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Per grazia ricevuta

Per grazia ricevuta


di Franca Poli
Ieri sulle spiagge della riviera sono passati gli aerei con gli striscioni pubblicitari voluti a sostegno di  Berlusconi. “Forza Silvio” e “Forza Italia” . Lo stesso sistema fu utilizzato nel 1999 prima delle elezioni vinte poi dal partito del Cavaliere. Vi lascio immaginare le reazioni immediate dei bagnanti sul posto, a conferma che il popolo italiano continua a essere diviso in due fazioni quasi equipollenti: mentre una metà, fra “oh e uh” di sorpresa,  si affrettava a scattare fotografie, l’altra metà fischiava e inveiva contro l’incursione  del veivolo “nemico”.
In questi giorni non si parla d’altro che di una richiesta di grazia da parte di Berlusconi e di una eventuale concessione del Presidente della Repubblica Napolitano. Un provvedimento che risulta difficile da prendere per le implicazioni che comporta nel mondo politico. La cosa che io trovo addirittura esilarante è che, dopo vent’anni, di guerra perpetrata  verso Berlusconi  a colpi di inquisizioni, sentenze, condanne e assoluzioni, quando finalmente, complice o no una magistratura “amica”, il PD ottiene  una condanna definitiva, sono proprio loro  i primi a non poterne gioire, in quanto temono per la durata del già precario governo Letta.

Ciò che più sta a cuore al Cavaliere, credo,  non sia  tanto la pena da scontare, infatti dopo il decreto svuota carceri, tolti gli anni condonati con l’indulto, gli restano nove mesi ai domiciliari o ai servizi sociali. Non un granchè se si parte dai quattro anni iniziali. Quello che più lo preoccupa è, ovviamente,  l’espulsione dal Parlamento, che comporterebbe la perdita dell’immunità. Tanto che, il giorno dopo, una qualsiasi Procura potrebbe emettere un mandato di cattura nei suoi confronti. Senza la sua carica da senatore gli verrebbe a mancare il salvacondotto che lo metta al riparo “dalla Magistratura ostile”. Infatti mentre a sinistra si esclude, con la norma attuale,  la possibilità di salvare l’eleggibilità e la carica nonostante la grazia,  a destra si intravede lo spiraglio per un colpo di spugna definitivo, in quanto non vi sarebbero differenze in questo caso fra sanzione penale e amministrativa, poiché i fatti contestati sono avvenuti prima del varo della legge Severino-Monti che non sarebbe di fatto applicabile. Ovviamente io che non mi reputo né di destra, né di sinistra, (ben diverso è il mio concetto di politica) ho però una mia opinione al riguardo e credo  che sia ora che  Berlusconi si faccia da parte. Se da un lato gli riconosco di aver impedito dal 1994 ad oggi che l’Italia finisse in mano alla sinistra, dall’altro invece gli imputo di non aver fatto nulla per salvarla dal fallimento, dal conservatorismo e dal materialismo.
Non mi ritengo né di destra, né di sinistra, apro una piccola parentesi prima di passare oltre, perché si è portati a credere che destra e fascismo siano strettamente collegati e cioè che la destra, soltanto un po’ più estrema, sia la figlia del fascismo.  Al contrario  questa è una errata credenza dovuta al “lavaggio del cervello” praticato dai media nel corso degli ultimi sessant’anni e, peggio, il risultato di una “svendita”  perpetrata dai traditori dell’ “idea” che collocandosi a destra sono scesi a patti con l‘antifascismo imperante. In realtà,  il Fascismo è stato  l’unica corrente di pensiero e azione capace di unire destra e sinistra, capitalismo e socialismo. Mussolini stesso diceva “ Il Fascismo non è né di destra, né di sinistra, ma è una sintesi tra le due ideologie arricchite con delle felici intuizioni finalizzate all’interesse nazionale.” Ancora oggi fa comodo a tutti identificare  gli estremismi di destra col fascismo e si sorvola sugli innumerevoli progressi ottenuti durante il ventennio nell’ambito della politica  popolare, della legislazione sociale, del lavoro, dell’assistenza ai ceti  deboli, normative  che non ebbero pari  nel mondo. Tutto questo ha fatto e fa comodo affinchè la gente comune non prenda mai coscienza di un fascismo dal carattere esattamente opposto a quello descritto e denigrato nei libri di storia.
Ciò detto, torno a bomba all’argomento del giorno e invio  una mia personale  Lettera aperta a Silvio Berlusconi:
Esimio cavaliere, nonché Presidente  (del Milan) queste mie poche righe per rivolgerle una preghiera : non chieda la grazia al presidente della repubblica. Faccia l’uomo e vada in carcere. Se la sentenza è sbagliata, lei diventerà un eroe per i suoi elettori e per chi crede che  stia subendo un’ingiustizia . In ogni caso è il prezzo da pagare per le leggi democratiche che vi siete dati in questo povero Paese e che lei ha, fino a poco tempo fa, orgogliosamente rappresentato. “La legge è eguale per tutti”, lei mi insegna. Dunque  significa  che è uguale per chi dispone di un solo voto e per chi ne raccoglie alcuni milioni. Mi sembra talmente lapalissiano che ogni azione per aggirare o annullare la sua estromissione dal Palazzo prenderebbe i colori di  un tentativo di ‘golpe bianco’.
E poi Cavaliere, non trova umiliante usufruire di un siffatto provvedimento come “scappatoia” dopo una condanna per una frode fiscale? Suvvia, non si renda ridicolo al cospetto di chi ne ha beneficiato in passato.
Ecco alcuni casi:
Giorgio William Vizzardelli è stato un assassino seriale, dopo il quinto omicidio, fu scoperto e  condannato nel 1940 all’ergastolo. Scampò alla pena di morte perché non ancora maggiorenne e fu poi graziato con provvedimento del presidente Saragat nel 1968, che affermò: “Vizzardelli è socialmente recuperabile”.  Uscì di prigione  dopo avere scontato 28 anni tra carcere e manicomio. Saragat però si sbagliava, perché pochi anni più tardi, Vizzardelli venne trovato morto dissanguato nella sua abitazione: si era tagliato la gola e un braccio con un coltello da cucina.
Mario Toffanin detto “Giacca” è stato un partigiano gappista, condannato all’ergastolo in contumacia per l’”eccidio di Porzus”  avvenuto nel 1945, dove furono trucidati una ventina di  partigiani della Brigata Osoppo,  formazione  di orientamento cattolico. Fra questi furono uccisi anche Francesco De Gregori detto “Bolla”, zio del noto cantautore e Guido Pasolini, detto “Ermes”, fratello invece del più noto scrittore Pier Paolo Pasolini. Nel 1978   a Toffanin, fu concessa la grazia dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Nonostante il magnanimo provvedimento, egli non fece ritorno in Italia e finì i suoi giorni in un paese vicino Capodistria senza mai pentirsi del suo operato, avendolo ritenuto giusto e  riscuotendo una pensione italiana, con buona pace dei nostri lavoratori.
Graziano Mesina il 25 novembre 2004, ha ricevuto  la grazia  dall’allora Presidente Ciampi. C’è bisogno che spieghi chi era “Grazianeddu”? Non credo. Almeno lui una quarantina  di anni di carcere prima di essere graziato se li era fatti.
Massimo Carlotto un diciannovenne militante di Lotta Continua condannato per l’omicidio di una ragazza, vicina di casa della sorella,  dopo una  tormentata vicenda giudiziaria di condanne definitive e di revisioni, nel1993  il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro gli concesse la grazia. Carlotto è diventato uno scrittore, drammaturgo e sceneggiatore .
Ovidio Bompressi. Extraparlamentare di Lotta Continua. Condannato con sentenza definitiva passata in giudicato per l’omicidio materiale del commissario Calabresi, fu in seguito graziato per gravi motivi di salute, il 31 maggio 2006 proprio dal Presidente Napolitano. I suoi gravi motivi di salute non gli hanno impedito comunque, ancora oggi, se non sono male informata, di essere vivo e vegeto.
Ho lasciato per ultimo il caso di Francesco Moranino, partigiano comunista detto “Gemisto” condannato in contumacia a 7 ergastoli per aver trucidato 5 uomini  e in seguito le mogli di due di essi. L’omicidio fu perpetrato in quanto  partigiani “bianchi” che avevano deciso di abbandonare il gruppo di Gemisto. Eletto dal PCI prima della condanna scappò in  Cecoslovacchia quando seppe che sarebbe finito in carcere. Graziato dal presidente Saragat nel 1965, tornò beatamente in Italia e nel 1968 il PCI lo fece eleggere nelle sue liste come senatore.
Dunque, e concludo,  Presidente Berlusconi non si vorrà paragonare a siffatti aventi diritto alla grazia del presidente della repubblica. La invito umilmente, prima di avanzare un’eventuale richiesta, ad attendere  almeno gli esiti del processo “Ruby” se non altro, in quel caso, i suoi meriti speciali sul campo sarebbero notevolmente più “eroici”e sicuramente più …..erotici!
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Categorie: Attualità, Berlusconi, Carceri, Giustizia

Pubblicato da Franca Poli il 16 Agosto 2013

Franca Poli

Franca Poli, appassionata di storia recente, consulente del lavoro ma scrittrice e poetessa per divertimento. Scrivo, per passione da quando appena ne fui in grado pensai di vergare a grandi lettere il mio nome sui muri della camera da pranzo. Ecco scrivo da sempre e con lo stesso successo di allora.

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