La Russia come rifugio interiore

La Russia come rifugio interiore

I recenti sommovimenti economici che hanno colpito la Russia, ed allo stesso tempo il proseguire dell’instabilità politica e militare dell’Ucraina rendono evidente ormai la verità nella maniera più brutale che esista: il Nemico è la Russia. Se oggi in Occidente esiste un Nemico Cosmico, quello è la Russia. Negli ambienti della destra rivoluzionaria, o destra radicale (o nazionale, nazionalista ecc) spesso si ha la convinzione che l’intero orbe terracqueo gravi attorno ad essa. Si è genuinamente convinti, insomma, che ogni sommovimento geopolitico, storico, religioso, che avvenga nel mondo, sia in realtà parte di una trama avente per centro, sia in connotazione negativa, che positiva, la destra radicale. Tale concezione destro-centrica, secondo la quale il principale obiettivo della geopolitica mondiale, in ispecie atlanto-americana, sarebbe “mantenere le destre nazionali europee minoritarie” o “impedire il risveglio dell’Europa”, è destinata a cozzare contro la realtà dei fatti di Ucraina, e questo è senz’altro un bene per il panorama italiano, spesso troppo amante degli stilemi politici novecenteschi. Occorre farsene una ragione: cos’è l’Europa oggi? Oggi l’Europa è l’Unione Europea, e su questo non si discute. Ciò non significa che non esista un’altra Europa “non visibile”, occulta, se vogliamo. Da buoni anti-materialisti, i lettori di Ereticamente sapranno come non tutto ciò che è invisibile sia necessariamente irrealtà. Esiste ovviamente una Meta-Europa, come esiste una Meta-Russia, che travalica lo Zeitgeist per collocarsi in dimensioni ben precise dell’inconscio, ma anche nel piano animico senziente del “Cuore”. Intendendo qui il “Cuore” in senso sufico, dove per Cuore non si intende semplicemente l’organo interno, ma il meta-cuore animico, la scintilla divina inattaccabile ed incorruttibile dentro ad ognuno di noi. Tale interpretazione del Cuore in senso musulmano esiste anche nella Tradizione Gentile Europea, quel Genius di cui l’Identità etnica e culturale è parte fondante. Chi dunque cessa di vedere la “Meta-Europa” cessa di vedere una parte imprescindibile di se stesso e dunque, ha già fatto un passo verso la propria condanna ad uno stato infero, per descritto da Stanislas de Guaita:

Del resto nei casi dove una volontà eccezionale, congiunta in tali esseri ad un vigore animico poco comune, non è servito loro per liberarsi da questa Valle dell’Ombra e della Morte che gli è stata assegnata come Purgatorio, essi possono -lo abbiamo visto più sopra-barattare la loro eredità immortale in cambio di un Feudo di Iniquità www.takingcialis.com – website like this nel regno del Satellite Oscuro e divenire i Legionari dell’Ombra, i Demoni maligni dell’orbe magnetico inferiore.”

Le parole di De Guaita si riferiscono allo stato post-mortem dell’Anima, ovvero quand’essa si trovi separata dal corpo fisico che ne era dimora. La “scintilla divina” della quale De Guaita parla come “eredità immortale”, altro non è che il Cuore di cui sopra nell’esoterismo musulmano, ed è il vero e proprio nocciolo divino (Spirito) in ognuno di noi. Mentre il  Tasāwwuf opera per una rimozione progressiva (o lucidatura) di tutto ciò che sta attorno al Cuore per renderlo allo stesso tempo più dicotomicamente ricettivo e splendente di e dalla Divinità, la Tradizione Gentile Europea opera per una Deificatio di tutto ciò che sta attorno al Cuore. Per gli Europei non è ciò che sta attorno al cuore a dover perire, ma è il Cuore a doversi attivare per deificare ciò che gli sta attorno trasmutandolo da sostanza inerte e zavorrante a sostanza divina elevante. Per l’Europeo sacralmente centrato dunque, separarsi dalla propria anima (di cui abbiamo detto essere parte il Sangue e l’Ethnos) ed al contempo dal proprio corpo fisico significa sostanzialmente perseguire la morte. Si possono fare mille congetture al riguardo, ma ogni attacco alla sostanziale unità trinitaria del Corpo-Anima-Spirito è un passo verso la morte, spirituale e fisica dell’Uomo, non solo Europeo. Tanto che il Sufismo ammonisce, ricordandoci più volte che il fine ultimo del  Tasāwwuf è l’Estinzione (Fan’a), ed al contempo sia Farīd ad-Dīn al-ʿAṭṭār che Najm al-Dīn Kubra parlano esplicitamente di Sufi deceduti durante gli esercizi. Come tutto questo c’entri col discorso della Russia sullo scacchiere internazionale pare assolutamente incomprensibile, ma andremo ora a spiegarlo.

I lettori di questa testata, ma non solo, hanno di fronte agli occhi la realtà delle cose, ovvero lo scatenarsi della Walpurgisnacht e del Saturnalia negli orizzonti della Storia.

Ad Alexander Dugin va il merito di aver declinato, sia pure nei termini cristiani, “Il Regno dell’Anticristo” nei termini di una moderna analisi politica e geostrategica. Tale eredità viene già dagli insigni J.Evola e R.Guenòn che pure avevano espresso i medesimi concetti secondo il loro personale gusto e modo di intendere il reale. Non è nostra intenzione ora approfondire il tema dell’ostilità USA-Russia come duello tra liberalismo ed eurasiatismo, né tra talassocrazia e Großräume. Quanto piuttosto analizzare uno dei conflitti all’interno del Grande Conflitto, ovvero la Battaglia dei Cuori. Poiché ogni conflitto oggettivo è la storicizzazione di un conflitto su di un piano ideale, non possiamo trascurare, come identitari e sostenitori del pensiero tradizionale l’aspetto cruciale che la Guerra Occulta tra le due potenze sta manifestando, laddove per Guerra Occulta non si intende una serie di fatture e controfatture lanciate l’una contro l’altra da collegia di maghi, magari stipendiati dai reciproci Stati, a guisa di “ICBM spirituali”. Quanto piuttosto di guerra occultata, nascosta, ma non per questo meno letale. Ora, l’Occidente insiste sempre più sul concetto di individuo, e non vi è dubbio che tale concetto abbia in Europa un certo Ius che gli ha sempre garantito uno spazio prerogativo, ma se prima l’Individuo era confinato comunque all’interno della schiera dei doveri e all’interno del recinto della sua identità, oggi l’ossessione occidentale per la scomposizione comunitaria, la nevrastenia atomizzatrice non si accontenta di singolarizzare le comunità, ma occorre atomizzare anche gli individui, in un grottesco processo contrario e parodistico della sintesi hegeliana di società. Mentre Hegel parte dall’Individuo e arriva alla Comunità, passando per la Famiglia in un processo unificatore, l’Occidente odierno parte dallo sminuzzare le comunità, poi le famiglie ed infine gli individui. La negazione del proprio sé etnico non fa parte solo dell’atomizzazione comunitaria, come le persone esterne alle questioni tradizionali possono pensare, ma anche della separazione dell’individuo dalle varie parti di sé stesso, il cui termine è, lo abbiamo visto, la morte. Questo stadio è la caricatura parodistica inversa della stazione sufica del Kharq an-Nafs, ovvero la “frammentazione dell’Anima che conduce alla morte mistica”. Vari aspetti della modernità si orientano in questo senso, compresa la nefasta teoria del gender, in voga in gran parte d’Europa. Il fine ultimo delle forze demoniche, secondo De Guaita “Legionari dell’Ombra”, è la Morte per Estinzione del genere umano. Per far questo è necessario scindere le anime ed attaccarle nella loro Unità. Tale Unità ovviamente è sotto attacco anche come concetto divino (Tawhid, in senso islamico) e sociologico (si vedano gli scritti di Christopher Lasch). Intendendo Dio nel senso di Forza come attrazione (Quwwat al-jādhiba), di Amor che attrae tutto in Unione, finanche neutroni e protoni, ben possiamo capire a chi si confaccia il concetto opposto di “forza centrifuga”. Tale accanimento nei confronti dell’Unità come concetto è realmente sospetto e davvero occorrerebbe interrogare i suoi sostenitori e studiarne attentamente le reazioni. Essendo l’Ascensione un processo di risveglio per stadi (maqām, nell’Islam), le forze demoniche che sostengono invece la discesa, la caduta, operano in senso parodistico ed al contempo inverso. Occorre quindi che la vittima, ovvero il corrispettivo parodiato dell’Iniziato, incorra in progressivi stadi di addormentamento, una specie di eutanasia dell’anima. L’addormentamento della Speranza, di quella che per i latini era la Spes Ultima Dea è un passaggio fondamentale di questa parodia dell’iniziazione. Una stazione a cui l’umanità deve passare, collettivamente, per completare la sua Caduta e morire. Non l’ultimo stadio, ma è uno degli ultimi. Dopo troviamo il baratro. Sull’importanza della Speranza (Amal, Rajā’) nel percorso iniziatico molto insistono gli autori musulmani come Ibn’Arabi, Ansari, Ibn al-‘Arif, Junayd e molti altri commentatori. La Speranza è l’unico Dono rimasto a Pandora e dunque all’umanità, ed occorre eliminarla per completarne la Caduta. Affinché la speranza non trovi più cittadinanza nei Cuori degli Europei degli uomini tutti, occorre che ogni esempio vivente di modello alternativo alla visione occidentale ed atomizzante del tutto cessi di vivere. La Russia di Vladimir Putin ha scelto di opporsi a tutto questo. Questo non significa che Vladimir Putin sia Cesare redivivo, nè che egli incarni nessun parametro di Stupor Mundi, Mahdi, Kalki e chissà quanti altri attributi, spesso gli attori sul palcoscenico mondiale non conoscono il copione che gli viene suggerito dalle misteriose forze che si combattono su quel campo di battaglia chiamato Terra. Va detto, mentre le forze della scissione agiscono ovunque, la Russia sceglie di andare in senso contrario, in senso unificante, attrattivo, polare se vogliamo, agendo in modo imperialmente centripeto, la Russia si pone come reale alternativa al sistema vigente e dunque, per conseguenza, si identifica con la Speranza. Conoscendo la Russia, studiando la Russia e ancor di più la Meta-Russia, l’uomo può comprendere come sì, ci sia ancora speranza, che un altro modo di vita sia possibile, che l’alternativa esista. Il re è nudo, è qui che le forze dell’addormentamento, esorcizzate dalla luce, agiscono in senso violento (Ucraina), ma tale messa a nudo della loro violenza è anche il prodromo del loro esorcismo. Come già detto altrove, il punto di forza delle potenze dell’Ombra è il loro essere celate, invisibili. Una volta che esse sono costrette, mediante la pratica del bene, a manifestarsi in maniera violentemente teatrale, un passo è stato fatto verso la loro sconfitta. La Russia dunque come Spes, e potremmo catalogare un simpatico slogan “Rus’ Ultima Dea”. Ma il carattere di Speranza non è solo tale per i popoli, le comunità, ma anche per le famiglie, per gli individui. Ogni uomo oppresso dalla decadenza occidentale si consola al pensiero che, in una terra lontana, la Russia, il mondo rimane com’è stabile nei suoi valori, fermo nella sua determinatezza, oggettivo nella sua forza. La viva presenza della Russia ricorda agli Occidentali non completamente addormentati (i Rivoluzionari) che le tenebre che li accerchiano sono transitorie ed illusorie. Poiché la percezione delle tenebre quali illusione è la condizione essenziale affinché i rivoluzionari rimangano svegli (ed affinché i dormienti si sveglino), l’Occidente non può tollerare l’esistenza della Russia per come è oggi, così come non potrebbe tollerare alcun tipo di società Tradizionale, foss’anche l’Impero del Congo o la Teocrazia Azteca. A ciò si sommano ovviamente motivazioni strategiche, politiche ed economiche, ma la ragione principale delle ostilità che oggi si scatenano è dovuta alla Speranza che la Russia rappresenta. Poiché il potere Occidentale concepisce i propri cittadini come “avversari” da mantenere soggiogati, e non come popolo da sorreggere, esso li considera ribelli a prescindere. Per questo motivo, ogni minaccia (anche spirituale e sociologica) all’ordine interno di oppressione che regna nei paesi occidentali deve essere fatta sparire, con le buone o con le cattive. E’ intollerabile, per il potere occidentale, che la Russia continui a testimoniare la normalità, che ogni ribelle Europeo fugga, col cuore, in Russia appena può. Il ribelle non deve avere porti, non deve essere al sicuro, non deve dormire tranquillo. Deve addormentarsi e cadere, può solo scegliere se morire ora oppure morire assieme all’intera umanità al momento della Grande Caduta. Il porto sicuro di ogni cuore oggi è la Russia, la Speranza, oggi è la Russia, che essa lo voglia oppure no, che essa ne sia conscia oppure no. Essa però non potrà fare ciò che dobbiamo fare da noi, e sebbene il suo essere Spes si intenda anche in senso salvifico (ricordiamo l’iconografia di San Giorgio, apparentato anche all Al-Khidr musulmano), la salvezza di ogni paese europeo, di ogni famiglia, di ogni uomo, andrà ricercata da ogni paese, da ogni famiglia, da ogni uomo. Nessuno verrà a salvarci, potremo solo cooperare tra noi. Ciò che la Russia testimonia oggi è che un altro mondo è possibile ed essa può accoglierci come porto spirituale di rifugio ogni volta che ne abbisognano, ma il Ribelle non può vivere sempre nel rifugio, pena: l’addormentamento. Guardiamo dunque alla Russia come Speranza, come Rifugio Interiore, facciamo nostra la Meta-Russia come prodromo della Nuova Europa, scopriamo la Terza Roma come prodromo alla chiusura del cerchio che ci riporterà alla Prima Roma. Ma guai a chi si metta passivamente ad attendere San Giorgio. Poiché ognuno di noi è San Giorgio, per sé stesso, la propria famiglia, il proprio paese. La Russia è il rifugio del ribelle, l’armeria del ribelle, il sogno del ribelle, ma il campo di battaglia del Ribelle, quello è l’Europa, Roma.

Marco Italicus Malaguti

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Categorie: Tradizione

Pubblicato da Ereticamente il 20 Febbraio 2014

Ereticamente

“La visione del mondo non si basa sui libri, ma su di una forma interiore e su una sensibilità, aventi carattere non acquisito, ma innato. Si tratta essenzialmente di una disposizione e di un atteggiamento, non già di teoria o di cultura, disposizioni che non concernono il solo dominio mentale ma investono anche quello del sentire e del volere, informano il carattere, si manifestano in reazioni aventi la stessa sicurezza dell’istinto, danno evidenza ad un lato significato dell’esistenza. (…) Se la nebbia si solleverà apparirà chiaro che è la visione del mondo ciò che, di là da ogni cultura, deve unire o dividere tracciando invalicabili frontiere dell’anima: che anche in un movimento politico essa costituisce l’elemento primario, perché solo una visione del mondo ha il potere di cristallizzare un dato tipo umano e quindi di dare un tono specifico ad una data Comunità.”

Commenti

  1. Eleonora

    Ottimo articolo!

  2. Luca Valentini

    Bravo Marco, come sempre!

  3. Imperium

    Riflessione notevole, che ci permette sapientemente di vedere il negativo di un’immagine del mondo visibile, in cui viene colta un’istantanea di quello occulto, un’istantanea de Il Male.
    La speranza… “Ormai solo un Dio ci può salvare”.

    Malaguti, la sua riflessione la manderei a Dughin.

    Grazie

  4. Milo

    Marco, hai meno anni di me ma già scrivi. Io lavoro a tempo pieno, ma mi piacerebbe. Dove lo trovi il tempo? Devo mantenere una casa in mutuo, un lavoro. Se faccio famiglia sono spacciato! 😀

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