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Prete Misogino

Prete Misogino

di Fabrizio Belloni



 I media sguazzano dentro la melma di una notizia che di per sé non meriterebbe neppure di essere ignorata. Un prete in Liguria ha copiato le cretinerie di qualcuno in Internet e le ha affisse alla porta della chiesa.
Fece lo stesso Martin Lutero: altri preti, altre teste, altri attributi. Il Protestante in definitiva sfidava la chiesa di Roma, la curia vaticana, col rischio di essere messo sulla griglia. E non in senso metaforico. In definitiva a Norimberga (o era Dresda?, o in qualche altra Città?) Lutero dichiarava che la mediazione fra l’Uomo e dio, che era di appannaggio del papa, era troppo costosa, sia in termini etico – morali, sia in termini economici. In verità le adunche mani clericali spogliavano oltre il decoro le pecorelle del gregge dei credenti: “voi soffrite in questa valle di lacrime, ché la ricompensa la avrete nell’aldilà”. Intanto il papa ed i cardinaloni, con clero annesso, sguazzavano in poco edificanti piaceri terreni.
Poi la faccenda è peggiorata.
Cosa ha detto il prete ligure? Che lo sterminio di donne cui assistiamo, è in definitiva colpa delle donne, perché troppo provocanti e quindi responsabili della reazione del maschio.
Come maschio, se riuscissi a frenare l’ilarità, mi sentirei offeso. Amo molto, e non mi stancherò di ripeterlo, sia la differenza biologica che allieta la vita, sia la diversità di cervello, di sentimenti, di polluzioni, di interazione, che esiste fra maschio e femmina.
Amo quella inconcepibile capacità che hanno le donne di essere romantiche e sognatrici ed allo stesso tempo  concrete, con i piedi per terra, con il coraggio continuo, quotidiano di affrontare la vita. Noi maschi certe cose dovremmo avere l’intelligenza di ammirarle, almeno. E spesso di imparare, con intelligente umiltà.
Siamo diversi, grazie a Odino!, e quando si diventa una cosa sola – e non parlo solo del corpo, la parte più piacevole ma meno nobile -, si raggiunge il Wahalla, i cieli infiniti.
Per i preti invece la donna era e rimane solo “remedium concupiscientiae”, un mezzo in definitiva per allietare il maschio, per toglierli il mal di testa, e per sfornargli figli da allevare. Per un solo voto di differenza al Concilio di Nicea (324-325 d.c., imperatore Costantino) fu concesso alle donne di avere un’anima. E poi, nel vecchio West, il cavallo, il Winchester e la Colt erano molto più importanti della donna.
Per me non è così. Non mi sento in dovere di dimostrare nulla. E quando vedo una bella donna, la ammiro. E se ha vestiti “provocanti”, la ammiro di più. Ma non mi permetterei mai di “assalirla”. Una donna la si conquista con il sorriso, con la disponibilità, facendole sentire che su di noi ci può contare, che le diamo la sicurezza di esserci sempre per lei,  che la rispettiamo come essere umano, innanzi tutto. Conquistare una donna vuol dire dare se stessi, senza chiedere. State tranquilli che lei è tre passi avanti. Ed è anche così brava da darci l’illusione di averla conquistata: sa come gratificare la psiche infantile di ogni maschio e come solleticare la nostra grezza sensibilità. Conquistare così una donna è la più bella avventura della vita, dopo i figli.
Attribuire ad una minigonna, ad un indumento trasparente, ad una maglietta aderente la giustificazione di un atto animalesco (mi perdonino le bestie, molto più serie di certi sottouomini), vuol dire considerare il maschio come un cretino, mentalmente evoluto come un cavolfiore, senza la vera virilità, che non risiede sotto la cintura, ma nel cervello e nel cuore, prima di tutto. E, visto che la natura ci ha dotati di maggior forza fisica delle donne, sia ben chiaro che tale forza deve essere casomai impiegata nella difesa, non nell’attacco. Una donna la si difende, punto. E non per inesistente superiorità, ma proprio perché purtroppo esistono sottouomini che, traviati da credenze clericali, antropocentriche, arretrate e misogine, considerano la donna solo come qualcosa di inutile attorno alla zona del piacere. Se a questo aggiungete il fatto che i sottouomini di conseguenza considerano la donna come una “proprietà” e non come una parte egualitaria di quella faccenda stupenda che l’amore vero crea, capirete perché qualche imbecille si sente il diritto psicologico di brutalizzare la donna, dall’assalto psicologico per scendere alla violenza, ai pestaggi, al ferimento, all’omicidio.
Tutta colpa della maglietta aderente!…. Ma per favore!  Mi ritengo, e ritengo tanti, tutti i miei amici, differenti, più….. evoluti, grazie ad Odino.
E che il pretonzolo sia un deficiente lo chiarisce anche una telefonata sentita, nella quale chiede al giornalista se una donna nuda lo eccita. Imbecille ed ignorante. Anche nella storia dell’arte  l’Amor sacro è raffigurato in una splendida, pura nudità femminile, mentre l’Amor profano è sempre donna, ma vestita.
Responsabili le donne di provocazione? Sì, sì ed ancora sì,grazie ad Odino!. Ma abbiamo entrambi, maschi e femmine, cervello cuore e volontà.
Meglio amare e conquistare, che prendere ed uccidere. Quello lo hanno fatto i preti, per duemila anni.
Alle donne mi permetto di consigliare: non adiratevi. Non ne vale la pena: seppellite il pretonzolo sotto una montagna di risate. Qualche pernacchia non guasterebbe.
Fabrizio Belloni
Giovedì 27 dicembre 2012
Cell. 348 31 61 598
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Categorie: Attualità, Belloni, Chiesa

Pubblicato da admin il 27 Dicembre 2012

Commenti

  1. Anonymous

    Stima profonda per Don Piero Corsi.

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