energetica.
IO LE RISPONDO: Che i disoccupati al di là dell’Atlantico continuino a diminuire sarà forse riportato da qualche statistica stilata apposta per la “gonza comunità internazionale”, ma la realtà è ben diversa. I fallimenti, incluse le pubbliche amministrazioni, viaggiano a velocità tripla che da noi. Le file di disoccupati si gonfiano ogni settimana sempre di più. Chi trova un lavoro è precario e malpagato, senza tutele e quando il neo-assunto non serve più lo cacciano a casa senza complimenti. Le notizie che ho sono molto diverse dall’ufficialità mediatica che racconta solo balle stratosferiche per uso e consumo dei creduloni da bar che non vanno oltre la Gazzetta dello Sport. Per motivi di lavoro sono in contatto con funzionari e dirigenti di filiali di società multinazionali che trattano materie prime strategiche di vario genere. Quando si è a cena insieme, si parla di questi argomenti e la realtà che queste persone toccano con mano o vedono con i loro occhi è ben diversa. Loro stessi lo ammettono, magari in un momento di sfogo o di confidenza, tipico di quando si è attorno a un tavolo di ristorante al di fuori dell’ambiente di lavoro, che sulla verità occupazionale negli USA i media stanno zitti o mentono sapendo di mentire. Per quanto riguarda la completa indipendenza energetica la cosa non mi stupisce. Sul loro territorio hanno immensi giacimenti petroliferi e di gas, oltre a quelli in loro possesso fuori dai loro confini. Con l’Europa la natura non è stata così generosa ma potremmo avere una nostra tranquillità facendo accordi bilaterali, di comune interesse, con i paesi dotati di risorse energetiche. Questi accordi già esistono e funzionano ma ci sono di continuo interferenze da Washington che non ha mai visto di buon occhio un Europa sovrana e autosufficiente. E questo non lo dico io ma la storia degli ultimi cento anni.
LEI SCRIVE: Barack avrebbe quindi più di un motivo per dirsi e sentirsi tranquillo. Ma non lo è affatto. Lo si è capito dall’espressione prevalentemente seria e assorta con cui ha affrontato prima il G7 ad Amsterdam dedicato all’esplosiva situazione in Ucraina. Poi la visita (la sua prima da presidente USA) al palazzo della UE a Bruxelles.
IO LE RISPONDO: Per conto mio Obama può considerarsi abbastanza tranquillo. Fintanto che l’Europa sarà impregnata di capi di stato e dirigenti politici servi, senza dignità e senza rispetto per i propri cittadini, Obama può dormire sonni tranquilli. Non c’è bisogno che il padrone usi lo scudiscio, visto che il servo è ancora più servile di quanto il padrone aveva previsto.
LEI SCRIVE: Ed infine la tappa romana. Perfino durante la conferenza stampa con Renzi, il capo della Casa Bianca è parso limitare le battute e i sorrisi facili. Segno che gli anni passano per tutti (impressionante vedere la testa di Obama così incanutita)
IO LE RISPONDO: Anch’io ho i capelli quasi bianchi e non vedo perché ci si dovrebbe preoccupare del “povero” Obama se anche lui ha segni di incanutimento. Chi è lui per destare più preoccupazione rispetto ad un qualsiasi povero disgraziato?
LEI SCRIVE: Ma più ancora di un dubbio che deve avergli fatto compagnia anche mentre l’Air Force One lo conduceva ieri in Arabia Saudita. E il dubbio è: ce la farà l’Europa a restare agganciata all’Occidente? Per la prima volta, infatti, la risposta non è né facile, né scontata.
IO LE RISPONDO: Innanzitutto bisogna leggere tra le righe. “Occidente” per gli USA significa “stare con loro e nella NATO”.  Ma è appunto questo “Occidente” che ci ha portato questa grave crisi sociale, lavorativa e finanziaria. Lo stesso “Occidente” che ha invaso mezzo mondo di titoli tossici finanziari (ricordiamoci partiti dagli USA) che hanno messo le economie mondiali in ginocchio. Questo “Occidente” che ha trasformato la nostra società in un enorme bacino di depravazione, senza etica e moralità, dove non si fa altro che parlare di culi, culattoni, lesbiche, matrimoni gay, adozioni gay, depenalizzazione delle droghe, depenalizzazione della pedofilia, abbassamento dell’età legale per avere rapporti con minori, autodeterminazione sessuale, insegnamento della masturbazione e ai rapporti sessuali a partire dall’asilo e dalle scuole elementari (come sostiene un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e non del Bar Sport). Al riguardo basta digitare su Google “Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS e BZgA – Standard per l’Educazione Sessuale in Europa” e apparirà un manuale che altro non è che un quadro di riferimento per responsabili delle politiche, autorità scolastiche e sanitarie, specialisti. La stragrande maggioranza dei cittadini non ne sono al corrente e i media se ne guardano bene dall’affrontare l’argomento. E guai a essere contrari, sia in televisione che sui giornali. Tutti d’accordo all’unisono, senza un se, un ma, un forse o un però. E’ incredibile! Il cittadino, davanti alla televisione o in un intervista non ha il coraggio di ribellarsi o di dichiarare la propria contrarietà. Applaude, come un deficiente, senza sapere il perché. Poi magari, in privato, si trasforma in un omofobo spietato, e anche qui, senza alcuna razionalità. Ciò succede perché è anche colpa nostra che non abbiamo più  il dono del coraggio e della coerenza, abbiamo paura di essere malvisti o mal considerati, quindi appoggiamo linee di pensiero che non condividiamo. Una paura però che non ci impedisce di morire “spiritualmente” il che è ancora peggio della morte vera. “L’Occidente” finora non ci ha regalato nulla di buono, per cui se l’Europa “non ce la farà” (cioè, leggendo tra le righe, disubbidirà agli ordini atlantici), sarà un avvenimento da festeggiare.
LEI SCRIVE: Lo è ancor meno a due mesi scarsi da un voto (quello del 25 Maggio per il rinnovo del Parlamento europeo) che potrebbe sancire il trionfo di quanti, picconando senza pietà quel poco o quel tanto di “Europa” che siamo riusciti a costruire fin qui, stanno anche demolendo la stessa ragion d’essere degli storici legami fra del due sponde dell’Atlantico. E una Europa percorsa in lungo e in largo da folate disgregatrici d’ogni genere, e nel contempo sempre più “lontana” dall’alleato americano (“il più prezioso” come l’ha definito Renzi), è una Europa insesorabilmente più debole. Ricattabile. E pericolosamente alla mercé di chiunque.
IO LE RISPONDO: Se alle elezioni europee del 25 Maggio dovessero trionfare i movimenti anti-europeisti e anti-euro, sarebbe una salutare svolta. E poi continuo a non capire questa continua critica, accompagnata dal rifiuto di comprendere le ragioni di chi non è in sintonia col pensiero unico. In fin dei conti che cosa ci ha regalato quel “poco” o quel “tanto” di Europa che ci è stata imposta e fatta digerire a forza con l’illusione e l’inganno da un potere Illuminato che se ne infischia dei cittadini? Ci ha regalato disoccupazione, aumento della miseria, del disagio sociale, dell’immigrazione, delle tasse, delle spese, aumento dei suicidi, degli sfratti, delle morosità e delle insolvenze. E poi dovremmo abbracciare o perorare la causa di chi ha provocato le nostre disgrazie? Ci stiamo allontanando dal nostro alleato (leggi: padrone) americano? Bene. Sarebbe dovuto avvenire molto tempo fa ma si sa, i servi non si ribellano, leccano i piedi ai loro padroni. Solo gli schiavi possono farlo perché non hanno niente da perdere. Ma noi veniamo tenuti in uno stato di sudditanza, sufficiente a non transitare nello stato di schiavitù, evitando così brutte sorprese. Che poi Renzi definisca gli USA “l’alleato più prezioso”, beh, certamente non stupisce! Lo avrebbe detto Letta, Monti, Berlusconi, Prodi, D’Alema e così via scendendo fino a De Gasperi.
LEI SCRIVE: Putin l’ha capito e ci sta lavorando su alla grande. Infatti mentre noi stiamo qui a dirci “meglio tenerselo buono e al diavolo l’Ucraina!” ha aumentato dell’80 per cento le spese militari della Russia, superando in percentuale quelle degli USA!
IO LE RISPONDO: Putin ha capito da molto tempo che l’Europa è governata da una massa di cerebrolesi che si mettono sull’attenti davanti al così detto “Occidente” (cioè il paese di Obama). E’ chiaro che cerca di avvicinarsi amichevolmente all’Europa sperando che questa si stacchi dall’influenza americana. Anche perché Putin si rende conto benissimo che gli USA usano la sudditanza e l’imbecillità europea per finanziare e provocare “rivoluzioni colorate” nei paesi confinanti con la Russia per farli poi aderire alla NATO e installare missili diretti contro Mosca. Cosa che è già successa con tutti gli altri paesi dell’Est che hanno aderito alla UE, dall’Estonia fin giù alla Bulgaria.  All’America non va giù che una Russia, il cui sottosuolo è il bacino più ricco al mondo di materie prime, sia governata con autodeterminazione e sovranità. Gli USA gradirebbero più un ubriacone come Eltsin, facile da manipolare e da raggirare, al posto di uno con le palle quadrate come Putin. Quello che è successo in Ucraina, i morti, i danni ecc. sono da imputare all’influenza americana  e alla disgraziata collaborazione della UE e non a Putin. Il presidente russo non fa altro che tutelare i propri interessi, il che è più che lecito e legittimo. D’altronde le malefatte USA per provocare o scatenare conflitti (definite oggi col termine “false flag”) sono tante. Andiamo dall’esplosione dell’incrociatore “Maine” nel porto di l’Avana nel 1898 che fu il pretesto che fece scoppiare la guerra fa USA e Spagna e la Spagna perse le colonie di Cuba e le Filippine. Poi si passa all’intervento nella Prima Guerra Mondiale, la cui scintilla fu l’affondamento da parte dei tedeschi della nave “Lusitania”, che doveva trasportare passeggeri ma, all’insaputa di essi, fu caricata di armi e munizioni ma la propaganda inondò  il mondo con la notizia che la Germania affondò uccidendo arbitrariamente una semplice nave passeggeri, mentre invece era stata adibita, in segreto, a trasporto di munizionamento affinché fosse affondata, sacrificando i passeggeri e creare il precedente. Poi si arriva a Pearl Harbor nel Dicembre del 1941 dove l’amministrazione Roosevelt  era perfettamente al corrente dell’attacco giapponese ma non volle evitarlo per creare i morti necessari da presentare agli americani e suscitare l’entrata in guerra nel secondo conflitto. Teniamo presente che l’America provocava il Giappone dal 1937 impedendo o rendendo difficoltosi i rifornimenti diretti al Sol Levante provenienti dai possedimenti olandesi, Indonesia ecc., mettendo il Giappone sotto embargo economico nella fornitura di materiali ferrosi e congelando i beni giapponesi negli USA. Poi arriviamo all’incidente del Tonchino ( presunto attacco nordvietnamita contro navi americane, ma in verità, mai avvenuto) nel 1964 che fu la scusa per iniziare la guerra in Vietnam. E non dimentichiamo la guerra in Somalia, in Irak, In Afghanistan. Tutte delizie provocate dagli USA per il loro indomabile e satanico gusto della guerra e del potere.
LEI SCRIVE: Lo stesso Putin è poi, insieme alla Cina e all’Iran, il primo responsabile del protrarsi della spaventosa guerra in Siria. Che non si combatte sulla luna, ma nelle immediate retrovie del Mediterraneo.
IO LE RISPONDO: Le vorrei far notare che la guerra in Siria è farina del sacco USA che, se non ha suoi militari sul posto, ha finanziato organizzazioni criminali, terroristiche e banditesche di elementi provenienti da vari paesi arabi e del nord africa per capovolgere un governo, quello di Assad, che non piace all’America e a Israele. Certo i media cosìdetti “embedded” (cioè quelli omologati di regime) dicono che il cattivo Assad sta uccidendo i propri cittadini e allora l’eroica e democratica America deve intervenire per salvare il mondo, però esita a farlo perché i tre cattivoni di turno Cina, Russia e Iran sono con la Siria. La verità è molto diversa e sta esattamente all’opposto, ma questo i cittadini da “Bar Sport” non lo possono sapere, non ci arrivano. Il cittadino medio è troppo pigro per porsi delle domande e per andare oltre il proprio naso, perciò crede ancora a Babbo  Natale.
LEI SCRIVE: Prima di accomiatarsi da Renzi, Obama gli ha raccontato di quando,violando il protocollo, sostenne una vacillante regina Elisabetta. Anche l’Europa sta vacillando paurosamente. Per colpe, innanzitutto, proprie. Servono una visione e un coraggio nuovi, che da noi solo Renzi stesso sembra avere. Ma anche di non finire nel frattempo fra le braccia di certi nuovi “salvatori” della patria, sia interni che esterni. Guarda caso tutti, chi più, chi meno, nemici giurati dell’Occidente.
IO LE RISPONDO:  Non credo che a noi italiani interessi se Obama sostenne o meno, in un determinato momento, la regina Elisabetta. L’Europa non vacilla più. L’Europa, se non si risveglia (e purtroppo ho molti dubbi in merito) è morta, finita, sotto ogni  punto di vista. E nemmeno Putin potrà fare qualcosa.  Ha altre gatte da pelare e può fare a meno di appartenere al G8 visto che la Russia può essere autonoma e sovrana sotto ogni punto di vista, senza temere nessuno e senza sedersi a fianco di capi di stato inetti, genuflessi e codardi.
CONCLUDO:
Per quanto riguarda gli USA, cito ciò che personaggi del calibro di John O’Hara (scrittore americano), Albert Einstein (fisico e filosofo) e George Clémenceau (politico francese) dissero a proposito degli USA: Gli Stati Uniti sono l’unico paese passato dalla barbarie alla decadenza senza conoscere la civiltà.
D’altronde, cosa pretendiamo da un Obama che, visitando il Colosseo, lo paragona a qualcosa di più grande di uno stadio di football oppure da una cinematografia hollywoodiana che, proprio in questi giorni, su Rete 4 presenta la fiction intitolata “La Bibbia” dove Sansone ha la pelle nera e i capelli rasta alla Bob Marley?
Gian Franco Spotti
Soragna (Parma)
Telefono: 335-6259121
Soragna, lì 30 Marzo 2014
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Categorie: Attualità, Gian Franco SPOTTI, Obama

Pubblicato da Ereticamente il 31 Marzo 2014

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Anonymous

    Americanamente: tutto OK

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