Per liberarci dalla schiavitù dell’interesse

Per liberarci dalla schiavitù dell’interesse
di Leandro Calanna
Quante volte avete sentito dire frasi del tipo “il bilancio comunale è in rosso, l’amministrazione non può pagare i dipendenti” oppure “l’opera pubblica resta incompleta per carenza di fondi” o ancora “quest’opera è attualmente irrealizzabile per mancanza di fondi”?
Quanti di voi si sono poi interrogati riguardo l’ASSURDITA’ di tali asserzioni?
Com’è possibile che uno Stato sovrano, che dovrebbe essere padrone della propria moneta, non ne possegga abbastanza per retribuire l’onesto lavoro dei propri cittadini? Che costo avrebbe stampare il denaro necessario a risolvere tutti i nostri problemi, e perchè non è possibile? Cosa o chi lo impedisce?

Un problema di fondo è, a mio avviso, il concetto stesso di “denaro”.
Quanti oggi vedono il denaro non come un semplice mezzo, bensì come un fine stesso? E’ il denaro a dare valore alle cose, o il denaro di per sè è privo di valore?
Voglio provare a rispondere in maniera breve ma efficace a ogni quesito posto.

Il denaro è stato ideato come uno strumento economico finalizzato allo scambio. Scambio di merci, ovviamente. Beni tangibili, lavori svolti. Tu lavori alla costruzione della mia casa, io invece di darti un oggetto che adesso non possiedo ti do una moneta, che tu andrai successivamente a scambiare per del cibo al mercato. Semplice, no?
Com’è possibile, allora, che oggi degli azionisti giochino in borsa comprando e vendendo di continuo valute di varie nazionalità per guadagnare sul tasso di cambio (vedere il mercato del Forex)? Il denaro stesso, da semplice moneta o pezzo di carta privo di un vero valore, è diventato una merce di scambio a tutti gli effetti. E qui comincia il paradosso, poiché c’è gente che commercia il nulla, aria fritta ma questa gente c’illude che tutto ciò abbia un senso, e che il mondo debba andare così, altrimenti è una catastrofe.
Il muratore non è andato a lavorare per quel pezzo di carta, bensì per comprarci del pane per sfamare sé stesso e la sua famiglia. Non sarà quel pezzo di carta a sfamarlo, no no. Non lo potrà piantare nella speranza che cresca e dia frutti (perché i conti in banca, invece, maturano interessi…?). Sarà, invece, quel pane a dargli la forza per andare avanti qualche altro giorno, un pane che una volta duro potrà essere recuperato e consumato in mille modi diversi.

Perché il valore del denaro è perennemente in oscillazione? Perché quei 100€ oggi valgono 128$, ma domani magari ne varranno 130? Che cos’è che oggi sta dando valore al denaro? In virtù di cosa si emettono le valute nazionali?

L’ORO.
Un qualcosa che non coltiverai, non mangerai, non userai per costruire una solida casa. Ha un valore tanto inconsistente quanto quello di una banconota. E, soprattutto, è finito (da intendersi come contrario d’infinito). Chi possiede l’oro ha la “ricchezza suprema”, il potere di comprare e permettersi TUTTO, il potere di imporsi su qualunque scambio e di tassare a proprio piacimento.
Il denaro che, in questo preciso momento, è nei portafogli di ciascuno di noi NON CI APPARTIENE NEMMENO. E’ stato stampato da banche private, tutt’altro che al servizio delle nazioni, e il suo valore è dato dall’oro custodito nei caveaux delle suddette, appartenente a privati cittadini dalla dubbia moralità. Per assurdo, questi uomini potrebbero un mattino svegliarsi e requisire ogni nostro centesimo perché queste monete e questa carta straccia ci sono dati in prestito, non ci sono appartenuti MAI.
E’ un metodo subdolo ma efficacissimo per accentrare ogni ricchezza del globo nelle mani di una ristrettissima cerchia di uomini. Sembra quasi un racconto tratto da un libro fantasy, storie in cui esiste un nemico spesso ben identificabile, un “male assoluto”. Perché lo fanno? Perché vogliono vedere soffrire le masse? Sono tutti degli abominevoli sadici senza un briciolo di coscienza? Io risponderei “sì”.
Non sarebbe molto più logico creare un prezziario e dare un valore fisso alla valuta nazionale? La banca centrale potrebbe allora emettere questo denaro in quantità infinita senza dar origine ad alcuna svalutazione (la valuta perde di valore appunto perché vengono stampate banconote in eccesso rispetto all’oro conservato nei caveaux…) e con esso retribuire tutti, ad eccezione di nessuno e istantaneamente. L’imprenditore non dovrebbe attendere 10 anni prima di ricevere il pagamento per quell’appalto autostradale. Il dipendente pubblico non riceverebbe più lo stipendio con un ritardo di mesi dato dalla mancanza di fondi nelle casse.
Il denaro ritornerebbe a servire gli scambi invece di gestirli. Chiunque svolgesse un lavoro utile riceverebbe alla sera la propria paga innegabile. Nessuna merce potrebbe essere pagata meno di quello che vale (com’è spiegabile che degli oggetti sofisticatissimi oggi vengano svenduti a pochi spiccioli? Tutta quella lavorazione vale davvero qualche centesimo? C’è un lavoratore dietro tutto ciò, o uno SCHIAVO?).
Personalmente auspico la creazione di un numero sempre crescente di comunità fondate su questo modello economico, anche su piccola scala. Un’ economia reale e tangibile, autarchica e fondata sullo scambio di beni e servizi.
Chiudo con le parole “catastrofiste” che solitamente rivolgo ai miei genitori con un tono da profeta apocalittico: “non ammonticchiate il denaro, spendetelo per comprare dei beni reali! Perché quando arriverà il giorno del crollo di questo sistema, esso cesserà d’avere valore, e vi ritroverete a stringere un pugno di mosche. Miriamo all’autarchia domestica, in modo che quando questo mondo verrà giù, noi non andremo a fondo con esso.”
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Categorie: Economia, L. Calanna, Sovranità

Pubblicato da admin il 6 Luglio 2013

Commenti

  1. Anonymous

    Ci sono manufatti che hanno sfidato i secoli. Dalle parti dove abito ci sono canali ed opere idrauliche che ancora funzionano e che avrebbero bisogno di una piccola manutenzione per tenerli sempre in esercizio. Non parliamo dei ponti romani ancora funzionanti.
    Allora? Se fosse stata carta denaro avremmo solo roba insignificante. Come tenere le persone disoccupate e non produttive ,invece spero in un mondo dove il lavoro sia un obbligo accettato secondo esperienze acquisite. RADIO ISLAM

  2. Salvatore

    Questo tipo di politica economica e stato gia attuato con risultati eccellenti (non troppo tempo fa), il denaro divenne un buono per il lavoro effettuato, la vera ricchezza fu il lavoro e l economia reale sostitui l economia speculativa, fu abolita l usura bancaria, la schiavitu dell interesse e il gold standard, veniva stampata moneta di stato avendo come riferimento non l oro e I forzieri della banca ma il lavoro e la produzione come copertura della valuta. E gia successo, ma meglio non fare nomi

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