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E’ tutto vero compagni!

E’ tutto vero compagni!
di Franca Poli
Alcuni anni orsono, mentre ero ancora in piena attività lavorativa, nel mio ruolo di consulente del lavoro, mi trovai, nell’ambito di un’assemblea di dipendenti, a rappresentare, nell’incontro, un’azienda metalmeccanica, mia cliente. Chi mi conosce sa bene che avrei preferito essere dalla parte dei lavoratori, lo sono sempre stata e, approfittando della mia posizione ho ovunque cercato di far valere i diritti dei più deboli, ma in quell’occasione il mio ruolo mi imponeva di essere seduta frontalmente, in posizione contraria al sindacalista che, con strafottenza, difendeva i diritti degli scioperanti.


L’argomento in discussione era l’abolizione del “famigerato” articolo 18. La maggioranza degli operai seduti in assemblea aveva una scarsissima cognizione di quale in realtà fosse il problema, per loro erano ben più tangibili altre esigenze che direttamente li toccavano nei rapporti con l’azienda. Ma il loro rappresentante, indottrinato sindacalista, si dilungava, si animava, dibatteva sull’“importanza di lottare per salvaguardare i diritti sanciti dallo Statuto dei Lavoratori” e pontificava sull’“importanza della tutela reale che disciplina il caso di licenziamento illegittimo di un singolo lavoratore”.
Gli applausi, arrivavano a comando, a ogni pausa studiata per colpire l’immaginario dell’ascoltatore, come quando non mancava di sottolineare con enfasi “le lotte dei compagni che col loro sangue avevano portato ai traguardi e alle vittorie sindacali del 1970”. Sapeva scaldare gli animi e allora provai a dissentire a proporre qualche, se pur labile, opposizione in merito alle sue asserzioni. Il sindacalista, corpulento e barbuto, vista la mia debole e quieta forma di intervento, mi aggredì verbalmente con veemenza e protervia, alzando il tono di voce, al fine di coprire le mie parole e, per intimidirmi fisicamente, si alzò in piedi e puntando il dito accusatore contro di me disse “Lei dovrebbe vergognarsi a presenziare qui dove si parla di diritti dei lavoratori, quando tutti ben conosciamo le sue simpatie per i fascisti!!” e concluse con un ironico sorrisino, cogliendo quello che per lui fu l’ultimo applauso del giorno.
A quelle parole anch’io mi alzai in piedi, ero stata abituata nelle assemblee studentesche a sentirmi rispondere in quel modo e così, memore di antichi scontri, non so dove trovai una voce stentorea che non ammetteva interruzioni, con cui iniziai a interloquire direttamente con gli operai. “E proprio come fascista che sono orgogliosa di essere qui e di parlare con voi, Non lasciatevi ingannare dalle parolone del vostro rappresentante, che parla parla e ben poco fa capire. Racconta delle vittorie del sindacato, da cui viene prezzolato con le ritenute che fanno ogni mese sulle vostre buste paga, ma vi ha mai detto in quale periodo furono realmente apportate le più grandi riforme in ambito di legislazione sociale? Ora prestate attenzione che ve lo dico io…” e iniziai a sciorinare, argomentandole una per una le leggi in materia di lavoro, approvate durante il ventennio:

• Tutela lavoro donne e fanciulli – (Regio Decreto n° 653 26/04/1923)
• Maternità e infanzia – (Regio Decreto n° 2277 10/12/1923)
• Assistenza ospedaliera per i poveri – (Regio Decreto n° 2841 30/12/1923)
• Assicurazione contro la disoccupazione – (Regio Decreto n° 3158 30/12/1923)
• Assicurazione invalidità e vecchiaia – (Regio Decreto n°3184 30/12/1923)
• Riforma “Gentile” della scuola – (Regio decreto n°2123 31/12/1923)
• Assistenza illegittimi e abbandonati – (Regio Decreto n° 798 08/05/1927)
• Assicurazione obbligatoria contro la tubercolosi – (Regio Decreto n° 2055 27/10/1927).
• Esenzioni tributarie famiglie numerose – (Regio Decreto n° 1312 14/06/1928 )
• Assicurazione obbligatoria contro malattie professionali – (Regio Decreto n° 928 13/05/1929)
• Opera nazionale orfani di guerra – (Regio Decreto n° 1397 26/07/1929)
• Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro I.N.A.I.L. – (Regio Decreto n° 264 23/03/1933)
• Istituzione libretto di lavoro – (Regio Decreto n°112 10/01/1935)
• Istituto nazionale per la previdenza sociale I.N.P.S. – (Regio Decreto n°1827 04/10/1935)
• Riduzione settimana lavorativa a 40 ore – (Regio Decreto n° 1768 29/05/1937)
• Ente comunale di assistenza E.C.A. – (Regio Decreto n° 847 03/06/1937)
• Assegni familiari – (Regio Decreto n° 1048 17/06/1937)
• Casse rurali ed artigiane – (Regio Decreto n° 1706 26/08/1937)
• Tessera sanitaria per addetti servizi domestici – (Regio Decreto n° 1239 23/06/1939)
• Istituto nazionale per le assicurazioni contro le malattie I.N.A.M. – (Regio Decreto n° 318 11/01/1943)
E mentre in un crescendo di “ooohh” “Ah però” “Mica lo sapevo” vedevo sul viso del mio interlocutore alternarsi rossore di rabbia e verde di bile, terminai con tono da comizio, agitando il braccio “e concludo informandovi che fu proprio nel 1939 che vennero, altresì, introdotte le integrazioni salariali per i lavoratori sospesi o ad orario ridotto. Il limite di età per il conseguimento della pensione di vecchiaia fu ridotto a 60 anni per gli uomini e a 55 per le donne e venne istituita la pensione di reversibilità a favore dei superstiti dell’assicurato. Ora ditemi voi se non vorreste anche oggi, anche adesso, essere rappresentati da qualcuno che per voi ottiene tali e tanti diritti!?”
Non so se sia stata la mia totale e cieca fede in ciò che enunciavo che li aveva conquistati o se erano stati realmente colpiti dai contenti del mio discorso, sta di fatto che si alzarono in piedi e tutti mi applaudirono con convinzione.
Ovviamente , come sempre in assemblee del genere non si era parlato degli argomenti che erano all’ordine del giorno, ma il ricordo della mia “vittoria“ sul sindacalista prepotente, è rimasta negli annali dell’azienda.


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Categorie: Riforme Sociali, Sindacato

Pubblicato da Franca Poli il 7 Luglio 2013

Franca Poli

Franca Poli, appassionata di storia recente, consulente del lavoro ma scrittrice e poetessa per divertimento. Scrivo, per passione da quando appena ne fui in grado pensai di vergare a grandi lettere il mio nome sui muri della camera da pranzo. Ecco scrivo da sempre e con lo stesso successo di allora.

Commenti

  1. Italo Benito

    Ottimo articolo. Una fattura che nulla ricorda quella di altra stampa fasulla e zeppa di pubblicità che si trova on line.

    Aggiungo che la tredicesima mensilità è stata introdotta da Mussolini, per consentire alla gente di avere maggiore capacità di consumo durante le festività.

    Grazie

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