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Sempre in lotta…

Sempre in lotta…

di Mario M. Merlino
Quando scoppiò la prima crisi del Golfo, ero arrivato da poco nel liceo dove avrei trascorso il resto della mia carriera scolastica da professore di storia e filosofia. Tutti, ovviamente, sapevano chi fossi e qual’era la storia politica e giudiziaria che mi portavo dietro. Quella giudiziaria in modo falsato, condizionata dal libro La Strage di Stato (o, di recente, dal film di Giordana Il romanzo di una strage), che poi è risultato inquinato dai servizi segreti e dai loro sodali… Beh, per farla breve, gli studenti chiesero la collaborazione degli insegnanti per capacitarsi in quegli avvenimenti e, siccome è nell’etimo stesso il lasciare un segno, i miei colleghi opposero un netto rifiuto. Perché fare il solito pistolotto antifascista, ironizzare sul trapianto dei capelli di Berlusconi (la mia collega di inglese ne ricavò un breve testo da far tradurre), invitare al pianto intorno alle sorti dei reietti dei disperati degli zingari degli omosessuali e, va da sé e in primis, degli ebrei non costa troppa fatica e il consenso è scontato e doveroso…

Così io solo, allora in contatto con l’ambasciata dell’Iraq e con il materiale, certo di propaganda, che giustificava l’annessione del Kuwait, mi adoperai con due incontri, il primo solo per i ragazzi ‘di destra’, il secondo, richiestomi dai ‘compagni’, per tutti gli studenti. Divertente, oserei dire, vedere falci e martelli l’a degli anarchici e la croce celtica promuovere l’assemblea nella palestra dell’istituto. Che, poi, gli (de) emeriti miei colleghi abbiano storto la bocca, rosicato, fattamela pagare è altra storia, inessenziale…
Perché questa lunga, autoreferenziale premessa? Un po’ di pazienza… mi conoscete ormai… giro, giro, ma infine arrivo al centro del gorgo…
Sono stato brevemente ad Area 19, poco sopra lo stadio Olimpico, dove è stata dirottata l’annunciata manifestazione dell’European Solidarity Front for Syria. Revocato lo svolgimento, programmato da mesi, a Ponte Milvio per motivi di ordine pubblico dalla Questura e, con il nuovo Sindaco, dal Comune per occupazione di suolo pubblico. Ovviamente ciò ha inciso sul numero delle presenze preventivate, una spianata con poca ombra e scarsi servizi, circa duecento militanti della galassia anticapitalista e ferocemente anti-USA, la comunità siriana fedele ad Hassad con le donne e i bambini, musica popolare e sventolio di bandiere, un piccolo banchetto con le t-shirts d’occasione (ne ho comprata una d’un bel colore rosso fiammante e con tanto di logo e sul retro una bella scritta, purtroppo in inglese, che invita a tener giù le zampe dal paese arabo. Questa mattina l’indosso. Il pizzettaro sotto casa, da cui compro patate al forno eccellenti, fa parte di coloro che si sono fatti infinocchiare dall’opposizione siriana).
Confesso che non coltivo più quel militante interesse verso le ‘cose di questo mondo’,  che ha caratterizzato la mia esistenza e di cui rivendico i meriti, forse pochi, e gli errori, sebbene mi sia chiaro – e non mi sposto da questa linea ideale e di combattimento – come della Siria, di Hassad e dei suoi nemici interessi ad Israele agli Stati Uniti e agli imbecilli della UE, compresi gli ‘utili idioti’ di casa nostra, se non per ridisegnare l’area del Medio Oriente a tutto favore di nuove frontiere strategiche e di controllo economico (basterà qui rilevare che la percentuale di siriani in armi contro il legittimo governo raggiunge meno del dieci per cento, essendo tutti gli altri mercenari provenienti dai paesi limitrofi e non…). Eppure vi è ancora chi, su qualche sito d’arcaico antifà, pensa che io rappresenti il prototipo del ‘vecchio nazimaoista’ (prego, anarco-fascista sì, altro no…), regista occulto o quasi degli organizzatori romani della manifestazione…

Qualcuno, con tendenze poetico-mitologiche, si limita a darmi del ‘lemure dall’Ade’ (per intenderci una sorta di larva, anima inquieta di morto che viene a tormentare i vivi… magari, visto che di vivi, già morti, il mondo n’è in abbondanza. Grazie, dunque, per il non voluto riconoscimento). Che ci posso fare, definito da sempre ‘provocatore’, devo mantenere il punto e, di conseguenza, trovarmi ad essere comunque contro. ‘Fetentissimo’, cioè il sottoscritto, s’è coniato un motto, pur privo di blasone e sangue bleu, e se ne fa vanto. Ecco perché, pur aggravato dal caldo opprimente scoppiato improvviso sulla Capitale e con qualche privata difficoltà d’affrontare, s’è detto che, magari per una limitata presenza, doveva essere ad Area 19 a testimoniare che non c’è alcuna resa, alcun ripensamento e… dimenticavo il motto, già: Faccia al sole e in culo al mondo!…
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Categorie: Anarcofascismo, Antagonismo, Merlino

Pubblicato da Mario Michele Merlino il 16 Giugno 2013

Mario Michele Merlino

Nato a Roma 2 giorni prima dell'entrata degli alleati, quindi 'obbligato' per fedeltà ad appartenere ad altra Repubblica. Prima con la spranga sui denti (altrui) poi con la penna irriverente sbruffone parolaio, cioè 'geniale'... con poche idee e tante emozioni in attesa di sapere cosa farà da grande...

Commenti

  1. Anonymous

    mi piace…sono una donna che ama la forza del parlare dell’uomo vissuto,prepotente attaccabrighe,ma chjaro senza compromessi .anzi felice che l’età gli conceda il lusso di essere
    sincero a tutti gli effetti.anzi è felice di essere grande per togliersi molti sassolini nella scarpa…mi piace luisa maria-è la mia copia gemella virtuale.

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