Como 1915 – 1945. Protezione dei Civili e rifugi antiaerei

Como 1915 – 1945. Protezione dei Civili e rifugi antiaerei

Il vicino centenario della Grande Guerra, nonché il settantennio dal termine della Seconda Guerra Mondiale, hanno fornito lo spunto per pubblicare un libro sulla protezione dei civili comaschi compresa nell’arco temporale di trent’anni.


Si ricostruiscono gli eventi che hanno determinato taluni caratteri della scena urbana di Como ricordando che cosa siano stati gli aggressivi chimici, denominati “gas di guerra”, l’organizzazione dell’allarme antiaereo fornito alla città tramite le sirene, la protezione dei cittadini mediante i rifugi antiaerei pubblici e privati.

La situazione di Como era particolare, difatti molti dei suoi rifugi si sono dovuti costruire nei piani terreni degli edifici e solo dopo il 1942 anche in gallerie sotterranee. La Città passò sostanzialmente indenne attraverso il trentennio 1915-1945 e qualcosa ancora oggi rimane a testimonianza di quei giorni trascorsi nella paura d’una strage.

L’educazione alla conoscenza e alla fruizione del patrimonio culturale, in questo caso rappresentato dai rifugi e dal materiale storico, promuove la capacità ad osservare soprattutto nei giovani, in funzione della propria “biografia culturale”.

A corredo del testo vi sono numerose foto che ricordano gli aspetti della difesa dei civili e una serie inedita di documenti che vanno dal 1866 al 1945, testimoniando anche le fasi della realizzazione del rifugio antiaereo della Croce Rossa di Como.
Scheda del libro
Autori: Maria Antonietta Breda e Gianluca Padovan
Titolo: Como 1915 – 1945. Protezione dei Civili e rifugi antiaerei
Edizione: Lo Scarabeo Editrice Milano
Luogo e data: Milano 2014
Testo: pp. 120
Documenti e immagini fuori testo: pp. 192 in b/n
Formato: 17 x 24 cm
Prezzo: € 24,00

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Categorie: Libreria, Padovan

Pubblicato da Ereticamente il 18 Marzo 2014

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

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