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Le sorprese non sono finite

Le sorprese non sono finite

di Fabio Calabrese

Io ho a volte l’impressione che ci sia in giro un’ignoranza spaventosa, che la gente, tranne quelle poche nozioni pratiche e quotidiane che servono per sbrigare il proprio lavoro e le faccende di tutti i giorni, non sappia pressoché nulla. Ma come, dirà qualcuno, nell’era della comunicazione e dell’informazione globale! Ebbene, il problema sta proprio lì, nella massa nella baraonda di informazioni, dati, concetti che ci bombardano quotidianamente appena ci colleghiamo a un qualsiasi pezzo del sistema mediatico: troppi, caotici e in massima parte futili e irrilevanti, che non possono essere assimilati, ma solo  avvertiti per un momento per lasciare posto “all’informazione” successiva, e nel loro insieme disabituano a pensare con profondità.
Platone faceva osservare che è estremamente arduo arrivare alla conoscenza partendo dall’ignoranza totale, occorre avere almeno un barlume che ci indichi cosa dobbiamo cercare di sapere, ed è partendo da questa premessa che ha sviluppato la sua teoria della conoscenza come riminiscenza.

Io non so se possa esistere qualcosa come l’iperuranio platonico con le idee, i modelli delle cose tutti là, pronti ad essere afferrati dalla mente sagace, ma l’universo mediatico ne costituirebbe quasi un accettabile surrogato se disponessimo di una bussola o di un filo di Arianna per muoverci nel labirinto, se non si rischiasse a ogni passo di essere travolti da maree di cose futili e irrilevanti, oppure incoerenti e deliranti. Per trovare la strada occorre per prima cosa sapere cosa cercare e non credo che chi va in internet per erudirsi sulle biografie dei divi o dei calciatori abbia molte possibilità di progredire nella conoscenza.
Guardiamo a quella che è la formazione che nella maggior parte dei casi si riceve nella scuola; a parte il basilare “leggere, scrivere e far di conto” come dicevano i nostri nonni, che anch’esso oggi pare si acquisisca in maniera sempre più imperfetta, le nozioni che vi si apprendono sono perlopiù quelle che AL POTERE fa comodo che la gente abbia. Esiste una curiosa lottizzazione delle competenze: ad esempio, perché mai i libri di testo di storia devono essere TUTTI INVARIABILMENTE di ispirazione marxista e quelli di filosofia con invariabilità altrettanto monolitica tutti di ispirazione cattolica?
La storia è, come è ovvio, il terreno delle maggiori falsificazioni. Pensiamo ad esempio allo PSICODRAMMA che è il racconto della seconda guerra mondiale. Io non voglio dire, ad esempio, che il delitto dei delitti, l’olocausto degli ebrei non sia avvenuto, che sia stata tutta una montatura (anche perché NON POSSO farlo, nella nostra liberissima democrazia sostenere certe opinioni è un reato); dico solo PROVATE A IMMAGINARE PER IPOTESI che non sia avvenuto (anche immaginare ipotesi dichiaratamente fantasiose è un reato?); lo avrebbero certamente inventato per coprire le atrocità compiute dai vincitori: quattro milioni di vittime civili dei bombardamenti terroristici e privi di utilità militare nella sola Europa, più quelli sul Giappone, su cui sono stati anche sganciati due ordigni nucleari quando aveva già chiesto la resa, tre milioni di civili tedeschi massacrati dall’Armata Rossa, decine di migliaia di italiani assassinati dai partigiani jugoslavi in Istria e nella Venezia Giulia. Prigionieri massacrati dopo che si erano arresi, donne stuprate, anziani e bambini torturati prima di venire uccisi, in una galleria degli orrori che è un pozzo senza fondo e di cui i testi scolastici non fanno parola.
Ma la falsificazione risale a molto più addietro, perché la storia contemporanea è costantemente presentata come il progressivo trionfo della democrazia, l’emancipazione delle masse verso un avvenire sempre più radioso. Non viene mai detto che questo grandioso movimento è nel contempo la progressiva ascesa di una classe di capitalismo usuraio che oggi vediamo con quanta forza può strangolare nazioni intere, e che dove sono avvenute le rivoluzioni con la bandiera rossa, non hanno risolto nulla ma hanno anzi peggiorato le cose, sostituendo al capitalista strozzino privato il capitalista strozzino di stato.   
Quanto più si risale indietro nel tempo, tanto più si scopre l’estensione della falsificazione. E’ un punto che ho illustrato con ampiezza più volte e vi rimando alla lettura del saggio “Ex oriente lux, ma sarà poi vero?” suddiviso in quattro parti. Tutta la storia antica ci è stata raccontata in modo da sminuire il ruolo dell’Europa ed enfatizzare quello del Medio Oriente, guarda caso, dei luoghi che fanno da sfondo alla bibbia, in modo da non farci percepire, o farci percepire il meno possibile la religione divenuta sciaguratamente dominante, il cristianesimo, per quello che è, una concezione semitica, estranea alle radici profonde e autentiche del nostro continente.
Ugualmente falsata è ad esempio la storia della filosofia, e il pensiero greco viene ridotto a una sorta di lunga preparazione alla “rivelazione” cristiana, insultando letteralmente Platone, Aristotele e gli altri grandi filosofi dell’antichità che, senza la “rivelazione” non avrebbero potuto compiere il balzo definitivo dalla ragione alla “fede”, si cerca cioè di mascherare il fatto che quel che è avvenuto con l’avvento del cristianesimo e il tramonto del mondo antico, è stato un enorme arretramento dello spirito e della cultura.
Se dalle scienze umane passiamo a considerare le scienze naturali, non è che le cose migliorino. Se non fosse tragico, sarebbe grottesco il tentativo dei “biologi democratici” di esorcizzare ciò che realmente insegna la teoria evoluzionista di Darwin che rimane il centro e il cuore delle scienze della vita: il valore del conflitto e della selezione nel costruire i tipi più elevati, niente altro che questo ha portato dalla mucillagine all’uomo (e non è possibile ignorare la conferma del pensiero di Eraclito, sette secoli prima di Cristo: “La guerra è madre e regina di tutte le cose”) e la tendenza dei viventi a perpetuare nelle generazioni future il proprio genoma, che in ultima analisi è la sanzione scientifica di quelle “brutte cose” che chiamiamo nazionalismo e razzismo, e riduce in maniera spietata democrazia, cristianesimo e marxismo alla dimensione dell’utopia.
(Si veda il mio scritto “La scienza falsata” a proposito del tentativo dei “biologi democratici” di non arrivare a queste conclusioni peraltro ovvie).
Insomma, è chiaro che tutta la nostra cultura è stata stravolta e falsata in modo da andare in appoggio o almeno non contraddire le ideologie dominanti: democraticismo, liberalismo, marxismo, cristianesimo.
Come è possibile allora giungere alla verità sapendo che dappertutto ci vengono scodellate menzogne, talvolta grossolane, talvolta sottili?
In una qualche misura, tenendo presente quanto è modesto il raggio dell’esperienza diretta di ciascuno di noi, può soccorrere l’esperienza personale, se la memoria non è atrofizzata, come sembra succeda sempre più spesso alla gente (altro miracolo del sistema mediatico). 
Vi faccio un esempio. E’ nozione comune che il leder democristiano Aldo Moro, sequestrato dalle Brigate Rosse, sia stato un martire e un eroe. Sfortunatamente, non avendo la memoria atrofizzata e avendo un ricordo piuttosto chiaro di quei giorni, so benissimo che non fu affatto così: le lettere inviate dal leader democristiano dalla prigione brigatista erano chiarissime e dicevano in sostanza: “Trattate, trattate, ho famiglia, non importa quel che succede dello stato”. Un leader di livello nazionale che fin allora aveva goduto di tutti i privilegi del potere, non riteneva di dover applicare a se stesso quello spirito di sacrificio che si esige dall’ultimo poliziotto, da chiunque vesta una divisa.
Aldo Moro fu un vigliacco, come lo fu un insigne comunista, Laurenti Beria, il capo della polizia segreta di Stalin che, caduto in disgrazia alla morte del dittatore, prima di essere fucilato pietì miseramente quella clemenza che lui non aveva avuto per nessuno. Un caso opposto fu quello di Alessandro Pavolini, “l’ultima raffica di Salò”, che affrontò gli invasori a bordo di un’autoblinda L6 nell’estremissima resistenza ai vincitori. Il democristiano e il comunista morirono da vigliacchi, il fascista affrontò la sua sorte da eroe. Sarà stato un caso?
Il raggio d’azione dell’esperienza personale rimane comunque limitato.
Occorre avere accesso a fonti di informazione privilegiate o aver sviluppato una grande capacità di riflessione personale, o qualcosa che si pone in qualche punto a mezza strada fra queste due possibilità.
“Chi sa non parla, chi parla non sa”, ma a volte si ha l’impressione che qualcuno di “quelli che sanno” (per accesso a fonti d’informazione privilegiate, per acume, per saggezza) si sia lasciato scappare di più di quanto intendesse dire.
Un esempio addirittura eclatante in questo senso mi sembra un documento di cui – non a caso – vi ho parlato più volte, perché è proprio uno squarcio fra le nubi che si apre e ci fa vedere un panorama altrimenti inedito, la “famosa” intervista rilasciata dal filosofo Massimo Cacciari a Maurizio Blondet e da quest’ultimo riportata nel libro “Gli adelphi della dissoluzione” (per la cronaca, l’intervista è del 1997 e il libro è del 2000). In essa, il filosofo sindaco di Venezia metteva in evidenza due punti fondamentali: il cristianesimo ha avuto un ruolo centrale nel dissolvere l’ethos, il sistema di valori, la cultura, il mondo antichi; ed è sempre questo elemento nichilista proprio del cristianesimo, espanso fuori dalla Chiesa che in qualche modo aveva cercato di controllarlo, a partire dalla riforma protestante, è alla radice di tutti i fenomeni patologici della modernità.
La cosa notevole è che queste tesi noi non le troviamo in bocca a un Nietzsche o a un Evola: Cacciari e Blondet sono entrambi cattolici e questo aspetto dissolutivo, nichilista, distruttore della religione più diffusa in Occidente appare loro un “danno collaterale” nell’ambito di un piano divino globalmente salvifico. Per una volta ammissioni così compromettenti vengono DA PARTE CATTOLICA.
Recentemente, Blondet è tornato su questo argomento illustrando un concetto presente nell’intervista a Cacciari, quello di “Katechon”, ciò che impedirebbe, almeno per ora, all’anticristo di manifestarsi e di arrivare così alla fine dei tempi. 
Questo concetto che deriva da san Paolo e su cui vari teologi a cominciare da Tommaso D’Aquino si sono sbizzarriti per secoli, per un non credente non avrebbe nessuna rilevanza, ma Blondet che al tempo della famosa intervista riteneva che il “Katechon” fosse genericamente “la fede cristiana, la Chiesa, i sacramenti”, ha mutato il suo pensiero al riguardo identificandolo in una forza non religiosa, precisamente lo stato romano ai tempi evangelici e, per estensione, qualsiasi stato che, come quello romano sia uno stato di diritto basato sulla legalità, e per questa via propone una conciliabilità, una compatibilità fra romanità e cristianesimo, cercando di risolvere in modo ingegnoso ma che in definitiva non regge, il grande problema contro cui vanno a sbattere inevitabilmente i tradizionalisti cattolici, il carattere sovversivo ab origine del cristianesimo, l’effetto demolitore che esso ha avuto sull’antichità, sul mondo romano e sui suoi valori. Ho esposto in “Nella mente dei guelfi” i motivi per cui questo tentativo di conciliare l’inconciliabile non può approdare a nulla, e ad esso vi rimando.
Aveva indubbiamente ragione Nietzsche: “Roma contro la Giudea, la Giudea contro Roma”, e il cristianesimo non ha mai reciso le proprie radici giudaiche, non può farlo senza cessare di esistere.
Ultimamente mi è capitata sott’occhio una versione dell’intervista a Massimo Cacciari più ampia di quella finora in mio possesso (si, lo confesso, non ho acquistato “Gli adelphi della dissoluzione”), e devo dire che davvero le sorprese di questo testo che ci offre una prospettiva inedita sulla nostra storia, non sono finite.
Come ho detto, si ha la sensazione che Cacciari (un iniziato?) si sia lasciato sfuggire più di quanto intendesse dire, ebbene, questa è stata esattamente anche l’impressione di Blondet:
“Mi stupì la sua foga, e ancor più il fatto che subito dopo parve
pentirsi, come se la parola gli fosse sfuggita … La nostra conversazione, fino a quel momento, non faceva prevedere quell’esito”.
Nei passi che finora non avevo avuto modo di leggere, che il cristianesimo sia alla base delle degenerazioni della modernità, è affermato con ancora maggiore energia di quelli già a me noti e che ho citato in “Un documento controverso” (l’articolo che ho dedicato a commentare questa intervista):
“In apparenza antagonisti, l’Illuminismo libertino di cui subiamo gli esiti
estremi, e la Chiesa, avrebbero in realtà la stessa radice”.
Un documento, dunque, di utilità estrema per chi vuole comprendere quale sia il vero volto del mondo moderno e quali ne siano le origini, e che spazza via le illusioni dei tradizionalisti cattolici proprio per bocca di uno dei più considerati pensatori cattolici contemporanei.
Là dove però l’intervista crolla miseramente, è nella sua conclusione, ci dice infatti Cacciari:
“Anche contro la Chiesa [il sistema estetico-economico borghese] non esiterà a usare la più inaudita violenza, se la Chiesa si rifiuta di diventare un semplice supporto della società borghese. Ciò che la Chiesa non può fare: perché il cristiano è necessariamente sovversivo di ogni potere politico che si pretenda autonomo. Già negli Stati Uniti si teorizza come l’avversario irriducibile sia l’Islam. Anche contro la Chiesa il conflitto diverrà sempre più drammatico.
Da una parte la Chiesa e l’Islam, e dall’altra una “etica” laicista sempre più occasionale, e nello stesso tempo sempre più radicalmente universale, nella sua pretesa di essere l’unica valida”.
Commenta a questo punto Blondet:
“Purtroppo credo abbia ragione. Forse viviamo davvero sull’orlo dei tempi ultimi. Sappiamo che cosa aspetta i credenti: la resistenza eroica al di là di ogni umana speranza, il martirio. La Chiesa lo sa: è scritto nella sua tradizione”.
Pie (è proprio il caso di dirlo) illusioni. A parte l’idea risibile e suicida dell’alleanza con l’islam (e si veda in proposito il mio “Tra islam e Occidente”), la Chiesa è oggi GIA’ pienamente integrata nel sistema di potere mondialista. Certamente hanno ubbidito ai suoi diktat oltre a riscoprire le mai rinnegate origini del loro credo, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI quando sono andati a prosternarsi nelle sinagoghe, e sicuramente non fa nulla di sgradito al potere mondialista quando invita all’accoglienza verso gli immigrati clandestini, come nulla di sgradito a esso fanno i “compagni” che non vedono l’ora che il nostro popolo sia sostituito da un’ibrida torma multietnica, ma meglio di tutto sono le ultime vicende del soglio pontificio che fanno capire come stiano le cose.
Già allo scorso conclave, quello dopo la scomparsa di Giovanni Paolo II, Jorge Bergoglio, il cardinale candidato dei progressisti, il cardinale di sinistra era giunto subito dietro Joseph Ratzinger, ma qualcuno doveva aver sbagliato qualche calcolo e non l’avevano spuntata. Non hanno avuto neppure la pazienza di aspettare che Benedetto XVI (peraltro alquanto anziano) morisse, per costringerlo all’abdicazione e imporci il successore. Peraltro, siamo abbastanza sicuri che Bergoglio non commetterà l’errore di papa Luciani, guarda caso scomparso improvvisamente dopo aver annunciato di voler ripulire il marciume delle gerarchie ecclesiastiche. Francesco farà una Chiesa povera e umile DI FACCIATA come piace alle sinistre di tutto il mondo senza scalfire minimamente i poteri reali. Scommettiamo?
Di una cosa siamo sicuri: lottare oltre ogni speranza per difendere quanto rimane della nostra cultura e della nostra identità di europei, è un compito che non spetta a loro ma a noi, e di certo non avremo come alleata una Chiesa che diventa sempre più mondialista e multietnica ogni giorno che passa.
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Categorie: Cristianesimo, Liberopensiero, monoteismi, Paganesimo

Pubblicato da Fabio Calabrese il 14 Aprile 2013

Fabio Calabrese

Nato a Trieste il 12 novembre 1952, coniugato, due figli. Laureato in filosofia, docente di scuola superiore. Scrittore di letteratura fantastica con all'attivo numerose pubblicazioni, tra cui alcune in Gran Bretagna, Polonia, Francia. Studioso di neopaganesimo e di neoceltismo. Attivo da molti anni come opinionista politico dell'Area, ha collaborato con “Rinascita”, “Ciaoeuropa”, “Italia sociale”, “L'uomo libero”, il Centro Studi La Runa e negli ultimi anni soprattutto con “Ereticamente”, dove è una delle firme maggiormente rappresentate.

Commenti

  1. Anonymous

    Analisi meritevole di un commento notevolissimo; mi soffermerò solo su un paio di punti che mi hanno lasciato con l’amaro in bocca. Cacciari è un personaggio di conclamata Kultura può essere tanto masochista da andarsi ad annoverare tra la infame pletora, informe, plagiata, prezzolata.? Se si, allora, siamo proprio combinati male. (mi riferisco ai lapsus del Cacciari). Il novello Papa è della milizia gesuita ossia è un militante dello zoccolo duro del Vaticano; conocordo pienamente che si tratti DI UNA POVERTA’ DI FACCIATA. Sempre grato per i suoi articoli Giuseppe.

  2. emilio Giuliana

    L’introduzione dell’articolo non risparmia l’estensore stesso. Le inesattezze riscontrate nell’articolo sono diverse.
    Quando parla di cristianesimo lo fa con i più classici dei luoghi comuni anti cristiani. Come si può affermare, che in una società scristianizzata, si indottrinino le persone al cristianesimo? Chi sono, giovanni xxIII, Paolo IV, Giovanni paolo II, Benedetto XVI, Bergoglio? Sono i nemici giurati del cattolicesimo. Coloro che avrebbero dovuto rappresentare il cattolicesimo sono stati e sono i più accaniti nemici di Cristo.
    In una conversazione che ebbe con Hans Schemm e Otto Wagener durante la Kampfzeit Hitler derise i paganisti e <> (Henry Ashby Turner- Hitler:memoirs of a confidant – New Haven, 1978,p.277).
    Non condivido il sopracitato pensiero di Hitler, perché non valgo quanto lui.
    Condivido il pensiero di Hitler sul commento dei 10 comandamenti. << i dieci comandamenti sono un codice di vita inconfutabile. Questi precetti corrispondono all’innegabile bisogno dell’animo umano; sono ispirati dal più autentico spirito religioso, e perciò le Chiese poggiano su solide fondamenta>>. Ciò contraddice nettamente l’affermazione di Rauschning secondo la quale Hitler ripudiò i Dieci comandamenti, attribuendo al fuhrer queste parole:<< I dieci comandamenti hanno perduto il loro valore>>. Herman Rauschning, The voice of destruction, New York, 1940, p.24. Per l’inattendibilità di Rauschning come fonte primaria si veda il capitolo <>.

    Buon lavoro
    Emilio Giuliana

  3. Sicuramente Hitler voleva una pacificazione tra i cristiani (cattolici e protestanti), ma altrettanto sicuramente pianificava un autentico ritorno alle radici europee. Il suo “ripudio” di Rosenberg era dettato dalla sua germanica praticitá e dal suo buon senso politico, non dalla fallacia delle idee paganiste di Rosenberg.

    Va bene difendere l’indifendibile, ma utilizzare speculazioni su quella che fu l’ultima speranza d’Europa per farlo non é corretto.

    Il cristianesimo é la base fondante del mondo moderno e per riportare in vita l’Europa (biologica), deve essere smantellato. Non in modo brusco e giacobino, ma per gradi e tramite ragionamenti autorevoli, dei quali questo articolo é un ottimo esemplare.

  4. emilio giuliana

    Ritengo opportuno scusarmi, perché il mio primo commento all’articolo è incompleto in alcune parti, sicuramente da imputare ad una mia distrazione.
    Dove riporto che Hitler derise i paganisti , va aggiunto il resto del commento: e “l’immondizia che vanno a ripescare dalla preistoria tedesca! Poi leggono Nietzsche insieme con i ragazzini di quindi anni!”.
    per tornare a noi e rassicurare il signor nota 1488, faccio presente che non è costume dello scrivente essere scorretto, e che non mi limito a difendere l’indifendibile che non m’interessa, ma semplicemente ritengo doveroso dibattere su alcune“mancanze” che offendono la veridicità storica!
    Non ho alcuna intenzione di dimostrare che il nazionalsocialismo sia stato pro cattolico, sovrapponibile o altro, ma far notare che molti nazionalsocialisti ivi compreso Adolf Hitler non erano contro il cattolicesimo e non lo ritenevano negativo, anzi vi sono dichiarazioni documentate che lasciano pensare e confermano il contrario, dunque non è il sottoscritto che vuol forzare, distorcendo la verità difendendo l’indifendibile.
    Sotto riporto alcuni passaggi di Hitler a tal riguardo.
    In Germania l’appartenenza o meno ad una confessione non è un fatto privato, ma una scelta obbligata che deve essere esplicitata ufficialmente dichiarandosi cattolici, protestanti o atei. Ciò va tenuto presente quando si parla di fedeli “iscritti” a una Chiesa, o si descrivono alcuni nazisti “cattolici”, per esempio Hitler e Goebbels. Sebbene, entrambi avessero cessato di frequentare le funzioni religiose ben prima del 1933, nessuno dei due fino alla propria morte ufficialmente abbandonò la Chiesa o si rifiutò di pagare le tasse ecclesiastiche. Pertanto dal punto di vista nominale, entrambi possono essere classificati come cattolici.
    – Se Hitler non aveva tempo per i piani – mistico religiosi di Rosemberg, ugualmente trovava assurde e dilettantistiche esplorazioni religiose di Himmler. Come disse ad alcuni suoi confidenti: “Che stupidaggini! abbiamo finalmente raggiunto un’età che si lascia dietro ogni misticismo, e ora lui vuole ricominciare tutto daccapo… S epenso che un giorno potrei essere trasformato in un santo delle ss!”. E se Himmler attaccava Carlo Magno considerandolo un agente del cristianesimo contro le tribù pagano germaniche, Hitler dichiarava:”uccidere tutti quei sassoni non fu un crimine storico, come pensa Himmler. Carlo Magno fece bene a soggiogare Widukind e ad ammazzare senza esitazioni i sassoni. In tal modo rese possibile l’impero dei franchi e l’ingresso della cultura occidentale in quella che ora è la Germania”(Albert Speer, Inside The Third Reich, New York, 1970, p.94).
    Ecco altre frasi di Hitler sul cristianesimo e su Gesù.
    – «Noi siamo i primi a riesumare questo insegnamento! Attraverso di noi soltanto, e solo da questo momento, questi insegnamenti celebrano la propria risurrezione! Maria e Maddalena stavano a fianco di una tomba vuota, perché cercavano l’uomo morto. Ma noi ci proponiamo di resuscitare i tesori del Cristo vivente!» (Henry Ashby Turner, Hitler: memoirs of a confidant, Yale University Press, New Haven and London, 1985, pp. 139-40).
    – «Mi è stato rimproverato il modo in cui tratto la questione ebraica. Per 1500 anni la Chiesa cattolica ha considerato gli ebrei come esseri nocivi [Schadlinge], li ha confinati nel ghetto ecc., perché si sa cosa sono gli ebrei. Nell’età del liberalismo non si è più visto questo pericolo. Io non metto la razza al di sopra della religione, ma vedo come elementi nocivi per lo Stato e per la Chiesa gli esponenti di questa razza, e forse sto rendendo alla cristianità il più grande servizio”. (Renato Moro, La Chiesa e lo sterminio degli ebrei, Il Mulino, Bologna, 2002, p. 36).

  5. emilio giuliana

    – «Siamo un popolo con religioni differenti, ma un unico popolo. Il problema non è quale fede conquisti l’altra, il problema è piuttosto se il cristianesimo resiste o crolla… Nelle nostre fila non tolleriamo nessuno che attacchi gli ideali del cristianesimo… nei fatti il nostro movimento è cristiano. Noi desideriamo ardentemente che cattolici e protestanti facciano conoscenza reciproca nel momento di estrema difficoltà in cui versa il nostro popolo». (Richard Steigmann Gall, Il santo Reich, Boroli, Milano, 2005, p. 97).
    – «I miei sentimenti cristiani mi dicono che il mio Signore e Salvatore è un combattente. Mi indicano l’Uomo che un tempo, solo e circondato soltanto da pochi seguaci, riconobbe questi ebrei e chiamò a raccolta contro di loro, e che come vero Dio fu il più grande non soltanto nel soffrire, ma anche come guerriero». (A. Hitler, Völchischer Beobachter, 22 aprile 1922).
    – «Non posso immaginare Cristo se non biondo e con gli occhi azzurri, mentre il diavolo lo vedo soltanto con una ghigna ebraica». (A. Hitler, Völchischer Beobachter, 28 aprile 1921).
    – «Per un leader politico le dottrine religiose e le istituzioni del suo popolo devono sempre restare inviolabili; altrimenti egli non avrebbe il diritto di mettersi in politica, ma dovrebbe diventare un riformatore se ne avesse i requisiti! Specialmente in Germania ogni altro atteggiamento porterebbe alla catastrofe». (A. Hitler, Mein Kampf, Eher-Verlag, Monaco, 1925, p. 116).
    – «Come Cristo ha dichiarato: “amatevi l’un l’altro”, così i nostri appelli:“Comunità di popolo”, “Il bisogno di tutti viene prima del bisogno del singolo”, “Coscienza sociale rivolta alla collettività”,risuonano per tutta la patria tedesca! Questi appelli troveranno eco in tutto il mondo!». (Richard Steigmann Gall, Il santo Reich, Boroli, Milano, 2005, p. 67).
    – «Ma in realtà non c’è nulla di nuovo in questa Weltanschauung. Ogni volta che leggo i Vangeli del Nuovo Testamento e le rivelazioni dei diversi profeti… rimango sorpreso nel vedere quello che è stato fatto degli insegnamenti di questi uomini ispirati da Dio, specialmente di Gesù Cristo, insegnamenti che sono così chiari e straordinari, che assumono un valore religioso. Loro furono quelli che crearono questa nuova visione del mondo che noi oggi chiamiamo socialismo, loro la fondarono, la insegnarono e la vissero! Ma le comunità che si dichiararono chiese cristiane non lo compresero! Oppure, se lo fecero, negarono Cristo e lo tradirono!». (Henry Ashby Turner, Hitler: memoirs of a confidant, Yale University Press, New Haven, 1985, pp.139-40).
    – «L’uomo che pensa in funzione del popolo, in particolare, ha questo sacro dovere, ciascuno nella propria confessione, di far sì che la gente smetta di parlare della volontà di Dio, e realmente compia la volontà di Dio, e non permetta che la parola di Dio venga dissacrata. Perché la volontà divina diede agli uomini la loro forma, la loro natura, le loro capacità. Chiunque distrugga la sua opera dichiara guerra alla creazione del Signore, alla volontà divina». (A. Hitler, Mein Kampf, Eher-Verlag, Monaco, 1925, p. 562).
    – «Pertanto oggi credo di agire in accordo con la volontà del Creatore Onnipotente: difendendo me stesso dal giudeo, sto combattendo per l’opera del Signore». (A. Hitler, Mein Kampf, Eher-Verlag, Monaco, 1925, p. 65).

  6. emilio giuliana

    – «Distruggere il contenuto della civiltà umana con la distruzione di quelli che la simboleggiano, appare il più disprezzabile dei delitti agli occhi di un’idea nazionale del mondo. Chi ha il coraggio di alzare la mano sulla migliore delle creature fatta a immagine di Dio, pecca contro il munifico creatore e coopera alla espulsione dal paradiso». (A. Hitler, Mein kampf, Ed. Homerus, Roma, 1971, p.14).
    – Dopo l’attentato subìto il 20 luglio 1944, al quale partecipò il colonnello Klaus von Stauffenberg, Hitler affermò, alle 0,30 del 21 luglio, in un radiomessaggio alla nazione: «Una ristretta cricca di ufficiali ambiziosi, irresponsabili e nello stesso tempo molto sciocchi, ha organizzato un complotto per sopprimere me e l’Alto Comando della Wehrmacht… Quanto a me non ho riportato che scalfitture, scottature ed escoriazioni di poco conto. Considero ciò una conferma della missione affidatami dalla provvidenza» (Franchi Giovanni, La seconda Guerra Mondiale, Alpha Test, 2001, p.64).
    -Nel corso della sua ascesa trionfante, a Würzburg (giugno 1937) Hitler affermò: «La Provvidenza ci guida, noi agiamo secondo la volontà dell’Onnipotente. Nessuno può fare la storia dei popoli e del mondo se non ha la benedizione di questa Provvidenza»(Victor Klemperer, LTI. La lingua del Terzo Reich, La Giuntina, Firenze, 2008, p.144).
    L’idea di addossare al cristianesimo la responsabilità della caduta dell’Impero romano d’occidente cozza, con alcuni passaggi e personaggi storici non certo marginali.
    Tiberio, imperatore romano promulgo un editto con il quale minacciava di morte gli ebrei che perseguitavano i cristiani. Anche l’Imperatore Claudio, fu estremamente tollerante con i cristiani. Nell’anno nono del suo regno espulse gli ebrei da Roma, perché colpevoli d’aver convertito all’ebraismo sua moglie Agrippina, così come riportato da Sventonio.
    Lo stesso non fu per Nerone, succube dell’Ebrea Poppea.
    Un altro imperatore Caracalla come moglie l’ebrea Domnia Giulia.
    L’imperatore Caracalla con l’editto del 212 il “constitutio antoniana de civitate”, estese la cittadinanza romana a tutti gli abitanti del regno. Una legge cosmopolita che favori l’imbastardimento biologico!
    Chi favorirono il cristianesimo, furono imperatori romani indoeuropei, Costantino, Teodosio, Giustiniano, non certo semiti venuti chissà da quali luoghi!
    Ingiusto ed ingeneroso ritenere Aldo Moro vigliacco.
    L’idea di emettere biglietti di stato a corso legale senza bisogno di chiedere banconote in prestito via Bankitalia-Bce, fu di Aldo Moro, che intendeva assolvere ai bisogni del popolo italiano, con l’emissione Sovrana, senza debito, di cartamoneta a corso legale. Fu così che i governi Moro finanziarono le spese statali, per circa 500 miliardi di lire degli anni ‘60 e ‘70, attraverso l’emissione di cartamoneta da 500 lire “biglietto di stato a corso legale” (emissioni “Aretusa” e“Mercurio”).
    Altro che vigliacco, fu coraggiosissimo, poiché, consapevole dell’azione compiuta, che lo avrebbe condotto a morte certa!

    buon lavoro

    Emilio Giuliana

  7. Il Cristianesimo ha messo a repentaglio l’integritá dell’Europa innumerevoli volte e sempre per il potere economico e quindi politico, tutto ció che é stato fatto di buono sotto il segno della croce é da attribuire alla grandezza degli Europei e a nessun altra cosa. Il Cristianesimo, religione giudaica per Goym, é un cancro che porterá a morte certa a meno che non venga curato in modo effettivo e che non permetta ricadute. Tutto il resto sono apologie dell’indifendibile, bizantinismi pericolosi e anti-rivoluzionari.

  8. emilio giuliana

    per non scadere nella maleducazione, ringraziandovi per avermi ospitato, prometto che non approfitterò più di questo spazio,cloncudendo con questo ultimo intervento.
    la religione giudaica per goym, il cristianesimo ha fatto parecchie vittime illustri, per esempio Mussolini. Per non lasciare margini d’equivoci, riporto cosa aveva affermato a tal proposito: «la tradizione latina e imperiale di Roma oggi è rappresentata dal cattolicesimo» e citando Theodor Mommsen aveva ribadito che «l’unica idea universale che oggi esista a Roma, è quella che s’irradia dal Vaticano» (Confronta al riguardo Giovanni Sale s. j., La Chiesa di Mussolini I rapporti tra fascismo e religione, Rizzoli, Milano, 2011). E che dire dei goym giudeizzanti, Degrelle, Franco,Codreanu, Salazar, Pavelic…Goebbels, Hitler, Himmler. Il capo delle ss,dopo il complotto dei generali dell’aprile del 1945 raccontò la sua straordinaria conversione:<> (Hugh Trevor -Roper-Gli ultimi giorni di Hitler, pag.83). Si potrebbe continuare all’infinito a documentare quanto asserito, ma non avrebbe ne senso ne importanza, perchè si ridurebbe tutto ad apologie dell’indifendibile, bizantinismo pericoloso e anti- rivoluzionaro. P.s.Il capo delle Sa Ernest Rohm (così riporta il libro La Guerra di Hitler di David Irving),attentò alla vita di Hitler, proprio perchè secondo l’omosessuale tedesco, il Fuhrer tradì la rivoluzione!A quanto pare, Hitler oltre ad avere avuto la colpa d’essere stato un religioso semi giudaico, è stato anche un pericoloso anti-rivoluzionario.

    buona giornata, cordiali saluti Emilio

  9. Ah, la “reductio ad frocium” dell’avversario, una classica tattica fondamentale della scuola cattolica per allontanare ogni dubbio sulla purezza ideologica del cristianesimo, oltre all’interminabile lista di VIP storici che indubbiamente hanno regalato vittorie di inestimabile valore agli Europei. Io sono dell’idea che occorra ragionare sul presente, utilizzando anche gli ottimi spunti che i grandi del passato ci hanno dato, ma senza per questo cadere nei passatismi (tantomeno utilizzare i grandi per fini terzi, come difendere la religione mondialista cristiana).

    Alcuni possono essere “ereticamente” cristiani, e li rispettiamo, ma é un fatto incontestabile che la religione cristiana nel suo complesso, dopo aver portato alla costruzione di un’Europa politica, stia portando alla tragica distruzione dell’Europa biologica.

    “Se loro fossero la maggioranza cristiana oggi, la religione non sarebbe la minaccia razziale che è. Purtroppo, però, non lo sono; praticamente nessuno di loro é attivamente affiliato a nessuna delle più grandi, affermate Chiese cristiane.”

    W.L. Pierce

  10. Anonymous

    x Emilio Giuliana
    non fartene un cruccio.Le idee degli utenti,tanto come quelle
    del Sommo fabio calabrese,sono la perfetta dimostrazione della
    famosa frase:

    “Uomini che cominciano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell’umanità, finiscono per combattere anche la libertà e l’umanità pur di combattere la Chiesa”.

    Cristo è la causa della decadenza dell’Europa.
    Peccato che l’epoca della Cristianità Europea
    è stata una vetta inarrivabile della civiltà.

    Non si rendono conto di agire secondo visioni
    giudaico-massoniche;difatti è proprio in sinagoga ed in loggia
    che si è sdoganato il paganesimo in funzione anti-cristiana.

    Ma non lo riescono a capire.Hanno bisogno di pensare il contrario.

    Un domani,pur di combattere Dio,si schiereranno contro
    il Fascismo coi loro amici scientisti,massoni,farisei e compagnia.

    Un saluto.
    Hns.

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