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Perché non credo alla ministro Cancellieri.

Perché non credo alla ministro Cancellieri.
di Esperus

In Italia abitudinariamente ci si diverte fra Scilla e Cariddi. Ogni scandalo (piccolo o grande, è indifferente) avvolge e travolge questa disgraziata terra in un continuo gossip politico fra pro e contro.
Non che ci sia nulla di male nell’essere difensori o accusatori, tutte le opinioni sono rispettabili; in Italia, purtroppo, troppe volte divengono risibili. Qualcuno dirà: che c’entra? Mi spiego (o almeno ci provo).

Nel caso Cancellieri i difensori alzano la bandiera dell’umanitarismo, gli accusatori quella dell’opportunismo se non della collusione: aria fritta. Nel Bel Paese sono ormai sessantotto anni che umanitarismo (peloso, molto peloso) e opportunismo (soprattutto monetario) fanno parte del vivere politico della nostra classe dirigente e, purtroppo, anche di ampie fasce della popolazione. Secoli di servaggio al più forte del momento hanno ben insegnato qualcosa.
Ciò che sfugge (spesso) è la valenza, o meno, politica di una determinata azione.
Nel caso del ministro della giustizia é venuto meno proprio il valore politico dell’azione.
Delle due l’una: o la Cancellieri ha agito senza pensare a ciò che faceva oppure ne era consapevole. Nel primo caso la superficialità dell’azione non può, né deve, attenere ad un ministro, nel secondo caso il ministro, pur conoscendo i rischi, se n’é fregato bellamente. Ne traggo delle conclusioni che, come sopra detto, oscillano fra Scilla e Cariddi, in quanto o abbiamo ministri incompetenti (ed è verità conclamata) oppure abbiamo ministri arroganti e presuntuosi – ed anche questa è verità conclamata. Non credo alle giustificazioni del ministro perché suonano false e pretestuose, come credo che difensori ed accusatori si nascondano dietro il classico dito tentando, invano, di mascherare le loro convergenze opportunistiche.
In ogni caso la classe dirigente italiana detiene e mantiene la peggiore dirigenza politica dello Stato in un diagramma che evidenza una discesa a picco di valori non più recuperabile.
L’italiano ha già nel suo DNA una fragilità politica ben conosciuta nel mondo e queste querelle non fanno altro che accorciare i tempi della sua fine. 

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Categorie: Attualità, Cancellieri, Esperus, Giustizia, Interni, Politica

Pubblicato da admin il 6 Novembre 2013

Commenti

  1. Anonymous

    La signora Cancellieri ha tentato la sorte Fare contenti la famiglia Ligresti, La Russa. Fare contenti quelli del PDL, che cosi potevano biasimare il fatto che Berlusconi era stato trattato male per qualcosa di simile, e terzo il signor Letta non poteva fare dimettere la Cancellieri perché era stata scelta da Monti o forse da Napoletano, poi chi mettere nell’evenienza al posta suo: Alfano? De Gennaro marchio G8 ?
    SALVATOR RICCARDINI

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