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Aspetti del Neofascismo in Francia: l’epopea di Occident

Aspetti del Neofascismo in Francia: l’epopea di Occident
di Alfonso de Filippi



I lettori, e specialmente quelli meno giovani, ricorderanno certo gli avvenimenti del famoso anno 1968 con l’esplosione dei movimenti contestatori che, in Francia, parvero riuscire a <far tremare> la decadente Europa benpensante e borghese ponendola di fronte a vaste esplosioni di violenza. Qui, non si vuole esaminare tale discusso fenomeno ma solo ricordare un movimento francese di <estrema destra> che si distinse in quell’anno per la coraggiosa lotta dei suoi militanti contro, ma non solo, il <fronte rosso>: il Mouvement Occident.
Si è parlato in un precedente articolo dell’esperienza della rivista “ Europe Action” e della Fedération des Etudiantes Nationalistes a essa collegata: fu appunto da una scissione parigina di codesti gruppi che nacque la formazione di cui qui si vuole dare un pur sommario quadro. Staccatosi da E.A. e dalla F.E.N. un gruppo di giovani parigini, prese il nome di Section de Paris des Etudiants Nationalistes prese contatto con un noto esponente del nazionalismo francese Pierre Sidos (1) il quale aveva allora creato un Cercle de Défense de la Culture Française, fu egli a suggerire a questi giovani di ribattezzare il loro gruppo con “Occident” e poi, alla fine dell’Aprile 1964 a denominarlo Mouvement Occident. L’influenza del Sidos fu importante soprattutto nell’allontanare il nuovo gruppo dalle posizioni ideologiche di Europe Action, “compensando” il processo di “moderazione” in campo ideologico con uno sfrenato attivismo.  Il nuovo movimento ebbe sempre una direzione collegiale e la Croce Celtica come simbolo.
Lo statuto del gruppo fu presentato alle competenti autorità il 23 Aprile 1964, vi si sarebbe letto che l’associazione aveva scopi eminentemente culturali: favorire gli scambi culturali tra le nazioni occidentali (Cfr N.Lebourg e J.Beauregard “F.Duprat. L’homme qui inventa le Front National” pag.66), per ragioni di sicurezza non si sarebbero tenuti schedari e liste di aderenti. Già il 24 Luglio il prefetto di polizia di Parigi raccomandò al Ministro della Giustizia di sciogliere il movimento in quanto ricostituzione dei disciolti Jeune Nation e Parti Nationaliste, la richiesta non fu accolta
Indubbiamente il gruppo era ideologicamente sotto l’influenza del Sidos e teneva un discorso tipico dell’estrema destra, mutuato dagli anni 20 e 30 del secolo e fortemente impregnato dell’influenza di Charles Maurras. Veniva respinta la democrazia che avrebbe dovuto venire sostituita dalla “selezione dei migliori elementi della comunità popolare, allo scopo di costituire una nuova elite fondata sul merito e sul talento”. I nazionalisti  volevano essere  il Partito della Nazione francese in opposizione alla repubblica massonica e plutocratica, il partito di una seconda rivoluzione francese che avrebbe dovuto eliminare i nefasti effetti di quella del 1789. Il liberalismo veniva considerato il nemico principale del nazionalismo. Il termine  “fascismo” non veniva rinnegato, il Charpier (“Generation Occident” pag. 88) riporta la dichiarazione di un militante: “Dans la France d’aujourd’hui on ne peut pas être  nationaliste sans être fasciste “
Il 1 maggio 1964 alla prima riunione del nuovo gruppo, Pierre Sidos annunciò l’intenzione di impedire la tenuta di un meeting anticolonialista che avrebbe dovuto svolgersi, organizzato da studenti africani, la settimana seguente. L’8 maggio circa 70 militanti nazionalisti, per lo più di Occidente, attaccarono il meeting e ne dispersero i circa 400 partecipanti, la sala della Mutualité in cui la radunata dei coloureds si stava svolgendo. Alla fine di maggio i militanti ebbero a sostenere vari scontri con studenti di opposto orientamento. Il 12 giugno circa 60 nazionalisti attaccarono un cinema dove si svolgeva una manifestazione di sinistra, i 2000 partecipanti rimasero atterriti dalla violenza degli assalitori il che spiega come  la vittoria di un piccolo numero di aggressori sia stata possibile. Tuttavia alcune imprudenze dei nazionalisti permisero alla polizia di compiere alcuni arresti.
A questo punto, anche consigliato in tal senso dallo stesso Sidos, Occident decise di “darsi una calmata”: il pericolo di andarsi ad aggiungere alla già lunga lista di gruppi nazionalisti, neo fascisti o genericamente di estrema destra messi fuori legge dalle autorità della democratica Repubblica Francese era sempre presente.
In pratica Occident si trasformò, allora, nel< Comité Jeune> dello schieramento che sosteneva la candidatura alla presidenza della repubblica dell’avvocato Tixier Vignancour candidato dell’ “opposizione nazionale” francese. Fin dall’inizio i militanti di Occidente furono i più attivi sostenitori di codesta candidatura La prima riunione di codesto schieramento, il Comite Jeune reclutò varie centinaia di aderenti. Purtroppo a causa delle solite beghe interne, il Sidos decise di abbandonare l’impresa e ordinò a Occidente di ritirarsene, il che fece perdere ai nazionalisti un certo numero di aderenti. Nella campagna del Tixier fecero allora la loro comparsa i “Volontaires d’Europe Action” emanazione dell’omonima rivista e a capo dei giovani sostenitori venne posto Roger Holeindre già condannato per le sue attività nell’OAS e da poco scarcerato.(2)  Come è noto la candidatura del Tixier non ebbe, infine, che il 5,1%  dei voti, in seguito il noto avvocato lanciò un nuovo piccolo partito, l’Alliance Rèpublicaine pour les Libertés et le Progres (A.R.L.P.).
Nello stesso periodo, Occident aveva conosciuto un certo sviluppo, in occasione delle elezioni municipali del marzo 1965 aveva lanciato attacchi a riunioni avversarie e all’epoca della riapertura dei corsi universitari 1965-1966 i militanti si impegnarono in vari scontri al Quartiere Latino, alle porte delle facoltà e dei ristoranti universitari. Il 26 Novembre 1965 Occident organizzò una prima manifestazione cui presero parte circa 250 militanti dopo essersi scontrati con elementi di sinistra.
Poco dopo Occident rompeva con Pierre Sidos al quale si rimproverava, tra l’altro, di non aver fondato quel “Partito Nazionale” che per anni aveva promesso di costituire, e di voler utilizzare i militanti al servizio delle sue iniziative giornalistiche (come “strilloni”). Da parte sua il Sidos vedeva di mal occhio, oggi diremmo giustamente, un certo filo americanismo che iniziava ad emergere nelle file di Occident in nome di un anti-comunismo viscerale. D’altra parte al movimento aderiva, in quel periodo, un discusso personaggio di cui ci si è qui già occupati: François Duprat appena ritornato dalla sua oscura avventura africana.  Il distacco dal Sidos portò, sul campo ideologico, ad abbandonare i riferimenti al passato, cessarono le preoccupazioni di trovare una qualche legittimità agli occhi della estrema destra tradizionale. La base ideologico, però, rimaneva ancorata al nazionalismo unito ad un accanito anticomunismo che si manifestava in slogan talvolta provocatori. 
A questo punto si può citare lo stesso Duprat (pag.142) “Occident si trovò allora davanti ad un grosso problema: essendosi allontanato dal Sidos e non volendo riallacciare i contati col Venner (di Europe Action) esso doveva, benché composto da giovani militanti senza risorse materiali senza “contatti” sforzarsi di giungere a costituire una vera forza politica. Non potendo per raggiungere codesto obiettivo utilizzare i metodi usuali, esso decise che la violenza costituiva il solo strumento alla sua portata. Da allora, il movimento Occident si sarebbe dato a innumerevoli azioni di commando che gli avrebbero conferito una immagine  più che faziosa (fâcheuse) : quella di un gruppo di manganellatori senza cervello. Tale fama era per certi versi falsa: per esempio, una delle prime analisi francesi dell’opera del “filosofo” marxista, di origini ebraiche, H. Marcuse la si dovette nel 1965 a due  responsabili di Occident (F.Duprat e P.Barroux). Inoltre il movimento ebbe una attiva sezione alla facoltà di Scienze Politiche, rifugio poco abituale per un movimento di “casseurs” e qui, forse, il Duprat parlava un poco pro domo sua. In ogni caso la fama di gruppo di picchiatori, seguì il movimento per tutta la sua esistenza e non gli portò certo dei vantaggi! (Ricordiamo che anche il libro del Duprat qui utilizzato venne criticato per il suo dare troppo spazio agli scontri di piazza!). D’altra parte sarebbe da chiedersi se fosse, allora, possibile, nel complesso, una altra “politica”; ricordiamoci quanto avveniva in Italia quando “uccidere un fascista non era “reato”!
Liberatosi dalla tutela del Sidos, il 15 marzo 1966 il movimento effettuò un raid sulla Sorbona, dove giorni prima i rossi avevano assaltato un gruppo di militanti del Mouvement Nationaliste du Progres  partito politico scaturito da <Europe Action>  poi, nei giorni  seguenti, un altro gruppo dello stesso Occident ebbe la stessa sorte. In occasione dell’assalto i nazionalisti diffusero un volantino di estrema violenza che riportava l’invito del generale indonesiano Suharto (3) a uccidere i comunisti che esaltava oltre ai generali indonesiani anche i combattenti sud vietnamiti. I militanti ebbero a scontrarsi soprattutto con i poliziotti che difendevano l’Università, in ogni caso tutto ciò fece una grande “pubblicità” al movimento. Il 26 marzo circa 300 militanti nazionalisti contestarono violentemente una manifestazione della gioventù trotzkista. Nei giorni seguenti venne violentemente contestata la rappresentazione di una infame commedia antimilitarista “les Paravents”di G.Genet, in queste azioni  Occident ebbe l’appoggio di gruppi di veterani  delle guerre coloniali e di un famoso esponente dell’estrema destra nazionalista il già citato Roger Holeindre.   E non mancarono, almeno allora, neppure alleanze “tattiche” con i <rivali> del M.N.P. D’altra parte Occident non mancò di salutare con favore la presa di potere dei Colonnelli in Grecia (il cui regime andrebbe sotto certi aspetti rivalutato) sostenendo “Dato che il solo metodo riconosciuto  per mettere fine all’agitazione marxista  è l’ eliminazione fisica, suggeriamo al governo greco di non lasciarsi prendere nella trappola  di uno pseudo umanitarismo”.
Il 4 maggio si svolse una manifestazione di nazionalisti e di reduci delle guerre coloniali (sovente le due categorie si confondevano!) contro la rappresentazione di tale obbrobriosa commedia che veniva recitata in un teatro difeso da centinaia di attivisti rossi. La maggioranza dei manifestanti, guidata dall’Holeindre, era decisa a evitare incidenti e i militanti di Occident, dovettero, a malincuore, limitarsi agli scambi di insulti e ai lanci di uova e pomodori. Il 20 Maggio militanti di Occident e del M.N.P. manifestavano uniti mettendo in fuga gruppi di avversari.
In tal modo l’anno universitario 1965-1966 si chiuse con un incremento delle attività di Occidente, ciò malgrado le sue difficoltà finanziare che, soprattutto, limitavano le uscite del suo bollettino. Fu peraltro possibile affittare una sede nel cuore del Quartiere Latino ed effettuare un seminario di formazione che procurò l’adesione di fuoriusciti dal MNP; il gruppo parve allora avere grandi possibilità di espansione, ma nuove e più dure battaglie si profilavano all’orizzonte. Gli estremisti di sinistra si andavano anche essi organizzando sotto, la guida di capi in notevole parte di origini ebraiche:il 1968 si avvicinava!
Teatro di violenti scontri tra gli <opposti estremismi> fu il centro universitario di Nanterre, qui gli studenti di destra in netta minoranza di fronte a quelli di estrema sinistra, chiesero aiuto ai militanti di Occident. Il 17 Ottobre 1966 bastarono 7 nazionalisti, evidentemente particolarmente “in gamba”  del gruppo  a sconfiggere alla Caffetteria del centro una cinquantina di avversari, salvandosi poi a stento da un contro attacco comunista. L’indomani una trentina di nazionalisti si batterono lungamente contro un numero preponderante di rossi. Il I novembre nuovi duri scontri tra Occidente e i rossi. In seguito, i nazionalisti decisero di interrompere le azioni squadriste, il che per il Duprat (cit.pag.146) fu un grave errore che impedì’ un ulteriore rafforzamento del movimento a Nanterre e lasciò campo libero ai rossi.
Nei giorni seguenti Occident preparò una grande manifestazione per il 10° anniversario dell’insurrezione anti comunista ungherese, al progetto si unirono anche altri gruppi della destra nazionale, ma la manifestazione venne proibita dalle autorità il 3. Il giorno dopo, comunque, i nazionalisti tentarono egualmente di manifestare cercando persino di assalire la sede del Partito Comunista Francese, ebbero così a scontrarsi duramente con le forze dell’ordine.
Occident poté allora dichiarare di essere “La Formation de Combat de l’Opposition Nationale”, (erano attivi anche il M.N.P., la Juene Alliance sezione giovanile del partito del Tixier e il neonato Mouvement Jeune Révolution) ma, ben presto il gruppo sarebbe stato colpito da nuove misure repressive. Occident era presente soprattutto a Parigi con piccoli gruppi nel resto della Francia ad esempio a Rouen. All’università di questa città l’8 gennaio  1967 si ebbero scontri tra militanti, venuti soprattutto da Parigi, e gauchistes, seguirono inchieste poliziesche e un mese dopo, l’8 Febbraio 1967, la polizia parigina compì una retata tra i dirigenti del movimento nazionalista che portò all’arresto di una quindicina di dirigenti e militanti i quali, peraltro, furono rimessi in libertà provvisoria dopo un paio di mesi, codesti arresti, tuttavia provocarono una certa crisi del movimento che così non poté approfittare della disgregazione di altri gruppi nazionalisti.
In quel periodo erano attive varie sezioni nella provincia e Occident si espandeva seppur lentamente anche nel resto della Francia creando tra l’altro una Union Lycéenne per gli studenti più giovani, inoltre vennero fatti tentativi per arruolare anche giovani lavoratori volendo il movimento dimostrare di non essere ristretto agli ambiti studenteschi. La propaganda della sezione liceale manteneva un aspetto di notevole violenza. Agli inizi del 1967 essa diffuse in vari licei parigini un volantino dal significativo titolo “Mort au Bolchevisme”. Ne riproduciamo il testo: “Oggi i traditori gollisti si uniscono all’URSS, al consiglio di sicurezza, contro la pace occidentale in Vietnam. Da 25 anni, il Gollismo è alleato dell’Est contro i difensori dell’Occidente (Legione dei Volontari Francesi contro il Bolscevismo, paracadutisti e legionari, marines) Più che mai i nazionalisti francesi proseguono la lotta contro la putrefazione (pourriture) democratica e i valletti del Bolscevismo. La Rivoluzione Nazionalista regolerà i conti con gli alleati di Mosca come con quelli di Pechino!”
Intorno al tema della guerra in Vietnam si andavano, infatti, mobilitando  sia i <rossi> di tutte le gradazioni che i militanti dell’anti comunismo.
Il 21 febbraio 1967 Occident organizzò una contro manifestazione per contestare una radunata pro Vietcong dell’estrema sinistra, naturalmente anche questa iniziativa provocò gli usuali violenti scontri tra “opposti estremismi”, inoltre i nazionalisti (da 250 a 300) si scontrarono anche con la polizia. La guerra del Vietnam era allora all’ordine del giorno e Occident concentrò le sue attività in appoggio alle forze Anticomuniste e in opposizione ai simpatizzanti del Vietcong, le azioni si moltiplicarono, mentre il movimento conosceva una certa crescita. Si può qui notare  che la posizione di Occidente era quella della difesa dell’Occidente contro l’Oriente marxista, si era ormai lontani da Europe Action la cui ideologia si basava sullo scontro tra il mondo bianco e quello di colore. Occident era consapevole che la difesa del colonialismo apparteneva al passato e che l’ ”Occidente” comprendeva ormai anche quelle nazioni del “Terzo Mondo” che cercavano di difendersi dalla espansione comunista. E’, peraltro, da notare che in occasione della Guerra dei Sei Giorni tra l’entità sionista e gli Stati arabi, Occident non condivise l’entusiasmo filo israeliano che aveva infettato allora quasi tutta la destra nazionale francese, piuttosto si ispirava alle posizioni della rivista di Maurice Bardeche “Défense de l’Occident”. Oggi, sfumata la “minaccia” comunista rimane quella delle masse di colore che premono sui paesi bianchi e le posizioni di Europe Action possono ritornare in primo piano.
Dopo la successiva liberazione dei dirigenti arrestati Occident intensificò le azioni contro i sostenitori del comunismo indocinese il che procurò al movimento nuove adesioni. Nel settembre Occident fu rafforzato dall’adesione di altri elementi provenienti dalla Federation des Etudiants Nationalistes. Ma anche i vari gruppi dell’estrema sinistra (maoisti, trotzkisti, anarchici e compagnia brutta) si andavano mobilitando e organizzando soprattutto per lottare contro gli estremisti di destra. Così il 26 novembre, una manifestazione di circa 200 militanti al Quartiere Latino fu una mezza sconfitta di fronte alla militanza degli avversari. Scrive il Duprat (pag.152) “il movimento tentò di migliorare le sue strutture: nel dicembre 1967, la Segreteria Nazionale creò dei settori su Parigi, dando infine al movimento una vera organizzazione territoriale. Soprattutto il movimento si mise alla ricerca di combattivi alleati per disputare il dominio delle strade ai gauchistes sempre più numerosi e determinati.”.
Nella sua attività anti vietcong Occident trovò, infatti, degli alleati, già da tempo  Roger Holeindre  aveva organizzato una Association France-Vietnam du Sud e anche egli vide la possibilità di unire le formazioni nazionali attorno a questo tema. Inoltre i nazionalisti speravano che il regime anticomunista di Saigon li aiutasse economicamente .Come scriveva ancora il Duprat(cit.pag.152) gli aiuti non giunsero, ma la causa del Sud Vietnam rimase popolare tra i nazionalisti che simpatizzavano più per l’esercito di Saigon che per le truppe USA. Loro alleate e che avrebbero finito per fuggire ignominiosamente dall’Indocina. L’Holeindre sapendo che l’ex candidato alle presidenziali Tixier Vignancour preparava il lancio di un Front National Anti-communiste, volle precedere il famoso avvocato e a metà gennaio 1968 annunciò la nascita del Front Uni de Soutien au Sud Vietnam cui aderirono vari gruppi dello schieramento nazionale francese.
La creazione di codesto Fronte non mancò di provocare la rabbia dei vari gruppi di estrema sinistra i quali non mancarono di contestare violentemente la prima manifestazione del Front Uni tenutasi alla Mutualitè il 7 febbraio 1968. Nonostante i violenti scontri tra estremisti di sinistra e polizia all’esterno dei locali, i nazionalisti poterono poi manifestare al grido di <Vietcongs Assasins> e <Occident Vaincrà>. Furono raccolte, in codesta occasione, nuove adesioni e fondi per la costruzione di un ospedale a Saigon.
Dopo questo episodio l’Holeindre organizzò per il 30 e il 31 Marzo seguenti due giornate di solidarietà con il Vietnam del Sud. Il 30, dopo un’intensa campagna <pubblicitaria> di manifesti e scritte murali, circa 20.000 manifestanti sfilarono dietro le bandiere del Sud Vietnam. Gli attivisti di Occident oltre a costituire una notevole parte del corteo ne assicurarono l’inquadramento e il servizio d’ordine Scriveva il Duprat (cit. pag.154) “Il governo sud vietnamita estasiato da  tale avvenimento, avrebbe poi diffuso in modo massiccio nel paese, un opuscolo, con molte fotografie, dedicato a codesta manifestazione”. Il 31 vi fu una <veglia> all’Arco di Trionfo e distribuzioni di volantini.
Protagonista di tali iniziative il movimento poté reclutare nuovi aderenti, mentre il Fronte si sviluppava e si diffondeva anche nel resto della Francia, per il Duprat (pag.154) Occident era la sola componente veramente “dinamica” del Front Uni e ciò non poteva che avvantaggiarlo.
Peraltro il centro universitario di Nanterre rimaneva un campo di battaglia tra nazionalisti e i gauchistes capeggiati dal famoso Cohn-Bendit Il 29 aprile i rossi assaltarono un’esposizione di propaganda anche il Front Uni teneva al n.44 de Rue des Rennes, parte del servizio d’ordine degli elementi di destra era assente. L’Holeindre e una ventina di elementi di destra tentarono di resistere ma furono sopraffatti dal numero, vi furono vari feriti e l’esposizione venne messa a sacco. I dirigenti di Occident emanarono allora un minaccioso comunicato annunciando future azioni e, in effetti, si misero a preparare una manifestazione proprio a Nanterre. L’Holeindre che durante l’assalto dei gauchistes aveva rischiato di finire impiccato scelse invece un’attitudine più “pacifista”. La manifestazione prevista per il 2 maggio prendeva nei suoi preparativi l’aspetto di una vera e propria operazione militare: da parte loro gli elementi di sinistra non mancarono di fortificarsi nel centro universitario. Questo venne però chiuso dalle autorità e il campo per la prevista battaglia si spostò al Quartiere Latino, gli estremisti di sinistra annunciarono che vi avrebbero tenuto un meeting il 3 maggio e Occident annunciò che l’avrebbe impedito. Il 3 maggio la Sorbona venne colpita da un misterioso attentato che aumentò la tensione, i gauchistes vi si radunarono armati, mentre i nazionalisti facevano altrettanto alla facoltà di legge di Assas per poi mettersi in marcia, in numero di circa 200 verso la Sorbona, intervennero le forze dell’ordine che finirono per scontarsi con i camerati di Occident. Come notava il Duprat (pag.157): il primo cocktail molotov del famoso maggio 1968 fu lanciato contro un veicolo della polizia da un militante di estrema destra! Nei giorni seguenti, mentre i nazionalisti preparavano nuovi attacchi ai rossi, questi divennero protagonisti dei moti. Come  notava Joseph Algazy in “L’Extreme Droite en France da 1965 a 1984” (L’Harmattan, Paris,1989 pagg.57-58) “E’ verosimile che le provocazioni di Occident nelle università abbiano contribuito, anche esse, a scatenare  l’esplosione del Maggio ‘68”.
Scoppiati i tumulti i militanti di Occident si trovarono di fronte ad un dilemma: allearsi al regime gollista in funzione anticomunista oppure affiancarsi ai gauchistes contro il regime stesso, in questo caso probabilmente i rossi non avrebbero certo accettato gli estremisti di destra come alleati!(4). Citiamo ancora dal Duprat (pag.159) “Infine fu impossibile prendere una posizione del tutto chiara i gruppi, nazionali e nazionalisti, rischiarono di disintegrarsi. Alcuni militanti andarono a battersi sulle barricate (e sotto le bandiere rosse…) altri si ritrovarono il 30 Maggio ai Champs Elysèes sotto i vessilli con la croce di Lorena dei gollisti. Quanto ai movimenti stessi, già di per se troppo deboli e privati di una parte notevole dei loro aderenti, si ritrovarono impotenti davanti ai brutali sviluppi della situazione.”
Cito ancora dal Duprat (pag.159) “Il Mouvement Occident, che disponeva di effettivi devoti e attivi, doveva essere il solo a tentare di condurre una azione coerente, se si mette a parte i tentativi di Tixier Vignancour della Restauration Nationale (monarchici maurassiani). Fedele alla sua vocazione studentesca, Occident volle rispondere alle occupazioni dei licei e delle facoltà agendo allo stesso modo. Ma, in precedenza, i nazionalisti si erano sforzati di partecipare alle lotte in corso. Così si vide i membri di Occident partecipare  con decisione alle barricate  della via Gay Lussac nella “Notte Rossa” del 10/11 maggio, e animare una manifestazione “nazionale” ai Champs Elysées, la sera del 13 maggio.”
Nel tentativo di cerarsi una base, Occident tentò di installarsi alla Facoltà di Legge di Assas, dove riuscì a organizzare alcuni meetings prima di esserne espulso dalle soverchianti orde rosse.

Il 17 maggio, in concomitanza con una grande manifestazione anticomunista, il Movimento tentò una grande azione: l’occupazione dell’Istituto di Scienze Politiche allo scopo di farne base di un contro-attacco contro i rossi del Quartiere Latino. Purtroppo uno sciopero dei mezzi di trasporto impedì’ a gran parte dei militanti di radunarsi. Tuttavia l’assalto venne ugualmente sferrato: meno di cinquanta nazionalisti contro un numero ben superiore di avversari che riuscirono a respingerli. I nazionalisti si unirono alla manifestazione anti comunista in cui finirono per scontrarsi con i monarchici della R.E.: a causa del rifiuto di questi ultimi di affrontare le forze dell’ordine.

Seguì un “interessante” svolgimento dei fatti che così viene narrato dal Duprat (pag.161) :” Dopo l’insuccesso di Scienze Politiche e la cacciata del movimento da Assas alcuni discreti intermediari vennero a far visita ai capi di Occident. Erano degli <agenti segreti> uomini che avevano lavorato al Congo  nell’entourage di Bob Denard, il famoso mercenario, erano muniti di documenti ufficiali e proposero  il loro sostegno  per una azione mirante a riconquistare Assas, per farne un centro di azione anticomunista”. I tre principali dirigenti del gruppo nazionalista decisero di accettare la proposta, ma altri 9 esponenti la rigettarono preferendo tutto, anche una la vittoria dei gauchistes a quello che sarebbe parso un accordo con i gollisti, insomma non vollero fare le <guardie bianche> del <sistema>. Per il Duprat (pag.162) “Tale atto di cecità politica significò la fine dell’attività autonoma di Occident che si vide sorpassare da molte altre iniziative.
Il 22 maggio Occident riuscì a mettersi alla testa di una manifestazione organizzata dal Front National Anti Communiste del Tixier, un assalto alla sede del quotidiano comunista Humanitè venne respinto al pari di quelli tentati contro altri obiettivi.
Intanto la situazione generale francese diventava sempre più confusa, il regime pareva colpito a morte, nell’ombra si organizzavano più o meno fantomatici complotti, il paese pareva avviato alla guerra civile, sembravano risorgere i fantasmi della  Spagna del 1936.
Tixier Vignancour si affiancò al regime gollista, mossa rifiutata da altri della “area” ad esempio dai periodici Minute, Rivarol e da Occident. Alcuni militanti nazionalisti iniziarono a prepararsi per un passaggio alla macchia
L’appello alla nazione del De Gaulle radunò intorno al vecchio generale la maggioranza della nazione, (la fin troppo famosa “maggioranza silenziosa” tale forse perché aveva poco da dire) il 30 Maggio si svolse ai Champs Elysées una immensa manifestazione in suo sostegno, volenti o nolenti molti nazionalisti (ARPL di Tixier, Monarchici di R.N. e dissidenti di Occident) sfilarono in sostegno al generale ribelle del 1940 cui molti non  volevano  perdonare  anche il tradimento dell’Algeria Francese. Per “ringraziare” l’ex opposizione nazionale, il regime gollista fece scarcerare esponenti dell’O.A.S. che languivano ancora nelle patrie galere, alcuni di questi come Bidault e Soustelle avrebbero poi tentato, senza molta fortuna, di svolgere un ruolo politico.
Il 12 giugno venne decretato lo scioglimento di vari gruppi <violenti>. tra questi, tra le proteste di alcuni, non era compreso Occident: vi fu, infatti, chi si scandalizzò che degli <opposti estremismi> il <regime> gollista aveva risparmiato quello di destra!
Bisogna riconoscere che dal coraggioso, e se vogliamo, talvolta eroico, attivismo di Occident non sorse quel movimento politico che sarebbe stato possibile costituire. Scrivono il Lebourg e il Beauregard(cit.pag.79) “Malgrado il loro coraggio fisico, le loro capacità intellettuali, la loro violenza e la loro foga, i capi di Occident non furono capaci di  trovare la strada per una azione che fosse contemporaneamente antigauchista e antigollista, contro il sistema e contro i rivoluzionari”(di sinistra, insomma la via sarebbe stata quella di sempre: “contro il fronte rosso e contro la reazione”!)
Quando, nell’ottobre 1968, riaprirono gli istituti universitari Occident, si ritrovò alquanto rinforzato con 8OO militanti parigini, forse più del doppio dei giorni precedenti il Maggio (come si è visto tali valutazioni numeriche rimangono alquanto confuse e imprecise). Nel resto della Francia, seppur in grande confusione, le sezioni erano aumentate e i loro aderenti cresciuti di numero. Nel luglio una <conferenza nazionale> aveva tentato una ristrutturazione del movimento, tra l’altro, ampliando il <servizio d’ordine> (vale a dire le squadre d’azione). Ciò non mancò di preoccupare le autorità, timorose di un nuovo <Maggio> esse temevano che i militanti nazionalisti con il loro attivismo provocassero nuovi tumulti e violenze da parte dei rossi, il che non mancò di accadere!
I militanti iniziarono a diffondere i loro volantini in vari licei della capitale il che non mancò di causare i prevedibili scontri con gli avversari. Il 20 ottobre fu messa a sacco una sede di sinistra, da parte loro i gauchistes si resero responsabili di vari attentati, seguirono altri scontri ad Assas. Per il governo la situazione ritornava a essere preoccupante. Il 28 ottobre elementi di estrema sinistra assaltarono un locale frequentato dai nazionalisti il <Relais Odeon> che, in un certo senso, fungeva quasi da sede per Occident, i rossi incendiarono il locale con le molotov, i nazionalisti, peraltro, avvertiti da una delle loro <antenne> nel campo avverso, quel giorno non erano presenti. Seguirono ancora un attentato dinamitardo ad una libreria filo maoista e un attacco anarchico ad una di destra.
La misura era colma, e le autorità decisero lo scioglimento del Mouvement Occident partire dal 1 Novembre senza peraltro intraprendere alcuna misura contro i suoi dirigenti.
Concludeva il Duprat (pagg. 178-179) “Così terminava l’esistenza di un movimento, che, creato da alcuni giovanissimi militanti, era riuscito, grazie unicamente ad azioni violente, a essere conosciuto da tutta la Francia. Il suo attivismo scatenato gli aveva permesso di diventare un movimento relativamente importante e che iniziava, quando fu sciolto, a impiantarsi seriamente anche in provincia. Ma i suoi metodi brutali gli avevano attirato l’attenzione e l’odio degli avversari di sinistra e l’ostilità della destra che non aveva alcuna voglia di venire compromessa dalla fama di violenza del movimento. Avendo svolto un ruolo scatenante nei meccanismi che provocarono la <Rivoluzione di Maggio> esso doveva logicamente subire la stessa sorte dai gruppi di sinistra protagonisti di tale “rivoluzione”. Sfuggito alla repressione del Maggio, Occident era, in effetti, già condannato “con la condizionale”, cosa che i suoi capì non seppero capire e proseguirono, come se nulla fosse successo, le azioni di commando”. Favoriti da tale divieto furono, naturalmente, i rossi che non trovarono più davanti a loro un combattivo e tenace avversario. Dopo lo scioglimento, si sarebbe potuto pensare che i nazionalisti non avrebbero tardato a costituire un nuovo movimento, ma ancora una volta i dissidi e le liti interne fecero perdere altro tempo prezioso. I militanti che volevano continuare ad agire nell’ambito universitario fondarono il Groupe Union Droit (G.U.D.) che riuscì ad impiantarsi nel entro di Assas. A Scienze Politiche agiva invece l’Action Nationaliste guidata da Jean Gilles Malliarakis che, per provocare i rossi non mancò di convocare un meeting per l’anniversario della fondazione dei Fasci di Combattimento (!). Seguirono altri scontri e altri tentativi di unificazione infine, nel 1970, nacque il movimento Ordre Nouveau, destinato anch’esso a venire posto fuori legge, ma che partecipò a quelle iniziative da cui sarebbe sorto il Front National di Jean Marie Le Pen.

Vi è, peraltro da notare, un lato negativo che emerse dopo lo scioglimento di Occident e che viene messo particolarmente in luce nel volume del Charpier che opportunamente pone come sottotitolo “De l’extrême droite à la droite”: un numero notevole di esponenti di Occident finì, dopo più o meno lunghi e tortuosi percorsi per riciclarsi nelle file delle destre liberali democratiche, inutile qui elencare i nomi). Un fatto che chi scrive ritiene senz’altro spiacevole, ma che non potrebbe neppure paragonarsi al suicidio totale della “destra nazionale” italiana. Probabilmente in tale involuzione giocò un suo ruolo una certa debolezza ideologica, l’aver posto il comunismo come “nemico principale, se non “unico” fu un errore, caduta la vera o presunta  “minaccia rossa” non poteva che seguire negli anticomunisti più viscerali una devastante crisi di identità!

Non avendo a disposizione materiale del movimento non si può che limitarsi a metterne in risalto l’aspetto attivistico, possiamo dire che tra militanti di codesta fatta, in Francia, come in Italia, indipendentemente da errori, scelte sbagliate e suicide etc. riemerse il <tipo> del guerriero e lo stesso Mouvement Occident ci appare più una lega (bund) guerriera che un gruppo politico; notava il Charpier /cit.pag.94) “la maggior parte dei militanti di Occident prendeva parte agli scontri, quali che fossero le loro attitudini fisiche.”  Sono passati pochi decenni e forse, possiamo sperare che in Europa si possano trovare ancora dei “guerrieri”. Il sottoscritto continua a ritenere che la conquista dell’Europa da parte dei popoli di colore difficilmente potrà compiersi in modo del tutto indolore, forse vi saranno scontri razziali, tentativi di pulizie etniche etc. in questo caso vi sarà bisogno di “guerrieri” consci della importanza vitale della posta in gioco. Un demografo francese, Gerard–Francois Dumont, già vari anni fa ebbe a scrivere: ”L’uomo bianco è attualmente davanti a due scelte, suicidarsi o salvare il mondo salvando se stesso”. (cit. da Carlo Rossella <Pallidi. Di paura> in <Panorama> 6/X/1985

ALFONSO DE FILIPPI


NOTE
(1)  Pierre Sidos nato nel 1927 è figlio di François Sidos che già  attivista delle Jeunesses Patriotes, militò sotto il governo del Maresciallo Petain nella Milice e fu fucilato nel 1946. Pierre aveva militato nel movimento fascista Francisme e nel 1949 con i suoi fratelli Jacques e François fondò il movimento Jeune Nation che venne vietato nel 1958,fu imprigionato per il suo sostegno all’OAS. In seguito fondò e diresse il movimento Oeuvre Française, sovente definito “neo petainista” Nel 2010 annunciò il suo ritiro dalla politica deluso anche dall’ascesa di Marine Le Pen alla guida del Front National, con cui l’O.F. aveva iniziato una certa collaborazione. Il  gruppuscolo continua ad esistere sotto la guida di Yvan Benedetti.
 (2) Roger Holeindre è nato il 21 Marzo 1929 in Corsica, dopo aver partecipato alla resistenza(nessuno è perfetto!), combatté in Indocina e poi in Algeria,dopo aver militato nelle file dell’OAS ebbe a scontare una pena di prigione. Dopo le sue attività a favore del Sud Vietnam e i moti del 1968 fondò vari gruppuscoli nazionalisti (Jeunesses Patriotes et Sociales, Parti National Populaire).Nel 1972 partecipò alla fondazione del Front National di cui fu deputato e uno dei maggiori dirigenti.Nel 2011 deluso per l’elezione alla guida del partito di Marine Le Pen abbandonò il partito per poi aderire a una formazione scissionista il Parti de la France.
(3) “Occident fece sua l’esortazione del Generale Suharto che il 1 ottobre 1965, era salito al potere in Indonesia in seguito ad un colpo di stato militare. Nei mesi seguenti venne perpetrato in  Indonesia il più grande massacro di comunisti del dopoguerra.” Charpeir op.cit.pag.114.Sui muri di Santiago del Cile nei giorni precedenti il golpe di Pinochet appariva frequentemente una semplice scritta: “Giakarta” !
(4)  Anche in Italia vi sarebbe stato chi si trovò di fronte a analogo dilemma. Stefano Delle Chiaie nel suo avvincente “L’Aquila e il Condor” (Sperling & Kupfer, Milano, 2012) scrive (pag.74) “Il 22 Marzo….a Nanterre era stato lanciato un Manifesto programmatico alla cui stesura avevano contribuito alcuni nostri camerati francesi proveniente dalla scissione di Occident, movimento nazionalrivoluzionario nato da una precedente divisione della federazione degli studenti nazionalisti”.Si può intuire che codesto manifesto fosse a favore della rivolta, peccato che l’Autore non ne dica di più!
BIBLIOGRAFIA
Duprat François “Les Mopuvemente d’Extreme Droite en France depuis 1944” Ed.Albatros,Paris,1972
Charpier Frederic “Génération Occident”Seuil,Paris,2005
Leboug M.-Beauregard J. “François Duprat-L’homme qui inventa le Front National”Denoel,Paris,2012
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Categorie: De Filippi, Francia, Neofascismo

Pubblicato da admin il 9 Ottobre 2012

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