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Emergenza carceri? Colpa dell’accoglienza (e dell’Europa)

Emergenza carceri? Colpa dell’accoglienza (e dell’Europa)
di Michele Rallo

La questione del sovraffollamento delle carceri italiane è ben noto. Ricordo soltanto alcuni dati ufficiali: al 15 maggio 2013 sono in funzione 206 penitenziari, con una popolazione carceraria di circa 66.000 detenuti, cioè a dire quasi 19.000 in più rispetto ai 47.000 che potrebbero essere decentemente alloggiati nelle nostre carceri. Il dato è inquietante, indegno di un paese civile. E ciò, considerato che i reclusi sono stati condannati ad un periodo più o meno lungo di privazione della libertà, mentre lo Stato italiano infligge loro una pena aggiuntiva, assolutamente arbitraria oltre che crudele: quella di condizioni di vita incivili, tali addirittura da indurre un numero crescente di “soggetti deboli” al suicidio.


Tralascio tutto il contorno (lo sciopero della fame di Pannella, i moniti del Presidente della Repubblica, gli appelli del Papa, eccetera); tralascio la facile polemica per il recente provvedimento “svuota carceri” (i cui effetti sull’ordine pubblico sono facilmente immaginabili); e tralascio anche alcuni miei personali convincimenti (per me è più pericoloso uno stupratore seriale che non un soggetto colpevole di un reato più grave ma dovuto ad un impeto isolato). Tralascio tutto questo — e altro ancora — ed accenno a due sole problematiche. La prima: oltre un terzo dei detenuti (più di 23.000) è costituito da stranieri. Basterebbe rimandare a casa costoro (possibilmente accordandosi con gli Stati di provenienza per far scontare le relative pene a casa loro) per risolvere in un colpo solo tutti i problemi di sovraffollamento delle nostre carceri. Gli “esuberi” — abbiamo visto — sono 19.000, e l’espulsione dei 23.000 carcerati stranieri determinerebbe addirittura 4.000 posti “liberi”. Ma c’è di più. Sapete quanto costa allo Stato italiano il mantenimento di un singolo detenuto? 3.500 euro al mese, secondo i dati del DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria); addirittura 12.000 euro al mese — considerate anche le spese riflesse — secondo l’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma della Polizia Peniteziaria). Ora, assumiamo come veritiera una via di mezzo (diciamo 5.000 euro mensili pro capite) e proviamo a moltiplicare questa cifra per 23.000, quanti sono gli ospiti stranieri delle nostre carceri: fanno 115 milioni di euro al mese. Moltiplichiamo questo numero per 12 mesi, ed otterremo una cifra prossima al miliardo e mezzo di euro in ragione d’anno, ovvero 3.000 miliardi del vecchio conio, come direbbe Bonolis. Domanda: perché non si espellono i delinquenti stranieri (quanto meno quelli condannati per i reati che ingenerano “allarme sociale”) e non si utilizzano i miliardi risparmiati per creare posti di lavoro? Per gli italiani, naturalmente.
Seconda considerazione: la Corte di Giustizia Europea ha condannato lo Stato italiano per le condizioni di vita cui costringe la propria popolazione carceraria: abbiamo un anno di tempo per metterci in regola. Per metterci in regola, però, avremmo bisogno di costruire nuove carceri e di assumere nuovi agenti di polizia penitenziaria. Ma, se dovessimo fare questo, verremmo immediatamente condannati dai competenti organismi europei perché saremmo venuti meno ai vincoli della cosiddetta “stabilità”. Ecco una prova ulteriore di come l’Europa sia oggettivamente d’ostacolo alle più elementari esigenze del nostro viver civile.


Nota di Ereticamente
Ringraziamo l’Autore per l’invio. L’articolo è stato pubblicato in cartaceo sul periodico Social di Trapani
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Categorie: Attualità, Carceri, Rallo

Pubblicato da admin il 24 Giugno 2013

Commenti

  1. Anonymous

    Sempre dalla parte sbagliata napolitano:
    mai che provasse vergogna e orrore per gli italiani costretti ad una guerra fra poveri con gli extra-comunitari (invitati ed accolti irresponsabilmente da napolitano, boldrini e kyenge) per un posto di lavoro oppure costretti al suicidio dalla casta politica peggiore di tutto il mondo occidentale.
    Se siamo a casa nostra, gli extra-comunitari di fede mussulmana ci ammazzano a picconate e ci stuprano le nostre donne.
    Se siamo a casa loro, gli extra-comunitari di fede mussulmana ci ammazzano a colpi di machete e ci stuprano le nostre donne.
    Ma dico, siamo diventati proprio tutti congoloidi in questo paese?
    Quando pretenderemo quel rispetto minimo indispensabile che ci è dovuto, sia da chi usa violenza contro di noi, sia da chi ha giurato di difenderci e ci tradisce quotidianamente?
    Gustavo Gesualdo

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